Cornaggia

Cornaggia, creatore di bijoux. L’originalità e l’armonia delle sue creazioni le permettono di lavorare con le maison di moda più famose.

Cornaggia. Daniele Cornaggia, dopo aver studiato scenografia, apre un atelier di alta moda. Poi si unisce al socio Bruno Muheim e inaugura la produzione di bijoux. Le creazioni si avvalgono di pietre, pelli e cristalli . L’originalità e l’armonia dei suoi bijoux le garantiscono contratti con Christian Dior, Givenchy, Yves Saint-Laurent.

Cornaggia
Cornaggia bijoux

È autore di una collana per Jackie Kennedy andata poi all’asta per Sotheby’s e di tutti i gioielli che hanno fatto da corredo alla mostra itinerante organizzata nei musei Guggenheim in onore di Giorgio Armani. Realizza anche una linea di borse, ornate con le stesse tecniche e gli stessi materiali semipreziosi che sono ormai marchio di fabbrica.

Potrebbe interessare anche

Van Cleef Arpels: la voce dell’enciclopedia della moda

I 5 gioielli d maggior valore al mondo

La Falaise

La Falaise (de), Loulou (4 maggio 1948 – 5 novembre 2011).Collaboratrice e fedelissima amica di Yves Saint-Laurent, anche una sorta di musa soccorrevole nei molti momenti di “mal di vivere” dello stilista. Nativa del Sussex, un fisico androgino e un volto alla Marlene Dietrich. È figlia d’arte. Il padre, Oswald Birley, fu pittore ufficiale della corte inglese; la madre, Maxime de La Falaise fu indossatrice di Schiaparelli. Curioso, visto che, come si racconta, durante il suo battezzo non venne unta con l’acqua santa ma con alcune gocce del profumo Shocking della nota casa di moda.

Loulou de la Falaise in uno scatto del 1984

La sua infanzia non fu certo semplice. Figlia dello scrittore Alain, conte de La Falaise e della modella Mazime de la Falaise, in giovane età fu affidata, sino all’età di sette anni, ad una famiglia affidataria per l’inadeguatezza della madre. Il carattere ribelle di Loul la costringe fuori dal Lycée Français de New York, dove era stata iscritta.

Spregiudicata Loulou

Iniziò la carriera come modella di Vogue. Loulou entrò da Saint-Laurent nel 1972 per diventare via via la direttrice del settore accessori. Trent’anni dopo quel suo “primo impiego” e circa un anno dopo l’addio alla moda di Saint-Laurent nel 2002, Loulou ha aperto (febbraio 2003) una boutique in rue de Bourgogne a Parigi e ha debuttato nello stilismo con una prima collezione di abiti e gioielli. Venne definita musa dello stilista ma rinnegò l’appellativo perché “una musa è qualcuno che sembra affascinante ma è abbastanza passivo, mentre io lavoravo molto duramente.”

Con una sottana vedo non vedo

Lo stile di LouLou de la Falaise

Emancipata, sensuale, spesso mascolina e libera: di Loulou de la Falaise ci sarebbe da scrivere un enciclopedia intera. Eredita la bellezza della madre, Loulou fa impazzire la stampa patinata, Yves, appunto. Lei è indiscutibile la donna più desiderata dell’epoca. Stravolgente e accattivante. Poco pudica ma mai volgare.

Yves e Loulou in uno scatto di Norman Parkinson del 1974

Quando sposò in seconde nozze Thadée Klossowski de Rola, uno scrittore francese, figlio minore del pittore Balthus, indossa un completo harem con turbante di Yves Saint Laurent Rive Gauche. Dalla loro unione nacque la figlia Anna Klossowski de Rola. Dal primo marito, Desmond FitzGerald , 29 ° cavaliere di Glin, si separa nel 1970 dopo solo un anno di matrimonio.

Loulou, Betty catroux e Yves Saint Laurent. Guy Marineau. 1978

Loulou muore il 5 novembre 2011 dopo una lunga malattia: probabilmente per un cancro ai polmoni.

Barbieri Gianpaolo

Barbieri Gianpaolo (1940). Fotografo italiano. Ha messo in scena un’immagine teatrale della moda, in bianco e nero e a colori.

Barbieri Gianpaolo (1940). Fotografo italiano. Ha messo in scena un’immagine teatrale della moda, in bianco e nero e a colori. Legato alle esperienze cinematografiche degli anni ’40 e ’50, le ha utilizzate per la regia delle sue foto. Per esempio, si è ispirato, per un’immagine che voleva forte di tensione, a un’angosciata Ingrid Bergman in Io ti salverò. Dopo un inizio di lavoro con il padre, esperto di tessuti della Galtrucco, e un tentativo di farsi strada nel cinema come attore e come operatore, incontra Tom Kublin, diventa suo assistente e sceglie il mestiere della fotografia. Era il 1964. Collabora con Harper’s Bazaar e, nel ’65, firma il suo primo servizio per VogueNovità.

Nel corso del tempo, ha curato campagne pubblicitarie per alcuni fra i maggiori stilisti italiani e stranieri, da Saint-Laurenta Valentino, da Albini a Versace, ad Armani. Ha pubblicato la monografia Artificiale (’82), Silent Portrait (’84), Tahiti Tattoos (’89) e, per il gioielliere Pomellato, La mappa del desiderio con testo di Antonio Tabucchi. A Palazzo Reale a Milano nel 2007 ha luogo la mostra dedicata al celebre fotografo di moda, che con le sue 140 foto a colori e in bianco e nero ripercorre la carriera dell’artista che ha ritratto le più grandi icone dello stile, tra cui Audrey Hepburn, Sophia Loren, Veruschka, Iman, Jerry Hall e Monica Bellucci.

Nel 2008 a Piazza Risorgimento, Roma, Barbieri Gianpaolo celebra la nascita della prima collezione di gioielli preziosi Morellato Gold, attraverso una serie di scatti chiamati La Vera Natura dell’Oro.

Billy Boy

Billy Boy due le sue passioni: creare gioielli fantasia e collezionare abiti e bambole.Nato a Vienna fin da subito respira l’atmosfera degli abiti di lusso.

Boy Billy due le sue passioni: creare gioielli fantasia e collezionare abiti Haute Couture e bambole. Nato a Vienna, fin da bambino respira in famiglia l’atmosfera degli abiti di lusso: inizia a collezionarli già a tredici anni e oggi possiede più di 11 mila pezzi, tra cui 2500 capi di Elsa Schiaparelli. A Parigi, in rue de la Paix, apre nel 1975 Surreal Couture e cinque anni dopo Surreal Bijoux. È il 1980 e ha solo vent’anni.

Amico di artisti, attori, personaggi della moda, crea bijoux “surrealisti” per Thierry Mugler e Charles Jourdan, e ha come clienti Elisabeth Taylor e Lauren Bacall. Le sue opere sono esposte al Victoria and Albert Museum, al Museum of Art e al Musée des Arts de la Mode. Nel 1989, lancia in Europa la sua bambola mannequin, che chiama Mdvanii, e quattro anni dopo pubblica, per le edizioni Maeght, il libro Bluette.

Nel 1990, una mostra itinerante (Le Grand Tra La La) porta all’estero e rende famose le sue creazioni. Possiede la più importante collezione di Barbie, la bambola che ha fatto impazzire milioni di bambine e adolescenti in tutto il mondo. Più che una bambola tradizionale, la mitica Barbie è simile a una modella, alta, slanciata e sexy. Le sue caratteristiche sono accentuate dalle acconciature, dagli accessori, ma soprattutto dal ricchissimo guardaroba, che va dai sontuosi abiti da sposa e da sera, alle pellicce, ai costumi da bagno.

Billy Boy
Le Barbie firmate Billy Boy.

Da qui venne a Billy Boy l’idea di dedicarle nel 1985 una mostra al Musée des Arts Décoratifs di Parigi: 300 Barbie vestite da 61 stilisti famosi, fra cui Kenzo, Gaultier, Coveri, Mugler, Montana. L’abito da sposa è di Féraud, la pelliccia rossa di Dior, mentre Saint-Laurent le dedica ben 16 modelli delle passate collezioni. Ispirandosi a Bettina, da sempre sua musa, Billy Boy veste Barbie con un abitino nero anni ’60, molto semplice e lineare.

Nel 1998, assieme a Lestrade, fonda in Svizzera Fondation Tanagra: un contenitore di arte, moda e cultura senza scopo di lucro, al fine di esibire non solo le creazioni dei giovani artisti, ma anche di promuovere gli appuntamenti delle arti figurative e del design.

Roversi

Roversi Paolo (1947). Fotografo italiano. Dopo l’iniziale interesse per il reportage, apre uno studio nella sua Ravenna dove si dedica allo still-life

Roversi Paolo (1947). Fotografo italiano. Dopo l’iniziale interesse per il reportage, apre uno studio nella sua Ravenna dove si dedica allo still-life e al ritratto. Si trasferisce nel 1973 a Parigi dove incontra, con Guy Bourdin, il mondo della moda. Autore raffinato, è capace di far emergere nello stile delle sue immagini sia i richiami espliciti alla cultura della beat generation sia le atmosfere oniriche del mistero e dei ricordi d’infanzia. Per fare ciò utilizza luci molto particolari che ben si adattano alla corposità della pellicola grande formato 20×25 polaroid che è il primo a utilizzare nel campo della moda.

Roversi
Paolo Roversi

Lavora per Harper’s Bazaar, Vogue, Uomo Vogue, Arena, i-D, Interview, Marie Claire, W, Elle e realizza campagne per Christian Dior, Cerruti, Valentino, Yves Saint-Laurent, Alberta Ferretti, Givenchy, Kenzo. Fra i suoi libri, che accompagnano le rare ma preziose mostre, Nudi (1999) raccoglie una serie di corpi femminili dotati di un erotismo misterioso che si ritrova anche nel libro edito l’anno seguente da Carla Sozzani. L’introduzione a Libretto (Editions Stromboli, 2000), un piccolo volume che raccoglie immagini a colori di un fascino misterioso, ben rende lo spirito che anima Roversi: “Questo piccolo libro è nato per caso, senza una ragione. Lo si deve prendere così, come si raccoglie un sasso, come si ascolta una canzone o un uccello fischiettare in fondo al giardino”.

Roversi
Scatti di Paolo Roversi

Roversi ha fatto anche fotografie al di fuori del mondo della moda. Come per esempio per Bisazza, azienda conosciuta a livello internazionale per la produzione di mosaico vetroso. Tra il 2013 e il 2014 produsse cinque scatti, facenti parte della campagna pubblicitaria dell’azienda, caratterizzati dalla fusione fra la modella e il decoro in mosaico posto sul fondo.

Roversi ha esposto più volte a partire dal 1984 i suoi scatti nelle mostre. L’ultima nel 2017 alla galleria Carla Sozzani

Nel 2020 Paolo Roversi firma The Cal, il celebre calendario Pirelli. È il primo fotografo italiano ad avere l’onore di firmare i 12 scatti più hot e glamour dell’anno. Il fotografo si ispira alla storia romantica di Romeo e Giulietta. Dinanzi l’obiettivo di Roversi, per il progetto “Looking for Juliet”, la figlia Stella, la cantante cinese Chriss LeeClaire FoyIndya MooreMia GothEmma WatsonKristen StewartYara Shahidi e Rosaria, celebre cantante spagnola.

Leggi anche

The Call 2020, Roversi si ispira a Giulietta 

Norell

Norell, Norman, pseudonimo di Norman D. Levinson (1900-1972). Stilista americano. Nella sua lunga carriera, ha collezionato una serie di primati. È stato il primo couturier statunitense a conquistare la considerazione e il rispetto dei grandi sarti parigini, il primo a ricevere il Coty Award. Nasce nell’Indiana. Negli anni ’20, studia a New York ma, contrariamente a quanto si crede, non ha mai frequentato la prestigiosa Parson’s School. Si diploma invece al Pratt Institute. Nel ’22 inizia una collaborazione con la Paramount Pictures, disegnando costumi per Gloria Swanson e Rodolfo Valentino. Dal ’28 al ’40 lavora per Hattie Garnegie, celebre design house di moda dove matura l’essenza di quello che sarà il suo stile: l’adattamento dello chic francese — allora in voga — al gusto americano. Crea costumi per la Ziegfeld Follies e per il Cotton Club, veste star come Joan Crawford, Paulette Goddard e Katharine Hepburn e, più tardi, Lauren Bacall. Nel ’41, con un socio amministratore, fonda la casa di moda Traina-Norell: un’etichetta che dal ’60, ritiratosi Traina, avrà solo il nome Norman Norell. Il suo stile aveva una precisa identità e un glamour inconfondibile: dall’abito camicia al particolare da sera, all’uso barocco di tessuti e paillettes. Il suo smoking da donna nasce dieci anni prima di quello di Yves Saint-Laurent. Ha fondato il Council of Fashion Designers of America. È stato il primo stilista americano a lanciare un proprio profumo. È considerato un’icona della moda Usa.

Nakano

Nakano, Hiromichi (1942). Stilista giapponese. Figlio di un prete scintoista, artista dalla personalità poliedrica, da Tokyo approda a Parigi con l’intento di comprare giocattoli antichi e ci rimane per lavorare come critico cinematografico. Presto comincia a sviluppare anche la sua passione per la moda e diviene famoso nel suo Paese quale stilista preferito dalle star della Tv e della musica. Nakano nel 1991 crea la prima collezione di prêt-à-porter che riflette il suo stile fantasioso, quasi giocherellone. Sfila per la prima volta a Parigi nel ’98. È uno dei fashion designer, insieme a Pierre Cardin, Yves Saint-Laurent e Fiorucci, chiamati a creare abiti per le bambole della Takara Company Ltd, un vero culto in Giappone. Nel corso della decennale collaborazione con Takara, Nagano disegna una Barbie in sette modelli che diventa un pezzo da collezione. Dopo la conclusione del contratto di licenza con Mattel, prosegue la sua collaborazione agli abiti e agli accessori per Jenny, la “cugina” orientale della bambola americana.

Cometti Philippe

Cometti, Philippe (1974). Fotografo francese. Considerato uno degli autori emergenti più interessanti per il suo stile innovativo, annovera fra i suoi clienti Emporio Armani, Hermès, Givenchy, H&M, Mila Schön, Yves Saint-Laurent. Pubblica su Dutch, Arena, Glamour, Numéro, Max Moda e sulle edizioni italiana e giapponese di Vogue.

Brunhoff

Brunhoff, (de) Michel (1892-1958). Giornalista francese. Scoprì giovani talenti come Saint-Laurent e Bourdin, di cui pubblicò su Vogue la prima…

Brunhoff, (de) Michel (1892-1958). Giornalista francese. Scoprì giovani talenti come Saint-Laurent e Bourdin, di cui pubblicò su Vogue la prima fotografia. Nel 1912, con Lucien Vogel, fonda la Gazette du Bon Ton. Nel ’20 sposa Cosetta Vogel, sorella di Lucien, e con lei fonda l’Illustration de la Mode. Pur conservando, fino al ’33, il suo posto all’Illustration, si occupa di Jardin des Modes e, nel ’29, fonda Vogue Francia, che dirigerà fino alla morte.

Pilati

Pilati Stefano
Pilati Stefano

Pilati Stefano (1965). Stilista italiano. Comincia la sua attività nel 1984 da Nino Cerruti; successivamente collabora con L’Uomo Vogue, Giorgio Armani (1993), Miu Miu, dove è assistente di Miuccia Prada. Nel 2000 entra da Yves Saint-Laurent come responsabile stilistico della linea di prêt-à-porter femminile, alla quale conferisce un carattere deciso, femminile e moderno proseguendo l’opera cominciata da Tom Ford. Nel 2004, quando Ford lascia il gruppo Ppr, Pilati viene promosso direttore creativo di Yves Saint-Laurent, e diventa responsabile di tutte le linee di abbigliamento e accessori del brand, incarico che viene riconfermato nel 2007.