Ferragni

    1. Biografia
    2. Fedez, Leone e il matrimonio
    3. Da studentessa a fashion blogger
    4. La carriera dal 2016 al 2020
    5. Chiara Ferragni Unposted
    6. Chiara Ferragni Collection
    7. I guadagni

Biografia

Chiara Ferragni è nata a Cremona il 7 maggio 1987 da Marco Ferragni, dentista, e Marina di Guardo, scrittrice. La famosa fashion blogger ha due sorelle più piccole, Francesca e Valentina (anche lei influencer), e un fratello nato dalla relazione del padre con un’altra donna. Dopo aver studiato al liceo classico, Chiara si è iscritta in Bocconi alla facoltà di giurisprudenza ma non ha mai terminato gli studi.

Ferragni
La famiglia Ferragni

Fedez, Leone e il matrimonio

Nel 2016 si è fidanzata ufficialmente con Fedez. La relazione tra i due è nata dopo che Chiara ha cantato su Instagram una strofa di una sua canzone che dice: “Il cane di Chiara Ferragni ha il papillon di Vuitton, è un collare con più glutee di una giacca di Elton John”. A Los Angeles, nel marzo 2018, è nato Leone Lucia Ferragni, figlio del rapper e dell’influencer. La coppia si è sposata a Noto nel settembre del 2018. Il Chiara Ferragni wedding dress è stato firmato da maison DiorL’immagine della Ferragni, infatti, è legata a quella della griffe proprio con la nomina della Chiuri, direttore creativo della maison.

Al matrimonio della coppia soprannominata Ferragnez non sono mancate le polemiche soprattutto per quanto riguarda il volo organizzato per poter portare tutti gli invitati a Noto. Il volo brandizzato è stato organizzato da Alitalia. La compagnia ha però specificato che non si è trattato di una sponsorizzazione, ma di un normale accordo commerciale da inquadrare nella campagna pubblicitaria dell’azienda.

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Matrimonio dei Ferragnez

Da studentessa a fashion blogger

L’inizio della sua carriera nel mondo della moda inizia nel 2009, quando, insieme al suo ormai ex fidanzato Riccardo Pozzoli, ha creato il blog The Blonde Salad. Il blog inizialmente tratta di moda e di consigli di viaggio fino al 2016 quando il sito diventa una piattaforma multimediale con la sua rivista on line e un E-commerce con capi disegnati e pensati dalla stessa Chiara.

A partire dal 2009 la sua carriera e la sua popolarità hanno avuto una crescita esponenziale anno dopo anno. Già nel 2010 ha lanciato una linea di scarpe ed è stata invitata agli MTV TRL Awards. Tre anni dopo ha collaborato con Steve Madden a una linea di scarpe e ha avviato importanti collaborazioni con diversi brand del lusso: Christian Dior, Louis Vuitton, Max Mara, Chanel,Tommy Hilfiger. Nel 2014 partecipa come ospite e giudice a Project Runway.

Chiara Ferragni è stata la prima fashion blogger a comparire su una copertina di Vogue nel 2015.

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Chiara Ferragni giudice a Project Runway

La carriera dal 2016 al 2020

Dal 2016 comincia a collaborare con diverse aziende come testimonial. La prima nel 2016 è Pantene seguita da Amazon moda, Swarovski nel 2017, Pomellato e Intimissimi nel 2018. 

Da quando Chiara ha iniziato a collaborare con i brand tutti hanno cominciato a richiederla. Proprio da questo è nata una diatriba tra la Ferragni e Gabbana, il famoso stilista l’aveva chiamata per presenziare a un evento  e la fashion blogger aveva richiesto il “gettone di presenza”. Si tratta in questo caso della Miss Sicily una borsa da 1550 euro. Il brand decide quindi di declinare e il rapporto tra Chiara e il famoso marchio italiano si incrina tanto che smette di indossare i loro capi. La frecciatina di Gabbana alla Ferragni arriva su Instagram sul profilo di Trash Italiano sotto un post della ragazza. Dove lo stilista ha commentato con: “Hahahahaha lei è veramente cheap!!”. La blogger non ha però replicato alle accuse.

Viene inserita nel 2016 tra le 30 Under 30 Europe:The Arts fa Forbes, sempre da Forbes viene nominata l’influencer di moda più importante al mondo e nel 2017 viene premiata come Top Digital Leader nella categoria Web Star.

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Chiara Ferragni per Pantene

Chiara Ferragni – Unposted

La regista Elisa Amoruso dirige nel 2019 un documentario nel quale Chiara Ferragni è protagonista. Il documentario racconta la vita dell’imprenditrice digitale e racconta di come il suo modo di usare i social abbia rivoluzionato la moda e il business. La presentazione del documentario è stata fatta al Festival del cinema di Venezia il 4 settembre del 2019.

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Unposted – Chiara Ferragni

La linea di abbigliamento firmata Chiara Ferragni Collection

Chiara ha realizzato delle proprie creazioni di moda prodotte dalla Chiara Ferragni collection che è nata nel 2013. Ciò che lo caratterizza é il logo del brand. Si tratta di un occhio azzurro e dai glitter raffinati. Nel luglio 2017 la fashion blogger ha aperto il suo primo negozio a Milano, dimostrazione del grande successo che ha avuto la sua linea di abbigliamento.

I guadagni 

All’inizio della sua carriera, quando ha fondato il suo blog, Chiara Ferragni ha investito 500 euro per acquistare una macchina fotografica. Non sapeva che questo progetto le avrebbe cambiato la vita. Il suo patrimonio è ad oggi di 10 milioni di dollari.

 

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Horvat

Horvat, Frank (1928). Fotografo italiano naturalizzato francese. Nato ad Abbazia (città attualmente in territorio croato), si trasferisce giovanissimo a Milano dove studia disegno all’Accademia di Brera e lavora come grafico in uno studio di pubblicità. Nel 1951 si avvicina alla fotografia realizzando un reportage su un pellegrinaggio nel sud Italia, quindi si trasferisce a Parigi dove conosce Robert Capa, Henri Cartier-Bresson che lo incoraggiano a proseguire. Dopo il primo servizio venduto al settimanale Epoca, viaggia molto come fotoreporter in India, Europa e Stati Uniti pubblicando i suoi servizi su Paris Match, Picture Post e Life. Nella seconda metà degli anni ’50, si avvicina al mondo della moda e lo fa con uno stile fresco e insieme dinamico contaminando volutamente il linguaggio reportagistico con quello, molto più statico, che caratterizzava fino ad allora la fotografia di moda. Le sue immagini in bianconero si avvalgono di scenari raffinati in cui dominano eleganza e leggerezza di tocco. Jacques Moutin, direttore artistico di Jardin des Modes, gli offre una collaborazione e da allora Horvat pubblica anche su Glamour, Elle, Harper’s Bazaar, Esquire e Vogue. Già a partire dagli anni ’70 si avvicina alle tecniche digitali con cui realizza successivamente immagini fantasiose (dalla fiaba Il gatto con gli stivali a Bestiario virtuale dove ambienta animali esotici nel contesto urbano di Parigi) perché dichiaratamente “slegate dal rapporto con tempo e spazio”. Vive e lavora in Francia.

Roberts

Roberts, Patricia (1945). Disegnatrice inglese di maglieria, cardigan e golf coloratissimi. Uscita dal Leicester College of Art, nel ’67 ha cominciato a lavorare nel reparto maglieria dei grandi magazzini Ipc di Londra. Cinque anni dopo, si è messa in proprio. L’attenzione di Vogue le ha aperto la strada delle boutique dove lei stessa si presentava con la valigia dei suoi golf fatti a mano. Il primo negozio con la sua insegna è del ’76. Ne ha aperti altri due nel ’79 e nell’82.

Scavullo

Scavullo, Francesco (1921-2004). Fotografo americano di origine italiana. Le sue tecniche basate sull’uso di un’illuminazione diffusa e i suoi soggetti ritratti quasi sempre non in posa, non in atteggiamenti ieratici come, invece, usava allora per i servizi di moda, l’hanno reso famoso. Ha iniziato a lavorare giovanissimo per Vogue. Poi, è stato a bottega dal grande P. Horst. Nel 1948, è stato assunto dalla neonata rivista Seventeen, dedicata alle teenager. Nel corso degli anni, le sue fotografie sono state pubblicate da The Ladies Home Journal, da Harper’s Bazaar e soprattutto da Cosmopolitan che le ha spesso usate per la copertina. Segnalatosi anche come ottimo ritrattista, Scavullo pubblica molti libri fra i quali Scavullo on beauty, S. Men e S. Women.

Scompare a gennaio 2004 a causa di un attacco di cuore, i suoi scatti sono stati inclusi nelle collezioni permanenti del museo Metropolitan di New York.

Halsman

Halsman, Philippe (1906-1979). Fotografo lettone ma divenuto cittadino americano nel 1949. Trasferitosi prima in Germania e poi a Parigi, apre uno studio specializzato in ritratto e fotografia di moda per Vogue, Vu, Voilà. Nel 1940 si trasferisce negli Stati Uniti dove realizza importanti ritratti (Einstein, Churchill, Marilyn Monroe) e lavora come free lance per Time, Life — per cui realizza più di cento copertine — e altre riviste; Halsman collabora con artisti famosi come Salvador Dalì al cui surrealismo dichiaratamente si ispira e a cui fornisce fotografie utilizzate dal pittore spagnolo in diversi progetti. Il suo libro più noto è Salti famosi, un volume che raccoglie immagini di personaggi noti che saltano davanti al suo obbiettivo.

Armstrong Jones

Armstrong Jones, Antony (‎6 ottobre 1961 –13 gennaio 2017). Fotografo inglese. Nato a Sussex, si avvicina alla fotografia quando era ancora studente a Eaton e Cambridge e diviene fotografo professionista nel 1951. Si afferma rapidamente per il suo stile raffinato e rigoroso, pubblicando su Life, Vogue, Geo, Stern, Paris Match, Look. Nel 1960 sposa la sorella della regina Elisabetta II, la principessa Margaret (da cui anni dopo divorzierà) assumendo il titolo di Lord Snowdon. Nel 1961 ha un contratto di esclusiva per il Sunday Times ed entra a far parte dello staff del Council of Industrial Design. Alla fotografia di moda che coltiva quasi esclusivamente per l’edizione inglese di Vogue, Armstrong Jones accosta reportage e documentari per la BBC di carattere sociale ottenendo anche in questo campo apprezzamenti e riconoscimenti.

Rawlings

Rawlings
Rawlings

Rawlings John (1912-1970). Fotografo americano. Entra a far parte del gruppo Condé Nast nel 1936, dirigendo a Londra lo studio di Vogue. Nel ’45 apre un suo atelier a New York. Nel periodo compreso fra il ’36 e il ’66, firma più di 200 copertine per Vogue e Glamour oltre, ovviamente, a numerosissimi servizi. La ricoperta del suo archivio, rimasto chiuso dopo la sua morte, ha permesso di valorizzare raffinate immagini che ben rappresentano lo stile degli anni ’40 e ’50. Nel 2001 è stata pubblicata la bella e ampia monografia John Rawlings: 30 Years in Vogue che sintetizza il suo lavoro alla rivista.

Hoyningen-Huene

Hoyningen-Huene, George (1900-1968). Fotografo russo nato a San Pietroburgo ma poi naturalizzato americano. Negli anni ’20, si trasferisce a Parigi dove studia pittura e si segnala come comparsa cinematografica e per le sue amicizie nel mondo artistico con personaggi come il regista Jean Renoir o come la modella Kiki de Montparnasse, musa di Man Ray. Affermatosi come talentuoso disegnatore di moda, pubblica su Harper’s Bazaar, Fairchild’s Magazine e, dal 1925, su Vogue ma contemporaneamente studia fotografia. Dal 1926 al 1936 Hoyningen-Huene diventa uno degli autori di punta di Vogue per cui realizza servizi caratterizzati da un’estetica che risente in uguale misura dall’arte classica dell’antica Grecia e dal surrealismo. La caratteristica illuminazione a luce diffusa e la cura esasperata della composizione facevano in modo che le immagini, sempre realizzate in studio, sembrassero allestite en plen air. Dopo aver conosciuto Horst, che posava per lui come modello, e averlo instradato nell’arte fotografica, gli lascia il posto a Vogue e si trasferisce nel 1936 a New York ad Harper’s Bazaar. Dieci anni dopo è a Hollywood, dove si afferma come ritrattista dei divi. Ha pubblicato Hellas, Egypt e la monografia L’eleganza degli anni Trenta.

Tony and Guy

Tony and Guy. Azienda inglese, leader nel mercato dell’hairstyling, con una separata divisione di prodotti cosmetici. Ideatori, proprietari e fondatori quattro fratelli italiani: Toni, Guy, Bruno e Anthony Mascolo, influenzati dai genitori, entrambi parrucchieri di talento. Originari di Scafati, provincia di Napoli, i quattro fratelli avviano un salone a Londra nel 1963. Nel 1970, forti del riscontro più che positivo, bissano con un altro negozio in May Fair, ed entrano nel mondo della fotografia pubblicitaria. Bruno e Anthony iniziano a collaborare con Vogue. Il loro punto di forza è uno stile femminile e versatile, per tutte le età e ogni volto. Gli anni ’70 e ’80 confermano e moltiplicano il successo dei Mascolo che, con il loro inconfondibile stile, sono richiesti in tutto il mondo. Alla metà degli anni ’80, i negozi Tony and Guy a Londra sono tre. Inizia un piano di espansione internazionale che porterà nel 2002 a circa 350 saloni nel mondo e 15 accademie. Durante questo periodo di crescita sono nati i prodotti Tigi Haircare e Tigi Cosmetics. Nel nuovo millennio è la volta della divisione di arredamento Innovia. Nel 2002, l’innovazione continua con un canale satellitare interno: Tony & Guy Channel, strumento di formazione e approfondimento per il proprio staff. Dopo gli studi, anche la terza generazione dei Mascolo ha scelto la professione di famiglia, lanciando una linea giovane di prodotti e cosmetici chiamata Essentials. Sacha Mascolo è stata premiata nel 2002 come miglior parrucchiera dell’anno. Sempre nel 2002 Toni Mascolo ha fondato la Charitable Foundation che raccoglie fondi per la costruzione di un padiglione per i bambini con malattie gravi ricoverati al King’s College Hospital di Londra. Sergio Carlucci è direttore creativo di Tony and Guy Italia, dopo una lunga gavetta nel salone di Londra.

Nast

Nast, Condé William (1873-1942). Editore statunitense. Anche se comprò la testata da Arthur B. Turnure diciassette anni dopo la sua fondazione, è il vero padre di Vogue che del resto era, prima del suo intelligentissimo intervento editoriale, una rivista di costume e di mondanità attestata su una tiratura di 10-15 mila copie.

“Newyorkese” ma cresciuto a St Louis nel Missouri, Nast aveva studiato alla Georgetown University e aveva trovato lavoro nella casa editrice che pubblicava Collier’s Weekley, divenendone il responsabile della promozione.

Vogue soto la guida di Nast

Dieci anni, il tempo di farsi le ossa e di risparmiare un gruzzolo, e decide di mettersi in proprio acquistando quel mensile su cui nessuno si sarebbe azzardato a scommettere un dollaro. Vent’anni dopo, Vogue vende 150 mila copie ed è la seconda rivista degli Stati Uniti come raccolta pubblicitaria. Il balzo è frutto del suo talento, della sua strategia diffusionale, del suo fiuto nell’accaparrarsi i migliori fra gli illustratori e i fotografi, del suo sodalizio professionale con il talento giornalistico di Edna Woolman Chase. Gli introiti di Vogue gli permettono di portare sotto la sua bandiera House and Garden, Dress, Vanity Fair e di conquistare l’Europa attraverso le edizioni di Vogue in Inghilterra (’16), in Spagna (’18), in Francia (’20).