Tussor

Tussor è un tessuto in seta tussah, seta selvaggia prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare, che proviene da bachi cresciuti allo…

Tussor è un tessuto in seta tussah, seta selvaggia prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare, che proviene da bachi cresciuti allo stato naturale. Spesso a strisce colorate.

Drill

Drill è un tessuto di cotone molto robusto e pesante, ad armatura saia, simile al denim. Fabbricato con filati di basso titolo (cardati) ma di buona qualità, usato negli Stati Uniti, intorno agli anni ’40, solitamente bianco o color cachi, per abiti da lavoro, successivamente ha trovato impiego in divise militari o coloniali e oggi per abiti estivi sia maschili sia femminili.

Crêpe

Crêpe o crespo. Tessuto di lana, seta, cotone o fibre sintetiche, dall’aspetto increspato, granuloso. In origine era solo di seta. È usato per abiti estivi e da sera. Ha moltissime varianti. Liscio, trasparente, a grana finissima, il più tipico e leggero di tutti i crêpe, il crêpe georgette, quasi sempre in tinta unita e in seta: prende il nome dalla sarta francese Georgette de la Plante, famosa per i suoi abiti da sera. Il crêpe marocain è il più pesante, a grana grossa, con trama leggermente in rilievo che crea un effetto di sottili costine. A mezzo tra i due, come peso, il crêpe de chine, non trasparente, morbido e liscio, lucido od opaco, spesso stampato. In lana leggera, appena increspata, è invece la crepella. Un tessuto a parte, che non appartiene alla famiglia dei crepe, è il crépon, una stoffa dalle pieghe irregolari che le conferiscono un aspetto gauffrato, simile alla corteccia di un albero: ha il grande vantaggio di non sgualcirsi.

Occhio di pernice

Occhio di pernice o all’inglese bird’s eye. Tessuto con un piccolo disegno simile appunto all’occhio di pernice. È un classico dagli anni ’40 in poi, per giacche e paltò da uomo. La superficie è scura con puntini di colore più chiaro, che creano un effetto di irregolarità cromatica. Questo motivo si ottiene con l’armatura “tela a T”, alternando in trama e ordito due fili chiari con due scuri. L’effetto è quello di piccolissimi punti, quasi rotondi, con al centro un punto chiaro su fondo scuro.

Mussolina

Mussolina
Mussolina

Mussolina, tessuto finissimo, leggero, trasparente anche se lievemente croccante per la sua semplice armatura a tela, grazie al suo sottile filato ritorto. Originario della città irachena di Mossul, a cui deve il suo nome, può essere realizzato in cotone, lana e seta. È nella sua versione in seta che il termine francese ha poi ristretto il suo valore indicativo. La traduzione italiana di mousseline è settecentesca e il suo recupero avviene e tramonta in tempi di autarchia con il ventennio fascista e il suo ostracismo ai vocaboli stranieri. Per il tessuto di questo tipo in cotone o in lana si preferisce il termine mussola. In mussola di cotone, senza peso, erano gli abiti di Maria Antonietta quando giocava nel suo Trianon; di impalpabile mussola erano gli immancabili fazzoletti da collo (fisciù). E se la mousseline di seta dette vita agli abiti, alle gonne soprattutto, alle camicette dell’800, fu sulla mussola di lana che i sarti artisti della Belle Époque e del primo ‘900 fecero stampare le suggestioni dell’arte contemporanea e quelle dell’Oriente, per abiti e scialli. In tutte le sue versioni, la mussola è stata e continua a essere base essenziale di quell’importante e sempre fortunato accessorio che è il foulard.