Crêpe

Crêpe o crespo. Tessuto di lana, seta, cotone o fibre sintetiche, dall’aspetto increspato, granuloso. In origine era solo di seta. È usato per abiti estivi e da sera. Ha moltissime varianti. Liscio, trasparente, a grana finissima, il più tipico e leggero di tutti i crêpe, il crêpe georgette, quasi sempre in tinta unita e in seta: prende il nome dalla sarta francese Georgette de la Plante, famosa per i suoi abiti da sera. Il crêpe marocain è il più pesante, a grana grossa, con trama leggermente in rilievo che crea un effetto di sottili costine. A mezzo tra i due, come peso, il crêpe de chine, non trasparente, morbido e liscio, lucido od opaco, spesso stampato. In lana leggera, appena increspata, è invece la crepella. Un tessuto a parte, che non appartiene alla famiglia dei crepe, è il crépon, una stoffa dalle pieghe irregolari che le conferiscono un aspetto gauffrato, simile alla corteccia di un albero: ha il grande vantaggio di non sgualcirsi.

Occhio di pernice

Occhio di pernice o all’inglese bird’s eye. Tessuto con un piccolo disegno simile appunto all’occhio di pernice. È un classico dagli anni ’40 in poi, per giacche e paltò da uomo. La superficie è scura con puntini di colore più chiaro, che creano un effetto di irregolarità cromatica. Questo motivo si ottiene con l’armatura “tela a T”, alternando in trama e ordito due fili chiari con due scuri. L’effetto è quello di piccolissimi punti, quasi rotondi, con al centro un punto chiaro su fondo scuro.

Mussolina

Mussolina
Mussolina

Mussolina, tessuto finissimo, leggero, trasparente anche se lievemente croccante per la sua semplice armatura a tela, grazie al suo sottile filato ritorto. Originario della città irachena di Mossul, a cui deve il suo nome, può essere realizzato in cotone, lana e seta. È nella sua versione in seta che il termine francese ha poi ristretto il suo valore indicativo. La traduzione italiana di mousseline è settecentesca e il suo recupero avviene e tramonta in tempi di autarchia con il ventennio fascista e il suo ostracismo ai vocaboli stranieri. Per il tessuto di questo tipo in cotone o in lana si preferisce il termine mussola. In mussola di cotone, senza peso, erano gli abiti di Maria Antonietta quando giocava nel suo Trianon; di impalpabile mussola erano gli immancabili fazzoletti da collo (fisciù). E se la mousseline di seta dette vita agli abiti, alle gonne soprattutto, alle camicette dell’800, fu sulla mussola di lana che i sarti artisti della Belle Époque e del primo ‘900 fecero stampare le suggestioni dell’arte contemporanea e quelle dell’Oriente, per abiti e scialli. In tutte le sue versioni, la mussola è stata e continua a essere base essenziale di quell’importante e sempre fortunato accessorio che è il foulard.

Taffetà

Indice

  • Etimologia
  • caratteristiche
  • utilizzo
  • tipologie
  • curiosità

taffetà
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Etimologia

Dal persiano “taftah”participio passato del verbo taftan, che significa torcere,intrecciare, tessere. A volte è erroneamente utilizzato come sinonimo di “tela”.

Caratteristiche

Uno dei più belli e raffinati tessuti in seta, con struttura serrata e quasi rigida, di aspetto brillante e luminoso, frusciante a ogni minimo movimento. I riflessi iride nel taffetà cangiante sono ottenuti da trama e ordito in colori diversi. Esiste anche in fibre artificiali e sintetiche.

Cristobal-Balenciaga-abito-da-sera-in-seta-taffetà
Cristobal-Balenciaga-abito-da-sera-in-seta-taffetà

Utilizzo

É stato il tessuto  più in voga nel XVIII secolo, usato per confezionare raffinati e fruscianti abiti sia maschili che femminili, secondo il gusto Rococò del tempo. Oggi molto utilizzato sia nell’arredamento, per realizzare raffinati tendaggi che nell’abbigliamento per confezionare eleganti abiti femminili.

tenda in taffetà
Tenda in taffetà

tipologie

Il taffettà può essere mono o policromatico, stampato o ricamato; tra i numerosi tipi di tafetà si ricordano il rayé, il broché, lo scozzese e il glassé (oltre ai più classici t. di raso, chiffon e mussola). Oggi è disponibile anche una versione sintetica, realizzata in fibre artificiali (nylon, poliestere, viscosa).

Curiosità

Il termine taffetà in passato veniva usato anche per indicare il cerotto perché il filo di questo tessuto, impregnato di materie glutinose o vescicatorie, veniva applicato con uno scopo terapeutico.

Mantero

Balenciaga