Dreyfuss

Dreyfuss, Jérôme. Creatore dai molteplici aspetti, è stato notato per la prima volta nel novembre ’98 alle collezioni di Parigi. Immediatamente, il suo…

Dreyfuss, Jérôme (1975) è uno stilista francese. Creatore dai molteplici aspetti, è stato notato per la prima volta nel novembre ’98 alle collezioni di Parigi. Immediatamente, il suo stile molto costruito e la sua maestria, notevoli per i suoi 23 anni, hanno fatto parlare di lui come di un’autentica promessa. La sua ambizione: disegnare abiti che siano allo stesso tempo eleganti, semplici e moderni. Ciò non esclude, spesso, anche un po’ di humour, come una sua gonna dal merletto disegnato, attaccata a un corpetto con nastro adesivo.

Jérôme si occupa ora principalmente della creazione di accessori. Nel 2006 lancia il brand “Agricouture”, una presa di posizione in favore del rispetto dell’ambiente e del ritorno all’artigianato. Lo stilista è oggi famoso grazie all’apertura di una boutique a Parigi che ha avuto un grande seguito.

Deyfruss
Borsa Deyfruss

Nel marzo 2008 Dreyfuss ha aperto la sua prima boutique esclusiva nel cuore di Saint-Germain des Prés  a Parigi.

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Bruno Grizzo

Bruno Grizzo. Basa le sue collezioni sulla forma, usando silhouette semplici, ma singolari. Caratteristiche dello stilista sono le maglie lunghe

Bruno Grizzo. Basa le sue collezioni sulla forma, usando silhouette semplici, ma singolari. Caratteristiche dello stilista sono le maglie lunghe, con le maniche che lasciano le spalle nude e possono essere usate come tuniche o abiti. Orli realizzati a mano e particolari tecniche di corsetteria servono al designer a sviluppare i dettagli eleganti delle proprie collezioni.

CARVEN

ORIGINI

Ritratto di Madame Carven da giovane
Ritratto di Madame Carven da giovane

Carmen de Tommaso, in arte Madame Marie-Louise Carven, stilista e fondatrice dell’omonima maison, nasce nel 1908 a Châtellerault in Francia. Da giovane Carmen studia architettura e design di interni alla scuola delle Belle Arti di Parigi. Nel 1941 la ragazza apre il suo primo negozio di abiti nella capitale. Nonostante le leggi raziali Carmen assume Henry Bricianer, talentuoso artigiano di origini ebraiche. All’avvento delle deportazioni naziste, Carmen nasconde la famigla del sarto al sesto piano del palazzo sede del suo negozio per poi darle rifugio a casa di alcuni parenti. Il questo modo, grazie alla sua ferma determinazione, la futura Madame Carven salva la famiglia Bricianer dagli orrori della Shoah e per questo dal 2001 is suo nome compare tra i Giusti tra le Nazioni.

la guerra e l’inizio della carriera

Il famoso abito Ma Griffe della Maison Carven a righe bianche e verdi
Il famoso abito Ma Griffe della Maison Carven

Finita la guerra, nel 1945, Carmen apre il suo primo atelier negli Champs-Élysées a nome Carven. La parola nasce dalla fusione tra il nome della stilista, Carmen, e quello di sua zia, Josy Boyriven, che le ha trasmesso l’amore per la moda. Madame Carven diventa presto nota come “la più piccola tra i grandi della moda” a causa della sua statura minuta. Proprio questa caratteristica diventa un punto di partenza per il suo stile che, dopo il  successo del film Venere tascabile, si rivolge apertamente alle donne di piccola statura. I suoi abiti spiccano per la freschezza del gusto e l’agilità del taglio e tra le sue prime clienti figurano Leslie Caron, Martine Carol, Zizi Jeanmaire, Danièle Delorme, Cécile Aubry e Édith Piaf.

Nella sua prima collezione del 1945, spicca un capo che diventerà per sempre legato al nome della maison: l’abito Ma griffe estivo a gonna lunga dalle cartteristiche righe bianche e verdi. La stoffa era originariamente utilizzata per le divise delle cameriere prima della guerra e diventerà la firma della casa Carven.

il successo

Una pubblicità del profumo Ma Griffe di Carven del 1945
Pubblicità del profumo Ma Griffe sul 1945

Madame Carven spicca da subito per inventiva e intraprendenza. Nel 1946 in occasione del lancio del primo profumo della maison, chamato a sua volta Ma griffe, decide di far letteralemnte piovere su Parigi i campioncini della fragranza con piccoli paracadute. Nel 1950, in occasione dell’uscita di Via col vento, Carmen crea una collezione ispirata al fim e organizza un tour di sfilate all’interno delle sale cinematografiche. Disegna anche veri e propri costumi per svariati film tra cui Manon (1949), Le sedicenni, Edoardo e Carolina (1952), Henriette (1952) e Le Guerisseur (1953) oltre a collaborare allo stiling per la puntata di Perry Mason The Case of the Gallant Grafter (1960). Nel 1955 lancia la prima linea per bambini e a partire dagli anni ’60 disegna le uniformi di molte compagnie di viaggio internazionali.

Madame Carven è anche tra le prime stiliste a portare le sue sfilate in un contesto internazionale oltre a farsi ispirare dai suoi viaggi e da diverse culture nelle sue creazioni. Negli anni ’50 è infatti la prima stilista occidentale ad utlizzare tessuti africani.

gli ultimi anni

Nel 1990, Edmond de Rothschild rileva il 60 per cento della casa Carven che, 3 anni dopo, affida la direzione creativa a Maguy Muzzi. Carmen, invece, resterà alla guida della maison fino al 1993 quando andrà in pensione all’età di 84, dopo una vita di successi lavorativi. Nel 2001 la stilista cede i suoi archivi al Museo Galliera.

Ritratto di Madame Carven
Ritratto si un’anziana Madame Carven

Nel 2009 Carmen festeggia il suo centesimo compleanno. In tale occasione la stilista viene nominata Comandante della Legion d’Onore, la più alta onorificenza francese accordabile ad un civile, per celebrare l’importanza del contributo da lei reso al paese dal punto di vista srtistico e culturale.

Madame Craven si spegne nel 2015 a 105 anni .

la crisi recente

Negli ultimi anni si sono succeduti diversi cambi di proprietà e di direzione artistica fino al 2008, anno in cui si è aperto un periodo favorevole sotto la direzione creativa di Guillaume Henry e grazie al riposizionamento del marchio ad un livello meno di lusso e più mainstream. Nel 2016, Carven è passata sotto il controllo di Bluebell, suo partner distributivo in Asia andando incontro ad una fase di crisi culminata con la liquidazione nel 2018. Nell’ottobre dello stesso anno, il gruppo cinese di Icicle salva in extremis la maison dal rischio di fallimento aggiudicandosela all’asta al Tribunale di Parigi.

Nel 2017, in pieno trambusto, Serge Ruffieux, succeduto al duo Alexis Martial e Adrien Caillaudaud, lascia la direzione creativa della griffe.

stile

Tre modelle indossano i capi della Collezione Carven Primavera/Estate 2012
Tre modelle indossano i capi della Collezione Carven Primavera/Estate 2012

Lo stile della Maison Carven è da sempre fortemente influenzato dalla personalità eclettica e lungimirante della sua fondatrice. Da subito è Carven stata sinonimo di modernità creando abiti comodi ma raffinati per una figura di donna attiva e indipendente che ama la praticità senza rinunciare alla classe. Altro elemento chiave dello stile del marchio è la sperimentazione. Carmen ha da sempre amato mixare sapientemente diversi stili lasciandosi ispirare dal mondo circostante e utilizzando stoffe e textures etniche e ricercate.

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CHIURI MARIA GRAZIA

origini

Ritratto della stilista Maria Grazia Chiuri
La stilista Maria Grazia Chiuri

Maria Grazia Chiuri, stilista italiana di fama internazionale, nasce a Roma nel 1964. La madre, di origini pugliesi, possiede una sartoria dove Maria Grazia, ancora giovanissima, entra in contatto con il mondo della moda che diventa ben presto una passione. Nonostante le perplessità della famiglia, studia moda all’Istituto Europeo di Design e si avvia ad una carriera da stilista. Le origini romane sono per la Chiuri un punto fermo nella sua creatività: “Roma è una città privilegiata, dove abbiamo l’opportunità di vedere tanto, se solo si volesse. Questa città offre molto ai giovani che sanno vedere, non solo in termini di antichità ma anche di contemporaneità” . 

gli albori della carriera

La stilista Maria Grazia Chiuri con Anna Fendi e Pierpaolo Piccioli
Maria Grazia Chiuri con Anna Fendi e Pierpaolo Piccioli

Dopo la laurea Maria Grazia resta nella capitale e, nel nel 1989, viene assunta da Fendi  per occuparsi della linea accessori. Questo periodo risulta fondamentale per la formazione della stilista che inizia a sperimentare nuovi stili e materiali:”Roma è stata fondamentale nella mia formazione. Ho avuto una palestra meravigliosa con le sorelle Fendi, tutte donne”.

La stilista Maria Grazia Chiuri con l'amico e collega Pierpaolo Piccioli
La stilista Maria Grazia Chiuri con Pierpaolo Piccioli

Nel 1990 inizia l’amicizia tra Maria Grazia e Pierpaolo Piccioli che porterà ad una fruttuosa collborazione lavorativa durata 26 anni.  In  un’intervista a D La Repubblica Piccioli racconta il loro primo incontro. La Chiuri lo va a prendere in stazione a Roma al posto di un amico, tiene in mano un cartello con il suo nome per farsi riconoscere: “Lei indossava un paio di jeans e una T-shirt bianca“, e Pier Paolo subito sente “una sorta di connessione, un sesto senso invisibile, con lei“.  Da Fendi i due lavorano per la prima volta fianco a fianco.

l’esperienza da valentino

La stilista Maria Grazia Chiuri con Pierpaolo Piccioli e Valentino Garavani
Maria Grazia Chiuri con Pierpaolo Piccioli e Valentino Garavani

Nel 1999 Maria Grazia riceve una proposta da Valentino Garavani in persona. Sempre affiancata da Piccioli, inizia ad occuparsi della linea di accessori della casa di moda e, successivamente, le viene affidata anche la linea “Red Valentino”. I due, nel 2008, diventano co-direttori creativi del marchio portandolo, nel 2015, a superare il miliardo di euro di fatturato.

Un modello di borsa azzurra dalla Collezione Rockstud di Valentino creata da Maria Grazia Chiuri
Un modello di borsa dalla Collezione Rockstud di Valentino

Chiuri e Piccioli portano una ventata di novità al brand. Di grande successo è la linea Rockstud dove gli accessori vengono impreziositi da piccole borchie, in un incontro tra classico e moderno. Maria Grazia ricorda l’esperienza da Valentino come estremamente formativa a livello umano e professionale: “Da Valentino, ho imparato la coerenza e la fermezza“, “Aveva cura di sé e della sua vita personale. Una regola fondamentale in un momento in cui il correre frenetico sembra legge“.

la nomina a dior

La stilista Maria Grazia Chiuri
Maria Grazia Chiuri è il creative director di Dior dal 2016

Nel 2016 Maria Grazia Chiuri pone fine a 17 anni di fruttuosa collaborazione con Valentino per inziare un nuovo capitolo della sua carriera a Dior. Nella storia della maison francese la Chiuri è la prima donna ad occupare la posizione di direttore artistico.

Dal 1957, anno delle morte di Christian Dior, nella casa francese si sono susseguiti diversi direttori creativi. Il giovane Yves Saint Laurent viene sostituito da Marc Bohan nel 1960, il quale cede a sua volta il passo a Gianfranco Ferrè alla fine degli anni ’80. Nel 1997 è la volta di John Galliano che rivoluziona lo stile del marchio francese e rimane fino al 2012 quando entra in scena Raf Simons che darà le sue dimissioni dopo soli tre anni.

L’8 luglio 2016 la nomina di Maria Grazia Chiuri per la gestione artistica della linea donna di Dior viene definitivamente ufficilizzata. Bernard Arnault, proprietario del gruppo LVMH di cui fa parte anche la maison francese, commenta così l’evento: “Il talento di Maria Grazia Chiuri è immenso e riconosciuto a livello internazionale. Lei porterà con sé la sua visione elegante e moderna della donna, in perfetta armonia con i codici della Maison e l’eredità creativa di Monsieur Dior”.

maria grazia e le donne

La prima cosa che mi hanno detto quando sono arrivata da Dior è che si trattava di un’azienda femminile, ma cosa significa oggi parlare delle donne e chi ci può aiutare a parlare bene delle donne?“. Questa è la domanda che Maria Grazia si pone in un’intervista per Artwave nell’iniziare la sua avventura francese. Da subito, però, Chiuri accoglie la sfida di creare abiti che parlino direttamente alle donne: “Mi piacciono tutte – dichiara a l’Officiel – Amo la loro compagnia. Ho molte amiche. Mi piace passare del tempo con mia figlia, mia madre, mia nonna. (…) Ammiro le donne che in passato hanno lottato per fare ciò che amavano davvero. Le sento vicine. In questo momento sto leggendo la biografia – scritta da Giovanna Zapperi – di Carla Lonzi, una critica d’arte femminista molto importante in Italia negli anni sessanta e settanta.

Una modella sfila indossando la t-shirt "We should all be feminist" di Maria Grazia Chiuri
La t-shirt “We should all be feminist” in passerella

Nella sua prima sfilata per la collezione primavera/estate 2017, tra abiti romantici finemente decorati, ecco quindi comparire la maglia dall’iconica scritta “We should all be feminists“, “dovremmo tutti essere femministi”, che diventa subito il capo più condiviso su Instagram e Twitter. Questa semplice t-shirt, al prezzo di mercato di 550 euro e andata immediatamente sold out, diventa un caso mediatico molto discusso e le vale il titolo di “stilista attivista”. A questo proposito, sempre per  l’Officiel, la Chiuri dichiara: “Penso che quando si parla di donne tra donne sia impossibile lasciare il femminismo fuori dalla discussione. Femminismo significa pari opportunità. Significa parlare del corpo in maniera diversa. Anche la moda parla del corpo. Come tutte le donne del mondo voglio essere l’unica ad avere controllo sul mio corpo. Non ci trovo niente di strano“.

lo stile

Nel creare la sua “donna Dior” Maria Grazia combina elementi classici e moderni per abiti allo stesso tempo eleganti e grintosi. Attraverso i suoi capi Chiuri comunica un’idea di donna romantica che non rinuncia ad un’estrema femminilità, ma allo stesso tempo è attiva protagonista del mondo attuale. Per dar vita a questo connubio la stilista crea un mix di materiali e stili. Utilizza, da un lato, veli dai colori tenui, impreziositi da gemme e ricami onirici. Dall’altro, lato sdrammatizza e modernizza i look tramite tocchi sportivi dati da t-shirt, blazer, uso del denim e della pelle.

I riconoscimenti

Nel 2019 Maria Grazia, nella commozione, viene insignita del titolo di Cavaliere della Legion d’Onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese. A consegnargliela, al termine della sfilata Haute Couture 2019, è Marlène Schiappa, segretaria di Stato francese per le pari opportunità. Alla stilista, il merito di aver dato prestigio alla moda francese e per essersi impegnata nel sociale con il suo manifesto femminista.

Massei

Massei, Enrica (1947). Stilista italiana. Dei suoi studi artistici ha conservato il gusto e la ricerca di un felice, inusuale cromatismo, costanti anche…

Massei, Enrica (1947). Stilista italiana. Dei suoi studi artistici ha conservato il gusto e la ricerca di un felice, inusuale cromatismo, costanti anche in periodo di nero dominante e la fedeltà alla spoglia geometria, soprattutto di Malevich.

Dei suoi primi anni di apprendistato a Parigi, assistente di Lagerfeld da Chloé, l’audacia inventiva dell’alta moda, che medierà nelle sue collezioni di un prêt-à-porter (1978) ricco per scelta di tessuti particolari e materiali inediti, plastiche madreperlacee, resinati stropicciati e per novità del taglio all’interno di forme lineari; e infine per perizia tecnica negli intarsi di colore timbrico o neutro sia in senso decorativo che strutturale.

Massei Enrica arriva al prêt-à-porter, trasferendosi a Milano, dopo un periodo di lavoro a Torino nella sartoria di famiglia, la Sanlorenzo, con due collezioni di alta moda in passerella a Roma, ma anche di collaborazione con grandi aziende, come la Hettemarks e la Vestebene.

Esperienze di cui si giova la sua moda pronta, tesa a vestire una donna attiva che sceglie l’abito funzionale per la sua comodità, ma vuole sentirsi in sintonia con la razionale grazia del design, personalizzata dall’inedito accento del colore.

Tang

Tang, David (1954). Creatore cinese, stilista che ha reinventato abiti e abitudini della Shanghai più nostalgica e kitsch, quella ante Mao Tse Tung…

Tang, David (1954). Creatore cinese, stilista che ha reinventato abiti e abitudini della Shanghai più nostalgica e kitsch, quella ante Mao Tse Tung, ancora coloniale nelle atmosfere. La città rivive così nelle creazioni di Tang (che progetta intanto boutique a Londra e nella Grande Mela): dalle lampade in vetro rosso ispirate alla biblioteca del China Club agli abiti per una Ninfa Egeria chiamata Gong Li.

tang
David Tang assieme a Gong Li

Prodotti eleganti destinati ai ricchi orientali ma disegnati con un occhio anche ai mercati occidentali.

West

West, Kanye Omari (1977) Atlanta, in Georgia. È un rapper americano, cantante, cantautore, regista, produttore discografico e uno stilista. Figlio di…

    1. BIOGRAFIA
    2. KANYE WEST E IL SUCCESSO:
    3. WEST E LA “VERY GOOD MUSIC”:
    4. TRA LA MUSICA E LA MODA:
    5. LA MODA E LE YEEZY:
    6. 2019:

BIOGRAFIA

West, Kanye Omari (1977) nato ad Atlanta, in Georgia. È un rapper americano, cantante, cantautore, regista, produttore discografico e uno stilista. Nato in una famiglia borghese, è figlio di Ray West (padre) un ex Black Panther, uno dei primi fotogiornalisti neri al “The  Atlanta Journal-Constitution” e Donda West (madre) ex professoressa e  manager del figlio.  All’età di tre anni i suoi genitori divorziano e si trasferisce con la madre a Chicago. Qui frequenta molti corsi d’arte, ma rinuncia all’Università per concentrarsi sulla musica. Mentre frequenta ancora la scuola produce per artisti locali e diventa famoso grazie a singoli di successo, scritti per importanti artisti R&B e Hip-Hop come: Jay-Z, Alicia Keys, Janet Jackson, John Legend, Talib Kweli e altri.

Si è sposato con l’imprenditrice e influencer Kim Kardashian nel 2014 a Firenze; dalla loro relazione nascono 4 figli: North (2013), Saint (2015), Chicago (2018 avuta da madre surrogata) e Psalm (2019 anche lui avuto da madre surrogata).

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Kanye West con la sua famiglia

KANYE WEST E IL SUCCESSO:

West, nel 1996,  produce il primo disco “Down to Heart” per il rapper Grav; l’opera non riesce a ottenere molto successo ma gli permette di farsi conoscere da altri artisti più famosi come Jermaine Dupri e Foxy Brown.

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Kanye West assieme a Jay-Z

Nel 2001 si trasferisce nell’East Coast, per dare una svolta alla propria vita, dove riesce a prendere contatto con Jay-Z il quale decide di scritturarlo per la sua etichetta. Il grande passo arriva nel 2004 con “The College Dropout”, il primo album da solista prodotto in studio che racconta dubbi di vita quotidiana di qualunque uomo, in testa all’album il singolo “Through the Wire”; un disco che arriva dopo un grave incidente che porta Kanye alla frattura della mandibola, ma nonostante ciò non si arrende.

WEST E LA “VERY GOOD MUSIC”:

Dopo questo successo, sempre nel 2004, Kanye fonda la propria etichetta “Very GOOD Music” e scrittura talenti come John Legend, GLC e Consequence. A un anno di distanza dal suo debutto lancia il suo secondo album “Late Registration”, il successo è tale da fargli vincere un Grammy Award per il miglior disco rap.

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L’etichetta GOOD Music

Dopo i suoi molti sforzi, nel 2007 esce il suo terzo album “Graduation”che lo conferma come l’astro più brillante della nuova corrente hip-hop americana. A novembre dello stesso anno la vita di Kanye cambia radicalmente. Muore sua madre Donda alla quale, ai Grammy Awards del 2008, dedica la canzone “Hey Mama”.

Nel 2008 esce il suo quarto album “808s & heartbreak” sotto la sua stessa casa discografica, la “GOOD Music” e a settembre si presenta agli MTV con il suo nuovo singolo “Love Lockdown”, parte dello stesso album.

TRA LA MUSICA E LA MODA:

Nell’edizione 2009 degli MTV Music Awards Kanye West decide di interrompere la premiazione di Taylor Swift (per il miglior video femminile) dicendo che quello di Beyoncé era più bello; questo ha portato a una diffusa indignazione in tutto il settore musicale.

Viene nominato comunque da “Billboard” come il miglior artista maschile di questo anno.

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Kanye West con l’amico Virgil Abloh

Oltre alla musica a Kanye nasce una passione viscerale per lo stile e la moda. Tanto che, sempre nel 2009, fa uno stage da Fendi insieme all’amico Virgil Abloh, per imparare le basi del fashion design e le regole della vita di atelier.

LA MODA E LE YEEZY:

Sempre nel 2009 è diventato il primo non atleta ad avere un contratto con la Nike, lanciando la sneaker “Air Yeezys” con una seconda versione rilasciata poi nel 2012. Ha presentato la sua prima linea di scarpe progettata per Louis Vuitton durante la Paris Fashion Week . Inoltre ha progettato calzature per Bape e il brand italiano Giuseppe Zanotti.

A ottobre 2011 ha presentato, durante la settimana della moda di Parigi, la sua etichetta di moda femminile “DW” by Kanye West, dedicata alla madre Donda West.

A dicembre del 2013 conferma ufficialmente un nuovo accordo di collaborazione con Adidas, lanciando le nuove sneakers Adidas Yeezy Boosts. Nel 2015 presenta la sua linea di abbigliamento Yeezy Season 1, ricevendo critiche positive da parte di Vogue.

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Yeezy Season 1

A febbraio del 2016 annuncia l’uscita della sua nuova linea di abbigliamento Yeezy Season 3 in concomitanza con l’anteprima del suo album “The Life of Pablo”. A giugno firma un contratto a lungo termine con Adidas e vediamo la linea Yeezy entrare in store e prodotti sportivi (basket, calcio e altri)

La nuova linea Yeezy Season 5 esce nel febbraio 2017 e a maggio dello stesso anno lancia una linea per bambini, assieme alla moglie Kim Kardashian, con il nome “Fornitura per bambini”, rilanciando una seconda collezione a luglio.

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Le sneakers Yeezy

Le sneakers Yeezy di Kanye West sono considerate le più influenti al mondo.

2019:

Ribadisce la sua fede cristiana su Twitter, finché a ottobre pubblica “Jesus is King”, un album hip-hop cristiano diventato il primo ad aver raggiunto il vertice di Billboard 200.

In questo anno la rivista Forbes lo ha classificato terzo nella classifica top 100 tra le celebrità più pagate ed è 15esimo in classifica tra gli artisti più celebri nella storia della musica popolare.

Inoltre, in un intervista con David Letterman, ha dichiarato di avere un disturbo mentale bipolare.

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McFadden

McFadden, Mary (1938). Stilista americana. Di ispirazione etnica, ha fatto largo uso di tessuti africani e cinesi nelle giacche trapuntate e nelle…

McFadden, Mary (1938). Stilista americana. Di ispirazione etnica, ha fatto largo uso di tessuti africani e cinesi nelle giacche trapuntate e nelle tuniche di seta a pieghe in stile Fortuny. Nata a New York, ha vissuto tutta l’infanzia in una piantagione di cotone vicino a Memphis nel Tennessee. Laureata in sociologia alla Columbia University, dal ’62 al ’64 si è occupata di relazioni pubbliche per Dior a New York. Nel ’65, McFadden si è trasferita in Sud Africa dove ha lavorato come redattrice di moda per Vogue. Nel ’68, si è spostata in Zimbabwe aprendo un atelier per giovani scultori africani. Rientrata a New York, nel ’76 ha fondato la sua società disegnando anche parecchi abiti da sera dalle stoffe luminose e vivaci. Ha ricevuto il Coty Award nel ’78 e oggi fa parte del Council of Fashion Designers of America. La lista dei premi ricevuti si amplia con un secondo Coty Award, un Neiman Marcus Award e il riconoscimento della Rhode Island School of Design. La designer di origini irlandesi è oggi presente in due Halls of Fame d’America: al Coty Hall e nella Best-Dressed List Hall of Fame. 2002, marzo. A South Beach le viene consegnato il Fashion Week of the Americas alla carriera, perché “leggenda americana della moda e innovatrice a livello internazionale”. Per la prima volta da quando è stato istituito, nel 1999, il premio va a una creatrice non ispanica.

Tournafol

Tournafol, Christian (1968). Stilista francese. Le sue creazioni evocano la Bretagna, sua terra natia, le tradizioni del mondo marinaro e la…

Tournafol, Christian (1968). Stilista francese. Le sue creazioni evocano la Bretagna, sua terra natia, le tradizioni del mondo marinaro e la cultura celtica di quella regione. Si è diplomato in industria dell’abbigliamento a Brest, alla scuola di Belle Arti di Nancy e al liceo della moda di Cholet. Si fa le ossa presso gli atelier di Chantal Thomass, Jerome L’Huillier e Michel Klein. Lancia nel 1996 la sua prima collezione, ispirata al tradizionale costume bigouden, ricca in colori e ricami. Nel ’97 a Tournafol viene l’idea di assemblare in maniera singolare un maglione da pescatore e una gonna lunga, creando così l’abito-pull, che diventa un pezzo chiave delle sue collezioni. Disegna anche le linee Busnel e Busnel Marine, specializzate in maglieria.

Tayama

Tayama, Atsuro (1955). Stilista giapponese. Arrivato a Parigi con il diploma del Bunka College in tasca, nel 1974 diventa primo assistente di Yohji…

Tayama, Atsuro (1955). Stilista giapponese. Arrivato a Parigi con il diploma del Bunka College in tasca, nel 1974 diventa primo assistente di Yohji Yamamoto. Dal ’74 all’82 ha assunto le funzioni di direttore responsabile di Yamamoto Europa. Già proprietario della sua compagnia in Giappone, ha aperto a Parigi la sua prima boutique di prêt-à-porter maschile nel ’90, nel quartiere del Marais, e la seconda nel ’97, a Saint-Germain-des-Près. Le sue collezioni sono attualmente in vendita all’Espace Colette, uno dei negozi parigini più alla ribalta delle proposte stilistiche.