Broda, Doby

Broda. Stilista francese. A 24 anni, presenta la sua prima collezione firmata, dopo avere imparato il mestiere lavorando con Andrevie e Gaultier

(1959) Stilista francese. A 24 anni, presenta la sua prima collezione firmata, dopo avere imparato il mestiere lavorando con Andrevie e Gaultier. Da allora, alterna la creatività in proprio a quella per conto terzi come designer per Billy Bon, per Charles Maudret, per Nicole Olivier (costumi da bagno) e per Bergère de France (maglieria). Nel ’90, con una collezione pensata per quel mercato, è sbarcata in Giappone.

Leggi anche: 

Ultima sfilata di Jean Paul Gaultier tra storia e creazioni

 

 

Bouyer, Jean Philippe

Bouyer. Stilista francese. Studia alla scuola di Arti Applicate di Parigi, specializzandosi in tecnica di confezioni. Nel 1980, è assistente di Lagerfeld.

(1959) Stilista francese. Studia alla scuola di Arti Applicate di Parigi, specializzandosi in tecnica di confezioni. Nel 1980, è assistente di Lagerfeld. Successivamente, entra come disegnatore nella maison di calzature Charles Jourdan e vi rimane per 7 anni. Lavora con Muriel Grateau, Alaïa e Tarlazzi. Poi, rientra da Jourdan per lanciare una linea di abbigliamento che vende 25 mila pezzi a stagione.

Leggi anche: 

Chi è Pieter Mulier, il nuovo direttore artistico Alaïa

Bercane, Jean Luc

Jean Luc Bercane, stilista francese. Il suo stile caratterizzato da materiale tecnico, microfibre e “metalli” ottiene un discreto successo.

Jean Luc Bercane, stilista francese. Inizia da ragazzo a lavorare in un’azienda di abbigliamento femminile a Tolosa dove apprende i “fondamentali” della couture. Ma ansioso di mettersi alla prova, parte per Parigi alla volta delle grandi maison. Collabora come free lance nella haute couture, in maison del calibro di Jacques Esterel e Chloé e, nel ’97, sfila a Parigi per la prima volta in uno spazio off, ovvero al di fuori del calendario ufficiale della moda. Il suo stile caratterizzato da materiale tecnico, microfibre e “metalli” ottiene un discreto successo. Bercane vive e lavora a Tolosa e le sue collezioni sono sponsorizzate dall’azienda di couture Bruno Saint Hilaire.

Leggi anche: 

 Jacques Esterel 

Chloè affida la direzione creativa a Gabriela Hearst 

Yurkevich, Gaspard

Yurkevich. Stilista francese nato nel 1972 ha iniziato giovanissimo a presentare le sue creazioni durante le sfilate di Parigi.

Stilista francese. Nato nel 1972 ha iniziato giovanissimo a presentare le sue creazioni durante le sfilate di Parigi. Innovativo, attento al dettaglio sia nella collezione uomo che donna, rielabora con humor i classici dell’abbigliamento riproponendo le diverse tipologie di indumenti in contesti decisamente innovativi.

Leggi anche:

Maison Margiela alla Paris Fashion Week: due collezioni

Paris Fashion Week: il menswear parigino sfila in digitale

Douvier, Guy

Guy Douvier, stilista francese. Lavora per diverse case di moda, da Dior a Chanel. Nel 1972 è direttore creativo di Laroche fino alla sua morte.

Guy Douvier, stilista francese. Studia pittura alla Scuola di Belle Arti. Poi si dedica alla moda. Lavora per Chanel nel 1955, quindi va a New York per una ditta di confezioni e per Dior. È a Roma da Tiziani e Antonelli, e di nuovo in Francia per Maggy Rouff. A Parigi gli viene affidato nel ’72 il prêt-à-porter di Guy Laroche. Dal ’74 ne dirige lo studio creativo e disegna le collezioni Guy Laroche Diffusion e Guy Laroche Boutique. Douvier muore nel settembre 1993: gli succede il suo assistente Jean-Pierre Marty.

Leggi anche: 

Guy Laroche

 Matteo Garrone e Dior Haute Couture: la superstizione

De Ribes, Jacqueline

Jacqueline De Ribes. Stilista francese ricordata soprattutto per la sontuosità degli abiti da cocktail e l’eleganza aristocratica dei vestiti da sera.

Jacqueline De Ribes, stilista francese. Jacqueline de Beaumont (all’anagrafe ), già a scuola, tra i 15 e i 17 anni, viene insignita del titolo di direttrice artistica per gli show di fine anno. A 17 anni si sposa con il visconte de Ribes, ricco banchiere e uomo di successo. Poi, a 22 anni, entra nella lista delle donne più eleganti del mondo.

Nel 1983 firma una lussuosa linea, After Five, lanciata negli Stati Uniti da Saks Fifth Avenue e ricordata soprattutto per la sontuosità degli abiti da cocktail e l’eleganza aristocratica dei vestiti da sera. Nell’88 la gestione del marchio viene affidata al gruppo giapponese Kanebo che apre anche a Parigi, una boutique Jacqueline De Ribes. L’attività dura fino al 1994, quando la nobildonna, per problemi di salute, è costretta a smettere la sua attività di stilista.

Leggi anche: 

Saks Fifth Avenue

Il mondo di re Giorgio in una Armani coktail capsule

Daumas, Jean-Rémy

Stilista francese che mescola gli omaggi alla tradizione della haute-couture con il vinile, le pellicce sintetiche, i colori acidi.

Jean-Rémy Daumas. Stilista francese che mescola gli omaggi alla tradizione della haute-couture con il vinile, le pellicce sintetiche, i colori acidi.

Fino all’estate 1990, quando cessa l’attività, le sue sfilate hanno costituito momenti di gioco e di gusto stupefacenti, con abiti costruiti con materiali a contrasto: la plastica e il tulle, il taffettà o le paillette con il polistirolo e la resina artificiale.

Nato a Cannes, Daumas non ancora ventenne si stabilisce a Parigi. Un primo impiego lo ottiene da Patou; passa poi da Gaultier come assistente modellista di Tarlazzi.

Nel ’79, un anno dopo aver aperto una casa di moda col suo nome, presenta con buon successo la sua prima collezione nella hall del Théàtre des Champs-Elysées.

Leggi anche: 

Patou

Jean Paul Gaultier, storia creazioni e sfilate

Tondowsky, Alain

Tondowsky. Alain (1969). Stilista francese di calzature. Di nome e famiglia polacca, trasferitasi a Parigi, frequenta i corsi dello studio Berµot.

Alain (1969). Stilista francese di calzature. Di nome e famiglia polacca, trasferitasi a Parigi, frequenta i corsi dello studio Berµot. Da sempre Tondowsky si ispira per le sue creazioni alle attrici di Hitchcock dei film anni ’50 e all’eleganza raffinata di Romy Schneider degli anni ’70. Pur cambiando e modificando ogni stagione modelli e dettagli, lo stile delle sue creazioni riflette e resta legato a quell’ideale di donna, mischiando però gli opposti, le ridondanze degli anni ’50 col minimalismo giapponese.

Dal 1989 disegna per un anno la collezione di Stéphane Kelian e, negli anni seguenti fino al ’94, collabora con Gianfranco Ferré per Dior. Lavora anche per il teatro. Dopo essere stato consulente per gli acquisti degli accessori ai grandi magazzini Printemps, nel ’97 si mette in proprio e dà il suo nome alla linea donna. Dal 2001, Tondowsky ha aggiunto una linea uomo che ha avuto successo soprattutto negli Stati Uniti.

Le scarpe

Sono scarpe a pianta larga, molto comoda con la suola spessa che ricordano le tradizionali scarpe da uomo inglesi. La nuova collezione donna si chiama Pure Instinct ed è ideata per diversi tipi di donne che chiama “les poseuses”. Tacchi alti a spillo, punte molto allungate e strette, ogni scarpa ha una sua modella ideale. Può essere di volta in volta Bianca Jagger, Iman, Gerry Hall.

Ogni modello porta il nome della donna per cui è stata pensata. Tondowsky ama le scarpe bianche anche d’inverno e i cinturini che si aggirano più volte intorno al collo del piede, le décolleté dal contorno frastagliato e con il tallone alto, gli stivali robusti da cavallerizza. Oltre al negozio monomarca di Parigi, è distribuito in 60 punti vendita nel mondo, di cui due a Milano, alla Vetrina di Beryl e da Viverre.

Leggi anche:

Giocare con la moda: il messaggio della Dior Pre Fall 2021

Dior Men: tradizione e innovazione nello spazio

Tattarachi, Marie Pierre

Tattarachi Marie Pierre (1946). Stilista francese.Si è diplomata allo Studio Berµot, scuola di moda a Parigi. Ha debuttato nel 1975 con una sua collezione

Marie Pierre (1946). Stilista francese. A 26 anni, si è diplomata allo Studio Berµot, scuola di moda a Parigi. Tattarachi ha debuttato nel 1975 con una propria collezione e da allora tiene la ribalta con linee volutamente lontane dal sensazionalismo da passerella.

Leggi anche:

Chanel alla Paris Fashion Week: il tradizionale innovativo

Marine Serre: la stilista presenta la sua estate interattiva

Caumont, Jean Baptiste

Jean Baptiste Caumont, stilista francese. Entra nel mondo della moda, giovanissimo, come disegnatore per Balmain, poi il successo.

Jean Baptiste Caumont, stilista francese.  Dagli anni ’50 attivo in Italia, fu fra i primi diretti protagonisti, con Albini, Krizia, Missoni, della fortuna del prêt-à-porter a Milano. A Parigi, dove approda per studiare alla Scuola di Belle Arti, entra nel mondo della moda, giovanissimo, come disegnatore per Balmain, in seguito per importanti riviste, quali Fémina e Vogue. Dopo una consulenza con La Rinascente, disegna per le confezioni Amica di Treviso, realizzando, nel ’65, la prima collezione, che ottiene grande consenso per lo stile sofisticato, lussuoso, caratteristico, evocativo degli anni ’30. Tailleur sportivi ma femminili, da pomeriggio e sera, stile 1938, chemisier di seta, fluida maglieria, con puntigliosa cura del particolare, dell’accessorio per un’armonia senza sbavature. A partire dal ’70, il prêt-à-porter di Caumont, prodotto dal Gruppo Finanziario Tessile, avrà soprattutto successo in America.

Leggi anche: 

Pierre Balmain

Krizia l’equilibrio tra Oriente e Occidente