Aliverti e Stecchini

Aliverti e Stecchini. Fabbrica comasca di seta. Viene fondata nel 1921 da Luigi Aliverti e da Giovanni Stecchini. L’attività produttiva si svolge in un…

Aliverti e Stecchini. Fabbrica comasca di seta. Viene fondata nel 1921 da Luigi Aliverti e da Giovanni Stecchini. L’attività produttiva si svolge in un primo momento nello stabilimento di Bregnano (Co) già funzionante dal 1920, per poi ampliarsi con l’avvio della tessitura di Guanzate (1924). Nel ’46, dopo l’uscita dalla società di Luigi, l’azienda cambia nome in Tessitura Serica Gianni Stecchini e Figli, con l’entrata nella compagine sociale di Pier Luigi e Mario Stecchini. Alla morte di Giovanni, nel 1950, diventa presidente Pericle Bari. All’inizio degli anni ’50, l’azienda si avvia alla chiusura, anche se la produzione prosegue fino al 1956 quando la liquidazione diviene operativa.

Tussor

Tussor è un tessuto in seta tussah, seta selvaggia prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare, che proviene da bachi cresciuti allo…

Tussor è un tessuto in seta tussah, seta selvaggia prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare, che proviene da bachi cresciuti allo stato naturale. Spesso a strisce colorate.

Chantilly

Chantilly. Pizzo di seta leggerissimo (proprio come la panna chantilly), eseguito al tombolo, di solito in seta nera con motivi a ghirlande floreali. Molto pregiato, fu creato nella città di Chantilly, a nord di Parigi, nella prima metà del ‘700. Nel tradizionale color crema, è detto anche blonde. Molto in voga durante tutto l’800, soprattutto per scialli e ombrellini da sole. Molteplici sono i ritorni di questo tipo di pizzo nei flussi e riflussi della moda.

Mussolina

Mussolina
Mussolina

Mussolina, tessuto finissimo, leggero, trasparente anche se lievemente croccante per la sua semplice armatura a tela, grazie al suo sottile filato ritorto. Originario della città irachena di Mossul, a cui deve il suo nome, può essere realizzato in cotone, lana e seta. È nella sua versione in seta che il termine francese ha poi ristretto il suo valore indicativo. La traduzione italiana di mousseline è settecentesca e il suo recupero avviene e tramonta in tempi di autarchia con il ventennio fascista e il suo ostracismo ai vocaboli stranieri. Per il tessuto di questo tipo in cotone o in lana si preferisce il termine mussola. In mussola di cotone, senza peso, erano gli abiti di Maria Antonietta quando giocava nel suo Trianon; di impalpabile mussola erano gli immancabili fazzoletti da collo (fisciù). E se la mousseline di seta dette vita agli abiti, alle gonne soprattutto, alle camicette dell’800, fu sulla mussola di lana che i sarti artisti della Belle Époque e del primo ‘900 fecero stampare le suggestioni dell’arte contemporanea e quelle dell’Oriente, per abiti e scialli. In tutte le sue versioni, la mussola è stata e continua a essere base essenziale di quell’importante e sempre fortunato accessorio che è il foulard.

Beri Ritu

BERI
Fashion Designer Ritu Beri

Beri Ritu diventata fashion-designer per caso, racconta di sé: “Laureatami all’Università di Delhi nel 1987, mi divertivo a farmi gli abiti da sola, poi ha cominciato chiedermelo qualche amico e, nel giro di poco tempo, è diventato un vero business”. Il salto era compiuto e, per acquistare sicurezza sui tagli, Ritu Beri si iscrive, nell’88, al National Institute of Fashion Technology di Delhi, affiliato al celeberrimo F.I.T. di New York. Nel ’90, per la discussione della tesi finale, crea la sua collezione Lavanya (in sanscrito vuol dire “fascino”), che poi viene venduta nei negozi di Regent Street. Oggi le sue proposte sono versatili: dalle T-shirt all’alta moda, fino alle divise olimpiche che lei ha disegnato per il team indiano di Atlanta ’96: per gli uomini blazer bianco e calzoni blue navy, per le donne un vestito ispirato ai colori della bandiera nazionale. Ma è la sua passione per i ricami, spesso dorati, ad averla caratterizzata nel mondo della moda ed è stato proprio per specializzarsi al meglio che ha fatto un soggiorno a Parigi, dove ha studiato con François Lesage. I suoi abiti, in seta, velluto, chiffon e denim, prevedono sempre un tocco sexy, che ben mescola gusti orientali e raffinatezza parigina. Nicole Kidman, indossando spesso i suoi abiti, ha portato la fama della stilista indiana nell’empireo di Hollywood.

Tyler