MOSCHINO

Moschino è un luxury brand italiano, fondato nel 1983 da Franco Moschino, detto l’enfant terrible della moda per i suoi modi anti-convenzionali.

Indice

  1. Le origini
  2. Lo stile Moschino
  3. Cheap & Chic
  4. Esposizioni: Enfant Terrible
  5. Ferretti Group rileva Moschino
  6. Le collezioni
  7. Sviluppo del Brand
    1. Gli orologi
    2. Partner ufficiali
  8. Beneficenza
  9. Jeremy Scott
  10. Situazione attuale

Le origini

Franco Moschino (1950-1994) è stato un designer iconoclasta che non ha mai voluto essere riconosciuto come tale. Raggiunse la fama ribaltando tutte le regole convenzionali del buon gusto, dello stile, della pubblicità, delle presentazioni e delle sfilate. Moschino venne definito l’enfant terrible della moda italiana, per il suo comportarsi in modo del tutto controverso e non convenzionale.

Franco Moschino
Franco Moschino

Franco Moschino studiò all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano: voleva diventare un pittore, ma il suo fortuito ruolo di illustratore per Versace nel 1971 gli spalancò le porte del mondo della moda. Nel 1977 divenne stilista dello storico brand italiano Cadette, dove affinò le sue capacità e sviluppò un suo preciso e personale linguaggio stilistico.

Lo stile Moschino

Lo stile Moschino 1980
Lo stile Moschino 1980

Brand fondato nel 1983, è da sempre un mix esplosivo di paradossi, sfide ed eleganza che critica e deride gli eccessi del sistema moda e della società parossistica, immagine degli anni ’80. La società fondata da Franco Moschino, la Moonshadow S.r.l., debuttò con la prima collezione che rappresentave già appieno lo stile Moschino: era ironica, surreale, ingegnosa e perversa. Moschino dichiarò di voler “fermare il sistema moda”, ma, ironia della sorte, il suo successo è stato tanto grande proprio grazie a quel sistema. Teorico della libertà e dell’improvvisazione, Franco Moschino sosteneva di non essere un inventore, ma un “ristorante che cerca di servire quegli ottimi piatti tradizionali, inventati da cuochi sconosciuti”.

Moschino campagna pubblicitaria autunno/inverno 1988
Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1988

Il suo lavoro ha davvero sovvertito tutta l’estetica del nostro secolo, facendola sua e rielaborandola con un grande e pungente umorismo. Sostituì i bottoni dei tailleur stile Chanel con iconiche girandole; ricamò su eleganti tubini neri il loro prezzo di vendita. Creò gonne da cravatte, giacche con uova fritte sulle tasche, T-shirt blasonate “Moschifo”, vestiti stampati con le parole “no dress no stress” (“senza abiti, senza stress”), top con seno trompe-l’oeil.

Moschino Patches Blazer 1990
Patches Blazer 1990

Ha continuato a infrangere le regole con camicie a maniche multiple, blazer multicolori, gilet stampati con i personaggi dei cartoni animati, abiti con appliqué a forma di oca, gonne in tartan dai forti richiami andalusi, giacche da sera stile torero. Il suo stile personale, pur essendo imprevedibile e sorprendente, si basa su forme classiche ed eseguite magistralmente, perfettamente lavorate e dai dettagli seducenti, apprezzati in tutto il mondo.

Cheap & Chic

Moschino 1987 Fashion Show
Sfilata 1987

Lanciano la prima linea Moschino Couture, e poco dopo arrivarono Cheap & Chic nel 1980, Donna e Uomo nel 1986, Moschino Jeans, lingerie, costumi da bagno, borse, sciarpe, gioielli, profumi, tutti i quali si schieravano contro i cliché della moda. Pubblicazioni, pubblicità e sfilate erano ugualmente ricche di sorprese. Spedì mutande come inviti alle attrici, fece sfilare modelle in ginocchia, apparve nelle sue stesse pubblicità sotto mentite spoglie e inventò un falso Cardinale per promuovere la sua linea di jeans.

Moschino profumo Cheap & Chic
Profumo Cheap & Chic

Moschino creò un profumo da uomo con una bottiglia a due teste, e la fragranza femminile veniva venduta con una cannuccia. Pubblicò cataloghi dadaisti e creò ogni tipo di intrattenimento provocatorio immaginabile, dicendo

“Non c’è creatività senza caos. Il concept di Moschino si basa sulla completa libertà di scelta. Non ci sono regole. Indossi il colore che vuoi e se ti piace ancora quello che indossavi l’anno scorso, puoi indossarlo quest’anno e l’anno prossimo, se vuoi.”

Ovviamente tutto ciò suonava stonato in un periodo in cui il prêt-à-porter dominava sovrano e le etichette dettavano moda.

Esposizioni: Enfant Terrible

Moschino 1999 AD Campaign
AD Campaign, 1999

Nel 1993, la Permanente di Milano ospitò la grande retrospettiva X Anni di Kaos. Fu un viaggio attraverso le migliaia di anomalie creative di Moschino, culminate in una mostra di dipinti in cui il designer rivelava al pubblico, per la prima volta, il suo io più sincero, quello che voleva esser pittore. La mostra si svolse per il decimo anniversario dalla nascita dell’enfant terrible della moda italiana, che, seppur in un breve periodo, aveva già lasciato un segno indelebile nel mondo. Quel mondo che tanto aveva sfidato, per poi divenire egli stesso una figura di culto e le sue creazioni un must.

Ferretti Group rileva Moschino

Moschino morì nel settembre 1994 per colpa dell’Aids. Il suo staff, sotto la guida della sua più stretta collaboratrice, Rossella Jardini, ha continuato il suo lavoro ed è riuscito nel miracolo di consolidare il successo del marchio, seppur senza l’iconico fondatore. Nel 1995, la città di Firenze tributa a Franco Moschino il premio Pitti Immagine. Nel giugno1999, in occasione della prima collezione Moschino Life, venne riproposta la celebre “survival jacket” ideata nel 1991. L’autunno dello stesso anno, il brand venne rilevato dal gruppo Ferretti. Negli anni seguenti, molte furono le esposizioni dedicate a Franco e al suo operato: nel marzo del 2001 venne presentata una raccolta cronologica di immagini delle vetrine realizzate dal carismatico “monellaccio”; nell’estate 2003, a Roma, vengono esposti per la prima volta i quadri che Franco Moschino realizzò nel 1989.

Le collezioni

Nel 2002 il marchio lanciò la memorabile collezione uomo “On the road”, che combinava capi vintage, sportivi e formali. Vennero presentati look paradossali, che si adattavano ad ogni occasione e contraddicevano tutto ciò che era familiare. La collezione fu geniale e deliziosamente disordinata. Lo stesso approccio venne adottato per le collezioni donna dell’affascinante sfilata autunno/inverno 2003-2004, con un’inedita tuta da meccanico con volant, fino al clou del moschettone promosso al ruolo di collana.

Moschino collezione autunno/inverno 2003
Collezione autunno/inverno 2003

Prêt-à-jouer sarà sempre la firma di Moschino. La gamma continua a produrre anomalie che, come in passato, riescono a divenire veri e propri status symbol. L’ironia e la fantasia sfrenata camminano mano nella mano, in particolare nella linea Cheap & Chic. Uno stile, molti stili, per i ricchi d’entusiasmo più che di moneta sonante. La moda diviene arte nell’abbinare completi in totale libertà. Blazer senza bottoni si fissano con una spilla da balia, o spolverate di paillettes su pantaloni rattoppati.

Sviluppo del Brand

Nel maggio dello stesso anno, la società strinse un accordo di joint venture con Bluebell Far East (49,9%) e creò Moschino Far East, per garantire la distribuzione nel mercato dell’Estremo Oriente, incluso il Giappone. Per il 2006 vennero previste vendite per 70 milioni di euro. L’accordo siglò una lunga e duratura collaborazione tra le due aziende: Bluebell distribuì per Moschino in Oriente dal 1989; in Giappone, sino ad oggi, è stata gestita da Sanki Shoji.

Moschino 2001 SS Campaign
SS Campaign, 2001

Più tardi, a luglio, Moschino stipulò un contratto di licenza con Sector per la produzione di una collezione di orologi firmata Moschino. Sector Group, nel 2001, poteva far forza su 15 partner produttivi a livello mondiale, 150 dipendenti e un fatturato di circa 90 milioni di euro. Il 14% dell’orologeria italiana era affare di Sector.

Nel 2002 il brand festeggiò il suo 20° compleanno. Il primo negozio parigino (con ben sette vetrine) fu inaugurato al numero 32 di Rue de Grenelle (7° arrondissement); un altro negozio venne aperto nel Petrovsky Passage Mall, al centro della capitale russa. Il marchio Moschino constava, così, di 24 negozi monomarca e 31 franchising nei grandi magazzini. Aeffe possedeva il 70% delle azioni di Moschino Spa e Sportswear International il restante 30%; nel 2001 si raggiunse un fatturato di 285 milioni di euro.

Gli orologi

Nel luglio 2003 venne inaugurato, a Roma, un negozio dedicato ai nuovi orologi Moschino: tra tutti spiccavano il famoso orologio a cuore “Time 4 love” e il masterpiece “Time 4 Peace”. Ogni pezzo ha charms con simboli di pace, amore, fortuna o con la “M” del brand. Il pezzo “I love 4 ways” ha una catena a maglia marina ispirata ai vecchi orologi da tasca; “I love Moschino” un cinturino in pelle e “My name is Moschino” un cinturino tradizionale in metallo.

Orologi Moschino
Orologi Moschino

Un anno dopo, Vincent Darré, responsabile della creazione e dello sviluppo delle collezioni Moschino dal 2001 al 2004, abbandona l’azienda per diventare direttore artistico di Emanuel Ungaro.

Partner ufficiali

Nel 2007, sotto la guida del CEO Thierry Andreatta (2007-2009), Moschino aprì una nuova bootique a New Dehli, in India, ove era già presente dal 2005. A fine maggio, venne inaugurata anche la prima sede in Est Europa, in Lituania.

Nel 2007 si conclusero importanti accordi con svariati partner, tra cui con Scienward International Holdings Limited per il franchising e la distribuzione in Cina, con Allison per la produzione e distribuzione di occhiali Moschino, con Binda Group per la produzione e la commercializzazione di orologi e gioielli. Nel 2008 vennero proposte le prime collezioni per ragazzi e bambini. .

Lo stesso anno, infatti, dalla collaborazione con Indipendent Ideas, l’agenzia di comunicazione di Lapo Elkan, nacque Love Moschino, nuovo nome della ormai ventenne Moschino Jeans: la strategia era quella di rinnovarsi con una linea che potesse avere maggiore appeal sulle nuove generazioni

Nel marzo 2008 mettono sul mercato una nuova fragranza, Hippy Fizz, prodotta e distribuita da Euroitalia; a settembre venne aperta la bootique di New York. L’espansione di Moschino ormai raggiunge ogni angolo del mondo: nel 2009 vennero inaugurati negozi a Dubai, in Arabia Saudita e a Shanghai; nel 2010 in Vietnam.

Moschino collezione primavera/estate 2010
Collezione primavera/estate 2010

L’interesse che sin dagli albori Franco Moschino aveva mostrato per il moderno a tutto tondo, rimase sempre come punto forte dell’azienda. Nel 2010, sotto la supervisione di Rossella Jardini, in collaborazione con Jo Ann Tan, inaugurano a Milano la Maison Moschino (ora NH Milano Palazzo Moscova). Moschino rappresenta un mondo fiabesco in cui la moda è un mezzo per celebrare i valori della società contemporanea e la gioia di vivere.

Beneficenza

Sensibile nel sociale, numerose furono le collaborazioni per aiutare i bambini e le associazioni benefiche. Nel 2007 Moschino supportò Amref, mettendo in vendita alcuni pezzi del suo archivio sul portale Yoox. Nello stesso anno, Unicef chiese alla casa di moda di realizzare una bambola in plexiglas per una raccolta fondi destinata alla prevenzione e alla cura dei bambini affetti dal virus dell’HIV. L’anno successivo, in collaborazione con il Department Store Isetan Shinjuku a Tokyo, presentò una serie di mini abiti della collezione primavera/estate 2008. Devolvettero i proventi alla Croce Rossa di Tokyo a sostegno dell’infanzia.

Jeremy Scott

Jeremy Scott, Creative Director di Moschino
Jeremy Scott, Creative Director di Moschino

Nel 2014 il brand si propone sul mercato con una forza nuova, Jeremy Scott, appena nominato direttore creativo. Classe 1974, statunitense, si forma al Pratt Institute di New York e nel 1990 lancia la sua linea con una sfilata di moda a Parigi. Scott propone uno stile pop sofisticato, che utilizza colori, lettere, simboli e icone sgargianti, tanto figli degli anni Ottanta e Novanta. Questo stile “sportivo” permette al designer a stringere diverse partnership con marchi di abbigliamento come Adidas.

La nomina di Scott avviene all’indomani della presentazione della collezione di Rossella Jardini, ex direttore creativo, alla settimana della moda di Milano. Jeremy Scott si fece notare, negli anni precedenti, anche attraverso i social, dove postava numerosi accessori e vestiti stravaganti. Non secondaria, la sua amicizia con pop star internazionali come Rihanna, Nicki Minaj e Katy Perry, che indossavano le sue creazioni durante concerti e apparizioni pubbliche.

Moschino Jeremy Scott con celebrities che indossano la collezione Moschino
Jeremy Scott e celebrities che indossano la collezione Moschino

Nel febbraio 2014 venne presentata la prima collezione di Jeremy Scott, ispirata alle icone americane, tra cui anche McDonald’s. Fu tanto apprezzata, quanto criticata. La linea Cheap & Chic venne cancellata, mentre ne nacque una nuova, “Boutique Moschino”, rivolta a un mercato più ampio, con prezzi del 40% inferiori rispetto alla linea principale.

Moschino Jeremy Scott 2014
Jeremy Scott 2014

I riscontri positivi della nuova Moschino diedero molte soddisfazioni ad Aeffe, proprietaria del marchio dal 1999. I ricavi aumentarono dello 0,2% rispetto all’anno precedente, toccando i 251,5 milioni di euro; la vendita delle collezioni Primavera/Estate 2015 crebbe del 15% in un solo anno. Con questo incredibile successo, nel 2015, Jeremy Scott vinse il “Womenswear Designer of the Year”.

Nello stesso anno, la collaborazione Moschino e Barbie produsse una bambola e una collezione prêt-à-porter Moschino in 8 pezzi. Durante la settimana della moda primavera/estate 2016, Moschino presentò la nuova capsule collection “Clothed For Construction”, disegnata da Jeremy Scott e disponibile solo online.

Moschino Collezione Barbie primavera/estate 2015
Collezione Barbie primavera/estate 2015

Situazione attuale

A luglio 2017 Moschino, con Sephora, lancia una collezione limitata makeup, che offre una perfetta combinazione tra prodotti di bellezza e accessori di lusso. Proprio questo stile giocoso del brand, unito all’alta qualità dei prodotti Sephora, conquista non solo le donne audaci Moschino, ma un pubblico nettamente più vasto ed eterogeneo.

Moschino Limited Makeup Collection
Limited Makeup Collection

Nel 2020 giunge la chiacchierata collezione primavera/estate 2021 proposta in una location bizzarra. Causa pandemia da Covid-19 in corso e la decisione di sfilare a porte chiuse, la griffe s’ingegna proponendo un digital show accompagnato da una serie di manichini che sfilano dinanzi ad un parterre nutrito di celebri star (anch’esse, dei fantocci). 

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Victor Victoria

Victor Victoria, uno stile puntato sull’alternanza di elementi maschili e femminili che coglie e sottolinea aspetti contemporanei del vestire

Victor Victoria. Marchio italiano di moda pronta. È di proprietà delle Sartorie Riunite. Nasce alla fine degli anni ’80. L’azienda, fondata da Giovanni e Paola Gamba, si trova a Molina di Malo, Vicenza.

A Milano, ha sede lo show room. Nel ’92 Giambattista Gamba, una laurea a Berkeley, università della California, entra a far parte della società come responsabile delle strategie aziendali, scelte stilistiche e di prodotto. Victor Victoria, uno stile puntato sull’alternanza di elementi maschili e femminili che coglie e sottolinea aspetti contemporanei del vestire, conta su una diffusione di 200 mila pezzi in oltre 500 punti vendita in Italia e nel mondo.

L’acquisizione di Sinv

Il brand viene assorbito per intero da Sinv, azienda vicentina che detiene un’ampia quota di Moschino e le licenze per la produzione di marchi come R.e.d. Valentino e DKNY Jeans di Donna Karan. Partecipa per la prima volta a Pitti Immagine Uomo. La linea presentata, Victor Victoria Uomo, trova “ospitalità” nel padiglione dedicato ai marchi con una forte propensione alla ricerca.

Per l’inverno Victor Victoria manda in passerella una collezione che si ispira al Vicino e all’Estremo Oriente. Per la collezione autunno-inverno Victor Victoria sceglie ancora una volta il recupero di retaggi etnici. Nella stagione in cui Vivienne Westwood porta sulle passerelle l’uomo con il seno posticcio, la maison di Giovanni e Paola Gamba ricorre alla tradizione sartoriale del popolo Amish.

Il rilancio di Victor Victoria

Nel 2005 Victor Victoria viene acquisito dal gruppo Ca’ da Mosto, dell’imprenditore Sergio Tegon. Nel 2007 il marchio viene rilanciato sotto la direzione creativa di Albino d’Amato: il nuovo corso si concentra sulla natura tailor-oriented del brand privilegiando capispalla sartoriali, realizzati in tessuti pregiati, e mescolando elementi maschili a volumi tipicamente femminili, che guardano all’eleganza anni ’50. A fine 2008 si interrompe la collaborazione con Albino d’Amato: dalla collezione Primavera/Estate 2010, ricopre il ruolo di direttore creativo la designer belga Marjolijn Van den Heuvel.

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Jael

Jael. Marchio di maglieria per uomo disegnata da Jens Kaumle (Stoccarda, 1968) e prodotta in Italia. Debutta con le collezioni primavera-estate 2000.

Jael. Marchio di maglieria per uomo disegnata da Jens Kaumle (Stoccarda, 1968) e prodotta in Italia.

Debutta con le collezioni primavera-estate 2000.

La creatrice vive tra Londra, Parigi e Milano. Nella capitale inglese ha compiuto i suoi studi di stilismo (al Royal College of Arts) mentre nelle altre due città ha iniziato a lavorare: prima per Moschino, poi per Tommy Hilfiger e per Levi’s Germania.

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Zappieri

Zappieri Sanzio è stato un imprenditore e commerciante di pronto moda italiano. Tra i marchi trattati, le migliori griffe internazionali come Dior e Valentino

Zappieri Sanzio (1936). Commerciante italiano di moda pronta. Giovanissimo, inizia l’attività di venditore, tanto che già verso la metà del decennio ’50 fonda a Torino una propria ditta.

Negli anni ’60, si occupa dei primi importanti marchi: Ballantyne, Brioni e Zanella, pantalonificio proprietario del marchio Ufo Jeans. Gli anni ’70 vedono l’esplosione del settore moda e Zappieri acquisisce la rappresentanza di Thierry Mugler, al suo debutto in Italia, e di Valentino. Apre il suo primo show room milanese in via della Spiga.

Negli anni ’80 lancia Moschino in tutto il mondo e aggiunge alla sua “scuderia” marchi come Krizia, Blumarine, Oliver by Valentino, a cui seguiranno le linee di Dior, Ritz Sadler e, più recentemente, Donna Karan Signature e firme del semipronto e pronto moda, come Kookaï, l’Altra Moda e Liu-Jo. L’ultima impresa è stata l’apertura a Milano, in Galleria Passarella, di Zap, flagship store (1000 metri quadrati) con franchising multimarca. Il Gruppo, formato da diverse società affiliate, ognuna con compiti specifici, si avvale di circa 120 persone.

Gli anni 2000

Il volume d’affari annuale è di circa 103 milioni d’euro per circa un milione di capi trattati e distribuiti in tutto il mondo, con 8 showroom in Italia e 10 in Europa. Nel 2000 viene ufficialmente inaugurato Studio.Comunicazione, agenzia di relazioni pubbliche e pubblicità specializzata nel settore moda. Nata alla fine del 1999 per volere di Sanzio Zappieri, consapevole della fondamentale importanza della comunicazione nella logica di affermazione di un marchio, l’Agenzia offre alle aziende già distribuite dal gruppo Zappieri e al Gruppo stesso consulenze in relazioni pubbliche e pubblicità. Strategie di comunicazione, attività di ufficio stampa, organizzazione di eventi e sfilate, realizzazione di materiale promozionale, pianificazione pubblicitaria mirata: queste le principali aree di attività dell’agenzia.

Nello stesso anno il gruppo diventa socio della Camera Nazionale della Moda Italiana. Nel febbraio 2009 Fashion Box, società cui fanno capo i marchi Replay, Replay&Sons e We Are Replay, annuncia l’avvio di una nuova partnership con Gruppo Zappieri. La collaborazione, relativa alla distribuzione delle collezioni We Are Replay, prevede un accordo di esclusiva per il territorio italiano e avrà una validità di cinque anni, a partire dalla collezione Autunno/Inverno 2009/10.

Sanzio muore i 13 gennaio del 2014. Il testimone passa così ai figli Elena, Domenico e Giorgiana.

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Isetan

Isetan. Nella moda fa una politica di mercato tesa ai giovani con i marchi Moschino, Donna Karan, Cerruti, Montana e la sua linea C’est magnifique.

Isetan. Nella moda fa una politica di mercato tesa ai giovani con i marchi Moschino, Donna Karan, Cerruti, Montana e, dal ’91, con la sua linea C’est magnifique. Nata a Tokyo nel 1886 come boutique di kimono, si sviluppa negli anni ’30 e approda negli Usa nell’89 in joint venture con Barney’s. Ha 15 filiali nel mondo.

isetan

Le tappe storiche più rilevanti di Isetan

2001. Accordi per vendere nei negozi Ado i propri prodotti, compresa la popolare linea femminile New’s Square Casual.

2002, febbraio. Assorbe Iwataya, gruppo leader dei grandi magazzini del Kyushu, e rilancia la catena.

2002 marzo. Il marchio amplia i progetti Ado. La collezione di borse New’s Square Handbag, presentata nell’agosto 2001 con vendite per 2,5 miliardi di yen, sarà introdotta nei negozi Ado.

Nell’agosto 2007 venne annunciato che si sarebbe fusa con Mitsukoshi, un grande magazzino del Giappone. Il primo aprile 2008 nasce una società unica con il nome di Isetan Mitsukoshi Holdings Ltd.

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Istituto Marangoni

Istituto Marangoni. In ordine di tempo, è la prima scuola milanese specializzata in moda. Fondata nel 1935, ha preparato tre generazioni di professionisti.

Istituto Marangoni. In ordine di tempo, è la prima scuola milanese specializzata in moda. Fondata nel 1935, ha ormai preparato tre generazioni di professionisti tra cui Franco Moschino, Domenico Dolce e Donatella Girombelli. Ogni anno, circa 500 studenti, di cui il 40 per cento provenienti dall’estero, possono accedere a un completo programma di corsi tra cui disegno di moda, computer design, analisi della modellistica, storia dell’arte e del costume, fibre e filati, elementi di marketing. Ogni piano di studio ha una durata pluriennale, con la possibilità di stage nelle principali aziende del settore e negli studi stilistici. L’Istituto dichiara di riuscire a inserire nel mondo del lavoro il 100 per cento dei suoi diplomati. Organizza anche master di specializzazione, a tempo pieno per un anno.

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Jardini, Rossella

Jardini. Rossella inizia la sua carriera nella moda nel 1974 con un piccolo negozio chiamato Il Pomeriggio, dove vende capi di designer famosi.

Jardini. Rossella inizia la sua carriera nella moda nel 1974 con un piccolo negozio chiamato Il Pomeriggio, dove vende capi di designer come Issey Miyake, Ter & Bantine e altri nomi famosi.

Nel ‘76 lavora a fianco di Nicola Trussardi per lo sviluppo delle linee abbigliamento e accessori.

Nel ‘78 crea, con due amici modelli, la linea l’Alveare.

È nel 1981 che Rossella Jardini incontra Franco Moschino e collabora con lui alle collezioni Cadette.

Dopo un periodo trascorso a Bottega Veneta, torna con Moschino nel 1984 e lavora prima come assistente per la linea Moschino Couture e per gli accessori, poi per tutta la griffe.

Alla morte di Franco Moschino, nel 1994, ne diventa l’erede guidando, come direttore creativo la produzione, oltre all’immagine dell’azienda.

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See-now-buy-now

Nel 2016 arriva una rivoluzione nella moda, con l’introduzione della formula see-now-buy-now che permette di acquistare un capo in simultanea con lo show.

See-now-buy-now. Formula presentazione di una sfilata che permette di acquistare i capi presentati in passerella, subito dopo lo show. Il successo del format, nato attorno al 2016, è sicuramente da attribuire alle vendite online. Con un clic, infatti, si può visionare il capo in passerella e acquistarlo simultaneamente sull’e-commerce della griffe.

L’affermazione del see-now-buy-now è frutto anche di una curata attività di promozione sui social. Ad esempio, la collezione TommyXGigi (nata dalla collaborazione tra Tommy HilfigerGigi Hadid), pubblicizzata ampiamente sui canali social del marchio americano, ha registrato sold-out subito dopo lo spettacolo. Ad usufruire del format, visto la notorietà raggiunta, anche Burberry, Moschino, Michael Kors, tra gli altri. 

 

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Domus Academy

Domus Academy. Centro di studi post-universitari fondato nel 1983 a Milano da un gruppo di professionisti, tra cui lo stilista Gianfranco Ferré.

Domus Academy. Centro di studi post-universitari fondato nel 1983 a Milano da un gruppo di professionisti, tra cui lo stilista Gianfranco Ferré. Infatti, la scuola si dedica alla formazione professionale, alla ricerca industriale e alla promozione di iniziative culturali. Ha un master in Fashion Design: corso strutturato in ricerca di gruppo.

Fra gli insegnanti, lo staff di Moschino, lo stilista Stephan Janson, i giornalisti Renata Molho, Titti Matteoni, Aldo Premoli, Donata Sartorio, la designer Daniela Pupa e Nancy Martin (tessuti), Ampelio Bucci (marketing). Si lavora su progetti coprendo i vari aspetti della moda, dalla cultura del design al management industriale. Fra le altre attività della Domus Academy, il Research Center per ricerche professionali nell’ambito del design; l’editoria; l’organizzazione di mostre, come quella dedicata alla Moda Italiana nell’88 a New York; la Domus Design Agency che dal ’91 fornisce progetti di design alle aziende; il Future Fashion Lab, un laboratorio di ricerca permanente che trimestralmente produce per svariati clienti una sintesi delle tendenze di stili, di consumo e di cultura dell’abbigliamento. Nel ’95, la Domus Academy ha vinto il Compasso d’Oro alla carriera.

Cleveland

Pat Cleveland. Top model che ha sempre cercato di dare un’interpretazione personale agli abiti e di creare spettacolo.

Cleveland, Pat (1950). Top model. Non ha mai sfilato come tutte le altre mannequin, ma si è sempre mossa come un turbine, ancheggiando, saltellando, ballando. Ha sempre cercato di dare un’interpretazione personale agli abiti e di creare spettacolo. Per questo è stata una delle indossatrici preferite di Moschino, amante delle gag. Nata a New York, fu scoperta in metropolitana da una giornalista di Vogue America. Ha debuttato in passerella per Cacharel. Inoltre ha posato per l’illustratore Antonio Lopez. Modella tra le più famose degli anni ’70-80, è stata fotografata, fra gli altri, da Penn, Barbieri, Toscani.