Marelli, Giuliano

Marelli Giuliano. Stilista specializzato in maglieria. Inizia come designer del Gruppo Coats Italia e responsabile del Centro Orientamento Moda

Giuliano (1943). Stilista. Specializzato in maglieria, inizia negli anni ’70, come designer del Gruppo Coats Italia e come responsabile del Centro Orientamento Moda. Si occupa della creazione e lo sviluppo dell’Hand Craft su tutta la stampa femminile nazionale e internazionale, in collaborazione con l’Italian Design Center. Marelli disegna le collezioni di maglieria per Gft. Dagli anni ’80 è stilista e responsabile dell’immagine aziendale del Gruppo Grignasco, con particolare riguardo ai due settori dei filati aguglieria e di quelli per la maglieria industriale, per la quale studia e realizza, ogni stagione, le tendenze filati-colori-punti-linea, individuando nuovi prodotti secondo le esigenze del mercato.

Disegna, inoltre, e realizza due collezioni di maglieria, in coincidenza di Pitti Filati, dove i fili della Grignasco vengono interpretati e proposti in chiave trend. Marelli studia, sempre per il settore dell’aguglieria, filati, cartelle colori e modelli sviluppati in disegni e, successivamente, in oltre 400 prototipi esclusivi, ottenendo grande risonanza sulla carta stampata, come promotore di prodotti di settore.

Dal 1982 all’88 è consulente del comitato stilistico di Pitti Immagine Filati, per la ricerca sulle tendenze moda della maglieria italiana ed estera. Realizza sfilate collettive con Armani, Ferré, Versace, Missoni e Krizia. Collabora con Lanvin, Yves Saint-Laurent, Anne Claire e, su richiesta del governo irlandese, crea una nuova linea di maglieria prodotta in Irlanda e realizzata da un pool di maglifici del Donegal.

La carriera editoriale

Ha all’attivo diverse esperienze editoriali tra cui Cento nuovi punti a maglia e Cento jacquard da tutto il mondo (Edizioni Paoline). È ideatore del giornale Benissimo Trend, diffuso in Italia, Germania e Usa, per la produzione di fili da aguglieria delle Filature di Grignasco. Ha realizzato due grandi opere enciclopediche di oltre 100 fascicoli per il Gruppo Rcs ed è direttore di Moda Bimbo, edito da Publicom. Dal 2001, Marelli è docente al Laboratorio di Metaprogetto alla III facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.

Leggi anche:

Lanvin uomo sfila con Corto Maltese alla Paris Fashion Week

Saint Laurent e Zizi Jeanmarie, un sodalizio va all’asta

Malta, Silvano

Malta Silvano (1949). Stilista italiano. È nato a Cesena. Ha sempre fatto leva sulla teatralità e sull’ironia. Ha iniziato la carriera a Roma.

Malta Silvano (1949). Stilista italiano. È nato a Cesena. Ha sempre fatto leva sulla teatralità e sull’ironia. Ha iniziato la carriera a Roma come costumista collaborando con il sarto teatrale Umberto Tirelli e con il costumista Pierluigi Pizzi. Successore di André Laug alla sartoria Antonelli, dove fu presentato da Beppe Modenese, ha disegnato per l’alta moda dal ’68 al ’75 occupandosi contemporaneamente delle collezioni boutique di Marina Lante della Rovere (’70-74), di Trells, di Pims (’70-82), di Paola Signorini, del maglificio Milena Mosele.

Dall’82 all’89, ha stabilito contatti per la produzione e la distribuzione in Giappone di una sua linea, la Renown, aprendo 60 boutique a Osaka, Tokyo e Kyoto.

Negli anni ’90, ha preferito contratti di collaborazione temporanea con la Pianoforte by Max Mara, con Basile, con il sarto milanese Mosè e con Calvin Klein per la lingerie. Dannati e intoccabili è il titolo del romanzo pubblicato da Malta sul mondo della moda. Tra finzione e realtà, lo stilista dipinge un quadro a tinte fosche del fashion business.

Leggi anche:

La-biografia-di-Calvin Klein-nel-giorno-del-suo-compleanno

L’iconico-teddy-bear-di-max-mara-in-esclusiva-su-mytheresa

Maglieria Daisy

Maglieria daisy. Azienda, come dice il marchio, di abbigliamento in maglia. Ha sede a Firenze. L’ha fondata nel 1957 la famiglia Piccini

La maglia a righe pezzo cult dell’abbigliamentoAzienda, come dice il marchio, di abbigliamento in maglia. Ha sede a Firenze. Maglieria Daisy l’ha fondata nel 1957 la famiglia Piccini, a cui, nel ’61 è subentrato Mario Zetti. Produce solo per donna. Distribuisce attraverso grandi magazzini negli Stati Uniti, in Germania e Gran Bretagna. Tra gli altri mercati: Australia, Canada, Giappone e, per una quota di circa il 20 per cento, l’Italia. L’azienda fiorentina produce anche maglieria per uomo, grazie a uno staff interno di circa 40 collaboratori tra gestione, design, attività commerciale e amministrativa. Il mercato estero più ricettivo è quello statunitense, che assorbe il 55 per cento dell’export, seguito dall’Inghilterra con il 35. Al di là dei circa 150 modelli in commercio, Maglieria Daisy esegue su ordinazione capi personalizzati per disegno e trama.

Leggi anche:

Manifatture Associate Cachemire

Sonia Rykiel: la regina della fashion week

Marcasiano, Mary Jane

Mary Jane Marcasiano (1955). Stilista americana. Predilige la maglieria. Ha fondato una sua società nel 1980. Punta a produrre abiti di grande vestibilità

Mary Jane (1955). Stilista americana. Marcasiano predilige la maglieria. Ha fondato una sua società nel 1980. Punta a produrre abiti di grande vestibilità, in cui si intreccino armoniosamente tessuto, colore e luminosità. Spesso sperimenta la commistione tra filati e tessuti tradizionali e la Lycra. È un punto di riferimento per i giovanissimi creatori di moda.

2000, aprile. Insieme a un’altra trentina di stilisti “eco-sensibili“, collabora alla quarta edizione della Wellman’s Annual Master Apprentice Collection, evento organizzato ogni anno dalla Pepsi Cola. Il 22 aprile, Giornata della Terra, gli abiti, interamente in fibre ottenute da bottiglie riciclate e creati gomito a gomito con gli studenti di otto college, vanno in mostra nell’atrio del Citicorp Center di New York.

Leggi anche:

MISSONI 

Benetton, crolla il mito della maglieria

La sartorialità casual dell’uomo Kiton

Mirsa

Mirsa. Azienda italiana di maglieria per donna fondata a Galliate (Novara) da Olga di Gresy che, puntò sulla moda rispondendo all’invito di Giorgini

Azienda italiana di maglieria per donna fondata a Galliate (Novara) da Olga di Gresy che, nell’immediato dopoguerra, punta sulla moda e, rispondendo all’invito di Giorgini, è presente con i suoi modelli alla sfilata del 12 febbraio ’51 a Firenze: evento che segna la nascita del primo made in Italy. Mirsa – che resterà fedelissima a Pitti – è nome importante nell’ambito di quella maglieria, fantasiosa e rigorosa, che sarà uno dei cavalli di battaglia nella fortuna della creatività italiana, dall’Europa agli Stati Uniti.

Già prima che Giorgini mettesse in atto la sua strategia, invitando i buyer statunitensi a una sfilata di modelli autenticamente italiani, Mirsa, attraverso Odette Tedesco, compratrice per conto dei grandi magazzini I. Magni, era sbarcata in America. Era il giugno 1950. L’azienda aveva, allora, 80 dipendenti che diventarono 650 nel 1973. L’export, sul finire degli anni ’50, si aggirava sull’80 per cento d’una produzione sfaccettata e dall’impronta particolare, grazie anche alla collaborazione dello stilista G.B. Vannozzi (1970-75). Dopo alterne vicende, Mirsa chiuse la sua attività nel 1984.

Leggi anche:

Sala Bianca

La primavera estate 2021 del Lanificio Colombo

L’ode al creato di Brunello Cucinelli all’inaugurazione di Pitti 99

Modaprima

Modaprima. Mostra promossa da Moda industria , l’Associazione italiana degli industriali dell’abbigliamento e della maglieria

Modaprima. Mostra internazionale della maglieria e dell’abbigliamento organizzata da Efima e promossa da Moda industria, l’Associazione italiana degli industriali dell’abbigliamento e della maglieria. La manifestazione, tradizionalmente ospitata nei padiglioni della Fiera di Milano. Si tiene in dicembre e in giugno per presentare le collezioni autunno-inverno e primavera-estate.

Tra le caratteristiche principali della mostra, rivolta al mercato dei grandi numeri, è quella di permettere, grazie alla programmazione anticipata degli ordini, il riassortimento dei capi. Oggi l’evento Modaprima è curato da Pitti Immagine e il campo si è esteso anche agli accessori.

LEGGI ANCHE:

Benetton, crolla il mito della maglieria

PITTI IMMAGINE UOMO: LO STREET STYLE DELLA MODA MASCHILE

La Redoute

La Redoute. È il nome di una strada di Roubaix dove laniero Charles Pollet aveva la propria filatura e, battezzò così la società che fondò nel 1922.

La Redoute. Il nome è quello di una strada di Roubaix dove l’industriale laniero Charles Pollet aveva la propria filatura e, così, Pollet battezzò la società di vendita per corrispondenza che fondò nel 1922, con un talloncino pubblicitario sul Journal de Roubaix.

Quell’inserzione annunciava la vendita di lana per lavorare a maglia. Bastava ordinarla per lettera. Settant’anni dopo, il catalogo della Redoute, il cui asse portante è l’offerta di maglieria, di confezioni, ha 1200 pagine e arriva a 8 milioni di famiglie.

Il giro d’affari della società, che impiega quasi 7 mila dipendenti, è stato nel ’98 di circa 3 mila miliardi di lire.

2002. La Redoute è il marchio principale di Redcats, insegna del Gruppo Ppr. È leader della vendita per corrispondenza in Francia e terzo nel mondo. La posizione di leader è consentita da un database costituito da 16 milioni di indirizzi, 8 milioni dei quali clienti attivi, e da un efficace servizio logistico. Inoltre, dispone di un sito Internet che permette di ordinare in completa sicurezza più di 55 mila articoli tessili, di arredamento, prodotti tecnici e per il tempo libero.

La redoute

Leggi anche:

Carolina Herrera-l’elegante-signora-del-fashion-biz-compie-gli-anni

La-storia-non-raccontata-di-Ann Lowe

Lanacotta

Lanacotta. Tessuto a maglia, lavorato a intreccio linz, molto infeltrito. È il classico tessuto usato nelle giacche tirolesi Walcher.

Lanacotta. Tessuto a maglia, lavorato a intreccio linz, molto infeltrito.

È il classico tessuto usato nelle giacche tirolesi Walcher, corte e diritte, nei colori classici verde, blu e grigio per uomo, per donna anche in colori vivaci, dal rosso-arancio al blu pervinca, orlate di fettuccia a contrasto e con bottoni di metallo decorati.

lanacotta

Leggi anche:

Woolrich w Woolmark-celebrano-la-tradizione-futuro-della-lana

Christian Louboutin-il-re-della-suola-rossa-compie-gli-anni

Liolà

Liolà. Azienda storica nel settore italiano del tessile e abbigliamento. Fondata nell’800, appartiene alla famiglia Giulini, ormai alla quarta generazione.

Liolà. Azienda storica nel settore italiano del tessile e abbigliamento. Fondata nell’800, appartiene da sempre alla famiglia Giulini che imprenditorialmente è ormai alla quarta generazione e che, seppure coadiuvata da un team di manager, sta al timone dell’impresa.

Nata come tessitura e filatura di cotone, approda all’abbigliamento nel 1958. La diversificazione è ulteriormente rafforzata dall’acquisto di un impianto di maglieria nel ’65 e dalla creazione di una tintostamperia nel ’75.

Liolà

Sono tre gli stabilimenti (Borgomanero e Dormelletto in provincia di Novara, Legnano) che garantiscono una filiera tessile completa dalla tintura del filato, alla stampa, ai tessuti a maglia, alla produzione dei capi.

I negozi in franchising sono 130 in Europa, Asia e America. I dipendenti sono 350. Ogni anno, vengono presentate dalle quattro alle otto collezioni per una gamma completa di taglie dalla 40 alla 60.

Liolà si è specializzata in un prodotto di nicchia legato alla tecnologia del jersey. L’export è del 50 per cento.

2002. L’amministratore delegato è Vittorio Giulini, presidente di Sistema Moda Italia. Il motto dell’azienda è “The Jersey Collection 100% Made in Italy”. E questo si traduce in 3 stabilimenti di produzione, dal filo al prodotto finito, con 25 differenti tecnologie, 4 collezioni annue: primavera (giorno e notte), estate (giorno e cerimonia), inverno (giorno) ed elegante (autunno e Natale) e infine 160 boutique monomarca in Italia e nel mondo.

Leggi anche:

Christy Turlington-la-top-model-nell’enciclopedia-della-moda-di-mam-e.it

Father$on-nuovo-fashion-brand-tra-creatività-ed-eleganza

Lowe-Holder, Michelle

Lowe-Holder Michelle.Stilista inglese di origine canadese.Dopo avere studiato nel proprio paese, nel 1998 arriva a Londra per conseguire un secondo diploma.

Lowe-Holder Michelle. Stilista inglese di origine canadese.

Dopo avere studiato nel proprio paese, nel 1998 è arrivata a Londra per conseguire un secondo diploma alla Central Saint Martin’s School. Inizia firmando collezioni di maglieria e capi in pelle.

Nel 2003, la sua griffe è ormai total look, da una linea completa di abbigliamento femminile fino a una collezione per la casa. È da sempre interessata al riciclo dei materiali e alla scoperta di nuove tecniche di lavorazione. Vende da Barney’s a New York e in negozi di tendenza.

Lowe-Holder

Leggi anche:

Father$on-nuovo-fashion-brand-tra-creatività-ed-eleganza

Morto-Pierre Cardin-lo-stilista-aveva-98-anni