Amies

Amies, Edwin Hardy (1909-2003). Stilista inglese, prediletto della regina Elisabetta. Una carriera lunga, la sua. Già nel 1934 è infatti creatore e…

Amies, Edwin Hardy (1909-2003). Stilista inglese, prediletto della regina Elisabetta. Una carriera lunga, la sua. Già nel 1934 è infatti creatore e direttore amministrativo della Lachasse Couture House di Londra. È però nel ’46 che fa “il salto”: avvia una sua azienda, prêt-à-porter e haute couture. Quattro anni dopo Elisabetta, erede al trono, gli ordina un vestito. È la sua consacrazione. Nel ’62, presenta anche collezioni per uomo. Ha scritto: ABC of men’s fashion e The Englishman’s Suit.

amies
Amies, lo stilista delle star

In un comunicato del 2002, la maison annuncia che sarebbe andata in amministrazione controllata dopo diversi anni di perdite finanziarie. Amies, andato in pensione nel 2002 e morto l’anno successivo per un attacco cardiaco, è noto soprattutto per aver creato, dal 1955 ufficialmente, gli sfiziosi abiti della regina Elisabetta II. Tra gli altri famosi clienti anche i Beatles e i Rolling Stones.

Nel novembre 2008, il marchio Hardy Amies è stato acquisito da Fung Capital, il braccio di investimenti privati di Victor e William Fung , che insieme controllano la Li & Fung Group.

PAUL SMITH

Paul Smith, sarto e stilista inglese, ha inaugurato uno stile anticonvenzionale, in costante rielaborazione. Leggi la storia del designer dalle sue origini.

Indice.

  1. Lo stile.
  2. You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again!).
  3. Paul Smith a Milano.
  4. Gli anni recenti.
  5. Situazione attuale.

Lo stile.

Paul Smith (1946) è un sarto e stilista inglese. La prima cosa che ha venduto era un fazzoletto da tasca con la bandiera britannica. Oggi, nei suoi negozi si trova di tutto, dai robot alle cravatte. Sempre e comunque anticonvenzionali. Ha trasformato il sartoriale in un’esplosione di colori, di invenzioni, di tendenze moda abbinate alla più antica qualità dei tessuti. Il designer conserva lo spirito di un ventenne cutting edge. E proprio per questo resta sempre sulla cresta dell’onda.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Un ritratto dello stilista.
Un ritratto dello stilista.

I suoi abiti sono come il suo personaggio: divertenti e seri al tempo stesso, eccentrici ma portabili. Dopo aver aperto una boutique multimarca a Nottingham nel 1970, nel 1979 inaugura il suo primo vero negozio, rivoluzionando il concetto degli spazi vendita. I negozi divennero, da allora, non soltanto luoghi per l’esposizione finalizzata all’acquisto, ma anche e soprattutto punti d’incontro per chi si riconosceva nel suo stile.

La prima sfilata di moda maschile risale al 1976, a Parigi. Nel 1994 ha lanciato anche la linea di abbigliamento femminile che rispecchia per taglio e concezione lo stile di quella da uomo. La fama della griffe non ha mai smesso di crescere. È stato anche chiamato come consulente dal primo ministro Tony Blair.

You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again!).

A febbraio del 2001, Paul Smith viene inserito in The Queen in the Birthday Honors List, un riconoscimento per il suo apporto alla moda britannica. Lo stesso anno viene pubblicato You can find inspiration in everything (and if you can’t, look again!) che, in italiano, suonerebbe come È possibile trarre ispirazione da qualunque cosa (e se non riesci, guarda di nuovo!). Non è una monografia di moda, né un catalogo di abbigliamento, ma una raccolta di immagini in cui l’autore viene ritratto nelle più disparate situazioni. Il volume, di 288 pagine, è stato curato da Alan Aboud che ha affiancato l’autore come art director per più di dieci anni. Il progetto invece è stato firmato anche da Jonathan Ive (designer dell’iMac). Nello stesso periodo, inaugura un negozio a Londra presso il Royal Exchange.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Il libro "You can find inspiration in everything".
La copertina del libro “You can dind inspiration in everything (and if you can’t, look again!)”.

Paul Smith a Milano.

A marzo del 2002 Paul Smith apre il suo primo negozio monomarca in Italia, in via Manzoni a Milano. Il progetto è di Sophie Hicks. Viene poi inaugurato il primo negozio di scarpe da uomo a Parigi. Il mese successivo, in collaborazione con Cappellini, viene lanciata la collezione di arredamento Mondo durante il Salone del Mobile di Milano. Lo stilista ha continuato a collaborare con le aziende del Salone del Mobile anche nelle edizioni successive.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Lo stilista al Salone del Mobile.
Lo stilista al Salone del Mobile in collaborazione con Gufram, 2016.

Nello stesso periodo, lo stilista organizza Great Brits, una mostra con lo scopo di rendere omaggio ai più grandi designer d’oltremanica. L’esposizione si svolge proprio nel suo studio milanese di viale Umbria 95. Sono 4 i giovani selezionati dallo stilista: D. Mathias Bengtsson, Tord Boontje, Daniel Brown e Sam Buxton.

Nel 2003, dopo l’enorme successo ottenuto con la prima collaborazione, Reebok incarica lo stilista di creare una nuova collezione di scarpe uomo-donna in stile anni Ottanta che prende il nome di Paul Smith Reebok 2. I materiali sono principalmente il nylon (in arancio e blu) e la vera pelle (rosso e blu). In esclusiva mondiale, solo nei negozi di Paul Smith (circa 250 in tutto il mondo) è possibile acquistare, alla “modica” somma di 295 sterline, Moonage Daydream: the truth behind Ziggy, il primo libro scritto da David Bowie. Ognuna delle 2500 copie numerate è autografata.

Le boutiques e le righe iconiche.

Nel 2005 apre la prima boutiques della linea Pink nel quartiere Daikanyama di Tokyo. Il flagship store misura 120 mq ed è interamente dedicato alla collezione donna e agli accessori. Il suo nome è Paul Smith Pink +. Lo stesso anno lancia la collezione Black, che segue una precedente collezione Blu: è la seconda linea per le donne che si trova nei grandi magazzini come Harvey Nichols, Harrods e Selfridges.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. Le righe.
Carta da parati a righe firmata da Paul Smith per Maharam.

Le boutiques Paul Smith sono note per il loro design unico e giocoso. Ogni negozio è disegnato ed arredato in modo diverso, ma tutti sono pieni di colore e di carattere, rispecchiando la personalità dello stilista. La sua concezione si riflette sul design anticonvenzionale delle boutiques.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. La boutique di Los Angeles.
La boutique di Los Angeles.

Nel 2006, con l’intento di utilizzarla solo per una stagione, lo stilista lancia l’ormai iconica firma Paul Smith Stripes. Non ci sono molti stili che possano essere indossati sia da bambina di due anni che da un uomo di 35: le strisce sono forse l’unico candidato. La fantasia a righe, grafica e ripetitiva, piace a tutti. Le righe hanno il potere di rendere una superficie altamente distinguibile, il che, parlando di abiti, spiega perché non sono mai state tenute in gran conto.

Gli anni recenti.

Nel 2009 Paul Smith realizza una collezione di abiti da bici in associazione con Rapha. In questo periodo apre negozi a Dubai, Bangalore, Leeds, Anversa, Los Angeles e Londra.

Per celebrare i 40 anni nel mondo della moda, a metà novembre del 2013 apre, al London Design Museum, la mostra Hello, My Name is Paul Smith. L’obiettivo è quello di esplorare tutti gli aspetti della carriera dello stilista, tra cui gli sviluppo futuri. Accurate riproduzioni dello studio di Paul Smith, oltre che un’istallazione immersiva, rivelano alcune delle sue ispirazioni. La mostra è un vero e proprio viaggio attraverso le sue collezioni, una giornata nella vita di una sfilata e nelle collaborazioni con gli altri brand.

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. La mostra "Hello, my name is Paul Smith".
La mostra “Hello, my name is Paul Smith”

Situazione attuale.

Nel 2017, a Firenze, Paul Smith illumina con una luce fluorescente la sua linea giovanile, PS by Paul Smith, e la rilancia con un focus più attento agli abiti basici. Lo stilista sostiene infatti che la pietra miliare del suo business sono le basi:

“Abiti ben fatti, di buona qualità, dal taglio semplice, fatti con tessuti particolari e facili da indossare”.

Paul Smith non ha presentato le sua collezione a Pitti Uomo per 23 anni, ma ha ritenuto Pitti Uomo 91 l’occasione giusta per presentare la sua nuova collezione. Quest’ultima traduce le sue attitudini verso il classico e verso il bizzarro in termini relazionabili alle nuove generazioni.

Dopo 10 anni con Luxottica, nel 2018 Paul Smith affida il segmento eyewear a Culter and Gross, azienda anglosassone che disegna, produce e distribuisce nel mondo gli occhiali (da sole e da vista) per conto del marchio inglese.

Paul Smith archivia il 2019 con ricavi per 214,9 milioni di sterline, in crescita dell’8% rispetto il 2018. A trainare la crescita sono il Regno Unito (76,7 milioni nel 2019), il resto dell’Europa (59,6 milioni nel 2019) e il resto del mondo (78,7 milioni nel 2019).

Dizionario della Moda Mame: Paul Smith. La sfilata a Pitti Uomo 91.
La sfilata a Pitti Uomo 91.

Harrow School

Harrow School è una scuola di design e comunicazione che si trova fuori Londra, ad Harrow. Vi insegnano grandi nomi della moda come Vivienne Westwood o John Galliano. La sezione moda è la più famosa, esiste da 150 anni e comprende corsi di vari tipi, dalla produzione alla vendita, dalla promozione alla storia della moda. Un’infinità di stilisti famosi l’hanno usata anche come trampolino di lancio perché la scuola ha sponsor che, come Ralph Lauren e Gucci, assumono diversi neodiplomati.

Arkadius

Arkadius. Marchio dello stilista Arkadius Weremczuk. Nel ’92 abbandona gli studi di pedagogia e il suo paese con il sogno di diventare stilista…

Arkadius. Marchio dello stilista Arkadius Weremczuk (1969), di origine polacca ma residente a Londra. Nel ’92 abbandona gli studi di pedagogia e il suo paese con il sogno di diventare stilista. Un viaggio picaresco che lo vede lavapiatti in Toscana, grafico a Monaco di Baviera e infine promettente studente di moda al Central St. Martins College of Art and Design di Londra. Una determinazione singolare, come il suo stile decisamente forte e sexy.

Viene notato mentre è ancora studente da Isabella Blow, musa ispiratrice di Alexander McQueen che successivamente appoggerà la sua prima collaborazione come stilista.

arkadius
Isabella Blow con l’amico Alexander McQueen

La stessa Blow diventa il suo impresario. Nel ’99 viene fondata la House of Arkadius a Londra. Il successo è immediato, la lista clienti conta i nomi più caldi della pop music e dello “show biz” internazionale. Vince il Best Polish Designer 2000 per il settimanale Elle.

Nel 2002, viene scelto da Placido Domingo per disegnare i costumi del Don Giovanni coprodotto dalla Los Angeles Opera e dalla Polish National Opera. Vende nelle boutique più audaci del mondo, oltre ad avere un suo negozio nel centro di Londra.

Anya Hindmarch

Anya Hindmarch. Brand che realizza borse di ogni genere, prende il nome dalla creatrice, che iniziò questo business vent’anni fa, alla tenera età di diciannove anni quando viveva a Firenze. Sempre pronta a riconoscere cosa le donne cerchino in una borsa, nota un trend tra le donne fiorentine, una borsa di tela con cordoncini in pelle. Al suo ritorno in Inghilterra decide di proporla ad Harper’s & Queen: ne vende cinquecento e rende conosciuto il suo nome.

Nel 1993 apre il primo negozio di Anya Hindmarch a Chelsea e l’anno seguente lancia la sua prima collezione di pezzi in pelle fatta di portafogli e agende. Vengono poi presentate negli anni successi tante linee diverse, tre l’anno, come la Blue Label, caratterizzata da humor e divertimento, con inclusi anche bikini, ombrelli, t-shirt, top, o l’iniziativa Be A Bag, nella quale i prodotti vengono personalizzati da fotografie dei consumatori, realizzata per beneficenza.

Nel settembre 2001 la British Airlines chiede ad Anya di realizzare il First Class Amenity Kit e qualche anno dopo viene presentata la prima collezione di scarpe. In collaborazione con il movimento per il cambiamento sociale “We are what we do”, nasce la eco-borsa I’m Not a Plastic Bag: un successo che non ha precedenti, che dà modo ad Anya di presentarla in tanti paesi diversi e in tre colori. Premiata diverse volte come Designer of the year, l’artista ha visto un grande seguito di personaggi famosi, come Madonna, Claudia Schiffer e Scarlett Johansson.

I profumi nel 2017

Lanciata nel 2017, la collezione di profumi Anya Smells ricrea i profumi di tutti i giorni utilizzando i migliori materiali.

La personalizzazione del prodotti

Ci sono anche due negozi Anya Hindmarch Bespoke, dove i clienti possono avere disegni o messaggi nella propria calligrafia impressi a mano da artigiani del negozio. Parte di un impegno costante per ricollegare l’artigiano e il cliente, ogni pezzo su misura è – come dice Anya – “avere il tuo nome su qualcosa, piuttosto che il mio”. La collezione Bespoke è composta da borse, portafogli, portachiavi e articoli di cancelleria personalizzati.

Il ruolo di Anya

Nel 2012 Anya ha venduto parte della sua attività ed è passata dal ruolo congiunto di CEO e Direttore Creativo al Chief Creative Officer. Nel 2019 Anya Hindmarch ha riacquistato la sua attività in collaborazione con Javad Marandi ed è tornata al ruolo congiunto di CEO & Creative Director, lavorando a stretto contatto con lui per far crescere l’azienda.

Appassionata sostenitrice del design e delle arti britanniche, Anya è anche Direttore non esecutivo del British Fashion Council e fiduciaria emerita sia della Royal Academy of Arts che del Design Museum. Nel 2017 Anya Hindmarch è stata insignita del CBE come riconoscimento per il suo contributo all’industria della moda britannica e ha ricevuto diversi importanti premi di settore, tra cui il British Fashion Award.

IAF

IAF: International Apparel Federation. Associazione costituita nel 1976 da un gruppo di industriali dell’abbigliamento di Stati Uniti, Europa e Giappone, che ha l’obiettivo di promuovere gli interessi comuni dei suoi membri e incoraggiarne l’attività globale. È la prima rappresentativa federazione di settore a livello mondiale. Si riunisce una volta l’anno, in autunno, a Londra, dove ha la sua sede al 5 di Portland Place. Il presidente resta in carica per un anno e ogni membro siede nel consiglio dei rappresentanti.

Atkinson

Atkinson. Disegnare tessuti è la sua grande passione. Formatosi a scuole di prestigio come il Portsmouth College of Art e la Winchester School of Art, nell’87 ha aperto un laboratorio specializzato nella produzione e nella stampa artigianale di stoffe a Smithfield Market, Londra. Tessuti speciali, ricchi e innovativi che conquistano posizioni di rilievo nelle collezioni di stilisti, designer, architetti d’interni oltre che di costumisti e scenografi teatrali e cinematografici. Nel ’91 Atkinson si sposta a Camden Square, intensifica i suoi sforzi e approda, nel ’94, alla creazione della sua griffe, la Nigel Atkinson accessories. Nel ’96, partecipa alla prima Biennale di Firenze come invitato alla rassegna Visitors, curata da Luigi Settembrini e Franca Sozzani: espone all’Opificio delle Pietre Dure. Collabora con Romeo Gigli e Alberta Ferretti. Ha disegnato costumi per il cinema, il teatro, e tessuti per architetture di interni.

Anderson & Sheppard

Anderson & Sheppard: sartoria londinese di Savile Row. Fred Astaire le deve la sua leggendaria eleganza. Per decenni, quelli fra le due guerre e oltre, si diceva che i suoi abiti “cascassero” perfettamente per la morbidezza del taglio e della confezione. La sartoria, fondata nel 1873, è tutt’oggi tra i “top six tailors” di Savile Row e annovera tra i suoi clienti i principi Filippo e Carlo. Dal 2004 Anda Rowland dirige Anderson & Sheppard.

Il Fondo petrolifero norvegese, nel 2014, compra il 57,8 per cento nella Tenuta polline. Questo include strutture a Mayfair, tra i quali è Savile Row.

Barrett

Nasce a County Galway. Studia pittura al Regional Technical College di Galway. Nel 1982 si trasferisce a Londra dove inizia il mestiere da autodidatta (fatto di cui va fiero, sentendosi libero da restrizioni tecniche tradizionali). Presenta la sua prima collezione l’anno seguente. Ha una clientela fedele, un po’ modaiola, un po’ high society. Rilancia la moda del diadema di pietre preziose. Disegna collezioni di gioielli per Lagerfeld, Chanel, Versace, Montana, Ungaro, Galliano e Katharine Hamnett. Lavora con la moglie Jules de Bairead, in un ex fabbrica di fiammiferi a Islington, zona trendy del nord di Londra. È sua la piccola corona di 231 diamanti per le nozze di Victoria Adams, una delle Spice Girls, con il calciatore David Beckham.

Savoir

Designer messicano, mischia l’eleganza e il casual. Le sue collezioni sono composte da abiti ready to wear e per occasioni speciali, da cocktail e da sposa. Lo stile bohemien, l’uso di tessuti di lusso e i ricami luccicanti sono la firma dello stilista. I suoi pezzi possono essere trovati anche fuori dal Messico, a Londra, Barcellona e Dubai.