Bell bottoms

Bell bottoms. Questi pantaloni nati per i marinai sono stati l’emblema di un’intera generazione, quella a cavallo tra i ’60 e i ’70. I calzoni a zampa…

Bell bottoms. Questi pantaloni nati per i marinai sono stati l’emblema di un’intera generazione, quella a cavallo tra i ’60 e i ’70. I calzoni a zampa d’elefante (per uomini o per donne; eleganti in velluto liscio o sportivi in jeans délavé) hanno attraversato imperterriti un’epoca segnata dalle contraddizioni; adattandosi, con il loro taglio inconfondibile, alla voglia di modernità dei rampolli borghesi come della più giovane classe operaia.

Una capacità di adattamento testimoniata anche dal loro recente ritorno in auge, che (mentre la vita scendeva sempre più in basso) confermava l’ultima riscoperta dell’età degli hippie.

Bikers

Bikers è un movimento e stile giovanili. Biker significa motociclista. L’immagine del Perfecto, il giubbotto di cuoio della Schott’s indossato da Brando…

Bikers è un movimento e stile giovanili. Biker significa motociclista. L’immagine del Perfecto, il giubbotto di cuoio della Schott’s indossato da Brando ne Il Selvaggio di Stanley Kramer (1954), è quella destinata a infinite mutazioni nell’ambito della tipologia Biker.

bikers
Marlon Brando versione Bikers nel film “Il Selvaggio”

Il motociclista come figura archetipa sta all’elemento terra come il surfer all’acqua; In entrambi, la passione per uno sport viene interpretata come stile di vita o meglio uno stile di vita è desunto estendendo i limiti simbolici di uno sport.     È essenziale la cavalcata (to ride) sull’onda o sull’asfalto come mezzo e come scopo allo stesso tempo.

Per i Bikers, l’insoddisfazione e la fuga come modello ha la sua origine nello scarso o nullo adattamento alla vita domestica per alcuni reduci dalla seconda guerra mondiale.

Negli USA

Negli Stati Uniti degli anni ’40 e ’50, in un clima dominato anche televisivamente dal crescente conformismo, i Bikers si staccavano sia da ogni modello motociclistico precedente sia da ogni tentativo di mimesi verso le classi alte; Adottando con orgoglio uno stile genuinamente working-class (jeans, T-shirt, giubbotto), creavano così un precedente destinato a perpetuarsi anche per chi su una motocicletta non sarebbe mai salito.

bikers
film “Easy Rider”

La genealogia del Ribelle ha le sue successive incarnazioni in James Dean e in Bruce Byron, figura quasi mitologica in Scorpio Rising di Kenneth Anger (’63) che servirà da modello anche a Dennis Hopper per il suo Easy Rider (’68).

Basic

Basic è un termine inglese entrato in uso negli anni ’80 per designare un abbigliamento di facile uso, pratico e disinvolto, di tono piuttosto sportivo…

Basic è un termine inglese entrato in uso negli anni ’80 per designare un abbigliamento di facile uso, pratico e disinvolto, di tono piuttosto sportivo. Si riferisce a prodotti semplici e accessibili a tutti. Un buon basic è costituito da jeans, T-shirt e baskets.

Evisu

Evisu è una linea giapponese di jeanswear, nata nel 1988 da un’idea di Hiehiko Yamane, appassionato cultore del denim originale. Con un telaio americano…

Evisu è una linea giapponese di jeanswear, nata nel 1988 da un’idea di Hiehiko Yamane, appassionato cultore del denim originale. Con un telaio americano anni ’50, rimesso in funzione a Osaka, Yamane realizza il selvedge denim (tessuto con cimosa laterale in tutto conforme a quello del jeans d’epoca): 40 metri al giorno, per una produzione limitata e curatissima, contraddistinta da un logo-segno dipinto a mano. Nei primi anni ’90, scoppia il fenomeno “vintage” ed Evisu è diventato un cult amatissimo dai divi della musica da Madonna a George Michael, ai leader degli Oasis, i fratelli Gallagher. Nel ’97, inizia la produzione su licenza in Italia (sempre con denim giapponese). I jeans Evisu vanno da quello a larga diffusione, a preziosi modelli, come quelli a tiratura limitata del 2000 con bottoni in giada, logo ricamato in oro 18 carati e tasche intarsiate in seta cinese. Nel gennaio 2002, sfila a Firenze in occasione di Pitti Immagine Uomo; nel settembre dello stesso anno la collezione donna debutta nel calendario di Milano Moda Donna.
Nel gennaio 2006 la partnership tra Evisu e il brand Puma dà vita al lancio di una serie di prodotti denim che vengono venduti in esclusiva. La collezione chiamata “True Love Never Dies” si basa sul tema dell’attrazione e riflette l’estetica di entrambi i brand.

Newman

Newman è un marchio francese di abbigliamento sportivo. “La vita è troppo corta per vestirsi in maniera triste” è la filosofia che ha aiutato il suo iniziale successo. Nato nel 1966, produceva inizialmente collezioni jeans, finché il suo fondatore Jacques Jaunet non decise di seguire la moda che voleva uomini e donne vestiti casual, con una particolare predisposizione per le tenute sportive. Il grande successo iniziale — dovuto anche al triangolo di metallo che sostituisce la tradizionale etichetta — si è successivamente scontrato con la concorrenza che ha visto la Newman ridimensionare e modificare almeno in parte la sua produzione verso uno stile più classico. Il fondatore Jaunet si ritira nel 1986 per motivi di salute, e muore nel 2005.

Sisley

Sisley è un marchio italiano dell’abbigliamento casual che oggi fa capo al gruppo Benetton di Ponzano Veneto. Negli anni ’60 e ’70, nel pieno boom dei jeans, il marchio ha avuto grande successo, e sono state aperte decine di negozi in tutta Italia. Ma, con l’aumento della concorrenza e il mutare delle mode, sono diminuite le risorse finanziarie per tenere testa al mercato. Risorse che sono quindi arrivate dalla Benetton. La produzione della nuova collezione di orologi Sisley viene affidata al Gruppo Sector. Prosegue l’espansione di Benetton e Sisley nelle principali città russe puntando sull’apertura di oltre 100 negozi per la fine del 2004.

Brando Marlon

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Brando Marlon (1924-2004). Attore americano. Una T-shirt aderente e subito il successo internazionale nel 1951, col film A Streetcar Named Desire (Un tram che si chiama desiderio) diretto da Elia Kazan. O meglio il successo è innescato da una grande recitazione e da una bellezza aggressiva e sensuale, ma accentuata proprio dalla maglietta che mette in evidenza una muscolatura da macho. Imitatissimo, e le donne a stravedere per il nuovo divo. Tre anni dopo On the Water Front (Fronte del porto, ’54), con cui Brando lancia la moda del giaccone a quadri tipo canadese. Ma il film che lo consacra universalmente come incontrastato trendsetter sarà The Wild One (Il selvaggio, ’54). All’indomani dell’uscita del film i jeans e il giubbotto di pelle nera diventano una sorta di divisa per i giovani anche oltre quegli anni ’50: si inaugurava infatti una moda che trae spunto dallo stile di strada e che ancora oggi è attualissima.

leggi anche

Dean

Land’s End

Land's End
Land’s End

Land’s End, società leader internazionale della vendita per corrispondenza, grazie a un eccellente rapporto qualità-prezzo. Il fatturato del 2001 è stato di 1,6 miliardi di dollari, il 20 per cento realizzato attraverso internet, canale commerciale che ha adottato nel 1995. I cataloghi distribuiti in un anno sono 269 milioni. Nel 2001, lancia il nuovo servizio di pantaloni e jeans fatti su misura, secondo gli “input” forniti dal cliente.

Philippe Adec

Philippe Adec. Maison conosciuta per i suoi tailleur da donna a tinta unita o spezzati, sempre modernissimi e trendy. Prende il nome da uno stilista di Parigi che, con la moglie Irene, inizia la sua attività nel 1976, disegnando un modello di pantalone tipico degli anni ’80: jeans slavato, tagliato alla cavallerizza. Da quel momento, la casa è sempre stata alla ribalta del successo e propone una linea giorno e sera. Il suo pezzo forte rimane comunque il pantalone dal look sportivo-elegante.

Jeans

Jeans. Pantaloni che hanno segnato la cultura estetica della seconda metà ‘900 e, al di là della loro praticità, hanno rappresentato e continuano a rappresentare un simbolo.

Tipologie di jeans

Mutevole a seconda dei periodi storici: da divisa dei lavoratori a uniforme della contestazione giovanile, da ribelle a pop, a passe-partout senza limiti di età e ruolo.

Può essere basico o interpretato in chiave stilistica, nelle sfumature indigo tradizionali o colorato, delavato, marmorizzato, candeggiato, strappato, inamidato.

Ogni decennio conia la propria graduatoria, privilegiando un tipo di finissaggio, un colore, uno stile. Insieme a un blazer blu è la divisa informale dei businessman più rigorosi, in versione baggy è invece il capo preferito della ribellione rap.

Gênes

Il tessuto è simile al Denim (di NÑmes), ha infatti la stessa armatura a saia o levantina (linee diagonali, dritto diverso dal rovescio) ma è più leggero. Nasce a Genova. Si tratta di un tipo di fustagno molto resistente e leggero, appunto di Gênes (Genova in francese), detto jean o jeane. È già presente sul mercato europeo sin dalla fine del Medio Evo, mentre la sua trasformazione in pantalone da lavoro è da far risalire all’800, quando lo utilizzano gli scaricatori del porto.

Però, è solo a partire dal 1850 che il termine jeans viene utilizzato per identificare non il tessuto ma un determinato modello di pantaloni. Infatti, a San Francisco, Levi Strauss, insieme al socio Jacob David Youphes, lancia un modello di pantaloni, resistenti, con cinque tasche, per i cercatori d’oro. Dopo circa un secolo, dagli anni ’40 del ‘900, i jeans diventano, prima negli Stati Uniti e poi in Europa, un capo di moda.

Fine anni 60

Alla fine degli anni ’60, durante l’esplosione del movimento hippy, sono il denominatore comune della ribellione, del non vestirsi. Con il passare dei decenni il jeans si trasforma nei modelli e nelle lavorazioni, seguendo più i dettami passeggeri della fantasia degli stilisti piuttosto che le ideologie politiche.

Oltre agli storici Levi’s, altre due aziende produttrici di jeans rappresentano l’identificazione tra un marchio e un capo d’abbigliamento: Lee e Wrangler.