Costume Collection and Study Center

Costume Collection and Study Center, Norwich, Inghilterra.

La Costume Collection and Study Center è  una collezione di abbigliamento e accessori fa parte dello Strangers’ Hall Museum situato nell’omonimo palazzo del XVI secolo. Dalla fine dell’800 raccoglie e conserva materiali di manifattura locale. L’abbigliamento è suddiviso nelle seguenti sezioni: moda uomo, donna, bambino, biancheria intima, accessori, uniformi ed ecclesiastico. I pezzi più antichi risalgono al XVI secolo. Particolarmente importante la collezione di scialli prodotti a Norwick durante il XIX secolo, su imitazione di quelli a motivo cachemire importati dall’India. Nella collezione di tessuti: pizzi, ricami, patchwork e paramenti sacri. Inoltre si colleziona materiale per la produzione di tessuti, sia artigianali sia industriali. La raccolta è da qualche anno ospitata in sede distaccata, rispetto al Museo ed è visitabile su appuntamento, così come anche la biblioteca specializzata.

Wurttembergisches Landesmuseum

Claude Saint-Cyr

Claude Saint-Cyr. Pseudonimo di Simone Naudet. Fa l’apprendistato nelle botteghe più importanti degli anni ’20 e ’30. Ne esce, conoscendo tutti i segreti.

Claude Saint-Cyr. Pseudonimo di Simone Naudet. Fa il suo apprendistato nelle botteghe più importanti degli anni ’20 e ’30. Ne esce, conoscendo tutti i segreti dell’alta modisteria. Nel ’37, apre una maison a Parigi e le sue creazioni hanno, per la loro eleganza e il loro rigore, un immediato successo. Nel 1949, fa scalpore la sua linea Oblique, un gioco di drappeggi asimmetrici inventato per caso. Diventa modista ufficiale di Elisabetta d’Inghilterra, collaborando con Norman Hartnell, sarto della regina. È Claude Saint-Cyr a risolvere il problema del giro di testa troppo largo della corona, il giorno dell’incoronazione. Quando, negli anni ’60, la moda ripudia i cappelli, si ritira in una sua piccola boutique. Chiude nel 1972, ma, per un certo periodo, continua a lavorare come consulente anche per l’alta moda.

Cowan John

Cowan John (1929-1979). Fotografo inglese. Negli anni ’60 in Inghilterra si possono trovare personaggi strani e geniali come John Cowan.

Cowan John (1929-1979). Fotografo inglese. Negli anni ’60 in Inghilterra si possono trovare personaggi strani e geniali come John Cowan. Nato nel Kent, cerca fortuna fuggendo di casa a 16 anni. Poi si sposa a 20 anni, lavora in un negozio di auto, in un’agenzia di viaggi, in un pub. Folgorato dalla fotografia, si trasferisce a Londra. Comincia a lavorare riprendendo giovani, musicisti jazz, attori di teatro, convinto giustamente che questi temi rappresentino il nuovo presente del reportage.

È sfrontato (nel 1959, porta semplicemente le sue immagini alla Kodak, ottenendo di esporle in una grande personale), elegante, affascinante ed esagerato nel suo modo di vivere. Perfino per un fotografo antiborghese come il suo amico e quasi coetaneo Therence Donovan. Tipico rappresentante della cultura dei primi anni ’60, Cowan interpreta alla perfezione lo stile di Mary Quant, ma si identifica soprattutto con il mondo del cinema: dei film di James Bond, condivide la scelta per la bellezza prorompente delle Bond Girl e il dinamismo delle riprese.

Non dimentico dei suoi esordi da bravo “street photographer”. Trasmette tutto ciò nei suoi servizi realizzati con fotocamere reflex 35mm,  qui compaiono spesso modelle giovanissime e non ancora affermate. Fanno il verso alle istituzioni londinesi passeggiando a passo di marcia davanti alle guardie della Regina o civettando davanti alla Borsa. Non mancano veri e propri reportage che sembrano brevi film realizzati in tutto il mondo in situazioni estreme. Come dove le donne cavalcano nel deserto, corrono su auto e motoscafi, compaiono accanto a elicotteri come in un famoso servizio dove è evidente la citazione di Dalla Russia con amore, il secondo film di James Bond.

Cowan

Inizia a pubblicare su Queen e subito dopo per The Observer, Sunday Times, Daily Express, Daily Mirror, Daily Mail prima di passare sotto la protezione di Diana Vreeland che gli dà carta bianca su Vogue. Sono i tempi del connubio personale e professionale con la modella Jill Kennington. È Cowan a scoprirla, lanciala e contemporaneamente sottomette ai suoi voleri di esigentissimo fotografo.

Cowan dopo la fotografia

Quando il rapporto si chiude, nel 1965, Cowan fonda un’agenzia di modelle. Si trasferisce in un enorme loft, dove vive e lavora, in Prince Palace: si tratta dello studio in cui Michelangelo Antonioni gira nel 1996 Blow-up ed è chiaro che il fotografo protagonista del film è una sorta di sintesi fra le esagerazioni di David Bailey e quelle di John Cowan.

L’anno dopo lavora per Kubrick alle sequenze iniziali del sorgere del sole per 2001: Odissea nello spazio ma è l’ultimo importante incarico: il suo stile è tramontato, chiude lo studio, si trasferisce in Italia dove collabora con Oliviero Toscani, poi riprende a viaggiare. Viene presto dimenticato da quel pubblico che lo aveva adorato. Solo nel ’99 la bellissima monografia John Cowan-Trough the Light Barrier lo riconsegnerà alla giusta fama.

È morto il 26 Settembre 1979.

Troppo tardi per l’estroso fotografo che perfino nel suo funerale lascia un che di cinematografico: con tutte quelle ex mogli ed ex fidanzate bellissime, ricorda la scena finale di L’uomo che amava le donne di Truffaut.

Cache-col

Cache-col. Piccola sciarpa da uomo di solito in twill di seta a piccoli disegni, da avvolgere morbida intorno al collo e annodare davanti.

Cache-col. Piccola sciarpa da uomo di solito in twill di seta a piccoli disegni, da avvolgere morbida intorno al collo e annodare davanti. Si indossa sulla camicia aperta di due bottoni al posto della cravatta. Mise tipica del gentiluomo inglese di campagna, oggi considerata un po’ démodé.

Bush Richard

Bush Richard (1973). Fotografo inglese. Studia letteratura francese al King’s College di Londra e alla fotografia si avvicina da autodidatta.

Bush Richard (1973). Fotografo inglese. Studia letteratura francese al King’s College di Londra e alla fotografia si avvicina da autodidatta: ciò caratterizza il suo approccio istintivo e spontaneo all’immagine, che tuttora mantiene. Collabora con l’art director Durren Ellis e pubblica il suo primo lavoro su Creative Review nel 1999. Due anni dopo, inizia la sua collaborazione con la stilista Jane How cui dedica un servizio pubblicato su i.-D. Da allora lavora per riviste come Nova, Dutch Magazine, Visionaire, Big Magazine, W Magazine.

Baker Maureen

Baker Maureen (1920-2017). Divenuta famosa nel 1973 dopo aver disegnato l’abito da sposa della principessa Anna d’Inghilterra per il suo matrimonio.

Baker Maureen (1920-2017). Divenuta famosa nel 1973 dopo aver ricevuto l’incarico dalla famiglia reale inglese di vestire la principessa Anna d’Inghilterra per il suo matrimonio. Sino ad allora il sarto ufficiale di Corte era stato Norman Hartnell. La Baker è autrice di una linea di accessori per la casa dipinti a mano: piccoli orologi da muro, vasi, portafotografie, alcuni degli oggetti abitualmente più venduti nei megastore britannici, sotto le feste natalizie.

Arena

Arena. Giornale inglese di moda e attualità maschile. Fondato a Londra nel 1986 da Nick Logan, l’abilissimo inventore di The Face.

Arena. Giornale inglese di moda e attualità maschile. Fondato a Londra nel 1986 da Nick Logan, l’abilissimo inventore di The Face. Logan intuisce che è maturo un nuovo pubblico: giovani maschi urbani con buoni lavori, soldi da spendere e voglia di conoscere le ultime tendenze. Seguendo un modello editoriale popolare e ben collaudato dai giornali femminili, Arena propone ai suoi lettori moda, cultura, cinema, viaggi e un po’ di attualità.

Arena
Nick Logan, il fondatore di Arena.

I fotografi sono di grido e la grafica è movimentata, frizzante. Negli anni ’90, il giornale si aggiorna prendendo un taglio più New Age, si definisce più spirituale e attento al mondo. Tutto ciò senza mai abbandonare la sua etica fondamentalmente consumistica.

Brighton Museum

Brighton Museum (Brighton, Inghilterra). Il museo di questa città inglese, ha una sezione che conserva abiti, accessori, tessuti. Conta più di 10 mila…

Brighton Museum (Brighton, Inghilterra). Il museo di questa città inglese, ha una sezione che conserva abiti, accessori, tessuti. Conta più di 10 mila pezzi e colleziona principalmente materiale di manifattura locale, databile dalla metà del ‘700 ai giorni nostri. Tra gli esemplari più importanti, 2 costumi della cerimonia di incoronazione di Giorgio IV nel 1821.

brighton museum
fashion and style

Negli ultimi tempi, al Brighton Museum le acquisizioni sono state nell’ambito della moda internazionale e contemporanea, con speciale riguardo per quella dell’avanguardia britannica. Il museo è parte del padiglione reale e musei, Brighton & Hove.

Leggi anche

100 anni di mostra italiana in mostra a Riga 

Vintage, la definizione 

Creed Charles

Creed Charles, sesto di una generazione di sarti. Al termine di un breve tirocinio a New York,torna nell’azienda di famiglia a Parigi

Creed Charles (1909-1966), sesto di una generazione di sarti, studia in Inghilterra e a Vienna. Al termine di un breve tirocinio da Bergdorf Goodman a New York, torna nell’azienda di famiglia a Parigi. Nel secondo dopoguerra, apre a Londra la sua maison, celebrata soprattutto per i tailleur classici, eleganti e dal taglio ineccepibile. La sua maison è stata inaugurata nel 1946. Affianca poi alla sartoria raffinata linee di sportswear disegnate espressamente per il mercato americano.

L’atelier chiude alla sua morte. Creed Charles è morto il 17 luglio 1966.

Poiret