Industrie Confezioni Tessili

Azienda veneta fondata nel 1951 da Carlo Compagno che iniziò con una piccola realtà artigianale: pantaloni e divise. Negli anni ’70 si dedica alla produzione esclusiva di pantaloni. All’inizio degli anni ’80 i fratelli Roberto e Marzio Compagno subentrano al padre nella guida della società, lanciano il marchio Incotex e decidono di iniziare la distribuzione direttamente al dettaglio. Oggi l’azienda è specializzata in collezioni di soli pantaloni di alto livello maschili e femminili. È leader del settore, conta una produzione di circa 600 mila capi annui e un fatturato di 35 milioni di euro per l’anno 2002 realizzato per il 48 per cento con le esportazioni in Usa, Giappone ed Europa. Nel 2001, la società inizia un percorso di crescita che punta a prodotti complementari ed affini per gusto e forte identità di marchio legato ad un singolo prodotto. La prima tappa è l’acquisizione di Montedoro, azienda storica del varesino: impermeabili, giacche e giubbotteria informale. Nel 2002 Alberto Biani è il direttore creativo della nuova divisione donna, costituita a inizio anno. Nel 2003 acquista il Maglificio Zanone, prestigiosa azienda biellese anch’essa specialista nel prodotto di fascia alta.

Incotex

Firma pantaloni mirati alla fascia alta del mercato. La fonda Carlo Compagno a Venezia nel 1951. Negli anni ’80, con l’ingresso dei figli Marzio e Roberto, l’azienda da artigianale assume i connotati di un’industria. Vengono prodotti su licenza i pantaloni per Burberry, Faconable ed Ermenegildo Zegna. Le linee di proprietà, Incotex e Rem, sono distribuite in Italia in 400 punti vendita. Il fatturato è realizzato al 70 per cento con l’export, soprattutto in Giappone e Stati Uniti dove è stata creata la filiale Incotex USA.
2001. Chiude l’anno con una cifra d’affari pari a 37,7 milioni di euro (più 25,9 per cento), mentre l’utile al lordo delle imposte è diminuito a 2,32 milioni di euro rispetto ai precedenti 2,58 milioni. L’utile netto è di 775 mila euro. Alta la quota export, pari al 50 per cento.
2002. Acquisito l’80 per cento della Montedoro di Castellanza, produttore varesino di impermeabili, giacche informali e giubbotti. L’operazione, che complessivamente vale 1,3 milioni di euro, rappresenta il primo passo del processo di diversificazione varato dalla società veneta e destinato a trovare attuazione nell’arco del triennio "2001-2004, per completare l’offerta con prodotti nella stessa fascia di mercato, creando sinergie distributive. La Montedoro ha fatturato nel 2001 circa 3 milioni di euro, ma in passato ha vissuto veri e propri momenti d’oro collaborando con stilisti del calibro di Walter Albini e Giorgio Armani. Poi è passata di mano più volte.
2002. L’anno si chiude con 35 milioni di euro, 39 milioni includendo Montedoro.
2002. Alberto Biani è il direttore creativo della nuova divisione donna, costituita a inizio anno. 2003. Assume sempre più il carattere di total look lo scenario Incotex. Dopo la Montedoro, l’azienda veneziana acquista il 70 per cento del Maglificio Zanone, azienda biellese, il cui fatturato 2002 ammonta a 5 milioni di euro. Alberto Zanone, fondatore dell’omonimo Maglificio, resterà alla guida dell’impresa.
2009. Incotex fa oggi parte del mondo Slowear, un progetto di selezione di marchi che, nelle loro diversità, hanno qualcosa in comune. Zanone, Montedoro, Glanshirt sono gli altri brand del gruppo.