Manevitz Isaac

Manevitz, Isaac. Designer egiziano per Ben-Amun, ha alle spalle oltre trent’anni di successi con la sua linea di gioielli e cinture. La compagnia prende il nome dal figlio di Manevitz, Ben, e dal re d’Egitto Tutankhamon. Lavorando con materiali inusuali e raffinati, come il vetro, il cristallo e il peltro crea disegni unici. Le sue cinture sono realizzate con la migliore pelle italiana. Non solo è popolare grazie a editoriali pubblicati su riviste come Vogue, Elle e Marie Claire, ma è anche acclamato sulle passerelle: Isaac ha infatti lavorato con Calvin Klein, Donna Karan e Ralph Lauren.

Isaac Manevitz ha portato il suo amore per la scultura nelle sue collezioni lavorando a pregiati ed insoliti materiali per creare disegni unici che sono sempre originali e mai deludenti. Lavora con materiali come la Lucite, il peltro, il vetro e il cristallo, che gli danno la capacità di fare i suoi gioielli distinti e ricchi di ispirazione. Le cinture, in finissima pelle italiana, prendono vita con le belle fibbie in fusione e dettagliate. Il suo design senza tempo e fresco continua ad eccitare l’industria e si rafforza con il tempo.

Sture

Sture, Lars (1961). Designer norvegese di gioielli. Nasce a Nordfjord in Norvegia. Studia oreficeria al National College of Art di Oslo (1992). Si trasferisce a Londra dove segue altri corsi al Saint Martin’s e, nel ’93, apre la sua attività. Inizia con una linea commerciale dai prezzi contenuti (tipici i suoi piccolissimi orecchini a forma di riccio marino) per poi lanciare una collezione di pezzi speciali nel ’95. Collabora con vari stilisti, tra cui Sonja Nuttall, Joe Casley-Hayford, Owen Gaster e Fabio Piras.

Anthias

Anthias. Atelier milanese di gioielleria. Nato nel 1991 dal sodalizio di Monica Castiglioni e Natsu Toyofuku, immediatamente si presenta come uno spazio creativo in cui i gioielli sono lontani dalle mode e dai diktat del mercato. Prendono forma come piccole sculture da indossare. Entrambe figlie d’arte, le due orafe, dopo aver compiuto un tirocinio di apprendistato presso il laboratorio milanese Primateria di Davide De Paoli, affrontano la lavorazione dell’argento e di metalli “poveri”, come il bronzo e il ferro nobilitandoli grazie a una personale ricerca plastica che porta gradatamente le due autrici — l’una dall’imprint informale e materico, l’altra poeticamente astratto — a un’omogeneità stilistica sempre più spiccata. Nel 2001 inizia un rapporto di collaborazione con l’azienda Mikimoto Japan, leader nel campo della perla coltivata. Alla predilezione per pietre insolite, come l’acquamarina milky e i quarzi rutilati, si affianca oggi la curiosità per materiali di antica tradizione come il legno o il vetro, impiegati nella realizzazione sia di ornamenti sia di piccole sculture. I gioielli Anthias sono in vendita al Museum of Modern Art di New York e sono esposti spesso in mostre di respiro internazionale.

Fred

Fred è una maison di gioielleria fondata nel 1936 a Parigi da Samuel Fred. Ha legato il suo nome alla vendita di diamanti di qualità e caratura eccezionali, come le Soleil d’Or e il Blue Moon. Fornitore ufficiale dei Principi di Monaco, delle star e del jet set internazionale, Fred, che ha le sue vetrine in Place Vendôme, rivolge da sempre grande interesse all’aspetto artistico del gioiello, ora promuovendo la collaborazione con pittori e scultori di fama — Picasso, Braque, Chagall, — ora sollecitando nuovi, giovani talenti a contribuire al rinnovamento stilistico delle collezioni. Da questo incessante impegno scaturiscono pezzi di estrema originalità inventiva che fanno del diamante uno strumento raffinatissimo, particolarmente adatto a esprimere le tendenze più avanzate della ricerca nel gioiello contemporaneo.

Filmer

Filmer, Naomi (1969). Designer inglese di gioielli. Nasce a Londra. Si specializza nell’arte orafa al Royal College of Art (1993). Dal ’94 collabora regolarmente con Hussein Chalayan, creando pezzi unici per la sue sfilate. Disegna per Tristan Webber e Julien Macdonald. Il suo stile concettuale, che esplora lo spazio attorno al corpo invece di decorarlo in modo tradizionale, è ben rappresentato dai suoi anelli da portare tra le dita. Utilizza quindi lo spazio negativo in modo innovativo e intellettuale.

De Grisogono

De Grisogono è un’azienda  di alta gioielleria, fondata nel 1997 a Ginevra (Svizzera) da Fawaz Gruosi assieme a due altri soci, la sua prima boutique di gioielli è al 104 della centralissima Rue de Rhône. La chiama ‘de Grisogono’, come il cognome della madre di uno dei suoi colleghi.

Nel 1995 Gruosi lascia la società e fonda da solo la de Grisogono S.A. L’anno successivo ha l’intuizione, rivelatasi poi vincente, di creare una collezione di gioielli interamente fatta con diamanti neri. Da quel momento in poi le parure realizzate con i rari e magnetici diamanti color ebano diventano il segno distintivo della casa ginevrina. Grazie all’eccezionalità di questo tipo di diamante, altre gemme preziose e perle, a esso accostate in creazioni di modello inedito e molto audaci dal punto di vista dell’invenzione, hanno assunto nuove valenze espressive.

Nel ’97 viene inaugurata a Londra la prima boutique de Grisogono battente bandiera britannica (al numero 3 di Burlington Gardens) e nel ’99 tocca al Palace Hotel di Gstaad in Svizzera. Di anno in anno, sono scaturiti sempre nuovi gioielli che hanno coniugato la tradizione artistica italiana — Fawaz Grumosi è di origini fiorentine — con le espressioni più avanzate del design orafo contemporaneo.

Nel 2000 è la volta degli orologi. La prima collezione, che Gruosi chiama Instrumento N°Uno, viene presentata alla Fiera Mondiale di Orologi e Gioielli di Basilea: i primi al mondo ad avere il cinturino in Galuchat (la pelle conciata di squalo). Nello stesso anno è inaugurata a Roma la prima boutique italiana de Grisogono e viene lanciata sul mercato una collezione realizzata con diamanti di colore bianco latte, ribattezzati ‘Ice Diamonds’.

Nel 2001 viene realizzata una seconda linea di orologi, la Instrumentino, versione for women di Instrumento N°Uno. La storica boutique di Ginevra, intanto, si sposta dal 104 di Rue de Rhône al 27 della medesima via e presso Plan-les-Ouates, sempre nel cantone di Ginevra, inaugura gli uffici stile e amministrativi del gruppo.

Il 2002 è la volta di un altro orologio, Instrumento Doppio, realizzato in edizione limitata di 500 esemplari: il nome si riferisce alla cassa double face che permette di leggere, a scelta, un quadrante con funzioni di cronografo/grande datario o un quadrante con un secondo fuso orario.

Nel 2003 Gruosi lancia due nuovi orologi, Instrumento Doppio Tre e Instrumento Tondo, il primo con doppia cassa e un terzo fuso orario e il secondo con un quadrante rotondo, e crea una collezione di gioielli in Galuchat che va ad affiancare la collezione tradizionale con i diamanti neri. Viene aperta una filiale de Grisogono a New York e inaugurate due boutique, una a Parigi e l’altra a St. Moritz.

Fra il 2004 e il 2006 la casa produce nuovi modelli, per altrettante forme e funzionalità, di orologi e sperimenta una nuova sfumatura di oro, la ‘Browny Brown Gold’, sviluppata con un trattamento speciale basato sul procedimento PVD (Physical Vapour Depositino).

Nel 2007 Gruosi rileva il pacchetto azionario di Chopard, restituendo la compagnia al suo proprietario originario, ed investe in un nuovo e più grande laboratorio di orologeria, attrezzato con le apparecchiature più moderne e tecnicamente all’avanguardia.

Il 2008 è il quindicesimo anniversario della società, che ormai conta boutique nelle vie e nei department store più prestigiosi del mondo e una rete di outlet retailer pari a 150 unità.

A cavallo tra il 2009 e il 2010 nuovi partner entrano a far parte della società, acquisendo il 40% del capitale totale, e l’imprenditore Gerald Roden diventa direttore generale del gruppo. Il suo primo obiettivo: ristrutturare e sviluppare l’espansione del marchio a livello worldwide.

Nel 2011 Fawaz Gruosi rende omaggio ai 15 anni di storia dei gioielli fatti con i diamanti neri, creando una nuova collezione di orologi battezzata ad hoc Black Forever.

Schreiber

Schreiber è una gioielleria italiana. Nata nel primo dopoguerra, esattamente nel 1947, è situata a Milano, nella centrale galleria Manzoni. Ne sono proprietari Franco Schreiber e il figlio Federico. Propone una produzione artigianale di gioielli in oro e pietre preziose che arrivano direttamente da Ceylon. Soprattutto zaffiri rosa, azzurri, gialli e blu. Nei modelli il classico e il moderno si mescolano in modo perfetto. Offre un’inconfondibile serie di bracciali, anelli, girocollo, tutte opere di famosi artigiani lombardi, e una serie di cuori, fiori e motivi geometrici in oro e smalto blu, che caratterizzano orecchini e collane per le più giovani.

Prusac

Prusac Lola (1893-1985). Sarta francese di origine belga. Si chiamava Leontine, ma preferì Lola come nome di mestiere. Si mise in proprio nel ’37 a Parigi, dopo essere stata ampiamente valorizzata da Hermès. La sua creatività faceva leva sul gusto per l’alto artigianato, per stoffe, gioielli, ricami fatti a mano. E la alimentava con viaggi di studio in India, Grecia ed Egitto. Lavorò sino a 87 anni.

LEGGI ANCHE:

HERMES BEAUTY IL DEBUTTO DEL 2020

Zancan

Zancan è un’azienda orafa. Nasce nel vicentino nel 1987 e si impone rapidamente sul mercato nazionale e internazionale. Ne è fondatore, e attuale titolare, Robertino Zancan che intuisce nel colore una delle più efficaci potenzialità del gioiello. Il prodotto è, infatti, giocato fin dagli esordi sull’accostamento di pietre preziose di vivaci tonalità cromatiche incastonate in forme geometriche per adottare, una quindicina di anni più tardi, linee sinuose nelle collezioni Liberty e Nouveau. L’immagine di note attrici, testimonial della Zancan, hanno contribuito al successo del marchio. Fra le altre, Sabrina Ferilli. Nel 2005 l’azienda lancia Zero, una linea di gioielli prêt-à-porter giovanile e versatile, conquistando una posizione leader in Italia nel mercato degli accessori moda.

G. Petochi

G. Petochi. Ha sede in piazza di Spagna. Gioielli, icone, argenti di alto artigianato o antichi inglesi, americani, francesi, italiani e in particolare romani, giade e mosaici.

Minuti mosaici antichi, incastonati su scatole d’argento, collane, spille, bracciali nelle montature originali. L’amore per questa forma d’arte minore portò Domenico Petochi ad approfondire a tal punto la ricerca da pubblicare un libro, I mosaici minuti romani. Domenico è uno dei discendenti dei fratelli Giuseppe e Domenico che nel 1884 avevano aperto il loro laboratorio in via dei Pontefici.

Il lavoro con minuscole tessere colorate è un’arte tipica di Roma. Arte che va dalla prima metà del ‘700 fino alla fine dell’800 e trae le sue origini nello studio della Reverenda Fabbrica di S. Pietro. I soggetti rappresentano vedute di ruderi e paesaggi della campagna romana ispirati a stampe antiche. Si ispirano anche a dipinti e a nature morte o fiori, uccelli e farfalle, in cui l’artista è più libero di esprimersi.

Gran parte della collezione Petochi è esposta in Vaticano. Nel palazzetto di piazza di Spagna, a sinistra della scalinata di Trinità dei Monti, dove si trova dal 1942, la gioielleria continua la sua attività sulla linea tracciata nel 1928, quando da semplice laboratorio artigiano si trasformò in atelier del gioiello.