Di Gregorio

Lia di Gregorio è un orafa italiana. Si è dedicata alla realizzazione di pezzi unici che si avvicinano alla trama tessile per la loro leggerezza.

Lia di Gregorio (1959). Orafa italiana. È nata a Bari. Dopo aver compiuto studi a carattere artistico, si è avvicinata all’arte orafa a Firenze, sotto la guida del maestro Bino Bini. Approfondita la conoscenza delle tecniche di lavorazione dei metalli, è approdata a Milano, dove ha aperto un atelier e si è dedicata alla realizzazione di pezzi unici privilegiando qualità di leggerezza e di freschezza che avvicinano le sue creazioni alla trama tessile più che al gioiello tradizionalmente concepito. L’oro, utilizzato in sottili filamenti, si attorciglia a formare matasse preziose oppure si modella in esili cerchi punteggiati di piccole perle o sferette metalliche. Interamente realizzati a mano, i pezzi disegnati da Lia Di Gregorio, e affidati oggi per la realizzazione a laboratori orafi, sono presentati a Milano da 10 Corso Como, a Parigi da Colette, a New York da Barney’s.

Di Gregorio
Orecchini – Lia di Gregorio

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De Grisogono

De Grisogono è un’azienda  di alta gioielleria, fondata nel 1997 a Ginevra (Svizzera) da Fawaz Grumosi assieme a due altri soci, la sua prima boutique.

De Grisogono
De Grisogono orologio

De Grisogono è un’azienda  di alta gioielleria. Fondata nel 1997 a Ginevra (Svizzera) da Fawaz Gruosi assieme a due altri soci. La sua prima boutique di gioielli è al 104 della centralissima Rue de Rhône. Chiamata ‘de Grisogono’, come il cognome della madre di uno dei suoi colleghi.

Nel 1995 Gruosi lascia la società e fonda da solo la de Grisogono S.A. L’anno successivo ha l’intuizione, rivelatasi poi vincente, di creare una collezione di gioielli interamente fatta con diamanti neri. Da quel momento in poi le parure realizzate con i rari e magnetici diamanti color ebano diventano il segno distintivo della casa ginevrina. Grazie all’eccezionalità di questo tipo di diamante, altre gemme preziose e perle, a esso accostate in creazioni di modello inedito e molto audaci dal punto di vista dell’invenzione, hanno assunto nuove valenze espressive.

Nel ’97 viene inaugurata a Londra la prima boutique de Grisogono battente bandiera britannica (al numero 3 di Burlington Gardens) . Nel ’99 tocca al Palace Hotel di Gstaad in Svizzera. Di anno in anno, sono scaturiti sempre nuovi gioielli che hanno coniugato la tradizione artistica italiana — Fawaz Grumosi è di origini fiorentine — con le espressioni più avanzate del design orafo contemporaneo.

De Grisogono
Anello con smeraldo e zaffiri

I primi anni del 2000

Nel 2000 è la volta degli orologi. La prima collezione, che Gruosi chiama Instrumento N°Uno, viene presentata alla Fiera Mondiale di Orologi e Gioielli di Basilea. I primi al mondo ad avere il cinturino in Galuchat (la pelle conciata di squalo). Nello stesso anno è inaugurata a Roma la prima boutique italiana de Grisogono e viene lanciata sul mercato una collezione realizzata con diamanti di colore bianco latte, ribattezzati ‘Ice Diamonds’.

Nel 2001 viene realizzata una seconda linea di orologi, la Instrumentino, versione for women di Instrumento N°Uno. La storica boutique di Ginevra, intanto, si sposta dal 104 di Rue de Rhône al 27 della medesima via e presso Plan-les-Ouates, sempre nel cantone di Ginevra, inaugura gli uffici stile e amministrativi del gruppo.

Il 2002 è la volta di un altro orologio, Instrumento Doppio, realizzato in edizione limitata di 500 esemplari: il nome si riferisce alla cassa double face che permette di leggere, a scelta, un quadrante con funzioni di cronografo/grande datario o un quadrante con un secondo fuso orario.

Nel 2003 Gruosi lancia due nuovi orologi, Instrumento Doppio Tre e Instrumento Tondo. Il primo con doppia cassa e un terzo fuso orario e il secondo con un quadrante rotondo.Inoltre crea una collezione di gioielli in Galuchat che affianca la collezione tradizionale con i diamanti neri. Viene aperta una filiale de Grisogono a New York e inaugurate due boutique, una a Parigi e l’altra a St. Moritz.

Dal 2004

Fra il 2004 e il 2006 la casa produce nuovi modelli, per altrettante forme e funzionalità, di orologi. Sperimenta una nuova sfumatura di oro, la ‘Browny Brown Gold’, sviluppata con un trattamento speciale basato sul procedimento PVD (Physical Vapour Depositino).

Nel 2007 Gruosi rileva il pacchetto azionario di Chopard, restituendo la compagnia al suo proprietario originario. Investe in un nuovo e più grande laboratorio di orologeria, attrezzato con le apparecchiature più moderne e tecnicamente all’avanguardia.

Il 2008 è il quindicesimo anniversario della società, che ormai conta boutique nelle vie e nei department store più prestigiosi del mondo e una rete di outlet retailer pari a 150 unità.

A cavallo tra il 2009 e il 2010 nuovi partner entrano a far parte della società, acquisendo il 40% del capitale totale. L’imprenditore Gerald Roden diventa direttore generale del gruppo. Il suo primo obiettivo: ristrutturare e sviluppare l’espansione del marchio a livello worldwide.

Nel 2011 Fawaz Gruosi rende omaggio ai 15 anni di storia dei gioielli fatti con i diamanti neri, creando una nuova collezione di orologi battezzata ad hoc Black Forever.

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Calderara

Calderara crea bijoux mescolando la tradizione del vetro con quella del nuovo design.

Maria Calderara è laureata in architettura, pavese di nascita ma veneziana d’adozione, crea bijoux mescolando la tradizione del vetro con quella del nuovo design. Molto conosciuta in Francia (i suoi braccialetti e le sue collane sono venduti al Musée des Arts Décoratifs), Calderara ha iniziato da qualche anno una produzione di capi moda, continuando la sua ricerca anche nei tessuti, che coniugano il sapore del passato con la tecnologia del presente.

calderara
Calderara collana

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Chaumet

Chaumet è la storia di uno dei nomi più prestigiosi della gioielleria francese.  Iniziata nel 1873 con l’orafo e orologiaio Marie-Etienne Nitot (1750-1809) che dopo la Rivoluzione ebbe il compito di catalogare i gioielli appartenuti a Maria Antonietta.

È con il figlio Francois Regnault (1779-1853) che l’attività si trasferisce definitivamente in Place Vendome. Realizza opere importanti come la spada consolare, voluta da Napoleone a simbolo delle sue vittorie. Il nome Chaumet compare nel 1875 quando l’erede Marie Morel sposa appunto Joseph Chaumet (1852-1928), maestro orafo dal piglio imprenditoriale. Oggi il marchio, rilevato da un gruppo finanziario arabo, presenta oggetti di piccola gioielleria, un’importante collezione di orologi da polso, sia maschili sia femminili, e una da tavolo, una linea di penne e di piccola pelletteria.
2002, febbraio. La storica casa francese d’alta gioielleria, ora controllata da Lvmh, presenta allo Spazio Bigli di Milano la sua produzione, ricca anche di pezzi unici.

chaumet gioielli

Chimento

Chimento. Brand di gioielleria. L’azienda ha scelto di produrre solo tramite processi produttivi rigorosamente artigianali.

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Chimento. Brand di gioielleria.  Adriano Chimento, nel 1964,apre un piccolo laboratorio a pochi chilometri da Vicenza. Oggi il brand è diventato uno fra i complessi italiani più strutturati nel settore della gioielleria. Inoltre è caratterizzato da processi produttivi rigorosamente artigianali. 

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Cusi

Gioielleria fondata a Milano da Annibale Cusi nel 1886. L’azienda si conquistò una fama internazionale per la sapienza della lavorazione e per la scelta delle pietre. Ne sono prova ancor oggi gli archivi ricchi di disegni originali.

cusi
Cusi

Attualmente i suoi discendenti Ettore, Rinaldo e Roberta vantano punti vendita a Milano in via Clerici, in corso Monforte e in via Montenapoleone.

Del Bono

Del Bono Isabella. Fondatrice del marchio di gioielleria Idb – Iron Jewels. Il progetto nasce nel 2005 quando di ritorno da New York inizia a lavorare il ferro per la realizzazione di alcuni monili.

Ritratto di Isabella del Bono

L’idea prende forma da un gioiello di famiglia andato perduto. Isabella, infatti, ebbe la capacità di riprodurne uno simile e con un materiale meno pregiato. L’idea piacque e sorprese; il consenso ricevuto la spinge a fondare la sua griffe.

La Del Bono è tra le poche artigiane a lavorare il ferro, materia poco duttile e perciò difficile da forgiare. La durezza della sua superficie viene, ad ogni modo, scolpita, levigata e decorata da pietre preziose come le ametiste, brillanti e diamanti.

Piramid Emerald. Anello in ferro e oro, con smeraldo centrale, pavè, brillanti, lavorato galuchat.

Ciò che distingue le sue piccole opere d’arte, concepite per essere indossate, non è solo un gusto estetico fine e cosmopolita ma, appunto, la filiera corta dei materiali utilizzati che fanno, di IdB, un marchio Made in Italy. 

Il suo estro, oltre ad essere osannato all’estero (diverse recensioni sulla stampa americana e sul Financial Time di Londra), ha avuto anche vetrine di spessore essendo, i suoi gioielli, esposti nelle mostre curate da Alba Cappellieri. Tra i titoli:“Gioiello Italiano Contemporaneo”, “Gioiello su Milano”, “Gioiello come Souvenir” 2012, a Dubai “It’s Italian” ed esposizione al Museo del Gioiello di Vicenza oltre ad essere menzionata nel libro “Gioielli del Novecento” per fattura e originalità del materiale.

Sun Earring
Orecchini Sole con zaffiri gialli e inserti in oro.

Tra i suoi gioielli must have, Chevaliéres, il modello di bracciale “Sole e luna”, gli anelli, gli orecchini, i gemelli e anche i bottoni da uomo.

 

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Giovanni Raspini

Loffredo

VicenzaOro, edizione 2019 eco-sostenibile

 

 

Comolli Tamara

Comolli Tamara. Disegna gioielli che riflettano uno stile casual e chic. Nata a Monaco ha passato la sua infanzia tra la Spagna, la Spagna e Gibilterra.

Comolli Tamara . Disegna gioielli che riflettano uno stile casual e chic. Nata a Monaco, in Germania, ha passato la sua infanzia tra la Spagna, la Spagna e Gibilterra dove suo padre gestiva casinò. Si è così trovata costantemente partecipe al mondo glamour dell’alta società europea. Iniziando a giovane età, l’interesse di Tamara Comolli per i gioielli è emerso visitando miniere di pietre, dove venne a conoscenza delle sue preferite. Dopo l’università e aver lavorato in ambiti diversi, la sua passione per i gioielli e bijoux diventa innegabile e nel 1992 crea la Tamara Comolli Fine Jewelry Collection. Descrive le sue collezioni come casual luxury, per donne sicure di sé, di ogni età. Zaffiri di ogni colore, dal rosa al verde all’arancio, caratterizzano le sue creazioni, oltre a gioielli preziosi abbinati a cordini di pelle per rendere l’idea di quotidianità.

Platinum Guild International

Platinum Guild International è un’organizzazione internazionale di marketing costituita nel 1980 dalla Angloplatinum, il maggiore produttore mondiale…

Platinum Guild International è un’organizzazione internazionale di marketing costituita nel 1975 dalla Angloplatinum, il maggiore produttore mondiale di platino. Fondata con l’obiettivo di promuovere la produzione e il consumo di gioielleria in platino.

platinum guild international
fedi in platino

La sede centrale di Londra coordina l’attività delle organizzazioni operative presenti, in ordine di volumi di consumi, in Cina, in Giappone, negli Stati Uniti, in Italia, in Germania e in India. Dal 1987, ha una diramazione italiana, con sede a Milano.

La leadership globale è guidata da Huw Daniel (CEO) e Tim Schlick (Chief Operating Officer); La sua intensa attività di promozione presso la categoria orafa e, soprattutto, la sua forte azione di informazione e di comunicazione al pubblico, ha portato il consumo italiano annuale di platino in gioielleria da 20 a 1.800 chilogrammi.

platinum guild international
anelli Platinum Guild International

Dal 2015 Platinum Guild International ha sede a Hong Kong. L’IGP è finanziata dai principali produttori di platino del Sudafrica, nonché attraverso programmi cofinanziati con l’industria della gioielleria.

Aloisi De Relitern

Aloisi De Relitern, Luciana. Disegnatrice italiana di gioielli. Inizia a far parlare di sé negli anni ’30. Nel ’46 apre a Roma un atelier e un negozio…

Aloisi De Relitern, Luciana. Disegnatrice italiana di gioielli. Inizia a far parlare di sé negli anni ’30. Nel ’46 apre a Roma un atelier e un negozio che portano il suo nome e reggono sino all’83. Linee semplici e forme di estrema purezza hanno fatto amare le sue collezioni da Liz Taylor e da Jackie Kennedy.

Aloisi De Relitern