GALLIANO

La vita sfrenata e piena di successi di John Galliano, lo stilista che, tra alti e bassi, è passato da Givenchy a Dior a Maison Margiela.

Che noia la semplicità! Spesso sono proprio le cose di cattivo gusto le più divertenti.

John

ORIGINI

Jhon Galliano nasce nel 1960 a Gibilterra da famiglia spagnola: il padre è idraulico e la madre un’insegnante di flamenco. Ancora bambino si trasferisce a Londra. Frequenta la Wilson’s School a Wellington e impara l’arte e la tecnica sartoriale nella fucina d’ingegni della Central Saint Martin’s School.

Fin da giovane è appassionato di storia del costume e del folklore. Ha uno spirito eversore, ama vestirsi da pirata elisabettiano e disegnare collezioni a tema.  La collezione che disegna al Saint Martin’s nel 1983 , intitolata Les Incroyables viene acquistata dal brand londinese Browns.

 

GLI ALBORI DELLA CARRIERA e Givenchy

 Dopo la laurea nel 1984 John é pronto a fare il suo ingresso nel modno della moda. Fonda il suo marchio e lancia la prima sfilata chiamata Afghanistan Repudiates Western Ideals. Nel 1987 ottiene il premio di Stilista Britannico dell’Anno.

Nel 1995 sull’eccentrico inglese sbarcato a Parigi in cerca di fortuna e mecenati, posa gli occhi proprio l’imperatore del lusso Bernard Arnault. Galliano entra a far parte della maison Givenchy: è il primo stilista inglese a capo di un brand di alta moda francese.

 

galliano per dior

Arnnault crede in lui e nel 1996 gli affida Dior. Succedendo a Ferré, Galliano ne diventa il direttore artistico.  Gli archivi di Avenue Montaigne, gli abiti delle 25 collezioni disegnate dal maestro del New Look a partire dal 1947, non hanno più segreti per questo divoratore di storia, che s’incanta davanti alla musa ispiratrice di Dior, Germaine Bricard detta Mitzah, e al mondo evocato da quella dama cosmopolita.

Dal gennaio ’97, con il debutto di Galliano, ogni collezione Dior è uno spettacolo. Jhon stupisce sempre con la ricostruzione storica di un ambiente o di un evento, o richiami esotici a terre e culture lontane. Nello stile del designer si trova la seduzione degli sbiechi e dei tessuti scivolati, dei drappeggi che non fanno mai tappezzeria ma alludono al mistero del corpo femminile. Un leit-motiv che lo stilista porta alla perfezione nelle collezioni di prêt-à-porter, firmate con il suo nome: meno pirotecniche ma forse più amate dalle vere eleganti. 

 

LA FAMA 

La fama di Galliano è ormai inarrestabile e le sue collezioni ottengono ampi consensi. Tra le sue collezioni più apprezzate troviamo la Napoleone e Giuseppina del 1992 dedicata alla storia d’amore tra i due, la Principessa Lucrezia del 1993 e la Blanche Dubois del 2008 ispirata al film Un tram chiamato desiderio.

Sono molte le celebrities che collaborano con lo stilista come muse ispiratrici. Tra loro Céline Dion, Cate Blanchett e Nicole Kidman e l’amica Kate Moss.In occasione degli Oscar del 2006 e dei Golden Globes del 2005 Charlize Theron sfoggia capi unici disegnati da Galliano apposta per lei. Eva Green, invece è il volto di Midnight Poison, l’essenza by Dior firmata Galliano.

Nel 2002, in occasione dei i suoi 41 anni, viene ricevuto a Buckingham Palace dalla regina Elisabetta che gli conferisce l’onorificenza di Commander of British Empire per i suoi meriti nel mondo della moda.

 

IL MARCHIO PERSONALE

Nel 2003 sfila a Parigi la collezione che porta il marchio personale dello stilista (che fa capo al gruppo Lvmh, come Dior). Protagonista ancora una volta è il godet in tutte le interpretazioni possibili.

La nuova gonna si muove, danza e ondeggia a ogni minimo movimento, sbieca o svasata, a pannelli o a sfondo piega, stretta che si apre a ruota grazie a spicchi inseriti in leggero tessuto sbieco. Il ritmo è quello del boogie-woogie, l’atmosfera quella del primo dopoguerra rivisitata in chiave ironica e un po’ fumettistica: il tweed spinato del tailleur accostato alla mussola, la maglia adorna di fiocchi e pon-pon, la lingerie color carne, le alte scarpe con zeppa anni ’40, gli abitini di seta stampati a ciliegie.

Un gioco di zip sottolinea il godet del maxitrench bianco foderato di volpe. Galliano chiude la sfilata avvolto in modo scenografico in ampie stole di volpe.

Lo stesso anno Jhon apre la sua prima boutique monomarca al 384 di rue Saint Honoré, a Parigi, città dove risiede dal 1991. 

LA CADUTA 

Giunto all’apice della sua carriera Galliano vive di eccessi sfrenati, divorato da alcol e droghe. Nel 2011 la rovinosa caduta: un video virale mostra lo stilista ubriaco attaccare una coppia con insulti antisemiti in un bar di Parigi. Il licenziamento da Lvmh arriva immediatamente.

Per alcuni anni lo stilista si ritira dalla vita pubblica, nel tentativo di riprendersi dalla spirale rovinosa in cui è entrata la sua vita personale. 

 

LA RINASCITA

Il 2014 per lo stilista è l’anno della rinascita. Enzo Rosso spinge per la nomina di Galliano come direttore creativo di Maison Margiela. Jhon ha imparato la lezione e ricomincia grazie alla passione per il suo lavoro tenendo un profilo basso lontano dalla stampa: “Ho passato la vita a spingere me stesso e gli altri oltre i limiti, in nome della couture. Ora basta. Fine della storia. Voglio solo essere un creatore di vestiti“.

Galliano inizia a sperimentare portando innovazione e personalità nella linea Haute Couture di Margiela. Nel 2018 debutta la prima collezione uomo della maison firmata John Galliano. La gli abiti decostruiti con tagli alla rovescia si fondano con l’eredità di Martin Margiela, fondatore del brand.