Carlier

Carlier. Casa di moda francese. Attiva tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, diretta da Madame Carlier, che conosce il massimo successo come modista.

Carlier. Casa di moda francese. Attiva tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, diretta da Madame Carlier, che conosce il massimo successo come modista, con i suoi immensi cappelli d’ispirazione storica.

Ciniglia

Ciniglia. Filato ottenuto con particolari tecniche che ritiene tra i capi ciuffetti di pelo voluminoso e dritto. Inventato in Francia nel ‘600.

Ciniglia. Filato ottenuto con particolari tecniche che ritiene tra i capi ciuffetti di pelo voluminoso e dritto. Inventato in Francia nel ‘600, può essere di seta, cotone, rayon o lana. Il tessuto è simile a un velluto o a una pelliccia rasata, ma è più morbido. Ha frequenti ritorni di moda.

Caraco

Caraco. Termine francese, apparve nell’VIII secolo. La camicia, abbottonata sul davanti, era chiamata anche “robe à la Suzanne”.

Caraco. Termine francese che appare nell’VIII secolo riferito al costume di una provincia della Francia. La camicia, abbottonata sul davanti, era chiamata anche “robe à la Suzanne”. La portavano le contadine. Alla fine del ‘700 il caraco fu indossato anche in città, lanciato dal duca di Aguillon che l’aveva scoperto a Nantes. Divenne così un indumentodell’aristocrazia, usato per i viaggi, per cavalcare o come négligé. Oggi indica una casacca un po’ folk, a maniche lunghe, spesso scollata e abbottonata davanti con lacci o ganci, morbida e fluttuante, con falde o baschina dalla vita ai fianchi.

Callot Soeurs

Callot Soeurs. Casa di moda francese. È il 1895: quattro sorelle Callot, figlie di un pittore e di una merlettaia, aprono a Parigi una maison.

Callot Soeurs. Casa di moda francese. È il 1895: quattro sorelle Callot – Marie Gerber, Marthe Bertrand, Regina Tennyson-Chantrell e Joséphine Crimont – figlie di un pittore e di una merlettaia, aprono a Parigi una maison al 24 di rue Taitbout, mettendo a frutto l’esperienza familiare e un negozio di ricami portato al successo da Marie, la primogenita. Le loro creazioni, che giocano su una vasta gamma di colori e sull’accostamento anche audace di pizzi, conquistano in particolare una ricca clientela americana.

Alle sorelle Callot non manca il desiderio di sperimentare. Mescolano ai pizzi tessuti antichi e pelliccia e arrivando a proporre ai primi anni del secolo abiti di spiccata influenza orientale. Una delle première della loro sartoria fu la celebre couturière Madeleine Vionnet che di loro disse: “Le sorelle Callot vestono le donne, non le addobbano: sono vere sarte”. Dal 1927, la maison fu portata avanti dai figli di Marie, Pierre e Paul e successivamente fu acquistata da Marie-Louise Calvet. Chiuse nel 1954.

Comme il faut

Comme il faut . Marca di prêt-à-porter austriaca creata nel 1990 da Franck Wilde e Nicole Blasius, diplomati nell’84 all’Accademia di Moda di Vienna.

Comme il faut . Marca di prêt-à-porter austriaca creata nel 1990 da Franck Wilde e Nicole Blasius, diplomati nell’84 all’Accademia di Moda di Vienna. Inoltre, i loro abiti sono venduti in Francia, Italia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Svizzera.

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CASADEI

Bonpoint

Bonpoint. Azienda francese di abbigliamento, accessori, oggetti d’arredo per i bambini e catena di boutique. L’ha fondata negli anni ’70 Marie France Cohen.

Bonpoint. Azienda francese di abbigliamento, accessori, oggetti d’arredo per i bambini e catena di boutique. L’ha fondata negli anni ’70 Marie France Cohen, cominciando da un negozio di 15 metri quadrati in rue de l’Université a Parigi, dove la società ha ancora la sua sede principale e quel primo punto vendita si è moltiplicato per cinque. La società, per cui lavorano 150 persone, ha un atelier di stilismo, di studio dei colori e di controllo della qualità finale. La catena è ormai europea.

Andam

ANDAM è l’acronimo di “Association Nationale pour le Développement des Arts de la Mode”, l’associazione francese che finanzia i giovani della moda.

L’ANDAM è l’acronimo di “Association Nationale pour le Développement des Arts de la Mode”.

L’associazione è stata creata per iniziativa del Ministero della Cultura e Comunicazione francese nel ’89. Oggi attribuisce borse di studio ai giovani creatori della moda, per collezioni di couture, prêt-à-porter, uomo e accessori.

Fra gli altri, hanno “meritato” la borsa nomi come Martin Margiela, Jean Colonna e Jeremy Scott.

Le origini di ANDAM

ANDAM è stata fondata nel 1989 da Nathalie Dufour, il Ministero della Cultura francese e il DEFI (supervisionato dal Ministero dell’Industria francese). L’associazione è stata pensata, fin dall’inizio, come uno strumento per riconoscere e assistere i giovani designer dello scenario della moda, sia francese che internazionale. 

Per 30 anni e fino ad oggi, ADAM unisce e coordina gli attori istituzionali privati ​​dell’industria della moda. Il suo scopo è quello di sviluppare azioni strategiche e trasversali a favore dei giovani designer. Inoltre, si fa carico dello sviluppo dell’influenza di Parigi, come capitale mondiale della moda.

Ogni anno, attraverso i suoi quattro premi, gli ANDAM Fashion Awards offrono un supporto finanziario e logistico agli stilisti. Questi vengono scelti dopo un lungo e approfondito processo di selezione.

Il criterio di selezione è vedere chi contribuisce maggiormente alla vitalità e alla durabilità dell’industria creativa della moda.

La missione principale annuale di ANDAM, al di là della concorrenza, è guidare e consigliare i giovani marchi della moda nella loro strutturazione e sviluppo. Inoltre, un’ulteriore mission consiste nel presentarli ai vari attori dell’industria della moda (produttori, know-how, gruppi del lusso, giornalisti, istituzioni, ufficio stampa).

Nel 2020 il Managing Director dell’associazione è ancora Nathalie Dufour e il presidente è Guillaume Houze.

Boucheron Louis

La storia Boucheron inizia nel 1858 a Parigi con Frédéric che sceglie come sede la Galérie du Palais Royal, conquistando l’aristocrazia del secondo impero.

La storia dei Boucheron inizia nel 1858 a Parigi con Frédéric B. (1830-1903) che sceglie come sede la Galérie du Palais Royal, conquistando, con uno stile ispirato alla natura, l’aristocrazia del secondo impero. Nel 1867 incrementa la propria popolarità realizzando la medaglia d’oro dell’Esposizione Universale di Parigi e negli stessi anni crea per Mrs Clarence H. Mackay una collana destinata a diventare proverbiale: fra i diamanti era incastonato uno zaffiro considerato il più bello, il più puro e il più grande fra quelli conosciuti. Nel 1893, si trasferisce al 26 di Place Vendôme.

Louis Boucheron continuerà la tradizione del padre accaparrandosi le pietre preziose più straordinarie, affinandone i tagli e inserendo nelle creazioni anche onice, lapislazzuli, corallo, giada, ambra. Apre una succursale a Londra, partecipa con successo all’Esposizione di Arti Decorative del 1925; alcuni suoi gioielli sono ora esposti al Victoria and Albert Museum di Londra e al Musée des Arts Décoratifs di Parigi.

Fra i suoi clienti maharajah, principi orientali, re d’Egitto e imperatori di Persia, grandi industriali americani, divi del cinema. La nuova generazione, rappresentata da Fred e Gérard Boucheron torna negli anni ’40 a un’ispirazione naturalistica e floreale. E subito dopo la guerra comincia la conquista del mondo straniero: le Americhe, il Medio Oriente e negli anni ’70, il Giappone e l’Estremo Oriente.

Negli anni ’90 la politica di Alain Boucheron è quella della gioielleria prestigiosa, volutamente in contrasto con quella più accessibile, da portare ogni giorno, che comprende anche alcuni orologi in acciaio. Nell’83 il lancio del profumo Boucheron in una bottiglia dalla forma di un anello disegnato per un maharajah; nel ’94 un secondo profumo, di ispirazione orientale, Jaïpur.

Bettina

Bettina (1925-2001). Indossatrice francese. Nata Simone Bodin e ribattezzata da Fath nel 1947. Nel 1946 si trasferisce a Parigi.

Bettina (1925-2001). Indossatrice francese. Nata Simone Bodin e ribattezzata da Fath nel 1947. Figlia di un ferroviere e d’una maestra d’asilo, si stabilisce a Parigi nel ’46 per fare la figurinista ma è invece assunta come mannequin da Costet prima, da Fath poi (“Se Dior ha il new look”, scrivevano i giornali, “Fath ha Bettina”). Da quel momento viene immortalata da fotografi come Irving Penn, Cartier Bresson e Norman Parkinson.

Dopo un matrimonio fallito con il fotografo Beno Graziani, nel ’55 inizia una tempestosa e miliardaria storia d’amore con Alì Khan, che però muore in un incidente d’auto nel ’60, senza averla sposata. Con l’eredità ricevuta dal principe, la “piccola Begum” apre un atelier di moda, trasformandosi per qualche anno in stilista e donna d’affari. Poi, conduce una vita lontana dall’obbiettivo dei fotografi.

Bettina è morta nel 2001.

Aigle

Aigle. La storia del marchio comincia nel 1853 quando Hiram Hutchinson, sceglie la Francia e crea a Montargis la Compagnie Nationale du Caoutchouc.

Aigle. La storia del marchio comincia nel 1853 quando un americano, Hiram Hutchinson, sceglie la Francia e crea a Montargis la Compagnie Nationale du Caoutchouc, la prima fabbrica francese di stivali in caucciù (in indiano caa ou tchou significa albero che piange). Deposita il marchio l’Aigle, in ricordo dell’aquila americana. A quell’epoca, la Francia è un paese essenzialmente rurale, il successo è immediato presso gli agricoltori che apprezzano un prodotto impermeabile, robusto e comodo. Tra gli anni ’50 e ’60, la produzione di scarpe da tennis supera gli 8 milioni di pezzi.

Alla fine degli anni ’60, la sede si sposta a Ingrandes, presso Chatellerault, nella regione di Vienne. In uno spazio dove era dislocata una base militare Usa e il marchio si semplifica in “Aigle”. In occasione dei Giochi Olimpici di Monaco, nel 1972, lancia con Marc Payot lo stivale da nautica Nautisme, divenuto famoso, con due bande bianche su fondo blu, rosso o giallo e suola a ventosa antiscivolo. Nell’89, parallelamente alla prima collezione tessile, inaugura uno spazio in Saint Germain-de-Près a Parigi.

Dagli anni ’90 non appartiene più al Gruppo Hutchinson e l’80 per cento è acquisito dalla società di investimenti Apax Partners. Viene quotata in borsa, allarga il suo mercato in Giappone (20 negozi monomarca e franchising), Corea, Hong Kong (5 monomarca), Taiwan e Francia. Apre in franchising boutique a Strasburgo, Londra e Düsseldorf. Nel 2000 conta un totale di 102 negozi (46 in Europa e 56 in Asia).

Pioniere in Francia dell’outdoor è fra le marche leader europee del settore. Ha più di 700 prodotti diversi, per alpinismo, nautica, caccia e pesca, equitazione, sci, viaggi e tempo libero. Negli anni, il rigore industriale e la continua ricerca hanno migliorato la qualità dei prodotti, ma gli stivali Aigle sono ancora pezzi unici confezionati a mano in caucciù naturale. Nell’estate 2001, debutta la prima collezione per bambini e nell’inverno 2001-2002 una linea altamente tecnica, studiata specialmente in risposta alle esigenze di comfort e protezione termica nelle situazioni più estreme che si chiama Actimum.

Nel 2003, Aigle festeggia 150 anni di attività. Per quest’anniversario, ha incaricato Eric Bergère di disegnare una nuova linea di abbigliamento, una serie limitata dei capi “essential” della sua storia. Lo storico stivale lanciato nel ’72 con Payot, oggi ribattezzato Malouine, è stato scelto come “oggetto dell’anno” per la mostra Première Classe che si tiene periodicamente in marzo al Jardin des Tuileries: “vestito” da 12 stilisti, seguendo un gioco di metamorfosi Terzo Millennio.