Dalì, Salvador

Salvador Dalì. Artista spagnolo. Inizia a disegnare abiti come rappresentazione della sua personalità, duplicazione dell’Io, dei suoi sogni e dei desideri

Dalì Salvador (1904-1989). Artista spagnolo. Gli abiti rappresentano la personalità, la duplicazione dell’Io, dei suoi sogni e desideri. Infatti, questo pensiero che ha portato Dalì a disegnare moda.

Sono del 1936 vestiti e accessori per la Schiaparelli, alcuni dei quali verranno indossati dalla moglie Gala. Le creazioni riproducono i temi metafisici e surreali della sua pittura: uno scheletro bianco su un abito nero, astici dipinti su un vestito da sera, bottoni in ceramica che riproducono mosche su pezzi di cioccolato, una borsa in nappa e rame a forma di telefono, cappelli a forma di scarpa, di cotoletta o di calamaio.

Abito aragosta, Dalì-Schiaparelli
Abito aragosta, Dalì-Schiaparelli

Inoltre, sono famose le tasche, vere e false, a forma di bocca ricamate su una giacca e le tasche-cassetto su un tailleur che trovano precisi riferimenti nei disegni e nei dipinti di quell’epoca.

Nel ’37 disegna, sempre per la Schiaparelli, una sirena gioiello e, con Fulco di Verdura, noto designer di gioielli, crea monili dalle forme insolite: una civetta, un ragno nella tela e un san Sebastiano. Nel ’38, all’Esposizione Internazionale del Surrealismo a Parigi, presenta un manichino rivestito di cucchiaini.

È del ’49 la seconda collezione di gioielli per la Schiaparelli. Tra tutti spicca il cuore in rubino, sormontato da una corona che, grazie a un piccolo motore, simula il battito cardiaco. Nel ’55, l’artista realizza 20 gioielli in oro, rubini e smeraldi, che riproducono alcuni dei suoi quadri: una spilla Ferita atavica, una scatoletta Mano venosa, una croce Luce di Gesù Cristo. Nel ’65, progetta anche una collezione di costumi da bagno con seni surreali applicati alla schiena.

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Sorelle Botti

Sorelle Botti
ABITO SORELLE BOTTI 1947

Sorelle Botti, sartoria romana d’alta moda aperta dalle sorelle Augusta Carlotta e Fernanda Botti nel 1911, in via del Babuino. Dopo 16 anni, l’atelier viene trasferito in via Saverio Mercadante, quindi, dal ’59 fino alla chiusura, in corso Italia al 36. Compravano croquis o modelli finiti a Parigi. Qualche abito era di loro creazione. Ogni sei mesi, sfilavano al Grand Hotel di Roma, per le clienti di tutta Italia. La storia delle sorelle Botti è costellata di abiti importanti per clienti da grande ribalta, come la regina Elena e le dame di Corte, e per clienti dell’alta borghesia. Celebri i loro abiti da sposa e le toilette da cerimonia e da gran sera, per le prime al Teatro dell’Opera di Roma. Fino agli anni ’40, la Casa confeziona anche pellicce. Le sorelle Botti si forniscono a Parigi dove, dopo aver assistito alle sfilate dell’alta moda francese, acquistano i capi più interessanti per riprodurli su richiesta della loro clientela. A Roma partecipano alle sfilate del Grand Hotel di via Veneto. La rivista di cronache mondane, Le Carnet Mondain, ne documenta i successi, con la pubblicazione dei matrimoni più in vista. L’atelier — in laboratorio 140 lavoranti e lavoro organizzato in due turni — è praticamente attivo 24 ore su 24. Disegnatore è per anni Mario Vigolo. Nell’immediato dopoguerra, resta fedele alla maison una parte della buona borghesia. Va ricordato, tra gli altri, il guardaroba di Palma Bucarelli, la sovrintendente della Galleria nazionale d’Arte moderna, donato al Museo delle Arti decorative del XIX e XX secolo: comprende due abiti realizzati dalle sorelle Botti su croquis di Balenciaga e di Elsa Schiaparelli.

Sorelle Fontana

Cocteau, Jean

Cocteau, Jean (1889-1963). Artista e scrittore francese. Entra in contatto con il mondo della moda attraverso l’amicizia e la collaborazione con…

Cocteau, Jean (1889-1963). Artista e scrittore francese. Entra in contatto con il mondo della moda attraverso l’amicizia e la collaborazione con Elsa Schiaparelli. Che applica i suoi temi surrealisti ad accessori da lei stessa disegnati. A sua volta illustra i modelli della stilista su Harper’s Bazaar e altre riviste di moda. Su alcune creazioni Schiaparelli, i disegni di Cocteau vengono riprodotti in ricamo da Franµoise Lesage.

Un busto femminile di profilo, con la testa all’indietro e i capelli sciolti, decora un abito da sera del 1937. L’ambiguità, creata dalla sovrapposizione fra il personaggio fittizio ricamato e la persona reale, è scioccante e provocatoria. Sempre del ’37 è un disegno sulla parte posteriore di un altro gran sera: mostra due visi faccia a faccia che, grazie a un effetto ottico, suggeriscono i contorni di un vaso di fiori. In quello stesso anno, Cocteau realizza per la sarta una spilla a forma di occhio da cui spunta una lacrima e i disegni per i foulard di Zicha Arches.

Jean Cocteau è morto l’11 Ottobre 11, 1963, a Milly-la-Forêt, in Francia.

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Berenson, Marisa

Berenson Marisa (1948). Modella e mannequin anglosassone. Un grande passato da indossatrice (a 6 anni su una copertina di Elle) e un presente di attrice.

Berenson Marisa (1948). Modella e mannequin anglosassone. Un grande passato da indossatrice (comparve a 6 anni su una copertina di Elle) e un presente di attrice. Nipote di Elsa Schiaparelli e pronipote di Bernard Berenson, illustre critico d’arte, fu scoperta e lanciata dalla più potente delle muse della moda, Diana Vreeland. Cresciuta negli agi e nella celebrità grazie alla sua famiglia, ha invece avuto un’infanzia triste, trascorsa in collegio, compreso il fiorentino Poggio Imperiale, e portando un corsetto correttivo della colonna vertebrale. Una schiera di amori celebri: ha sposato nel 1976 il miliardario americano Jim Randall, dal quale ha avuto una figlia, Starlite Melody, poi l’avvocato Aaron Richard Golab. Ha recitato in Morte a Venezia, Cabaret, Barry Lindon e Prêt-à-porter. Sono i suoi film più noti.