Traeger, Ronald

Ronald Traeger (1937-1968). Fotografo americano. Studia al San Francisco Art Institute. Approda a Londra nel 1963, dove lavora per Elle e Vogue France.

Ronald Traeger (1937-1968). Fotografo americano. Studia al San Francisco Art Institute. Successivamente, nel 1963, approda a Londra. Inizia così a  lavorare per Elle e Vogue France.

Traeger
Ronald Traeger 1960 – White Fashion photography

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Newton, Helmut

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Temperley, Alice

Alice Temperley. Stilista inglese. La laurea in textile design è rafforzata da un master in stampa e tecnologia tessile al Royal College of Art.

Alice Temperley (1975). Stilista inglese. La laurea in textile design alla Central St Martin’s è rafforzata da un master in stampa e tecnologia tessile al Royal College of Art.

Comincia a vendere i suoi pezzi unici mentre è ancora studentessa, ma prima di lanciare il proprio marchio passa un periodo alla Ratti in Italia come consulente stilistica. Nel 2000, inaugura la Temperley London, linea di abbigliamento femminile.

Temperley
Mini dress in crema by Alice Temperley

La sua esperienza nel tessile, la porta a creare le proprie stampe e a curare nei minimi dettagli le decorazioni ed i ricami artigianali realizzati in Oriente. Vende in grandi magazzini e boutique esclusive in tutto il mondo.

Nel 2004 Elle magazine la nomina “Miglior Giovane Designer dell’anno”. L’anno successivo decide di sfilare a New York con la sua collezione, a eccezione della sfilata Primavera/Estate 2009, tenutasi a Londra.

Temperley
Collezione primavera/estate 2018 by Alice Temperley

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Sisto, Maddalena

Sisto Maddalena (1951-2000). Disegnatrice, illustratrice. Catalogava, con ricercato e malizioso disordine i mille travestimenti femminili

Maddalena (1951-2000). Disegnatrice, illustratrice. Catalogava, con ricercato e malizioso disordine i mille travestimenti femminili: la “Lady Michelin”, la “Ciabattona Chic”, la “Metallizzata Disco”, la “Marinaretta in Partenza”. Nei suoi schizzi c’erano tutte. Aveva un tratto, un segno di intelligente e pungente ironia e un occhio che sapeva cogliere il centro delle cose, di un abito, di un movimento, di un tipo fisico, di un costume di vita. Non è esagerato paragonarla a Brunetta Mateldi, per il talento e la capacità di sintesi illustrativa e la grazia della tavolozza.

Ha lavorato per Glamour, Elle Décor, Marie Claire, Elle Germania e per Sette illustrando la rubrica di Lina Sotis che di lei ha scritto: “Era un esempio di leggerezza professionale. C’era sempre, non pesava mai. Maddalena era così minuta e leggera che pareva una delle sue signorine appena uscite dal foglio. Una delle più eleganti e meno appariscenti, una di quelle che ti incatenano per la loro grazia”. Ha realizzato anche campagne pubblicitarie per Fiat, Peter Stuyvesant, Bulgari, Fiorucci, Coin, Absolut Vodka e Lavazza. Fra le mostre, 139 Signorine, studio Grazia Fava, Milano, 1984; Un tè alla moda, Galleria Lu Austoni, Milano, ’85; Anomalie, Palazzo Cuttica, Alessandria, ’87; Maddalenas italianische Kunst, Galleria Grosse Bleichen, Amburgo, ’98; Maddalena Sisto-70 signorine di fine millennio-Addowaii, Villa Pignatelli, Napoli, 2001; Il mondo di Mad-Maddalena Sisto torna ad Alessandria, Galleria di Palazzo Guasco, Alessandria 2002. In Il Bloc Notes di Mad, catalogo della mostra tenutasi a Lucca dal 14 ottobre al 12 novembre 2000, ha raccontato, attraverso 69 illustrazioni, il mondo della moda. Mai, però, quello ufficiale: quello, piuttosto, della strada, dei mille comportamenti quotidiani.

Maddalena Sisto illustrazioni
Maddalena Sisto illustrazioni

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Rosier, Michèle

Rosier Michèle. Stilista francese. Abbandona il giornalismo per formare, con Emmanuelle Khanh e Christiane Bailly, un trio che scuoterà la moda francese

Michèle (1929). Stilista francese. Di lei, figlia di Hélène Gordon-Lazareff, la fondatrice del giornale Elle, una giornalista dell’Herald Tribune ha detto: “Ha fatto per il prêt-à-porter ciò che Courrèges ha fatto per l’alta moda”. Avviata inizialmente verso il giornalismo. Abbandona il giornalismo per formare, insieme a Emmanuelle Khanh, che incontra nel ’59, e a Christiane Bailly, un trio di stiliste che scuoterà la moda francese all’inizio degli anni ’60.

Nel ’62 fonda V de V (Vêtements des Vacances). Dopo aver collaborato con vari stilisti, contribuisce a diffondere l’uso dell’abbigliamento sportivo nella vita di tutti i giorni e l’utilizzo di materiali inediti come la vernice nera e il vinile. Gli americani l’hanno soprannominata, per questo, “plastic queen”. Nel ’74 lascia la moda per il cinema.

Rosier x hepburne
Audrey Hepburne indossa un abito di Rosier

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Premonville, (de) Myrene

Premonville (de) Myrene (1949). Stilista francese. Ha cominciato con Promostyl e ha collaborato con Fiorucci, con la Maison Hermès…

(de) Myrene (1949). Stilista francese. Per parte di madre, Monique Arnault, indossatrice di cabina, vale a dire fissa di Fath, è figlia d’arte. Il suo debutto nel mondo della moda è stato più che precoce: a soli 4 anni è comparsa sulla copertina di Elle insieme alla madre. De Premonville ha cominciato a Promostyl come assistente di Popy Moreni, ha collaborato con Fiorucci, con la Maison Hermès e, associandosi con Gilles Dewavrin, si è messa in proprio nel 1983. Tre anni dopo, ha sciolto la società, firmando da sola le proprie collezioni per cui non poche volte (costruttivismo russo per l’autunno-inverno’91-92) si è ispirata all’arte. È molto attenta ai dettagli e alla femminilità degli abiti. È stata fra le prime a disegnare i pantaloni a staffa. Dal ’90-91, sfila regolarmente a Parigi, dove, nel ’99, apre due boutique monomarca.

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Renata

Renata Baumeisten. Stilista tedesca. Inizia a lavorare come graphic designer per Elle. In un secondo momento si dedica ai disegni di vestiti

(1934) nome di mestiere di Renata Baumeisten. Stilista tedesca. Dopo gli studi alle Belle Arti di Düsseldorf, va a Parigi a lavorare come graphic designer per il giornale di moda Elle. Solo in un secondo momento si dedica ai disegni di vestiti: per affinare questa sua nuova arte si trasferisce a New York per un anno, dove impara lo sviluppo del mercato prêt-à-porter, diventando stilista responsabile per l’etichetta Prikene.

Nel ’73 propone una sua linea con il marchio Renata, che viene distribuita in tutto il mondo. Nell’80 apre una boutique a Parigi, specializzandosi in abbigliamento femminile, con tessuti naturali e ricami fatti a mano. L’amore per il ricamo e per il lino, la spingono a disegnare anche una collezione di tovaglie, tende e cuscini per la casa. Il successo è tale che nel ’91 apre una seconda boutique, sempre a Parigi, in cui viene proposta anche la linea per la casa. La marca è ormai affermata e gli abiti Renata si trovano nel mondo intero, da Barney’s a New York, fino a Shiseido The Ginza, in Giappone. Recentissima anche una nuova linea, per un target più giovane e legato ai cambiamenti della moda.

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Roi, Alice

Roi. Nata nel 1976, ha dimostrato sin da giovanissima una spiccato talento per la moda. Anti-convenzionale e dotata di una creatività imprevedibile

Nata nel 1976, ha dimostrato sin da giovanissima una spiccato talento per la moda. Anti-convenzionale e dotata di una creatività imprevedibile e irriverente, sin dagli esordi ha ricevuto la sua consacrazione da riviste come i-D, Elle e Bazaar. Ben presto i suoi abiti sono finiti nelle vetrine delle boutique di tendenza di New York e nel 2001 ha ricevuto il prestigioso premio “Perry Ellis Award for Womenswear”. Attualmente la stilista Roi continua la sua attività nel suo studio nel cuore di Manhattan progettando una moda che faccia sentire le donne più belle e a proprio agio nel loro corpo. Le sue creazioni sono vendute anche in Asia e in Europa.

roi alice
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Peccinotti, Harri

Peccinotti Harri. Fotografo americano di origine italiana. È stato grafico e direttore artistico di numerose riviste, fra le quali Vogue, Town, Elle

Harri. Fotografo americano di origine italiana. È stato grafico e direttore artistico di numerose riviste, fra le quali Vogue, Town, Elle. La sua fotografia di moda ha un carattere etnico e un taglio sociale, con un’attenzione particolare per gli scenari che accompagnano il soggetto fotografato. Inoltre, ha realizzato le immagini per il calendario Pirelli nel 1968 e nel 1969.

Peccinotti Harri
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Newton, Helmut

Newton Helmut (1920-2004). Fotografo tedesco. È quello che ha maggiormente segnato la fotografia di moda moderna. Ha collaborato con Vogue, Elle, Life

Helmut (1920-2004). Fotografo tedesco, poi naturalizzato australiano. È quello che ha maggiormente segnato con il suo stile la fotografia di moda del nostro tempo. Newton asce a Berlino dove, dopo gli studi all’American School, inizia la sua carriera come assistente della fotografa di moda Else Simon, meglio nota come Yva. Volta le spalle alla Germania diventata nazista, passando per Singapore, dove rimane un anno. Emigra in Australia e nell’esercito di quel Paese, di cui ancor oggi conserva la cittadinanza.  Combatte durante il secondo conflitto mondiale alla fine del quale riprende a fotografare e pubblica da free-lance su Vogue Australia. Nel 1958, si trasferisce prima a Londra e poi a Parigi. Qui inizia a collaborare con Nova, Marie Claire, Elle, Queen e, dal 1961, contribuisce a rinnovare radicalmente l’immagine di Jardin des Modes.

Lo stile di Newton

Il suo stile inconfondibile e aggressivo, con forti richiami alla sensualità e alla sessualità, lo porta negli anni ’60 a collaborare per un verso con Playboy e per l’altro con Stern e Life, mentre si fa più stabile il lavoro con le edizioni americana, italiana, inglese e francese di Vogue. All’interno di quest’ultima acquista negli anni ’70 un ruolo di punta assieme a Guy Bourdin. Dal 1971 una crisi cardiaca lo costringe a riconsiderare criticamente il ritmo, fino ad allora troppo frenetico, del suo lavoro e decide così di essere molto più selettivo nelle scelte.

Autore di grande intensità, ha sempre imposto la propria visione con una determinazione autentica. Quasi schivo negli atteggiamenti personali, diviene personaggio solo attraverso le sue immagini eseguite sempre con straordinaria perizia tecnica. Alterna un colore sempre molto preciso e quasi calligrafico a un bianconero di gran classe che risente spesso degli influssi culturali dell’espressionismo e dello stile caro ai fotoreporter d’assalto. A questi ultimi, talvolta si rifà con dichiarate citazioni. Quando fa ricorso alla polaroid, invece, la usa in modo volutamente diretto e un po’ “sporco”, quasi avesse realizzato le fotografie per se stesso. Ha realizzato campagne per i marchi più noti di tutto il mondo, ogni volta portando non solo la visione di una donna decisa, autonoma, indipendente dall’uomo ma anche quel suo stile dichiaratamente voyeristico. Non privo di richiami eccentrici al feticismo, che viene apprezzato da molti e violentemente contrastato da altri che gli rinfacciano un troppo ostentato maschilismo.

Newton x Saint Laurent
Newton x Saint Laurent

Controversie

Celebre al proposito una accesa polemica con alcune frange del movimento femminista. Ma Helmut Newton, che vive a Montecarlo dal 1981, risponde sempre con lavori innovativi, frasi a effetto (“La parte più sexy di una donna? Il collo del piede”), una buona dose di autoironia (“Sono un comunista da salotto”) e iniziative originali come Newton Illustrated. La rivista di grande formato realizzata solo con sue fotografie o il libro Sumo pubblicato nell’estate 1999: 480 le pagine, 50 x 70 cm il formato, 30 kg il peso, 1500 dollari il costo. Le sue fotografie sono raccolte in numerosi libri (White Women, Helmut Newton Portraits, Pola-women, Un mondo senza uomini, Us and Them, Work e il recente Yellow Pages ispirato a un processo per omicidio svoltosi a Monaco che Newton ha documentato nel 2002 su incarico della rivista Paris Match) ed esposte in mostre in tutto il mondo. Importante è la collaborazione con la moglie June, anch’essa fotografa e nota con lo pseudonimo di Alice Springs che, come noto, è una località australiana.

Newton
Newton

Muore nel gennaio 2004 in un incidente stradale a Hollywood. La sua macchina si schianta contro un muro del famoso Chateau Marmont, l’hotel sul Sunset Boulevard che era stato per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud. Le sue spoglie sono state poste a Berlino nel cimitero ebraico di Friedenau, non lontano dalla tomba di Marlene Dietrich. Oggi la Fondazione Helmut Newton, da lui stesso creata nel 2003, ha il compito di preservare e diffondere l’opera fotografica di Newton e di sua moglie.

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Mouret, Roland

Mouret, Roland (1961). Stilista francese, nato a Lourdes. Inizia a lavorare in Francia come direttore artistico, modello e stylist.

Mouret, Roland (1961). Stilista francese, nato a Lourdes. Inizia a lavorare in Francia come direttore artistico, modello e stylist. Negli anni ’80, si trasferisce a Londra collaborando con l’ambiente musicale e artistico. Nello stesso periodo crea la griffe People Corporation e apre il Freedom Cafè nel quartiere di Soho.

Nel febbraio del 1998, Mouret presenta la sua prima collezione durante la London Fashion Week. Vince il premio British Designer of the Year agli Elle Stylee Awards 2002 e il Vidal Sasson Cutting Edge Award. Per il suo stile, è stato uno dei maggiori esponenti di quella che si potrebbe definire Demi-Couture: una moda fatta di pezzi unici con lavorazioni particolari e complesse basate sul drappeggio, il taglio e la costruzione di tessuti e silhouette.

Mouret

Nel 2003, oltre alla linea top, disegna anche le line jeans, knitwear, pelle e accessori. Lancia inoltre la Rm Rough, collezione di gioielli con diamanti grezzi. Il suo atelier è nella mitica King’s road.

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