Co-ed

Tra le prime rivoluzione nella moda degli anni 2000 è la formula co-ed, ovvero la condivisione, in un unico show, delle sfilate uomo e donna.

Co-ed. Termine che identifica l’unificazione delle sfilate uomo e donna in un unico show. Tale rivoluzione ha inizio nel 2017 e nasce per esigenza di ridurre l’impatto ambientale che si manifesta prima (con l’organizzazione) e durante lo show. Tra i primi ad adottare il format, Vivienne Westwood, Belstaff, Prada, Dolce & Gabbana, Antonio Marras, Calvin Klein e Gucci

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DOLCE & GABBANA

Dolce & Gabbana, l’impero del Made in Italy che ha scavato nelle proprie radici per dare immagine ad una donna sicura, sensuale e forte.

origini

Domenico Dolce e Stefano Gabbana

Non esiste Dolce senza Gabbana e viceversa. Un destino scritto fin dalle prima pagine in gioventù, quando Stefano Gabbana e Domenico Dolce si incontrano, si innamorano e creano insieme uno dei più grandi imperi del Made in Italy.

Non senza difficoltà, a partire dalle porte chiuse in faccia degli inizi, fino ad arrivare alla condanna per evasione fiscale, dalla quale sono poi stati assolti in Cassazione, e ai processi morali per aver espresso le proprie opinioni in merito a adozioni e matrimoni gay.

Non sarà un caso se una delle più grandi clienti ed ammiratrici del brand è Madonna e se Monica Bellucci viene considerata l’incarnazione della donna Dolce & Gabbana.

STEFANO GABBANA, LO STILISTA DELLE PROVOCAZIONI

Stefano Gabbana

Stefano Gabbana nasce il 14 novembre 1962 a Milano, secondogenito di una famiglia di origini venete.

La mamma Piera fa la portinai e per integrare i guadagni stira e si adatta a piccoli lavori domestici presso famiglie benestanti. Il papà Lino lavora come operaio alla Rusconi di Sesto San Giovanni, anche lui svolge piccoli lavori extra per arrotondare.

Stefano è sempre stato molto fiero delle fatiche compiute dai genitori e fin da piccolo aiuta la madre nelle pulizie.

Dopo il diploma in grafica a Monza, il giovane talento parte alla ricerca di un impiego. Arriva il giorno in cui fa la telefonata che gli cambierà per sempre la vita, dall’altra parte della cornetta c’è Domenico Dolce.

L’INCONTRO CON DOMENICO DOLCE

Domenico Mario Assunto Dolce nasce a Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, il 13 agosto 1958.

La sua passione per la moda inizia nell’azienda di abbigliamento del padre, e si struttura  studiando fashion design.

Il primo fatidico incontro tra i due avviene per telefono nel 1979. Domenico sta lavorando nello studio meneghino dello stilista bolognese Giorgio Correggiari.

Da qualche parte, all’interno dell’atelier squilla un apparecchio, è Stefano a chiamare in cerca di lavoro: “Buongiorno, posso parlare con Giorgio Correggiari?”. Dall’altra parte del filo una voce risponde: “Non c’è, le passo il suo assistente”, così i due giovani si parlano per la prima volta, e da subito nasce una simpatia, Stefano ha l’occasione di entrare in quel mondo che lo aveva sempre affascinato, così chiede un incontro a Domenico.

Gabbana viene assunto, la sua scrivania è di fronte a quella di Domenico che si barrica dietro montagne di libri per paura di essere copiato.

GLI ESORDI DI DOLCE & GABBANA

Stefano Gabbana e Domenico Dolce cominciano a collaborare ad una linea chiamata Do.nna Do.nna, fondata da Dolce qualche tempi prima per dare sfogo alla propria creatività, il nome gli viene suggerito da Correggiari.

La prima presentazione avviene al Burghy in via Vittorio Emanuele a Milano, gli inviti sono composti da una scatoletta di cartone con all’interno un hamburger di pane vero farcito con una carta bullonata e tessuti attaccati con la colla.

Peccato per il fattore tempo, non calcolato, che fa sì che le missive vengano consegnate ormai ammuffite. I soldi per pagare le modelle non ci sono, perciò gli abiti vengono fatti indossare a manichini seduti ai tavoli, così da confonderli con i clienti.

La seconda sfilata si svolge da un parrucchiere, a mezzanotte, gli abiti assumo colori cianotici, sono folli, in piena ispirazione warholiana.

ANNI DIFFICILI

In quegli anni i due avevano un minuscolo ufficio in Porta Vittoria, vicino al tribunale, fuori una targhetta di plexiglas con i loro cognomi.

Nessuno vuole produrre le loro linee, sono senza soldi e pieni di debiti, per due mesi e mezzo la coppia bussa a tutte le porte, ma gli vengono chiuse in faccia.

I due vivono stretti stretti in un monolocale in piazza Cinque Giornate, davanti alla Coin, dove il menù di casa non propone altro se non pasta, riso e latte.

LA SVOLTA DEL BRAND

A Firenze, avviene l’incontro con Modenese durante il Pitti. Milano Collezioni sceglie i due caparbi stilisti come nuove proposte.

Su consiglio di un commercialista, i due cominciano a fatturare congiuntamente per semplificare burocrazia e costi, nasce così Dolce & Gabbana.

LA PRIMA SFILATA DOLCE & GABBANA

La prima sfilata con la nuova etichetta sale in passerella nell’ottobre del 1985, il problema di come pagare le modelle sussiste, ma ai due non mancano idee rivoluzionarie, iniziano a reclutare amiche a cui chiedono di indossare i loro capi e i loro oggetti personali per sopperire alla mancanza di denaro da investire in accessori.

La collezione si chiama Real Women, in onore dell’aiuto ricevuto. La tenda per il palcoscenico è il lenzuolo del letto che Dolce porta da casa. Anche questa volta le vendite non vanno nella maniera sperata, sono costretti ad annullare l’ordine di tessuto destinato alla realizzazione della successiva collezione.

Quel Natale, scesi a Polizzi Generosa per trascorrere le vacanze insieme alla famiglia di Domenico, i due ricevono il regalo più significativo che potessero desiderare: un aiuto economico per proseguire nel loro grande sogno.

Dolce e Gabbana
Dolce e Gabbana

IL PRIMO NEGOZIO

Nel 1986 danno vita ad un’altra collezione e aprono il primo negozio, mentre l’anno successivo inseriscono una linea di maglie.

È il 1989 quando la coppia di stilisti disegna una linea di costumi da mare e biancheria intima e sottoscrive un accordo con il gruppo Kashiyama in virtù del qual apre il primo negozio in Giappone. Nel ’90 esce la prima collezione uomo del marchio.

GLI ANNI NOVANTA FIRMATI DOLCE & GABBANA

Christy Turlington per Dolce & Gabbana spring/summer 1990, by Ellen von Unwerth per Vogue Italia, Marzo 1990

La popolarità del duo cresce. La collezione donna SS 1990 si fa notare per i vestiti ricoperti di cristalli, mentre quella AW 1991 mostra medaglia in filigrana, ciondoli e corsetti decorati.

Proprio nel ’91 la collezione uomo vince il Woolmark Award come collezione più innovativa dell’anno.

Nasce il primo profumo per donna, Dolce & Gabbana Parfum. Inizia anche la collaborazione con la cantante Madonna, che si presenta al Festival di Cannes con un corsetto di gemme del brand. La cantante per il suo tour Girlie Show ordine più di 1500 costumi.

Sfilata 1992

La casa di moda nel 1994 dà il nome “La Turlington” ad una giacchetta a doppio petto ispirata ala modella Christy Turlington. Nasce la linea D&G, la seconda linea destinata ai più giovani, ma non solo perché è tempo anche della Dolce & Gabbana Home Collection, che però verrà accantonata prima dell’inizio del nuovo millennio.

Dopo aver recitato nel 1995 nel film di Giuseppe Tornatore “L’uomo delle stelle”, Domenico e Stefano disegnano i costumi per il film “Romeo+Juliet”, il film di Baz Luhrmann, che rielabora in chiave postmoderna la famosissima tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”.

Nel ’96 e nel ’97 FHM nomina il duo designer dell’anno e un anno dopo lancia anche una linea di eyewear, seguita un paio di anni più tardi da una linea di orologi e da una collezione di intimo maschile e femminile, distinta da quella di lingerie tradizionale del marchio.

Madonna nella campagna pubblicitaria AW 2010

IL NUOVO MILLENNIO

AW 2000

2001. Dolce & Gabbana propongono la linea per bambini D&G Junior e disegnano per Madonna i vestiti del Drowned World Tour. Nel 2003 la rivista GQ inserisce Dolce e Gabbana tra gli uomini dell’anno. Nel 2004 vengono nominati migliori designer internazionali dai lettori di Elle in occasione degli Elle Style Award. A partire dallo stesso anno inizia una collaborazione con il Milan, per disegnare le tenute da gioco indossate dai calciatori rossoneri, ma anche le divise ufficiali usate dai membri della quadra e dello staff tecnico e dirigenziale.

Sempre nel 2004 la relazione sentimentale fra i due stilisti termina, ma il proficuo e consolidato rapporto imprenditoriale prosegue.

Nel 2006 la coppia stringe un rapporto di partnership con il colosso della telefonia Motorola, per il telefono cellulare Motorola V3i Dolce & Gabbana, lanciato sul mercato con una linea di accessori leopardati, denominata Animalier, seguita nel 2007 da una collezione di valigie da viaggio per uomo in coccodrillo.

Sempre in quell’anno una campagna pubblicitaria del marchio diffusa in Francia e in Spagna, raffigurante una donna immobilizzata a terra da un uomo mentre altri assistono alla scena, scatena di polemiche e viene ritirata.

DAL 2009 AL 2012

Dopo aver dato vita al profumo per uomo The One for Men e al profumo per donna L’Eau The One, nel 2009 sperimentano una linea di cosmetici colorati, di cui è testimonial Scarlett Johansson.

Nello stesso periodo, firmano un contratto con Sony Ericsson per la realizzazione di una special edition della linea di telefoni Jalou con dettagli in oro 24 carati, l’etichetta Dolce & Gabbana sul dispositivo, mentre Giorgio Armani li accusa di aver copiato dei pantaloni matelassè. I due rispondono che hanno molto da imparare, ma non da lui.

Joe Snow per la campagna The One

 

Invece, nel 2010 la coppia sottoscrive un accordo di tre anni con la squadra di calcio inglese del Chelsea, di proprietà del magnate russo Roman Abramovich, per disegnarne le tenute fuori campo e le divise di gioco, inclusi i vestiti per le donne dello staff.

Festeggiano i vent’anni del marchio a Milano, con una mostra pubblica allestita nel centro del capoluogo meneghino, prima di debuttare, l’anno seguente, con una linea di gioielli, che comprende ottanta pezzi tra collage, braccialetti e rosari ingioiellati.

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A.w. 12

Nel 2012 D&G viene fuga con la linea principale, per consolidare il marchio, visto che la seconda linea non faceva più i numeri di prima.

LA VICENDA FISCALE

Il 2009 è un anno ricco di guai, perché l’azienda viene accusata di evasione fiscale ai danni dello Stato Italiano per un imponibile di quasi 250 milioni di euro.

La vicenda fiscale continua e nel 2013 Domenico Dolce e Stefano Gabbana vengono condannati al pagamento di 343 milioni di euro per evasione fiscale e un anno e otto mesi di carcere. Nell’autunno del 2014 la Cassazione proscioglie la coppia di stilisti per non aver commesso il fatto.

I VOLTI DI DOLCE & GABBANA

Monica Bellucci e Bianca Balti per Dolce & Gabbana by Gianpaolo Sgura

Oltre a Madonna, fra i più celebri clienti e testimonial dell’azienda e del brand si annoverano negli anni Demi Moore, Nicole Kidman, Isabella Rossellini, Eva Riccobono, Susan Sarandon, Tina Turner, Gwyneth Paltrow, Liv Tyler, Jon Bon Jovi, Simon Le Bon, Monica Bellucci (che fu protagonista dello spot tv del primo profumo D&G, diretto da Giuseppe Tornatore), Kylie Minogue, Bianca Balti, Demi Moore, Angelina Jolie, Annie Lennox, Jennifer Lopez, Fabio Cannavaro, Gianluca Zambrotta, Andrea Pirlo, Gennaro Gattuso, Matthew McConaughey (protagonista dello spot tv per il profumo The One).

Scarlett Johansson e Matthew McConaughey, spot The One

LA SICILIA

Stefano Gabbana e Domenico Dolce con Bianca Balti

Si tratta di una regione piena di contrasti, sia sociali che geografici: le acque azzurre cristalline che contrastano con il verde lussureggiante delle coste, sia sabbiose che rocciose e quasi aree desertiche, sono fonte inesauribile di scoperte e ispirazione.

Proprio per questo la Sicilia, terra natia di Domenico Dolce, è stata un’ispirazione e un riferimento per Dolce & Gabbana sin da quando i due stilisti hanno fatto il loro ingresso nel mondo della moda.

I RIFERIMENTI NELLE COLLEZIONI

Se si guarda indietro alle prime collezioni, quelle che hanno lanciato Dolce & Gabbana sulla scena, i riferimenti alla Sicilia sono chiari e disinvolti. La collezione AW 1987-88 si chiamava semplicemente “La Sicilia”, e gli abiti neri dalle linee pulite ispirati a quelli delle donne meridionali resero desiderabile il “look da vedova”, che venne poi catturato dalle lenti esperte di Ferdinando Scianna nell’immortale campagna pubblicitaria con Marpessa.

Marpessa per Dolce & Gabbana 1987

Con l’evoluzione di Dolce&Gabbana e con l’ispirazione continua che la Sicilia fornisce, i due Stilisti hanno iniziato a guardare agli elementi folcloristici dell’isola, come il carretto siciliano trainato dai cavalli, le ceramiche e addirittura il teatro dei Pupi.

Questi elementi decisamente unici della tradizione folkloristica hanno creato una direzione concettuale ironica e ampiamente apprezzata. La maestria artigiana che caratterizza questi elementi folcloristici della tradizione siciliana e gli artigiani che le tengono vive, sono importanti sia per il design che per il valore dell’ispirazione.

Per questo motivo i pompon fatti artigianalmente secondo tradizione, i cesti di vimini intrecciato come le tradizionali borse del caffè, le applicazioni a specchio, le passamanerie e molto altro, continuano a essere presenti nelle collezioni Dolce & Gabbana sia sugli accessori che sugli abiti.

LA PRIMA COLLEZIONE INTERAMENTE “SICILIANA”

Durante  la SS 2013, i due Stilisti hanno creato una collezione interamente ispirata alla Sicilia, un’immortale dichiarazione d’amore nei confronti dell’isola e del suo patrimonio culturale, in cui sono presenti stampe carretto, elementi decorativi del carretto e anche stampe raffiguranti altre tradizioni folcloristiche come i vasi Mori, il teatro dei Pupi e la maiolica.

 

AW 2013 campagna Dolce & Gabbana

Proprio come se si trattasse dell’eredità della propria famiglia, le tradizioni folcloristiche della Sicilia percorrono le collezioni, talvolta richiamate apertamente, altre volte nascoste come riferimenti segreti che verranno colti solo da chi li conosce già.

Nel corso degli anni, queste ispirazioni sono state trasposte nella moda, negli accessori per la casa e in molto altro. Questo prova che, quando alla base ci sono amore e rispetto, non c’è nulla che l’immaginazione di Dolce & Gabbana non possa creare.

LO STILE DI DOLCE & GABBANA

Christy Turlington Dolce & Gabbana FW 1992

Non è facile circoscrivere in una definizione l’universo Dolce & Gabbana. Un mondo fatto di sensazioni, tradizioni, cultura, mediterraneità.

Domenico Dolce & Stefano Gabbana hanno fatto dei loro cognomi un marchio conosciuto in tutto il mondo, facilmente riconoscibile per il suo glamour e la sua grande versatilità.

Due stilisti che hanno saputo fare della loro italianità un vessillo. Hanno saputo interpretare e imporre al mondo il loro stile sensuale e unico. Si rivolgono ai giovani e  dai giovani traggono ispirazione.  Sono adorati dalle star di Hollywood, che ne hanno fatto i loro beniamini. Vestono tutte le rock star del momento, che li hanno eletti leader indiscussi.

LA DONNA DOLCE & GABBANA

La donna Dolce & Gabbana è una donna forte, che si piace e sa di piacere. Una donna cosmopolita, che ha girato il mondo ma non dimentica le sue radici.

Indossa guêpière estremamente sexy o reggiseni in vista sotto capi trasparenti, contrapponendoli a maschilissimi gessati con tanto di cravatta e camicia bianca o alla canottiera da uomo, ma portando sempre tacchi altissimi che le danno comunque un’andatura estremamente femminile e sexy.

Ama la coppola portata dalla Sicilia e il rosario della prima comunione, che porta come collana. Può essere indifferentemente manager, moglie, mamma, amante, ma sempre e comunque donna sino in fondo. Cristiane e timorate di Dio di giorno, focose e sensuali di notte.

Dolce & Gabbana FW 2013

La loro donna è misteriosa e seducente. Vestagliette, corsetti, pizzo e sottovesti, la biancheria intima che si impone sopra il vestito. Una femminilità mediterranea dirompente che richiama Sofia Loren, in Ieri, Oggi e Domani, del 1963.

UN NUOVO MODELLO DI DONNA

Il successo è immediato per la diversità rispetto allo stile in voga di quegli anni.

Nella seconda metà degli anni Ottanta, il loro bustier, tra pizzi neri, raso e chiffon, si riserva un posto d’eccezione. In quest’ottica, gli scatti di Ferdinando Scianna con Marpessa Hennink del 1987 rappresentano l’anima più intima del concept stilistico di Dolce & Gabbana: la top model, con candide bluse o lunghe gonne total black, si lascia fotografare da uno scugnizzo siciliano nelle assolate vie isolane.

Il loro tailleur, rivisitato, diviene incisivo strumento di seduzione. Vedremo Isabella Rossellini vestita con un gessato Dolce & Gabbana, camicia bianca e cravatta. Elemento distintivo: la giacca doppiopetto.

Dolce & Gabbana FW 2014

La donna di Domenico Dolce e Stefano Gabbana è un universo di emozioni. In lei, mille faccettature, sospese tra modernità e tradizione si fondono alla sensualità femminile in un gioco accentuato, per contrasto, dall’uso di capi maschili. Il bianco e il nero insieme, eros e Crocefisso. Vestiti gessati che richiamano i gangster-movie anni 30.

Si rafforzano in questo periodo gli elementi chiave dello stile come il leopardato, dapprima sulle fodere e dal ’94 segno distintivo della griffe, e la corsetteria. I loro capi sono immortalati da Helmut Newton, Steven Meisel e Peter Lindbergh.

RIVISITAZIONI STORICHE

C’è un occhio di riguardo ai capi storici: guêpière sulla camicia bianca, con lacci e ganci a vista, tailleur gessato maschile e abito-bustier nero, e poi futuristici trench in pv/ trasparente, fascianti tubini argentati, tuxedo rivisitati. Frange, coppole e gilet, tubini patchwork di pelle su stivali in rettile, linguette e pellicce dall’interno maculato. Collezione dopo collezione i loro capi presentano sempre più di dettagli, materiali, lavorazioni preziose.

Judit Masco, Dolce & Gabbana 1992

Riferimenti continui all’italianità, donne che sembrano uscite dall’immaginario di Luchino Visconti ne “La terra trema o da Storia di una capinera di Zeffirelli.

Pizzo bianco come provenisse da un bulle di corredo, declinato in sangallo, valenciennes o crochet. Ricordiamo l’italian mambo ironico  delle fantasie di ortaggi, lavorazioni crochet per i tailleur, tubini e vaporose gonne o dritti midi.

Kate Moss e Valeria Mazza, 1998, Dolce & Gabbana

Ecco perché Domenico Dolce & Stefano Gabbana fanno notizia sempre: i loro abiti parlano per loro, il loro stile inconfondibile manda messaggi ben precisi in un linguaggio sempre uguale, ma paradossalmente sempre diverso, in continua evoluzione e in tutte le lingue del mondo.

L’UOMO DOLCE & GABBANA

Lo stesso vale per l’uomo. Rilassato, si veste per se stesso, un po’ edonista, molto attento ai particolari. Ama tutto quello che non lo schematizza, è libero, di successo.

Può andare in ufficio con un impeccabile gessato o indifferentemente con dei jeans stracciati e un blazer. È uno che detta le regole, non le subisce: di grande carisma, impone le sue tradizioni mettendo la coppola, il gilet e l’intramontabile canottiera bianca.

Ispirati in origine dall’eclettico negozio di articoli usati Bohemia, le stampe animalier molto colorare di Dolce & Gabbana sono state descritte come “alto hippy”.

LE CAMPAGNE PUBBLICITARIE

Monica Bellucci per Dolce & Gabbana

Tra i fotografi e i registi che hanno lavorato con Dolce & Gabbana per le campagne pubblicitarie si può annoverare Giampaolo Barbieri, Michel Comte, Fabrizio Ferri, Steven Klein,Steven Meisel, Mert + Marcus, Jean Baptiste Mondino,  Ferdinando Scianna, Giampaolo Sgura, Mario Sorrenti, Solve Sundsbo, Mario Testino,  Giuseppe Tornatore, e Mariano Vivanco. 

Dolce & Gabbana hanno vinto due Leadawards, il premio sulla pubblicità più importante in Germania, per le loro campagne.

 

GLI SPOT ICONICI

Lo spot più iconico certamente è quello creato per il primo profumo da donna di Dolce & Gabbana, è stato in onda in Italia per diversi anni, da una creazione del regista Giuseppe Tornatore, arrangiato da Ennio Morricone e con protagonista l’attrice Monica Bellucci.

Dal carattere surrealista, lo spot surrealista di 30 secondi inizia con un uomo che sbatte un polpo contro i bordi di pietra di una pozza di marea. Si alza in piedi e guarda intorno a sé, dove ci sono diverse donne occupate nelle loro vite quotidiane. Una donna (la Bellucci) viene mostrata che indossa un vestito da bagno stile anni 50 dietro un lenzuolo bianco tenuto da due altre donne.

Dopo essersi cambiata, lancia il suo reggiseno sopra un cactus spinoso a forma di pera e cammina verso l’oceano. In seguito appare sdraiata sopra un letto ben fatto e l’uomo che la vede è in piedi fuori della sua finestra, che tiene il suo reggiseno sopra il proprio naso.

La pellicola termina con l’immagine delle bottiglie di profumo di Dolce & Gabbana contro uno sfondo nero.

Monica Bellucci, 1995 spot Dolce & Gabbana Perfume by Giuseppe Tornatore

 

Esce nel 2003 un altro spot surrealista sul funerale siciliano pubblicizza il profumo di the Dolce & Gabbana Sicily. Giuseppe Tornatore dirige anche questo adv avendo chiari lo stile Dolce & Gabbana, le ispirazioni e i punti di partenza su cui lavorano i due stilisti.

Monica Bellucci nello spot Dolce & Gabbana Sicily by Giuseppe Tornatore, 2003

 

Dolce & Gabbana Pour Femme & Pour Homme Laetitia Casta e Noah Mills by Mario Testino

GLI SPAZI

Dolce & Gabbana hanno aperto La sede di via San Damiano atelier nel settembre del 1995.

Nel 2002 hanno inaugurato l’edificio a sette piani con funzione di boutique e spazio aziendale Lo showroom di via Goldoni, spostandovi il loro precedente showroom principale situato in Piazza Umanitaria. Mentre il 2006 è   Dolce & Gabbana aprirono uno spazio dimostrativo di 450 m² denominato Lo showroom di via Broggi a Milano.

Martini Bar Milano

La casa di moda acquistò anche il teatro Il Metropol a Milano, un cinema storico costruito negli anni 40. Fu ristrutturato e riaperto nel settembre 2005.

Dolce & Gabbana aprirono IL GOLD, un edificio con café, bar, bistrot e aree ristorante nel 2006

MARTINI BAR

Nel 2003 apre un bar co-sponsorizzato che i due fondarono nel loro showroom milanese per uomo chiamato Martini Bar.

Un altro Martini Bar sorge nel 2006 a Shanghai. Nel 2009 Dolce & Gabbana avevano 93 boutique e 11 outlet aziendali ed effettuavano vendite in 80 paesi. Complessivamente possedevano 251 negozi mono-marchio.

LE MOSTRE

In aggiunta a sfilate sulla passerella e campagne pubblicitarie per le loro collezioni, Dolce & Gabbana utilizzano i loro spazi per ospitare mostre artistiche e fotografiche.

Dolce & Gabbana utilizzano i loro spazi anche per presentare libri e mostre fotografiche dei loro vestiti, come il lancio del loro libro David Gandy nel 2011.

Utilizzano anche altri spazi, come il Palazzo della Ragione in Milan, dove nel maggio 2009 organizzarono una mostra fotografica con oltre 100 immagini scelte dalla storia di Vogue USA nei suoi oltre 90 anni di storia. La mostra fu chiamata Extreme Beauty in Vogue.

Boutique montenapoleone
Boutique montenapoleone Dolce E Gabbana

Gli ultimi anni

Il nome di Dolce & Gabbana è stato associato ad accuse più o meno serie, e questo a causa di Stefano Gabbana, troppo attivo sui social e, in alcuni casi, senza peli sulla lingua.

2018: la griffe è sotto l’occhio del ciclone a causa di uno spot, andato in onda sulle reti cinesi, ritenuto sessista. La clip vede protagonista una modella dagli occhi a mandorla, che mangia un cannolo siciliano. “È troppo lungo, per te?”, cita lo spot pubblicitario. Questo trattamento non va giù ai cinesi tanto che lo bandiscono in men che non i dica. Se troppo lungo sarebbe stato il cannolo offerto alla modella, il legame tra la griffe italiana e il mercato cinese ha avuto le ore contate. Ynap, il colosso dell’e-commerce cinese ha difatti sospeso il marchio da tutte le piattaforme gestite. A questo hanno fatto seguito anche TMall di Alibaba, Secco, Xiaohongshu e JD.com.

La maison, comunque, porta avanti il suo progetto di moda itinerante e mentre dovrà rinunciare al mega evento di Shangai, a Como sfila una collezione d’Alta Moda che omaggia Alessandro Manzoni e la letteratura italiana (prima dell’Italia, Stefano e Domenico portano le loro collezioni girovaghe a New York e in Messico).

Da sempre legati alla cultura teatrale, nel 2020 firmano i costumi di scena per la prima Traviata di Zubin Mehta in scena al teatro alla Scala di Milano. Abiti voluminosi, incredibilmente faziosi e scenografici, capaci di interpretare il lusso estetico degli anni in cui è ambientata la celeberrima opera lirica di Giuseppe Verdi.

Nel 2020 e dopo anni di assenza in calendario in seguito al noto scontro con l’ex presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Boselli, il duo di stilisti rientrano ufficialmente negli appuntamenti della Milano Fashion Week.

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Clube Chocolate

Clube Chocolate. Concept store di San Paolo del Brasile. Quattro piani con differenti ambienti dove trovano spazio le etichette più prestigiose del lusso

Clube Chocolate. Celebre concept store di San Paolo del Brasile. Quattro piani con differenti ambienti dove trovano spazio le etichette più prestigiose del lusso nazionale e internazionale da Isabela Capeto a Dolce & Gabbana, Marni e Yohji Yamamoto. I clienti possono anche mangiare al ristorante interno, acquistare libri e CD oltre a oggetti e indumenti firmati Chocolate.

Campi

Fondata nel ’22 da Enrico Campi che rileva la tessitura della Verga e Campi, di cui era socio. Morto Enrico la successione viene affidata al genero.

Fondata nel 1922 da Enrico Campi che rileva la tessitura di Appiano Gentile (Co) appartenente alla Verga e Campi, di cui era socio. Morto Enrico (1941), la successione viene affidata prima al genero Luigi Guggiari e, nel 1948, al figlio Giovanni. Attorno alla metà degli anni ’50, si assiste ad una progressiva affermazione del marchio, con la massiccia diffusione di tessuti jacquard per cravatte sul mercato internazionale. In quel periodo, Giovanni concentra sotto il proprio controllo quote provenienti dagli eredi di soci e familiari. Dopo la sua morte nel ’92, la Campi confluisce progressivamente nel gruppo Ratti fino al completo assorbimento datato 1998. Fra i clienti dell’azienda Armani, Dolce & Gabbana, Ferré, Valentino per l’Italia, Calvin Klein, Donna Karan, Ralph Lauren e Saint-Laurent all’estero.

Mytheresa

Mytheresa. E-store di lusso, nato nel 2006 da una boutique multimarca fondata a Monaco di Baviera nel 1987 da Susanne e Christoph Botschen.

Nel suo store online è possibile acquistare moda donna, uomo e bambino tra le 270 aziende più influenti del panorama glamour (di cui 120 maschili e 40 per bambini). Nella selezione Mytheresa è possibile acquistare collezioni firmate Burberry, Valentino, Fendi, Balenciaga, Bottega Veneta, Dolce & Gabbana, LOEWE, Loro Piana, Moncler, Prada, Saint Laurent, Gucci e molti altri. 

Michael Kliger, amministratore delegato

Visto il continuo successo, nel 2017 Mytheresa crea un centro logistico d’avanguardia, sviluppato su una superficie di 32.000 m² e su 4 livelli. Questa locazione si è resa necessaria per via della crescita esponenziale di vendite in tutto il mondo. La boutique, infatti, copre una rete capillare di 140 Paesi. Numeri che si traducono in fatturato. Vale a dire 377 milioni di euro nel 2019 e 450 milioni di euro nel secondo semestre del 2020, complice anche la pandemia da Covid-19 in corso che ha incrementato le vendite online in Cina, Korea, Arabia Saudita, Spagna, Francia, Italia, America. 

Nel 2019, accanto alle collezioni donna si affianca anche il segmento  kids e, nel 2020, il menswear che debutta con le capsule collection uomo di Prada, Valentino e Thom Browne. Il negozio Mytheresa Men è stato inaugurato nel cuore di Monaco, nel giugno 2020.

Un angolo dell’headquarter Mytheresa

Durante tutta l’attività, Mytheresa ha realizzato co-lab di gran favore come con Zimmermann, Paco Rabanne, Versace, Balmain, Dolce & Gabbana, Dries van Noten e Max Mara.

Mytheresa The Album – Jaime King issue

Con attualmente più di 850 dipendenti da oltre 74 paesi, la storia di successo di Mytheresa continua.

Un angolo dello store maschile inaugurato nel 2019

 

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Meisel

Steven (1954). Fotografo statunitense. Ha scoperto la modella italoamericana Linda Evangelista e la modella scozzese Stella Tennant. Dopo aver studiato all’Art and Design Institute di New York, diciassettenne inizia una lunga collaborazione come illustratore con il quotidiano di moda americano Woman’s Wear Daily, per poi passare alla fotografia. Interpreta la moda attraverso immagini estreme e d’avanguardia. Alle sue modelle fa assumere spesso atteggiamenti aggressivi. Ha firmato molte campagne pubblicitarie di Dolce & Gabbana e ha un contratto in esclusiva con la Condé Nast. Nel 2003 per la sua campagna Valentino ispirata agli anni ’70, Meisel ribadisce tutta la sua classe utilizzando l’emergente modella Natasha Vojnovic truccata in modo da ricordare Donna Jordan, musa di Newton, Toscani e soprattutto di Andy Wahrol che la rese protagonista del suo film L’Amour nel 1973.

Calendario Pirelli 2015 by Steven Meisel

Nel 2015 Meisel firma il celeberrimo Calendario Pirelli, un 12 mesi hot con protagoniste Candice Huffine e le giovanissime top come Joan Smalls, Sasha Luss, Gigi Hadid e Isabeli Fontana. Bellezze curvy da mozzare il fiato, seni prosperosi lasciati in bella vista. Quello del 2015 è forse tra i The Cal più sensuali più sensuali firmati ad oggi.

Nella sua attività da reporter di moda, continua ad affiancare griffe dalla caratura internazionale. Da sempre legato alla rivista Vogue, sceglie anche di firmare ADV per etichette come Prada, che da sempre si affida al suo estro creativo per le campagne stagionali. Nel 2020 firma A Stranger Calls, la campagna Prada Holiday 2020 che presenta la nuova borsa Cleo.

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Il calendario Pirelli sarà firmato da Steven Meisel 

Prada Holiday 2020, A stranger calls

Puglisi

Puglisi Fausto. Fashion designer messinese, classe 1976.

Scappa dalla sua Sicilia in giovane in età per rincorrere il sogno americano. A New York conosce la stylist Patti Wilson ed è con lei inizia ad affacciarsi nel patinato mondo del glamour. Volato a Los Angeles inizia a vendere le sue collezioni nel Maxfield store, riscontrando il favore del jet set americano. Veste le pop star come Britney Spears e Jennifer Lopez, la giunonica bagnina di Baywath, Pamela Anderson e la star incontrastata della musica, Madonna. È proprio con Miss Ciccone che Fausto ottiene successo planetario.

Jennifer Lopez in Fausto Puglisi

La cantante sceglie le sue creazioni per diversi eventi pubblici, compresi gli iconici MTV Music Awards. Una forte personalità, che si riflette anche nelle sue collezioni estremamente femminili, Puglisi mixa una visione moderna al classicismo delle stoffe come il crêpe, il jersey e la seta. Una chiara e determinante cifra stilistica si riconduce all’uso del color-block, ai tagli a sbieco; e ancora alle applicazioni metalliche e ai ricami in cristallo ad effetto effetto 3D.

Madonna e lo spettacolare look firmato Puglisi

Durante la sua carriera ha contribuito a rilanciare la griffe Ungaro, debuttando a Parigi con una collezione che sottrae, rendendo tutto geometrico e sensuale. 

Tornato in Italia fonda la sua eponima griffe. I primi capi vengono realizzati in un piccolo laboratorio. A credere in lui sono Stefano Gabbana e Domenico Dolce, che inseriscono le sue creazioni nell’ambito del progetto Young Designers, dedicandogli un ampio spazio nello store milanese di via della Spiga. Il successo si riconferma nel 2012 quando a Sanremo, la nota showgirl argentina Belen Rodriguez indossa un abito color block che lascia scoperta la zona pubica, esibendo la criticata farfallina. 

Nel 2018 vince il premio “Chi e Chi Award” dedicando il riconoscimento al padre Franco, scomparso di recente. Due anni dopo, nel 2020, il designer messinese firma un contratto con Roberto Cavalli per la conduzione del team creativo della celebre griffe. La sua prima collezione verrà presentata nel gennaio del 2021. 

 

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Serafini

Philosophy by Lorenzo Serafini. Collezione primavera/estate 2020

Serafini Lorenzo. Classe 1973, Serafini è figlio degli anni Ottanta, delle videocassette e dei ritagli di giornali. Nel 1996 vince un concorso di moda a Riccione partecipandovi  con la sua università, la  Naba-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (dove si laurea in Fashion Design). Durante il concorso conosce Giorgia Rapezzi di Linde le Palais che lo porta a fare uno stage in Blumarine. Successivamente approda alla direzione creativa del womenswear di Roberto Cavalli nel quale vi resta per ben 10 anni.  Nel suo curriculum, inoltre, l’incarico di Responsabile Creativo di D&G, e successivamente delle collezioni donna di Dolce & Gabbana.

Il debutto in Philosophy di Lorenzo Serafini

La prima collezione di Philosophy disegnata da Lorenzo Serafini ha debuttato nel Febbraio 2015 durante Milano Moda Donna. “Philosophy è un termine positivo che racchiude molti significati profondi e stimolanti. Sono felice di avere l’opportunità di farlo diventare, attraverso la mia estetica, una nuova storia di moda”, dichiara  Serafini subito dopo la sua nomina. Lo stile di Lorenzo è inconfondibile: il romanticismo, di base nelle collezioni Philosophy, si mixa a mood glamour e dettagli wild; pizzo, denim e ricami richiamano l’essenza garbata della griffe. Attenzione anche nella libertà di movimento, prerogativa per il designer.

Dua Lipa indossa una creazione primavera/estate 2020 Philosophy by Lorenzo Serafini

 

Un marchio che accontenta tutte le donne dall’animo romantico e femminile, con una clientela fortemente internazionale. Sotto la sua direzione e raddoppia il fatturato, come dichiarato da Massimo Ferretti, presidente di Aeffe SpA, nel febbraio del 2020. Da azienda che propone esclusivamente abiti (con focus sui cocktail dress), Lorenzo Serafini incrementa le collezioni creando “il look Philosophy”: leggeri abiti in chiffon con profonde scollature, t-shirt con la P ricamata, capispalla strutturati e un importante lavoro sul denim, da sempre la sua vera passione. Il 18 ottobre 2018 gli è stato conferito il “Premio Actitud Creativa” durante il Premios Harper’s Bazaar Actitud 43 tenutosi al Gunilla Club di Madrid. Il premio riconosce a Lorenzo Serafini il merito di aver dato una inedita visione estetica al marchio, chiara e precisa, capace di reinterpretare i concetti di femminilità, romanticismo e leggerezza in chiave moderna ed ispirare le donne di oggi.

Nel 2019 in Italia vengono inaugurati i primi monomarca a Roma, via Belsiana 70, e all’interno del multibrand ClanUpstairs a Milano. Nello stesso anno, lo stilista,  per il noto marchio a capo di AEFFE di Massimo e Alberta Ferretti, lancia sul mercato il kidswear prodotto da Gimel che rispecchia l’estetica della prima linea definita “felice, divertente e romantica”. Nel 2020 collabora con Liberty Fabrics per una capsule creata con gli iconici tessuti a fiori inglesi.

Tra le sue fan, l’elegantissima Amal Clooney, le cantanti Dua Lipa, Alicia Keys, Emma Marrone, poi la duchessa Kate Middleton e Chiara Ferragni, amica storica di Serafini, per la quale ha creato abiti speciali per i red carpet del festival di Cannes (2019), Venezia (2016 e 2017) e per il Vanity Fair Oscar Party del 2020.

 

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L’Hard Romance di Philosophy by Lorenzo Serafini primavera/estate 2020

 

 

Jenner

Jenner, Kendall Nicole (1995) Los Angeles. È una modella, una star di Instagram  e un personaggio televisivo. Figlia di Bruce (padre) e Kris (madre) Jenner..

      1. BIOGRAFIA
      2. CARRIERA DA MODELLA:
      3. COPERTINE, COLLABORAZIONI E TV:
      4. JENNER, TRA LE MODELLE PIU RICHIESTE:
      5. FYRE FESTIVAL E LO SPOT PEPSI:
      6. DAL 2018 AD OGGI:

    BIOGRAFIA

    Jenner, Kendall Nicole (1995) Los Angeles. È una modella, una star di Instagram  e un personaggio televisivo. Figlia di Bruce Jenner (padre) e Kris Jenner (madre); oltre alla sorella Kylie ha molti fratellastri e sorellastre tra i quali Kourtney, Kim, Khloè e Rob Kardashian, avuti da parte materna con il celebre avvocato Robert Kardashian.

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    Famiglia Jenner-Kardashian

    Diventa famosa nel 2007 grazie al reality show  “Keeping up with the Kardashians”, ancora oggi in produzione, incentrato sulla vita privata e professionale della famiglia allargata Jenner-Kardashian.

    CARRIERA DA MODELLA:

    Nel 2009, a soli quattordici anni, spronata dalla madre manager, firma il suo primo contratto con “Wilhelmina Models”(un’agenzia di moda di Los Angeles). Comincia così la sua carriera da modella facendo il suo primo Shooting fotografico per il famoso brand statunitense Forever 21 e nel 2010 compare anche su Teen Vogue.

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    Kendall Jenner su Teen Vogue

    Nel 2011 si trasferisce a New York  per fare esperienza come modella e durante la settimana della moda  “Mercedes-Benz” sfila per la collezione primavera/estate 2012 di Sherri Hill.

    COPERTINE, COLLABORAZIONI E TV:

    Kendall Jenner appare in copertina, nel 2012, su riviste come: American Cheerleader, Teen Prom, Looks, Flavour Magazine e partecipa a campagne pubblicitarie per i più noti brand australiani come White Sands Australia. A Novembre dello stesso anno collabora con Russel James, fotografo di Victoria’s Secret, a progetti e lavori editoriali. Nello stesso periodo crea con la sorella “The Kendall & Kylie Collection” per il marchio PacSun, la collezione verrà lanciata a Febbraio 2013. Sempre in questo anno la vediamo recitare nella Serie Tv “Hawaii Five-0”.

    JENNER, TRA LE MODELLE PIÙ RICHIESTE:

    Nel 2014 Riccardo Tisci, famoso stilista italiano, la sceglie come testimonial per la campagna autunno/inverno 2014 di Givenchy accanto alla famosa super modella italiana Mariacarla Boscone. Nello stesso anno sfila tra Parigi, Londra e Milano anche per Chanel, Donna Karan, Marc Jacobs, Tommy Hilfiger, Fendi, Dolce&Gabbana, Bottega Veneta, Emilio Pucci e Balmain. Per il sito Models.com è tra le 50 modelle più richieste.

    L’anno successivo Kendall crea insieme alla sorella Kylie una linea di abbigliamento per Topshop e partecipa per la prima volta al Victoria’s Secret Fashion Show, esperienza che ripeterà anche nel 2016 e nel 2018 saltando però l’edizione del 2017 perché firma un contratto esclusivo con La Perla, famoso brand di intimo italiano.

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    Statua di cera di Kendall

    Nel 2016, per festeggiare la settimana della moda di Londra, le due amiche, Kendall e Cara Delevigne, vengono “trasformate” nelle famose statue di cera esposte poi presso il Museo Madame Tussauds. Lo stesso anno la rivista Forbes la inserisce in terza posizione tra le modelle più pagate (10 milioni di dollari).

    FYRE FESTIVAL E LO SPOT PEPSI:

    Viene pagata 250.000 dollari per un post su Instagram sul “Fyre Festival”, un music festival di lusso, sponsorizzato dall’etichetta musicale G.O.O.D, eliminato successivamente perché considerato fraudolento. Nello stesso anno realizza uno spot per la Pepsi “Live for Now”, video subito criticato di razzismo per aver preso in prestito immagini  dal movimento Black Lives Matter.

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    Kendall Jenner per Adidas

    A giugno Kendall Jenner firma un contratto con Adidas Originals diventando anche ambasciatrice del marchio e in parallelo continua la collaborazione con Fendi insieme alla modella Gigi Hadid. A Settembre viene nominata Icona Fashion del decennio grazie ai suoi numerosi followers sui social e viene scelta come protagonista dalla famosa cantante Fergie per il suo nuovo video musicale “Enchanté”.

    DAL 2018 AD OGGI:

    2018. La vediamo recitare una piccola parte nella pellicola “Ocean’s 8” diretta da Gary Ross e testimonial delle campagne pubblicitarie di Tod’s, accanto al ballerino Roberto Bolle e di Ochirly, accanto a Bella Hadid. Viene nuovamente classificata, dalla rivista Forbes, al primo posto tra le modelle più pagate (22.5 milioni di dollari).

    2020. LiuJo per i suoi 25 anni sceglie proprio lei per la sua campagna #bornin1995, sarà per tutto l’anno l’icona del brand. In arrivo anche la nuova collezione di cosmetici di Kendall per Kylie Cosmetics.

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    Campagna LiuJo #bornin1995

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Moessmer

Moessmer. Lanificio di Brunico (Bolzano) in Val Pusteria. È specializzato nella produzione di stoffe in lana cotta, loden, alpaca, cachemire, tweed. È stato fondato nel 1870 da Josef Beikircher che, poco dopo, si associò al viennese Josef Moessmer. All’inizio del ‘900, aveva 40 dipendenti. Negli anni ’30, la produzione raggiunse i 60 mila metri di tessuto all’anno. Tre sono stati gli uomini chiave dell’azienda: dalla fine della prima guerra mondiale, il direttore e comproprietario Franz Luis Walter; dal ’47, il direttore Hermann Larisch e infine l’amministratore delegato Anton Walter che guida dall’84 il lanificio divenuto, nel frattempo una società per azioni. Il lanificio dà lavoro a 160 persone, produce circa 850 mila metri di tessuti all’anno e ha 4 negozi propri a Brunico, Bolzano, Cortina e Ortisei.

Moessmer è partner creativo e fornitore di marchi d’eccellenza nel campo della moda, per i quali realizza soluzioni ad hoc. Sono proprio grandi stilisti del panorama internazionale come Prada, Etro, Brunello Cuccinelli, Armani, Dolce&Gabbana, Louis Vuitton ed altri ancora ad affidarsi alla competenza di Moessmer.