Sarmi, Ferdinando

Sarmi Ferdinando. Creatore di moda italiano. Si dedicò alla moda, su insistente richiesta di Elizabeth Arden dopo una breve carriera cinematografica

Ferdinando (1912-1982). Creatore di moda italiano. Lasciato un importante incarico in Vaticano per una breve apparizione nel mondo cinematografico (nel 1950, fu uno dei tre interpreti principali – con Lucia Bosé e Massimo Girotti – di Cronaca di un amore di Antonioni), si dedicò alla moda, su insistente richiesta di Elizabeth Arden, che casualmente – incontrandolo a un ricevimento – lo sentì parlare di abbigliamento, accessori e trucco. Debuttò a New York. Il suo nome è legato ai “i più bei vestiti da sera del mondo”, come scrisse Diana Vreeland. Ha vinto il premio Neiman Marcus.

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Petteni, Mirella

Mirella Petteni. Modella italiana famosa negli anni ’60. È nata a Bergamo. Prediletta da Ugo Mulas e Giampaolo Barbieri per la sua eleganza.

Mirella Petteni. Modella italiana famosa negli anni ’60. È nata a Bergamo. Prediletta da Ugo Mulas e Giampaolo Barbieri per il suo profilo classico e l’aristocratica eleganza. È stata lanciata negli Usa da Helmut Newton (che la chiamava “contessa”) su indicazione di Diana Vreeland, alla quale era stata segnalata da Consuelo Crespi.

Newton la fotografò per una copertina di Vogue America. Sposata due volte, due figli, è stata una supporter di Zoran e di tanto in tanto torna dietro all’obiettivo. Nel ’97, è stata, insieme a Benedetta Barzini, la protagonista della campagna pubblicitaria curata da Martina Vergani per Mila Schön. Nel ’98 ha posato per il catalogo di Carlo Tivioli. È tra le animatrici del Festival di Capalbio, dedicato ai cortometraggi.

petteni
Mirella Petteni per Mila Schön, 1969 – foto di Gianpaolo Barbieri

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Lane, Kenneth J.

Lane, Kenneth J. Gioielliere statunitense. Esotismo ed eccentricità nei bijoux fantasia furono il marchio creativo di questo designer

Lane, Kenneth J. (1932). Gioielliere statunitense. Esotismo ed eccentricità nei bijoux fantasia furono il marchio creativo di questo designer che, dopo aver lavorato come pubblicitario e come apprendista nello studio dello stilista di calzature Vivier, si diede nel 1963 alla oreficeria, disegnando gioielli in strass, vetro e metallo dorato, coordinati a bottoni e scarpe da sera. Fu molto apprezzato dalla duchessa di Windsor, Jackie Kennedy e Diana Vreeland.

Bracciale Lane
Bracciale Lane

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Elle

Elle è un settimanale francese. Una piccola rivoluzione in carta patinata che ha influito profondamente sull’immagine della donna.

Elle è un settimanale francese. Una piccola rivoluzione in carta patinata che ha influito profondamente sull’immagine della donna in Francia e nel mondo. Elle è stata fondata nell’immediato dopoguerra da Hélène Gordon-Lazareff, figura altamente carismatica e personaggio simbolo della stampa femminile contemporanea. Cresciuta professionalmente a New York, sotto la guida di Carmel Snow e Diana Vreeland di Harper’s Bazaar.

Elle
Audrey Hepburn nella copertina di Elle

L’identità di Elle

In una delle sue prime copertine, quella del 2 maggio 1949, compare una sconosciuta ragazzina di 16 anni, biondissima e bellissima. É l’esordio di Brigitte Bardot. All’interno di quel numero comparivano articoli di Colette e Marcel Pagnol. Prima mensile, poi settimanale, la rivista si caratterizza subito per una sua concezione decisamente innovativa. Fin dall’inizio riesce a ritagliarsi un suo vasto e affezionato pubblico tra le componenti più moderne, indipendenti e attive dell’universo femminile. Diviene in breve un vero giornale di tendenza, inserendosi autorevolmente nei grandi dibattiti culturali.

Elle
Brigitte Bardot su Elle

Diretto con piglio autorevole e deciso dalla Lazareff, che dal suo modo di lavorare sarà soprannominata “la zarina”, precorre i tempi, introducendo un taglio giornalistico innovativo, anticipando molte tesi del femminismo e utilizzando i mattatori della fotografia. La formula si dimostra vincente e lo confermano le cifre: dalle 110 mila copie di tiratura degli esordi, in dieci anni il settimanale si porterà sulle 800 mila, toccando la cifra record di un milione di copie all’inizio degli anni ’60. Sulle sue pagine viene lanciata la prima generazione di stilisti, da Michèle Rosier a Sonia Rykiel, da Emmanuelle Khanh a Paco Rabanne. Ma la caratteristica principale del giornale, una linea editoriale che fin dai primi anni resta ancora oggi il segreto del successo della rivista, è la grande armonizzazione tra i temi della cultura e della produzione con le pagine di moda e bellezza.

Elle
Beyoncé nella copertina di Elle

Acquisita nel 1980 dal gruppo Filippacchi, Elle attualmente è diretta da Anne-Marie Périer e possiede 21 edizioni straniere. Alla ventina di pubblicazioni nel mondo, il magazine ha affiancato negli ultimi anni 16 siti internet, dall’India a Taiwan, dalla Cina al Brasile. Attualmente è diretta da Valérie Toranian.

ELLE ITALIA

Mensile di moda della Rcs diretto all’inizio da Daniela Giussani. Il numero uno dell’edizione italiana di Elle, il cult-magazine fondato nel 1945 a Parigi da Hélène Lazareff, esce il 17 settembre 1987. Per il mercato dei femminili è un mese rovente: è da poco in edicola l’edizione italiana di Marie Claire (concorrente principale di Elle) e sta per uscire il nuovo settimanale Rusconi Eva. Elle, affidato a Carla Sozzani, è decisamente di target alto, sofisticato, curato nella grafica. Si rivolge a una donna giovane, colta, di reddito alto, metropolitana, che a un femminile chiede soprattutto indicazioni di moda e bellezza.

La tiratura iniziale è di 300 mila copie. Il primo numero è un successo. Ma finisce lì: le copie già dal secondo calano rovinosamente. Sozzani lascia e il quinto numero, nel gennaio ’98, è firmato da Lamberto Sechi, direttore editoriale della Rcs. A marzo arriva Daniela Giussani come condirettore. A luglio ne assume la responsabilità piena. Con leggeri aggiustamenti del taglio: una sezione di attualità, viaggi, storie di donne e molte rubriche, fa di Elle un giornale più abbordabile e le cose si aggiustano, con una diffusione che si porta lentamente a una quota stabile di circa 150 mila copie.

Grazie alle sinergie con le altre 29 edizioni pubblicate in tutto il mondo, Elle si caratterizza per la sua capacità di anticipare mode e tendenze a livello internazionale.  Dopo la direzione di Danda Santini, l’attuale direttrice è Maria Elena Viola.

Tutte le ultime novità sull’edizione italiana, sono disponibili nel sito ufficiale, costantemente aggiornato.

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Eula, Joe

Joe Eula. Illustratrice e costumista inglese.Affianca Diana Vreeland negli allestimenti delle mostre del Metropolitan Museum of Art di New York.

Joe Eula. Illustratrice e costumista inglese. Negli anni ’50, i suoi disegni accompagnano sull’Herald Tribune gli articoli di Eugénia Sheppard, firma mitica delle cronache di moda. Più tardi, fa tandem con la giornalista Ernestine Carter del Sunday Times. Collabora a Life, Vogue e Harper’s Bazaar. Sul finire del decennio ’60, lavora per il New York City Ballet come costumista e scenografa. Affianca Diana Vreeland negli allestimenti delle mostre dedicate alla moda dal Metropolitan Museum of Art di New York.

Eula
Illustrazione di Joe Eula

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Barzini, Benedetta

La prima top model Italiana. Debutta come modella nel 1963 per Vogue America

Barzini Benedetta, classe 1943 è una top model e cover girl italiana. Femminista convinta dagli anni’70. Ribelle e anticonformista.

Chi è Benedetta Barzini

Figlia di Luigi Barzini junior, celebre inviato del Corriere della Sera, e di Giannalisa Feltrinelli. La Barzini debutta come modella nel 1963 a Roma per Vogue America. In quest’occasione viene fotografata da Leonbruno-Body con indosso una collana di Buccellati.

Barzini
Barzini Benedetta

A scoprirla alle origini è Consuelo Crespi, allora redattrice di moda, che la notò per strada, senza sapere che era figlia di amici di famiglia. Aveva solo 20 anni. Dopo quella foto, Diana Vreeland, direttore di Vogue, le manda un telegramma in cui la invita ad andare a New York per lavorare con Irving Penn. Avrebbe dovuto restare 10 giorni. Vi rimase 5 anni.

Bendetta Barzini
Benedetta Barzini

Cinque anni in cui, davanti all’obiettivo di Bert Stern, Sokolowsky, Avedon, con il suo volto segnato e antico, divenne la sofisticata interprete di quel look esotico-mediterraneo che tanto piaceva agli americani. Tornata in Italia, è una delle modelle preferite di Ugo Mulas. femminista convinta dagli anni’70. Ribelle e anticonformista.

È giornalista e cura un corso di Storia dell’abito presso la Scuola progettisti di moda della Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino e al Politecnico di Milano. Inoltre, è anche visiting professor in diverse università europee, come quella di Lisbona. Nel 2018 è protagonista della pellicola ‘La scomparsa di mia madre’ film d’esordio di suo figlio film d’esordio di Beniamino Barrese. Suo figlio  comincia a filmarla, determinato a tramandarne la memoria. Il progetto si trasforma in un’intensa battaglia contro il controllo della sua immagine. La Barzini si batte contro la mercificazione del corpo femminile.

Barzini
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Berenson, Marisa

Berenson Marisa (1948). Modella e mannequin anglosassone. Un grande passato da indossatrice (a 6 anni su una copertina di Elle) e un presente di attrice.

Berenson Marisa (1948). Modella e mannequin anglosassone. Un grande passato da indossatrice (comparve a 6 anni su una copertina di Elle) e un presente di attrice. Nipote di Elsa Schiaparelli e pronipote di Bernard Berenson, illustre critico d’arte, fu scoperta e lanciata dalla più potente delle muse della moda, Diana Vreeland. Cresciuta negli agi e nella celebrità grazie alla sua famiglia, ha invece avuto un’infanzia triste, trascorsa in collegio, compreso il fiorentino Poggio Imperiale, e portando un corsetto correttivo della colonna vertebrale. Una schiera di amori celebri: ha sposato nel 1976 il miliardario americano Jim Randall, dal quale ha avuto una figlia, Starlite Melody, poi l’avvocato Aaron Richard Golab. Ha recitato in Morte a Venezia, Cabaret, Barry Lindon e Prêt-à-porter. Sono i suoi film più noti.