Sterlé, Pierre

Pierre Sterlé.Gioielliere francese.Specchio fedele del gusto anni ’50 è il gioiello firmato da questo orafo che ereditò dallo zio la passione e il mestiere.

Pierre Sterlé (1905-1978). Gioielliere francese. Specchio fedele del gusto anni ’50 è il gioiello firmato da questo orafo che ereditò dallo zio, con negozio in rue de Castiglione, la passione e il mestiere.

Sterlé
Spilla con zaffiri e gemma incastonata – anni 60

Dopo aver inaugurato nel ’34 in rue Sainte-Anne l’attività Sterlé aprì nel ’45, in avenue de l’Opera, il suo atelier. Inoltre, lavorò per gioiellieri come Boucheron, Chaumet, Puifocart.

Intrecciò uno stretto rapporto di collaborazione con il sarto Jacques Fath e si circondò di personaggi della cultura e dell’arte. Colette, Cocteau, Dalì, Léonor Fini. Tipici della sua produzione la lavorazione dell’oro a fili, le spille a freccia, con brillanti e rubini incastonati nel platino, i modelli di soggetto floreale e animalier.

Sterlé
Anello oro con zaffiro turchese

Leggi anche:

Milano-Jewelryweek-2021: dal-3-al-6-giugno-la-seconda-edizione

Tiffany

Morellato

Il Transatlantico della Moda

Il Transatlantico della Moda.Nel 1956, dal transatlantico Cristoforo Colombo sbarcano a New York otto indossatrici italiane di sangue blu prestate alla moda

Il Transatlantico della Moda. Il 20 febbraio 1956, dal transatlantico Cristoforo Colombo sbarcano a New York otto bellissime indossatrici  dell’aristocrazia italiana prestate alla moda.

Lorian Gaetani Lovatelli per Antonelli. Maria Teresa Siciliana di Rende per Schuberth. Consuelo Crespi per Fabiani. Diamante Capponi Cornaggia Medici per Veneziani. Mita Corti Colonna di Cesarò per Carosa. Kiki Brandolini d’Adda per Marucelli. Barbara Biscareti di Ruffia per Capucci. Jacqueline Borgia per Simonetta.

L’idea è stata di Giovanni Battista Giorgini, istigatore di una moda autenticamente italiana e organizzatore delle sfilate fiorentine. 

Il Transatlantico della Moda

Giovanni Battista Giorgini

L’incredibile successo del Transatlantico della Moda

È un delirio di flash, di frenesia mondana che coinvolgono anche Salvador Dalì, Marilyn Monroe ed Elsa Maxwell, cronista del pettegolezzo hollywoodiano.

È una girandola di ribalte televisive. Come quelle del Dave Garroway Show (23 milioni di spettatori), di Home (11 milioni), del Jack Parr Show (10 milioni), dell’Igor Cassini show (14 milioni).

La resa pubblicitaria è enorme, il successo dilagante. La responsabile del settore moda per la rete Nbc si rammarica di non poter contare su una “versione francese di Giorgini“, per i programmi dedicati alle collezioni parigine.

Diane Vreeland, fashion-editor di Harper’s Bazaar, scrive di essere stata affascinata dai vestiti e dai cappellini.

Portano sugli scudi anche le modiste italiane. (Sono gli ultimi, estremi fuochi del cappellino come elemento indispensabile all’eleganza).

È un’altra vittoria dello stratega fiorentino che sa quanto il successo del neonato made in Italy possa essere corroborato anche dalla vitamina dello snobismo, a cui quell’America è particolarmente sensibile. Giorgini ne è perfettamente conscio. Ha già “usato” duchesse, marchese e contesse per servizi fotografici. Ha già inoltre ubriacato di titoli nobiliari e diademi i buyer, i compratori nei balli fiorentini.

La seconda tournée

Quando nel febbraio del ’56 Betty Bullock, fashion-editor della National Broadcasting Corporation, propone una seconda tournée televisiva negli Stati Uniti, la trovata è quella di una blasonata crociera della moda italiana.

Leggi anche:

Giorgio Armani-e-Leonardo del Vecchio, due-imprenditori-per-la-ripartenza-dell’Italia

Franca Sozzani, la-voce-dell’enciclopedia-della-moda-di-MAM-e.it

 

Dalì, Salvador

Salvador Dalì. Artista spagnolo. Inizia a disegnare abiti come rappresentazione della sua personalità, duplicazione dell’Io, dei suoi sogni e dei desideri

Dalì Salvador (1904-1989). Artista spagnolo. Gli abiti rappresentano la personalità, la duplicazione dell’Io, dei suoi sogni e desideri. Infatti, questo pensiero che ha portato Dalì a disegnare moda.

Sono del 1936 vestiti e accessori per la Schiaparelli, alcuni dei quali verranno indossati dalla moglie Gala. Le creazioni riproducono i temi metafisici e surreali della sua pittura: uno scheletro bianco su un abito nero, astici dipinti su un vestito da sera, bottoni in ceramica che riproducono mosche su pezzi di cioccolato, una borsa in nappa e rame a forma di telefono, cappelli a forma di scarpa, di cotoletta o di calamaio.

Abito aragosta, Dalì-Schiaparelli
Abito aragosta, Dalì-Schiaparelli

Inoltre, sono famose le tasche, vere e false, a forma di bocca ricamate su una giacca e le tasche-cassetto su un tailleur che trovano precisi riferimenti nei disegni e nei dipinti di quell’epoca.

Nel ’37 disegna, sempre per la Schiaparelli, una sirena gioiello e, con Fulco di Verdura, noto designer di gioielli, crea monili dalle forme insolite: una civetta, un ragno nella tela e un san Sebastiano. Nel ’38, all’Esposizione Internazionale del Surrealismo a Parigi, presenta un manichino rivestito di cucchiaini.

È del ’49 la seconda collezione di gioielli per la Schiaparelli. Tra tutti spicca il cuore in rubino, sormontato da una corona che, grazie a un piccolo motore, simula il battito cardiaco. Nel ’55, l’artista realizza 20 gioielli in oro, rubini e smeraldi, che riproducono alcuni dei suoi quadri: una spilla Ferita atavica, una scatoletta Mano venosa, una croce Luce di Gesù Cristo. Nel ’65, progetta anche una collezione di costumi da bagno con seni surreali applicati alla schiena.

Leggi anche:

MAISON MARGIELA E SCHIAPARELLI, LA MODA HA BISOGNO DI POESIA