Everest, Timothy

Everest Timothy (1961). Sarto inglese. Ha vestito David Beckham, con un abito color crema e avorio il giorno del matrimonio con Victoria Adams

Timothy (1961). Sarto inglese. Nativo di Southampton, apre la sua sartoria maschile a Londra nel 1991 dopo aver lavorato con Tommy Nutter e Malcolm Levine. Grande sostenitore della tradizione sartoriale britannica, propone abiti fatti a mano alla vecchia maniera ma personalizzati da tocchi moderni ed eccentrici. Questa sua particolare specificità e i prezzi contenuti gli assicurano immediato successo.

La scelta di una casa settecentesca, nel cuore della zona ugonotta di Londra piuttosto che a Savile Row, ha fatto della sua sartoria un punto d’incontro per giovani della City, gente dello spettacolo e politici. Dal ’98, è responsabile del guardaroba di diversi ministri laburisti desiderosi di apparire al passo con i tempi pur non deviando dalla tradizione. Il suo stile diventa culto anche in America con il successo del film Mission impossible, in cui Tom Cruise è sempre impeccabilmente vestito in stile 007 anni ’60. Nel ’97 viene lanciata la sua linea prêt-à-porter uomo, seguita da quella per la donna. Crea le uniformi dello staff del Cigar Lounge, locale esclusivo londinese. (Virginia Hill)

Le nozze di Beckham

1999, luglio. David Beckham, al momento di convolare a nozze con la Spice Girl Victoria Adams nel castello di Luttrellstown, fuori Dublino, veste un abito color crema e avorio confezionato da Everest.

david beckham wedding
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2000, marzo. Sono suoi gli abiti indossati da Tom Cruise e Robin Williams nella notte degli Oscar.

2000, giugno. Diventa consulente creativo per la catena di negozi Daks. 2000, ottobre. Piccolo incidente diplomatico per il designer, autore delle coloratissime divise della squadra inglese per le Olimpiadi di Sidney. In occasione della parata finale dei Giochi, gli atleti britannici sfilano con tute confezionate con i colori dell’iride simbolo dell’omosessualità in Australia. Il governo giapponese si dichiara offeso, al punto da omettere il nome di Everest dalle cronache dell’evento.

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