Crawford, Joan

Joan Crawford (1908-1977). Nella vita Lucille Fay La Sueur, di San Antonio Texas – diede alla moda una fondamentale svolta grazie alle sue spalle imponenti

Joan Crawford (1908-1977). Se non fosse stato per una particolarità anatomica della signora Crawford – nella vita Lucille Fay La Sueur, di San Antonio Texas – la moda non avrebbe avuto, nel 1932, una fondamentale svolta.

La Signora delle spalle

La particolarità erano le spalle. Quando il mitico Adrian incontrò Joan Crawford per disegnare i costumi di Lady Litton (Ritorno), regia di Clarence Brown, essendo ovviamente un signore estroverso, non poté trattenersi (o così racconta la leggenda): “Dio mio, lei è una specie di Johnny Weissmuller”, osservò non troppo garbatamente.

Le cronache non ci rimandano le repliche della Crawford che, come si sa, non era persona delle più delicate. Ma lo scontro fu proficuo.

Dal tentativo di mascherare il difetto più evidente della signora, ovvero le spalle molto larghe, sproporzionate con il resto della sua figura, nacque uno stile.

Le spalle accentuate, le spalline ingigantite, l’enfasi sulla parte alta della figura divennero una tendenza. Così come aveva fatto per Greta Garbo, Adrian inventò per la Crawford – che era ad un punto di svolta della sua carriera- una serie di abiti dalle spalle esagerate, scivolati sui fianchi. In questo modo rendeva la figura irreale ed elegante.

Il successo

Adrian creò una linea  copiatissima fino ai giorni nostri: ottima per equilibrare le figure imperfette e pessima per le conseguenze che ha avuto su camicette e affini. Era la seconda impronta che Joan Crawford lasciava nella moda corrente.

La prima: la bocca. Eccessiva, crudele, segnata col rossetto in una deformazione che con il passare degli anni farà di lei una maschera tragica. La seconda: le sopracciglia nere. Sotto le sopracciglia nere, gli occhi brillano (altro tocco di stile Crawford): “il travestito” (come scrivono Marilea Solbiati e Miro Silvera in Moda di celluloide).

Per avere un’idea della sapienza di Adrian, comunque, basterà vedere il tailleur nero con applicazioni in oro che disegnò per la Crawford nel 1938, per Mannequin (La donna che voglio) di Franz Borzage e indossato con un grande cappello nero ad ala.

Joan Crawford in Adrian
Joan Crawford in Adrian

“Se mi si copia, è per i miei vestiti, ed è Adrian che me li fa”, ammise la diva. Ai perfetti tailleur di Adrian, nella vita preferiva spesso i pantaloni, che secondo lei conferivano “l’indispensabile accordo moderno con gli aerei, gli attici e il nuovo modo di vivere”.

La Crawford sposava questo nuovo stile di vita insieme alle ragazze della Pants Brigade: Marlene Dietrich, Katharine Hepburn, Sylvia Sidney, Lupe Velez.

Peccato comunque coprire quelle gambe, deve aver pensato Adrian.

Egli riuscì a mostrarle quasi del tutto in Dancing Lady (La danza di Venere) di Robert Z. Leonard, del 1933. Complice un vestito meraviglioso tutto trasparente che ci mostra come, quella delle spalle alla Weissmuller fosse una fola: la signora, in tutto quel see trough di veli e cristalli, rivela un corpo di vera femmina.

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Adrian

Crawford, Cindy

Occhi marroni, capelli castani. Cindy Crawford entra nel mondo delle modelle nel 1982 partecipando a un concorso dell’agenzia Elite.

Cindy Crawford (1966). Top model. Nasce a De Kalb nell’Illinois.

Occhi marroni, capelli castani, segni particolari: un neo sopra il labbro a destra. Cindy entra nel mondo delle modelle nel 1982 partecipando a un concorso dell’agenzia Elite, anche se non lo vince. Lascia così gli studi di ingegneria, per dedicarsi alla carriera di modella. Rappresenta la bellezza americana, pulita, fisicamente perfetta, spontanea, mai sofferta. Dalla fine degli anni ’80 alla fine degli anni ’90, è sulle copertine di tutte le maggiori riviste di moda del mondo, da Vogue a Elle a Cosmopolitan.

Cindy Crawford in Versace
Cindy Crawford in Versace

Nel ’91 sposa l’attore Richard Gere, ma il matrimonio si conclude dopo 4 anni. Negli Usa, hanno un successo straordinario di vendite le sue videocassette di fitness. Lasciata la moda ha creato una società che segue tutti i suoi progetti, tra cui il profumo Cindy Crawford, i contratti per Omega e Pepsi Cola, e altre attività. Nel ’98 ha sposato Rande Gerber. Ha due figli: Presley e Kaia.