Batik

Batik. Parola malese che significa punto, disegno. È un processo di stampa, perfezionato dagli abitanti dell’isola di Giava sin dal V secolo dopo Cristo…

Batik. Parola malese che significa punto, disegno. È un processo di stampa, perfezionato dagli abitanti dell’isola di Giava sin dal V secolo dopo Cristo. La seta stampata a motivi batik fu presentata per la prima volta in Francia all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Prima della tintura, si coprono con cera liquida le parti che non vanno colorate. Si ottiene così il tipico effetto marmorizzato o puntinato, con motivi irregolari, più o meno elaborati, che risultano unici e irripetibili. I batik di cotone sono usati per “pagnes” africani e “sarong” indonesiani, quelli su seta sono spesso opera di artisti.

batik
Pagnes in cotone africano

Bandana

Bandana. Fazzoletto di cotone a fiori naif su fondo di colore forte rosso, giallo, blu, violetto, realizzato con un arcaico metodo di tintura hindy…

Bandana. Fazzoletto di cotone a fiori naif su fondo di colore forte rosso, giallo, blu, violetto, realizzato con un arcaico metodo di tintura hindy, “tie-dyeing”. Molto usato dai cowboy del West americano, portato ripiegato a triangolo per proteggere il naso dalla polvere o legato sul capo, annodato sulla nuca.

bandana
Bandana Cowboy

Negli anni ’60 i figli dei fiori ne fecero un tocco caratteristico del loro abbigliamento; La portano sempre e dovunque annodato sul capo il fotografo cult americano Bruce Weber, il mitico Kurt Cobain dei Nirvana e il vincitore del Giro d’Italia e del Tour 1998 Marco Pantani. La bandana si vede molto anche nelle isole mediterranee, e in particolare a Pantelleria, riportato in voga da Giorgio Armani e dai suoi ospiti.

Drill

Drill è un tessuto di cotone molto robusto e pesante, ad armatura saia, simile al denim. Fabbricato con filati di basso titolo (cardati) ma di buona qualità, usato negli Stati Uniti, intorno agli anni ’40, solitamente bianco o color cachi, per abiti da lavoro, successivamente ha trovato impiego in divise militari o coloniali e oggi per abiti estivi sia maschili sia femminili.

Mussolina

Mussolina
Mussolina

Mussolina, tessuto finissimo, leggero, trasparente anche se lievemente croccante per la sua semplice armatura a tela, grazie al suo sottile filato ritorto. Originario della città irachena di Mossul, a cui deve il suo nome, può essere realizzato in cotone, lana e seta. È nella sua versione in seta che il termine francese ha poi ristretto il suo valore indicativo. La traduzione italiana di mousseline è settecentesca e il suo recupero avviene e tramonta in tempi di autarchia con il ventennio fascista e il suo ostracismo ai vocaboli stranieri. Per il tessuto di questo tipo in cotone o in lana si preferisce il termine mussola. In mussola di cotone, senza peso, erano gli abiti di Maria Antonietta quando giocava nel suo Trianon; di impalpabile mussola erano gli immancabili fazzoletti da collo (fisciù). E se la mousseline di seta dette vita agli abiti, alle gonne soprattutto, alle camicette dell’800, fu sulla mussola di lana che i sarti artisti della Belle Époque e del primo ‘900 fecero stampare le suggestioni dell’arte contemporanea e quelle dell’Oriente, per abiti e scialli. In tutte le sue versioni, la mussola è stata e continua a essere base essenziale di quell’importante e sempre fortunato accessorio che è il foulard.

Batista

Batista: tessuto di cotone o lino molto fine, morbido e trasparente, spesso usato per confezionare capi di biancheria intima…

Batista: tessuto di cotone o lino molto fine, morbido e trasparente, spesso usato per confezionare capi di biancheria intima, viene impiegato anche per camicie e fazzoletti. Il nome deriva, secondo la tradizione, da Baptiste di Cambrai che produsse per primo questo tipo di stoffa nel XIII secolo.

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