Salemi, Roselina

Roselina Salemi. Nata ad Ancona. Dopo la laurea in filosofia, comincia l’attività giornalistica collaborando ai quotidiani Il Diario e L’Eco di Padova.

Roselina Salemi (1955). Nata ad Ancona. Dopo la laurea in filosofia all’università di Catania, comincia l’attività giornalistica collaborando ai quotidiani Il Diario e L’Eco di Padova.

Nel 1980, Roselina Salemi entra nella redazione del Giornale del Sud, diretto allora da Giuseppe Fava e dal 1983 è corrispondente, per la Sicilia, di La Repubblica, oltre a collaborare con L’Espresso e con il mensile Pagina.

Nell’85 si trasferisce a Milano perché assunta dalla Domenica del Corriere e nell’87 passa al Corriere della Sera nella redazione delle cronache italiane. Nel ’90, Mirella Pallotti la chiama come vice direttore ad Anna, incarico poi confermato da Edvige Bernasconi. Ha diretto il settimanale femminile della Rizzoli, e il suo supporto mensile Salve, dal febbraio 2003 al 2006. Ha scritto i libri Sulla pelle delle donne (1988), I ragazzi di Palermo (1993) e il romanzo La fontana invisibile (1995). (Sara Tieni)

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Oriani, Mario

Oriani Mario (1926). Editore e giornalista. Ha diretto Amica. Debutta come giornalista sportivo al Corriere della Sera e al Corriere d’Informazione.

Mario (1926). Editore e giornalista. Ha diretto Amica. Debutta come giornalista sportivo al Corriere della Sera e al Corriere d’Informazione. Tra il ’72 e il ’74, il gruppo editoriale del Corriere gli affida la direzione di Amica. Questa sua esperienza si chiude con il passaggio alla direzione della Domenica del Corriere, che dura un anno. Nel ’75, con Renato Minetto, Oriani dà vita alla casa editrice Segesta VIII, che pubblica Abitare. Più tardi fonda l’Editrice Portoria, specializzata in riviste di nautica, viaggi, sport e turismo.

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Meano, Cesare

Meano. Cesare (1899-1957). Scrittore, giornalista, organizzatore culturale dai multiformi interessi. Nel 1938, esce il suo Dizionario commento della moda.

Cesare Meano (1899-1957). Scrittore, giornalista, organizzatore culturale dai multiformi interessi. Meano nasce a Torino. Nel 1938, esce il suo Dizionario commento della moda. Commissionato dall’Ente Italiano della Moda, è una gustosa raccolta di brani tratti dall’opera di scrittori antichi e moderni. A sostegno delle diverse voci nell’intento di italianizzare i vocaboli, quando, in pieno clima d’autarchia, non solo ai termini francesi ma all’intera moda d’oltralpe, era riservato il più fiero ostracismo.

Collaboratore dei maggiori quotidiani, soprattutto del Corriere della Sera, vicedirettore della rivista Scenario, fu librettista d’opera per la musica di Ghedini e Alfano. Fu tra i primi a scrivere sceneggiati per la radio. Il successo di Meano arrivò dal teatro (18 commedie) a iniziare da Nascita di Salomè (1937) tradotta in 15 lingue e rappresentata in Europa e in America del Sud.

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Mulassano, Adriana

Mulassano Adriana (1939). Giornalista. Ha iniziato il mestiere nella redazione di Amica dal 1961. Nel ’68 è passata al Corriere della Sera.

Mulassano Adriana (1939). Giornalista. Ha iniziato il mestiere nella redazione di Amica dal 1961. Nel ’68 è passata al Corriere della Sera. Qui sino all’86, quando assunse la direzione di Linea Capital, ha raccontato il divenire della moda italiana. Racconta anche l’affermarsi dei nuovi stilisti, la vittoria delle passerelle di Milano, il confronto fra queste e quelle di Parigi.

Le sue cronache, scritte con un linguaggio senza le formule da addetti ai lavori e alimentate da un vasto possesso della materia e dal sapere intuire le nuove realtà anche al debutto, rappresentano un repertorio essenziale. Questo soprattutto per chi voglia ricostruire la storia della moda italiana nei suoi anni più determinanti. Nel 1979, Mulassano ha pubblicato I Mass Moda/Storia e personaggi dell’italian look (Spinelli Editore). Si tratta di ritratti di protagonisti del Made in Italy da Albini a Fiorucci, da Armani a Miguel Cruz, a Quirino Conti, ai Ferragamo, corredato dalle fotografie di Alfa Castaldi. Sul finire del decennio ’80, dopo essere rientrata al Corriere della Sera, ha abbandonato il giornalismo militante. Ha iniziato ad occuparsi dell’ufficio stampa di Armani, responsabilità che successivamente ha limitato solo ai grandi eventi della maison.

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Io Donna

Io Donna è un settimanale femminile, allegato al Corriere della Sera. Lo dirige Fiorenza Vallino. Ha debuttato il 23 marzo 1996 e nasce dalla trasformazione di Donna Oggi. Ha una redazione di 38 persone e collaboratori “eccellenti”, tra cui Lucia Annunziata, Lilli Gruber, Beppe Severgnini . “La grande innovazione di questo giornale”, spiega il direttore, “è l’essere venduto insieme a un quotidiano, che di per sé è molto maschile. Abbiamo dovuto rompere gli schemi, cercando di catturare un pubblico unisex.

Frequenti ricerche hanno più volte focalizzato e confermato il nostro target. Il livello di istruzione del nostro pubblico è alto; il 65 per cento è costituito da donne, il 35 per cento da uomini, per un totale di 1 milione e 800 mila lettori alla settimana.” Oltre alla moda e alla bellezza, compaiono rubriche che hanno un alto indice di lettura: “Buccia di banana” di Giusi Ferré, “Di trend in trend” di Cinzia Leone, “Americana” di Ennio Caretto e “Cuori&picche” di Maria Latella.

Una pagina è dedicata alla musica classica e operistica. La sezione attualità, che spesso si avvale di reportage firmati dagli inviati del Corriere della Sera, promuove campagne e interventi di alto significato civile. La sezione fashion, che ha come vicedirettore moda Bruna Rossi, è consistente. L’utilizzo di fotografie immediate e di facile lettura trasmette chiaramente le tendenze della stagione. I servizi sono spesso realizzati all’estero e una o due pagine raccontano, come una guida, il luogo dove è stato scattato il servizio. A volte, le foto giocano con effetti di collage o fotomontaggi creando un’immagine inedita per il panorama editoriale italiano. Dal settembre 2003 la veste grafica è stata rinnovata.

io donna febbraio 2020
Io donna febbraio 2020

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Enriquez, Rachele

Rachele Enriquez (1938). Giornalista. È stata direttore di Vogue Spagna dal 1989 al ’95. Comincia il mestiere negli anni ’60, come redattrice di Annabella.

Rachele Enriquez è una giornalista. È stata direttore di Vogue Spagna dal 1989 al ’95. Comincia il mestiere negli anni ’60, come redattrice di Annabella che lascia per partecipare, come caporedattore, all’avventura del settimanale Il Milanese, precaria malgrado gli sforzi e il talento di un direttore come Angelo Rozzoni, protagonista della migliore storia del Giorno. Lamberto Sechi l’assume a Panorama dove, nella redazione cultura e spettacoli, lavora per 16 anni, sino a quando le offrono il timone di Vogue Spagna, a Madrid. Rachele Enriquez torna in Italia come vicedirettore del mensile Carnet. Dal ’98, è consulente editoriale di Sette, il settimanale del Corriere della Sera dove l’ha chiamata Andrea Monti e dove continua a lavorare con Maria Luisa Agnese, l’attuale direttore. 2009. Rachele lavora oggi per Corriere Magazine, allegato settimanale del Corriere della Sera.

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Calvenzi, Giovanna

Calvenzi Giovanna, fotografa e giornalista italiana. Considerata una dei miglior photo editor in Italia

Giovanna (1946). Fotografa e giornalista. Giovanna Calvenzi è stata direttore di Lei. Studiosa e insegnante di storia della fotografia, comincia come fotografa collaborando a diversi periodici, soprattutto femminili. Nell’85 è photo editor di Amica. Nell’87 diventa caporedattore a Max, poi di nuovo photo editor a Sette, il magazine allegato al Corriere della Sera. Nel ’90 entra in Condé Nast come direttore della fotografia di Vanity Fair e, nel ’91, assume la direzione di Lei che manterrà fino alla chiusura. Dopo l’esperienza di photo editor del settimanale Lo Specchio della Stampa, è passata con le stesse mansioni a Sport Week, il magazine de La Gazzetta dello Sport. Giovanna Calvenzi è considerata una dei migliori photo editor italiani e come tale premiata in Francia, è stata direttore artistico dei Rencontres de la Photographie di Arles nel 1998 ed è consigliere artistico della Fondation Ccf pour la Photographie.

Buzzati, Dino

Buzzati, Dino. Scrittore e giornalista italiano. Per il Corriere della Sera ha seguito le sfilate d’alta moda di Parigi e quelle della moda pronta…

Buzzati, Dino (1906-1972). Scrittore e giornalista italiano. Per il Corriere della Sera, di cui era inviato speciale, ha seguito nel gennaio del 1962 le sfilate d’alta moda di Parigi e, nell’estate dell’anno successivo, quelle della moda pronta italiana di Palazzo Pitti. A indurlo a questa curiosità fu appunto l’amica Maria Pezzi che, allora, scriveva di moda sul Giorno. Lo scrittore (Barnabo delle Montagne, Il deserto dei Tartari, Il crollo della Baliverna, Paura alla Scala e Un amore) italiano più tradotto e più amato in Francia non ebbe alcuna schifiltosità, infatti guardò alla moda con l’attenzione, la partecipazione e il colpo d’occhio che avevano appunto fatto di lui anche un grandissimo cronista.

Infatti, da Firenze Buzzati scrisse: “Forquet. Se avessi una moglie giovane la manderei volentieri a vestirsi da lui”. E stilò una sua “classifica personale: 1) Forquet; 2) De Barentzen; 3) Veneziani; 4) Lancetti; 5) Valentino; 6) Galitzine; 7) Antonelli; 8) Enzo; 9) Marucelli. Seguono in gruppetto Guidi, De Luca e Carosa”.

Calzini, Raffaele

Calzini Raffaele. Scrittore e giornalista italiano. Inviato del Corriere della Sera dal 1926. Segue la quarta sfilata dell’Italian High Fashion Show.

Calzini Raffaele (1885-1953). Scrittore e giornalista italiano. Inviato speciale del Corriere della Sera dal 1926. Segue per il quotidiano milanese la quarta sfilata dell’Italian High Fashion Show organizzato da Bista Giorgini. Per la prima volta gli concede la Sala Bianca di Palazzo Pitti.

È un martedì 22 luglio 1952, un pomeriggio da 42 gradi all’ombra e di temporali. La città non ha attenzioni particolari, come se quel raduno di sarti e sarte, di indossatrici, di giornalisti e di compratori, di buyer, dagli Stati Uniti e dall’Europa, fosse così elitario, così da addetti ai lavori da sembrare carbonaro. Ma non è carbonaro per il Corriere della Sera che manda a Firenze un grande inviato. Un raffinatissimo, proustiano scrittore (La tela di Penelope; Segantini, romanzo della montagna), Raffaele Calzini, e dà alta dignità al suo pezzo, pubblicandolo in terza pagina.

“Stavano i compratori americani, i rappresentanti della stampa internazionale, i sarti, le sarte, gli invitati come la signora Churchill, tutto un curioso mondo elegante e competente, critico e raffinato, bottegaio e aristocratico, disposti su tre file per i quattro lati della sala rettangolare, tutta cincischiata di stucchi come una bomboniera di bisquit, illuminata da undici lampadari di cristallo di rocca tra i più belli del mondo, raddoppiata nelle sue dimensioni dalla prospettiva dei grandi specchi alle pareti laterali e a quelle di fondo. Da due piccole porte, come in un teatro di salotto, entravano col loro passo svelto e guardingo una alla volta le indossatrici (una inciampò e mandò un grido infantile) e facevano la loro sfilata rituale: armonizzata e ormai classica composizione di gesti, di passi, di piroette, di inchini, di dondolamenti, che sta tra la mimica e il ballo”.

Lo scrittore è morto il 2 settembre 1953, a Cortina d’Ampezzo.

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