Corredo Teatrale

Il corredo teatrale sino agli anni ’30 del ‘900, il guardaroba considerato indispensabile all’attore di prosa di una compagnia primaria

Il corredo teatrale sino agli anni ’30 del ‘900, il guardaroba considerato indispensabile all’attore di prosa di una compagnia primaria era generalmente costituito da 6 abiti da passeggio per estate, inverno e mezze stagioni; abiti da cerimonia (frac, redingote, tight, smoking); 3, 4 pantaloni da assortire con giacche di tipo sportivo (flanella bianca, flanella grigia, tela bianca e tela kaki); 3 vestaglie da camera (una in cammello, due di seta); 6 sciarpe di lana o seta.

Inoltre almeno 24 cravatte da giorno e 12 da società; scarpe da passeggio (nere, gialle, avana, bicolori, di vernice con ghettine di pelle color topo); o scarpe da sport; scarpe da spiaggia o villeggiatura; stivali da equitazione, da caccia, da palude; galosce; abito (facoltativo) da caccia; cappelli da passeggio per estate e inverno; chapeau melon nero o grigio o noisette per riunioni ippiche; cappelli di paglia (paglietta o magiostrina, panama, di truciolo per gentiluomini di campagna alla toscana); berretto con visiera da yatching; cilindro a 8 riflessi; gibus.

Inoltre, 5,6 cappotti o paltò invernali in cheviot blu, marrone grigio, nero; 2 soprabiti per mezze stagioni; 3 impermeabili, 6 golf sportivi con e senza maniche; 2 parapioggia; 4 canne da passeggio; 12 paia di guanti.

Per la biancheria di scena, il rifornimento variava secondo le possibilità dell’attore e del credito che godeva dal camiciaio. Erano, però, indispensabili 3 paia di gemelli, bottoni da sparato in metalli preziosi o perline, smalti, rosette di brillanti. Indispensabile erano anche un servizio da fumatori, con pipe e bocchini, portafogli da scena in cuoio di Russia, in coccodrillo e raso nero, nastro nero per lutto al cappello o al braccio, fazzoletti di finissima batista, foulard, cache-col di seta bianca e fantasia, pelliccia da sera in astrakan, una in orsetto ma con bavero di lontra o di visone, una pelliccia da caccia con bavero di volpe, un “pipistrello” (cappotto da sera con mantellina e fodera di raso bianco) per commedie di alta mondanità, spolverino, berretto e occhiali da automobile.

Inoltre una buona parte della spesa per questo minimo era pagata a rate, detratte dall’amministrazione sulla decade che, per gli attori, debuttanti, non superava, nei primi decenni del ‘900, le 7,9 lire giornaliere. Il corredo teatrale di attori elegantissimi, come Luigi Cimara e Lucio Ridenti, moltiplicava per cinque questo minimo e vi aggiungeva portasigarette d’oro e orologio di platino per il frac.

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Costumista cinematografico