Sinv

Sinv. Holding leader nel settore casual “firmato”, produttrice e distributrice mondiale dei marchi Moschino Jeans, Krizia Jeans e Byblos Blue.

Sinv. Holding costituita il 10 gennaio del 2000. Controlla l’azienda di abbigliamento Sportswear International S.p.A. di Carrè (Vicenza), leader nel settore casual “firmato”, produttrice e distributrice mondiale dei marchi Moschino Jeans, Krizia Jeans e Byblos Blue. Sportswear International nasce nel 1975, dall’incontro di Ambrogio Dalla Rovere con Rossella e Adriano Goldschmied. Vede la luce la prima linea jeans Daily Blue, che si posiziona nella fascia medio-alta del mercato, occupata da competitor quali Fiorucci, Jesus Jeans e Americanino. Successivamente vengono lanciate le linee rivolte anche al target maschile con i marchi Daily Man e Freezer. Divergenze fra i due fondatori portano all’uscita di scena dei Goldschmied e alla ristrutturazione della compagine societaria. Nel 1985 avviene la svolta.

La svolta

L’azienda stipula con Krizia un contratto di licenza — ancora in essere — per la produzione e distribuzione mondiale della linea Krizia Jeans. Cambia l’orientamento strategico dell’impresa. L’obiettivo non è più la creazione di propri marchi, bensì la collaborazione duratura con griffe prestigiose o emergenti, capaci di contribuire in maniera determinante al successo e allo sviluppo di Sportswear International. L’idea di “network” è alla base della filosofia operativa, ovvero essere l’anello di congiunzione tra la creatività del designer di moda e il mercato, passando attraverso la realizzazione del prodotto e la sua distribuzione nei più qualificati punti vendita di tutto il mondo.

Dopo Krizia, tra l’85 e il ’94 vengono avviate altre importanti collaborazioni. Tra queste, quella con Byblos, che conduce alla creazione di Byblos Blu. Nel ’94 entra in scuderia un altro marchio: viene siglato un accordo di licenza per la produzione e distribuzione internazionale della linea Moschino Jeans. L’azienda diventa un player di primo livello nel campo delle licenze griffate e prosegue nella sua espansione commerciale che la porta a essere presente, a tutt’oggi, in oltre 60 paesi.

Le acquisizioni di Sinv

Nel 2000, la neonata controllante Sinv Holding effettua due acquisizioni: il 30 per cento di Moschino (società costituita da Aeffe al momento dell’acquisto della Moon Shadow, detentrice del marchio) e il 100 per cento delle Sartorie Riunite, cui fa capo Victor Victoria. Oltre a Sportswear International, le società che fanno capo a Sinv sono Daka, società di acquisizione di materie prime, Geo, società di servizi produttivi e logistica, e Modex, società di modelleria e prototipia. La crescita dimensionale della holding veneta è stata prodigiosa in un biennio contrassegnato dalla crisi per il sistema moda: i 250 miliardi di lire di fatturato del 2000 sono diventati 273 nel 2002 (141 milioni di euro). La ricetta? “Serve un’integrazione sempre più stretta tra il fabbricante, che siamo noi, e la maison da una parte e i tremila punti vendita clienti dall’altra.” Coloro che sostenevano che il modello delle licenze era finito sono messi a tacere.

Le licenze

Su licenza Sinv realizza Krizia Jeans, Voyage, See by Chloé, Jean Paul Gaultieur jeans, oltre a quelli di proprietà Victor Victoria e Moschino jeans. Nel 2003 debutta, a Milano, Sinv Terminal, progettato da Flavio Abanese, 5 mila metri quadrati dove trovano alloggio tutti gli show room. È in progetto, inoltre, l’ampliamento dello stabilimento produttivo, per passare dai 3 milioni di capi del 2002 ai 5 milioni del 2004. Per il futuro l’obiettivo è duplice. In primo luogo, acquisire quote di minoranza delle maison. Ambrogio Dalla Rovere dice: “Obiettivo è di avere un fatturato realizzato per il 50 per cento da licenze vere e proprie e per l’altra metà da licenze di marchi a cui partecipiamo con quote minoritarie”.

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Gft

Gft:Gruppo Finanziario Tessile.Opera nell’ abbigliamento.. Nasce nel 1930 dalla fusione fra la Donato Levi e figli e il lanificio Unites di Biella.

Gft: Gruppo Finanziario Tessile. Opera nel settore dell’abbigliamento. Sorto nel 1930 dalla fusione fra due società, la Donato Levi e figli e il lanificio Unites di Biella. Nel ’54 viene rilevato dai fratelli Franco, Silvio e Piergiorgio Rivetti che rilanciano la confezione maschile Facis (Fabbrica Abbigliamento Confezioni In Serie) con una strategia d’immagine segnata da un’efficace campagna pubblicitaria e, soprattutto, con una rivoluzione di taglie non più teorica ma calibrata su 25 mila campioni maschili. Negli anni ’60, si ampliano gli interessi con linee femminili: la più celebre è Cori (Confezioni Rivetti) disegnata da Biki.

Nel ’71 prende il timone Marco Rivetti e inizia una riqualificazione dell’azienda e del prodotto, con successivi accordi che portano nella scuderia Gft stilisti di prestigio, da Ungaro ad Armani (’78, donna, uomo e linea Mani), da Valentino (Valentino Boutique e Miss V) a Louis Feraud, Massimo Osti, Chiara Boni e Claude Montana. Il Gruppo si dà metodi industriali nuovi per garantire la realizzazione di un alto contenuto stilistico. Nel ’77, nasce Gft Usa anche per il Canada e Messico.

Gtf: Il successo degli anni 80

Gli anni ’80 segnano un grande successo del Gruppo, con 35 società controllate, di cui 18 all’estero (ognuna con gestione autonoma) e nuovi mercati in Giappone, Cina, Hong Kong, Corea. A metà degli anni ’90, Gft entra prima in America del nord e poi in Oriente, paesi che vivono in quel periodo congiunture sfavorevoli. Si affievolisce il mercato e si fa insostenibile il peso delle royalties. Il gruppo torinese, nel ’97, viene assorbito dalla holding Hdp. Il gruppo acquisisce il marchio americano Joseph Abboud e tutti i suoi contratti di licenza. Poco conosciuto in Europa, è famosissimo negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Giappone, con una linea di abbigliamento maschile classico, sportivo e da golf. L’intera operazione ha un costo di circa 130 miliardi di lire.

Gft: gli anni duemila

2002, febbraio. Dopo aver ceduto nell’ottobre 2001 Sahzà al gruppo Mariella Burani, è ora la volta delle società Revedi che gestiscono spazi commerciali in Italia e in Svizzera. Sono state comprate al 100 per cento per 3,7 milioni di euro. Calvin Klein Inc. chiude in anticipo l’accordo di licenza con Gft, perché intende riportare sotto il suo diretto controllo tutte le licenze che riguardano l’uomo. La collaborazione di Gft con Calvin Klein per la linea maschile risale al ’92. La licenza americana scadeva nel giugno 2002, mentre quelle per l’Europa, Medio Oriente e Asia dovevano durare fino al 2006.

2002, novembre. I ricavi realizzati da Gft si sono dimezzati passando da 99,5 milioni a 48,3 milioni di euro. La perdita è in gran parte dovuta alla riduzione del giro d’affari Calvin Klein e all’interruzione di fornitura con Valentino e Facis. Il risultato operativo di Gft, pur negativo, è passato da meno 5,5 milioni a meno 3,7 milioni di euro.

2003, febbraio. A fine mese Gft chiude definitivamente, con il licenziamento di tutto il personale, 149 impiegati e 187 operai, che in parte dovrebbero essere riassorbiti dall’azienda piemontese di confezioni Codis. A marzo, si tirano i conti. Il gruppo, pur chiudendo in rosso il 2002, ha registrato una diminuzione delle perdite (da 79,6 milioni del 2001 ai 12,1 del 2002). Questo grazie alla buona performance (ricavi per 80 milioni) di Joseph Abboud, unico marchio ancora in Gft.

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Giammetti, Giancarlo

Giancarlo Giammetti. Imprenditore della moda.Si afferma rapidamente come artefice delle fortune del marchio, ma anche come innovatore del sistema moda.

Giancarlo Giammetti. Imprenditore della moda. Negli anni ’60, interrompe gli studi di architettura per diventare socio dello stilista Valentino. Si afferma rapidamente come artefice delle fortune del marchio nel mondo, ma anche come innovatore del sistema moda. Lancia in Italia il concetto del prêt-à-porter, promuove la realizzazione dei contratti di licenza per la diffusione di prodotti firmati. Intuisce l’importanza della strategia pubblicitaria e chiama i grandi fotografi a collaborare con la moda inventando il groupage pubblicitario. Capisce prima di altri l’importanza della comunicazione. Divulga infatti l’universo Valentino come espressione artistica di un grande couturier ma anche come articolato network di creatività, affermando di essere nato come il “creativo che è all’ombra di un altro creativo”.

Negli anni ’90, fonda, insieme allo stilista, l’Accademia Valentino. Firma il primo accordo di collaborazione tra amministrazione pubblica e moda, attraverso una convenzione con il Comune di Roma per ospitare all’Accademia Valentino eventi destinati a rilanciare il prestigio culturale della città. Con Valentino fonda anche l’associazione L.i.f.e. (Lottare, Informare, Formare, Educare) per aiutare i bambini malati di Aids. Preconizzando le sfide del ventunesimo secolo e le difficoltà delle grandi aziende di moda di assicurarsi da sole la continuità, rafforza la competitività del marchio Valentino sui mercati mondiali. Questo contraendo nel 1998 il primo accordo in Italia tra moda e finanza, mediante l’incorporazione nel Gruppo Hdp (Holding di Partecipazioni Industriali, S.p.A.), di cui è amministratore delegato Maurizio Romiti. Con questa operazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, in mancanza di eredi diretti, determinano la continuità creativa della griffe da loro creata.

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