Valle, Giorgio

Valle Giorgio (1941). Giornalista. È stato direttore di Amica e di Mondo Uomo. Nel mondo dell’editoria dal ’71, prima nella Rusconi, poi in Mondadori

Giorgio (1941). Giornalista. È stato direttore di Amica e di Mondo Uomo. Nel mondo dell’editoria dal ’71, prima nella Rusconi, poi in Mondadori, dove diventa caporedattore di Grazia. Nel 1986 Paolo Pietroni lo chiama come vicedirettore ad Amica, dove l’anno successivo diventa direttore responsabile. Nel ’90 lascia per entrare alla Condé Nast, dove dirige prima Myster, poi entra alla Rusconi per guidare Donna e infine Mondo Uomo, mensile di moda rivolto al pubblico maschile fondato nel 1981 da Flavio Lucchini.

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Simon

Simon.Fotografa italiana.Dopo il liceo, si diploma all’Istituto Europeo di Design di Milano.Ha come maestri Edward Rozzo e Mariuccia Casadio.

Simon (1973). Fotografa italiana. Dopo gli studi al liceo linguistico, si diploma all’Istituto Europeo di Design di Milano. Ha come maestri il fotografo Edward Rozzo e Mariuccia Casadio. Inoltre è art consultant del Gruppo Condé Nast, grazie alla quale realizza nel 1996 la sua prima campagna per CP Company Uomo.

Autrice poliedrica, lavora, fra gli altri. Per Sixty, Baci Rubati, Diesel, collabora con importanti case discografiche come Sony, Universal, Mescal, Vergin. Inoltre, pubblica su i-D, Mix Mag, D-La Repubblica delle Donne, Marie Claire, Gulliver, Surface, Carnet, Stile, Caffelatte.

Realizza contemporaneamente ricerche a colori sulla figura e sul paesaggio urbano — pubblicate anche su Zoom e Immagini FOTOpratica — come sempre caratterizzate da uno stile immediato, lineare, essenziale.

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Raffaelli, Lucia

Lucia Raffaelli. Indossatrice e giornalista. Negli anni ’60 fa la modella per Grazia. Nel settembre del ’69 viene assunta da Condé Nast come giornalista

(1941-1999). Indossatrice e giornalista bolognese. Negli anni ’60 fa la modella per Grazia. Dopo la nascita del primo figlio si dedica al giornalismo. Nel settembre del ’69 viene assunta nel gruppo Condé Nast come redattrice e poco dopo come vicedirettore. Vi rimane fino al ’92.

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Premoli, Aldo

Premoli Aldo. Giornalista. È stato direttore di Vogue Uomo. Da collaboratore culturale di riviste, nel 1982 passa al campo della moda entrando in Condé Nast

Premoli Aldo (1954). Giornalista. È stato direttore di Vogue Uomo. Da collaboratore culturale di riviste come Belfagor e Alfabeta, nel 1982 passa al campo della moda entrando in Condé Nast, dove lavora in diversi periodici del Gruppo, fino a diventare nel ’92 direttore di Vogue Pelle e dal marzo ’92 anche direttore di Vogue Uomo, di cui accentua la vocazione di rivista leader nel campo della moda maschile e che arricchisce con l’allegato Vogue Tessuti, dedicato alla produzione delle principali aziende tessili a livello internazionale.

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Newhouse, Samuel Irving

Newhouse Samuel Irving (1928). Editore americano conosciuto soprattutto con le iniziali del suo nome proprio, S. I. È al timone delle edizioni Condé Nast.

Newhouse Samuel Irving (1928). Editore americano conosciuto soprattutto con le iniziali del suo nome proprio, S. I.

È al timone delle edizioni Condé Nast negli Stati Uniti sia per i libri, sia per i periodici del gruppo quali Vogue, GQ, Glamour, Vanity Fair, Details e Allure. Ha comprato, nel 1985, il raffinatissimo The New Yorker.

Ha puntato anche su pubblicazioni gastronomiche e di arredamento. 2002, ottobre. Il figlio Jonathan Newhouse, attuale presidente della Condé Nast International, gruppo che controlla le testate Vogue, Vanity Fair, GQ, Glamour e The New Yorker, annuncia il varo dell’edizione portoghese della rivista Vogue.

Si tratta della quattordicesima a livello mondiale. Nel 2008 nominano Jonathan Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, per la sua attività di Presidente di Condé Nast International e per la diffusione e il contributo alla cultura grazie alle sue pubblicazioni.

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Terzoli, Laura

Terzoli Laura (1952). Giornalista. Direttore di Cento Cose. Subito dopo il liceo linguistico entra alla Condé Nast. Ha scritto “Meglio una come lei”

Terzoli Laura (1952). Giornalista. Direttore di Cento Cose. Subito dopo il liceo linguistico entra alla Condé Nast come redattrice di moda e attualità di l’Uomo Vogue e Vogue Bambini. Intanto dirige anche la rivista underground Cannibale. Nell’84 passa alla Mondadori, come caporedattore di Cento Cose. Una breve parentesi nel rusconiano Eva nell’87, poi il ritorno a Cento Cose, dove nel ’96 diventa direttore. Ha scritto anche un romanzo rosa, Melania dei sortilegi, ambientato nel Medioevo. Nel 2003 scrive un secondo romanzo, Meglio una come lei.

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Vogel, Lucien

Tra i più influenti editori di moda di fine Ottocento nonché illustratore di fama internazionale: Lucien Vogel, il co-fondatore della Gazette du Bon Ton.

Vogel Lucien (1886-1954). Illustratore, giornalista, editore francese. È stato direttore artistico di Fémina. Insieme a Michel de Brunhoff, ha fondato, nel 1912, la Gazette du Bon Ton.

Illustrazione di Lucien Vogel per Le Gazette du bon ton

Si deve a lui se i periodici di moda cominciarono a usare, per documentare abiti e tendenze, artisti come Barbier, Drian, Lepape, Martin. Nasce da lui la rivista Jardine des Modes, che fu poi acquistata da Condé Nast e che diresse anche dopo la seconda guerra mondiale. È stato alla testa, negli anni ’20, dell’edizione francese di Vogue.

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Lucchini, Flavio

Flavio Lucchini. Giornalista ed editore. È nato a Curtatone Montanara. Ha contribuito, con le testate da lui dirette, all’affermarsi della moda italiana.

Flavio (1928). Giornalista ed editore. È nato a Curtatone Montanara. Ha contribuito, con le testate da lui dirette, all’affermarsi della moda italiana. Nel ’50 progetta e dirige Fantasia, mensile di moda. Il suo nome è legato all’uscita del settimanale Amica, con cui nel 1962 il Gruppo del Corriere della Sera, allora nelle mani di Mario, Aldo e Vittorio Crespi, rispose con successo allo strapotere di Mondadori e Rizzoli nel settore dei femminili. Lo idea con Franco Sartori ed Enrico Gramigna, ne cura la veste grafica e il lancio editoriale.

La direzione di Novità

Tre anni dopo, assume la direzione di Novità che, per la Condé Nast, trasformerà poi in Vogue. Nel ’77, crea Lei, un mensile rivolto alle giovani, alle ragazze. Rispetto alla tradizionale stampa patinata della casa editrice Condé Nast, che lo edita, si presenta come un prodotto spregiudicato. Parte con una buona risposta di pubblico, poi le vendite si flettono. Nell’80 con Gisella Borioli, sua moglie fonda i mensili Donna e Mondo Uomo. Seppure in diretta concorrenza con i periodici Condé Nast, l’iniziativa ha un successo di lunga tenuta.

Donna lancia grandi fotografi italiani come Fabrizio Ferri e Giovanni Gastel. Per l’Eri, la casa editrice della Rai studia l’impostazione del mensile Moda. Nell’83, Lucchini, che non sa accomodarsi sul già fatto, sui traguardi raggiunti, avvia, in alleanza con Edilio Rusconi, un ambizioso e difficilissimo (il panorama editoriale è irto di testate femminili) progetto: un nuovo settimanale, Eva, affidato alla direzione di Francesco Cevasco. L’idea è estremamente innovativa. Il primo numero esce alla fine di settembre e vende oltre 150 mila copie, ma nel giro di qualche mese la pubblicazione si affloscia su se stessa e muore.

La vendita di Edimoda e l’incarico di Condé Nast

Nel 1990, dopo la scomparsa di Franco Sartori, amministratore delegato di Vogue Italia, Lucchini viene richiamato da Condé Nast per prenderne il posto a capo della sede italiana. Frizioni interne impediscono all’ultimo momento il passaggio alla multinazionale e Lucchini vende il 30 per cento della sua Edimoda (editrice di Donna e Mondo Uomo) al coeditore Rusconi, cominciando un lento distacco dal mondo dell’editoria.

Nel ’93 accetta l’incarico dirigenziale di Condé Nast Italia sotto forma di consulenza, mentre inizia a dar corpo alla sua vera passione, l’arte. Oggi Lucchini ha affiancato all’attività di imprenditore-creatore di Superstudio Group (studi fotografici, spazi e servizi per moda comunicazione e design) l’attività a tempo pieno di scultore la cui ispirazione nasce esclusivamente da quel mondo della moda che ha contribuito a creare.

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Weber, Bruce

Bruce Weber, dall’olimpo della fotografia legata alla moda al declino inesorabile a causa delle accuse di molestie sessuali

Weber Bruce (1946). Fotografo americano. A lui si deve la nuova immagine della bellezza nella fotografia di moda. Nato a Greensburg, Pennsylvania, negli anni ’50 studia a New York con Lisette Model. Qui incontra la fotografa Diane Arbus, che lascerà a lungo una forte impronta sulla sua sensibilità artistica. Inizia la carriera negli anni ’70: la prima mostra personale risale al ’74, alla galleria Staley-Wise di New York.

Weber presenta una raccolta di scatti che avevano come tema i body builders, dimostrando di avere un occhio all’avanguardia nei confronti delle tendenze estetiche maschili. I fisici di uomini e ragazzi ritratti in palestra, con i muscoli modellati e la pelle lucida, sarebbero diventati all’ordine del giorno soltanto un decennio più tardi. Nell’85, partecipa alla grande esposizione di fotografia al Victoria and Albert Museum di Londra, intitolata Shots of Style. Il primo reportage di moda gli viene commissionato da Vogue (edizione inglese) nell’80.

AD FW 1994-95 Versace. Bruce Weber

I vestiti assumono nelle sue immagini il ruolo di enfatizzatori del corpo e dei visi. Le espressioni e i movimenti prendono vita davanti al suo obiettivo e gli abiti diventano parte integrante di un sentimento cinematografico trasposto su carta. Weber eccelle nel ritratto e nella rappresentazione della bellezza maschile, che immortala nel corso degli anni definendo una scala evolutiva dell’estetica dell’uomo. Non a caso, nell’83 fotografa circa 250 atleti che partecipano alle Olimpiadi dell’anno dopo. La prima monografia sul fotografo americano è dell’89. Collabora assiduamente con le più importanti riviste d’immagine del mondo, da Vogue America a Vanity Fair.

Nel 2019, Weber assieme al collega Mario Testino vengono accusati di molestie. L’addebito arriva da alcuni modelli che hanno denunciato una condotta poco onesta nei loro confronti. La risposta di Condé Nast non si è fatta attendere e dopo aver preso le distanze dai fotografi, annunciano definitivamente il divorzio. “Siamo profondamente infastiditi da queste accuse e le prendiamo molto seriamente. Alla luce di queste accuse, non commissioneremo più alcun nuovo lavoro a Bruce Weber o a Mario Testino, in un futuro prevedibile” cita la nota fatta diramare dall’azienda.

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Lei

Lei. Mensile giovane del gruppo Condé Nast Italia. Debutta nel 1977. Fondato e diretto da Flavio Lucchini, si rivolge a ragazze che già vivono da sole…

Mensile giovane del gruppo Condé Nast Italia. Debutta nel 1977. Fondato e diretto da Flavio Lucchini, si rivolge a ragazze che già vivono da sole o vorrebbero farlo. Rispetto alla tradizionale stampa patinata della casa editrice, si presenta come un prodotto spregiudicato anche nella grafica. Le modelle sono prese dalla strada, la moda è decisamente portabile anche se con un pizzico di non conformismo. Il periodico Lei parte con un certo entusiasmo e una buona risposta di pubblico.

Due anni e le vendite scendono. L’editore cerca di cambiare il profilo del giornale chiamando, nell’81, Franca Sozzani alla direzione. Cambiano la veste grafica e i contenuti. La risposta dei lettori e degli inserzionisti pubblicitari sembra dare ragione al nuovo corso. Ma il declino è di nuovo in agguato. Nell’89 tocca a Donatella Sartorio cercare di frenare l’emorragia di lettori. La grafica viene affidata all’art director Neville Brody. Ma le vendite continuano a scendere. Nel ’91, nuovo cambio di direzione. Viene nominata Giovanna Calvenzi, ex Rizzoli (foto editor di Amica e caporedattore di Max), ma il giornale Lei non si riprende ed è costretto a chiudere.

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