Gazzoni, Concetta

Concetta Gazzoni. Sarta italiana. Romana, ha avuto sul finire dell’800 un’intuizione che, un secolo dopo, ha originato negozi e mode: quella dell’usato.

Concetta. Sarta italiana. Romana, ha avuto sul finire dell’800 un’intuizione che, quasi un secolo dopo, ha originato negozi e mode: quella dell’usato. Gazzoni comprava abiti usati dalle gran dame dell’aristocrazia romana. Li riattava e li vendeva alle signore della piccola e media borghesia.

Erano usati per modo di dire: per le protagoniste della società romana che, allora, deliravano per il giovane D’Annunzio. Per il Duca minimo, era inammissibile indossare e sfoggiare più di una, due volte un abito importante sia che si trattasse di un gran sera o di un tailleur da caccia alla volpe.

Gazzoni e le sue due nipoti, Assunta e Giovanna, facevano buoni affari, ma il cambio di guardaroba delle sue fornitrici era più veloce dello smercio alle subalterne sociali e i vestiti si accumulavano. Concetta ha scremato armadi dal 1890 al 1946, riempiendo 5 appartamenti di grandi firme della moda da Worth a Balenciaga. Il 60 per cento della collezione di abiti autentici (circa 20 mila) del sarto teatrale Umberto Tirelli, compresi alcuni pezzi del guardaroba delle regine Savoia – Margherita, Elena e Maria José – viene da quei depositi, in cui Tirelli ha scavato come un archeologo della moda.

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