Husky

Husky. È un marchio creato oltre trent’anni fa da Steve Gulyas, e da sua moglie Edna. Si sono specializzati in abbigliamento per il freddo.

Husky. È un marchio creato oltre trent’anni fa da Steve Gulyas, aviatore americano in pensione e da sua moglie Edna. Stabilitisi a Tostok (Inghilterra), si sono specializzati in abbigliamento per il freddo (Husky è il nome del famoso cane polare), in particolare per caccia e pesca. La loro giacca di nylon trapuntata, con colletto in velluto millerighe, è da sempre la prediletta dai reali inglesi che la indossano per andare a cavallo. Dal ’99 Giuseppe Veronesi produce e commercializza il marchio (diventato una linea total look) e ha portato in Italia Ralph Lauren, Timberland, Clarks e Allen Edmonds.

husky

Leggi anche:

Gucci fest è terminato. Ma cosa resta del format?

Louis Vuitton a Wuhan, la moda riparte dall’epicentro della pandemia

Desert boots

Scarpe comode, in camoscio, alte alla caviglia, stringate con suola in gomma.

Desert boots erano le scarpe indossate dal generale Montgomery e dalle sue truppe nel deserto africano durante la seconda guerra mondiale. Oggi comunemente portate da tutti. Sono molto comode, in camoscio, alte alla caviglia, stringate, con suola in gomma e tacco basso. Tipo Clarks.

Leggi anche

Montgomery: la voce del dizionario della moda

Timberland passa di mano

Clarks

Clarks. Scarpe entrate nella storia dei sessantottini e nel mito della contestazione. Definite dagli inglesi che le producono “desert boots”, cioè…

Clarks. Scarpe entrate nella storia dei sessantottini e nel mito della contestazione. Definite dagli inglesi che le producono “desert boots“, cioè stivaletti da deserto (erano state prodotte per i soldati inglesi nella campagna d’Africa su suggerimento del generale Montgomery).

clarks
“desert boots”

Nathan Clark, pronipote di James, il fondatore con il fratello Cyrus della C & J Clarks nel 1825, le vide indossare nel 1945 in Birmania da alcuni commilitoni. Le caratteristiche sono una pelle conciata in modo da renderla morbida come il velluto, lacci ricavati dalla stessa pelle e il caucciù birmano come suola. Le Desert Boots furono lanciate per la prima volta nel ’50 in occasione della fiera delle scarpe di Chicago. Alla fine degli anni ’60 furono le preferite degli studenti universitari, che, con quelle scarpe e con l’eskimo, camminavano nei cortei cittadini, manifestavano nelle università. I “regolari” le sceglievano di camoscio chiaro o marrone; i “dropouts” e i fuori dal coro blu, come Tiziano Sclavi, inventore di Dylan Dog, che le portava con le stringhe rosse. (Laura Salza)

Nel marzo del 2001, partendo dalla storica e rivoluzionaria Desert Boot e dalle altre scarpe divenute ormai mitiche, il marchio britannico propone una fusione di stili per la primavera-estate. Così sono nate le coloratissime Shellscape, i sabot Mozie (anche stampati a struzzo), Slickrock e Millcreek ideali per città, sino alle Desert Trek, rivisitate con nuovi pellami.

Nel giugno del 2001 cambia il look dei due classici modelli Natalie e Tremont realizzati ora in vitello stampato a coccodrillo, dal marrone al rosso. Cambia l’estetica, ma restano validi i tradizionali criteri di comfort e durata che hanno rese famose la scarpe Clarks.

clarks
modello Natalie

A Settembre 2001 apre il suo primo negozio in Italia, a Padova. È l’inizio di una strategia commerciale che prevede di potenziare la rete distributiva in tutto il mondo. Un’azienda in continua crescita, la Clarks, il cui fatturato, nel 2000, si è attestato sui 1350 milioni di euro grazie a una distribuzione che copre 150 paesi.

Due anni dopo, nel marzo del 2003 prosegue la politica aziendale di potenziamento della rete distributiva e rinnovamento del retail, voluto dalla casa madre inglese. Questa volta la scelta è caduta su una grande via commerciale di Milano, corso Buenos Aires. Il marchio Clarks è presente sul mercato italiano da oltre 30 anni. Dal 1993 è distribuito dalla Asak&Co. con sede nel veronese.

LEGGI ANCHE:

Clarks originals: capsule edition per Black Panther

La collezione Clarks 2017: la nuova trace boot