Antonelli, Maria

Antonelli, Maria (1903-1969). Sarta italiana d’alta moda. Nasce a Siena. Figlia di un dipendente del Quirinale, fin da piccola è affascinata dalla moda.

Antonelli, Maria (1903-1969). Sarta italiana d’alta moda. Nasce a Siena. Figlia di un dipendente del Quirinale, fin da piccola è affascinata dalla moda e inizia il suo apprendistato presso la sartoria Battilocchi di Roma. Si mette in proprio e arriva al proscenio all’inizio degli anni ’40, vestendo le dive del cinema italiano che la scelsero per la sua originalità: da Clara Calamai ad Alida Valli a Mariella Lotti.

Nel 1947, crea l’abito da sposa dell’attrice inglese Dawn Addams che, fra il tripudio dei rotocalchi e dei primi paparazzi, va all’altare con il principe Massimo. Bista Giorgini la invita a partecipare alle prime sfilate del made in Italy a Firenze. È fra le pioniere della moda italiana.

Antonelli
Uno dei tanti modelli creati da Antonelli Maria.

Nel suo atelier lavorano disegnatori come Pino Pascali, Elio Costanzi, Mario Vigolo, Chino Bert e, per gli abiti da sera, il giovanissimo Pino Lancetti. Anche il costumista-scenografo Giulio Coltellacci disegna per lei, alla fine degli anni ’40, una collezione ispirata ai colori dei tetti di Roma. Nel ’58, lancia una linea di prêt-à-porter con il nome di Antonelli Sport. Determinante, come suo collaboratore, è André Laug; nel ’63 la linea Dinamica, ispirata al mondo tecnologico, successivamente la linea a Fuso e la linea Optical.

Quando Laug la lascia per esordire con il suo nome, gli subentra Silvano Malta che disegna per lei una linea retrò di grande successo: colori pastello e tessuti cadenti. Siamo alla fine degli anni ’60.

Nel 1969 Maria si ammala, morendo poco dopo. Con la sua dipartita, la sua sartoria chiudei battenti.

Chino Bert

Chino Bert. Pseudonimo di Franco Bertolotti. Nasce a Pavia, frequenta il liceo scientifico Taramelli. A 19 anni debutta come disegnatore di moda nella maison Rosandré di via Manzoni a Milano. È il 1951. L’anno dopo, tenta la grande avventura: 10 modelli sulla pedana di Palazzo Pitti. La sua linea Scatola piace a pochi eletti, come la pittrice Brunetta, Giovanni Battista Giorgini e la giornalista Irene Brin. Chino capisce di non poter fare il manager di se stesso e, da allora, preferisce disegnare per gli altri: Maria Antonelli per 4 anni. Intanto, scoperto da Maria Carita, che dirigeva a Parigi il più celebre salone di bellezza del mondo, inizia la sua attività di illustratore dei servizi di moda al quotidiano L’Aurore e al mensile L’Art e la Mode. Nel ’58, Nino Nutrizio, direttore del La Notte, quotidiano milanese del pomeriggio, gli affida una pagina settimanale di moda. Il titolo è Per Voi Signore. Parallelamente riprende a disegnare per case d’alta moda e di prêt-à-porter. Rina Modelli, Jole Veneziani, Pierre Cardin. È del 1963 l’alleanza stilistica con Mila Schön e Loris Abate: 20 modelli a Palazzo Pitti e, due anni dopo, l’ambitissimo premio Neiman Marcus a New York. Nel ’65, è chiamato dalle Fendi che debuttano sulle passerelle ufficiali. È subito ribalta. Per Mila Schön disegna anche le sete Taroni e Terragni e le lane lanifici Nattier e Agnona. Dopo un viaggio a Hollywood nel 1973, scompare. Si saprà più tardi del suo ritiro nel monastero benedettino di Santa Scolastica. Chino diventa don Franco. Torna alla moda sporadicamente per aiutare l’amica Schön dall’84 all’89. Negli anni ’90, comincia a dipingere. Passa dal figurativo all’astratto, all’informale, sul filo di una tavolozza coloratissima.