Sautoir

Sautoir. Collana lunghissima che arriva alla vita. Quasi sempre di perle (vere o coltivate), la si accorciava annodandola. La portavano le dive anni ’30.

Sautoir. Collana lunghissima che arriva alla vita. Quasi sempre di perle (vere o coltivate), la si accorciava annodandola. La portavano le dive anni ’30, era indispensabile sugli abiti charleston ed era un vezzo farla roteare ballando.

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Charleston

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Abito Charleston

Abito Charleston. Sono gli anni Venti quando, questa foggia di abito, prende il sopravvento.  Con un filo di perle e con le cuffie in testa, le donne cambiano definitivamente modo di approcciarsi alla quotidianità. Tutto ha inizio in America, in quei locali illegali dove, nelle lunghe serate post belliche, giovani e non si incontrano non solo per ballare ma anche per discutere sul nuovo evolversi della società.

Louise Brooks indossa un abito Charleston

Archiviati i rigidi bustini di Poiret e Fath, finalmente le donne iniziano ad abbigliarsi con abiti leggeri e più comodi; di mezza lunghezza per facilitare il movimento durante la danza, con vita scesa e con taglio che spesso veniva coperto da cintura. Gli abiti charleston sono sottane adattate per indossarle fuori dalle mura domestiche. Il tessuto, spesse volte, è arricchito da paillettes e ricami e la lunghezza del vestito termina, in alcuni casi, con delle frange sbarazzine. Ad indossarli erano le flapper girls: icone di stile anni Venti, ispiratesi all’attrice Louise Brooks che lanciò anche la moda del taglio a caschetto. 

 

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Abito da cocktail

Abito da cocktail. Introdotto in Europa attorno agli anni Quaranta, questo abito prende forma nell’America degli anni Venti e Trenta dove il piacere di sorseggiare un cocktail diventa sempre più una moda. Si localizza, inoltre, proprio in quei locali clandestini dove prende avvento il Charleston. Abolita la lunghezza totale a favore di un vestito che consentisse maggiore movimento e libertà.

Un esempio di abito cocktail del 1950

Nella società odierna viene indossato soprattutto nel pomeriggio e per occasioni speciali. Lungo sino al ginocchio, generalmente è arricchito da ricami e cristalli Swarovski. Solitamente presenta una gonna a corolla dalla consistenza rigida. Negli ultimi anni, però, le maggiori griffe hanno rilanciato anche la linea a sacchetto. 

 

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Charleston. Ballo americano di gran moda durante gli anni ’20. Saltellante nell’impulso impresso al corpo dalla rotazione all’infuori della gamba

Charleston. Ballo americano di gran moda durante gli anni ’20. Saltellante nell’impulso impresso al corpo dalla rotazione all’infuori della gamba piegata all’altezza del ginocchio, ha dato il suo nome a una particolare accezione del filiforme, adolescenziale abito caratteristico degli anni folli e non tanto per la sua cortezza ormai “digerita” dalla moda del tempo, quanto invece per le frange in perline e cannottiglia, che, allungandolo solo all’apparenza senza impedire il movimento, venivano a sottolinearlo con piacevoli effetti visivi e sonori.

Il tango, in arrivo (1910) dall’Argentina, conquista una donna appena liberatasi dal tormento del busto nella flessibile verticalità dei modelli dopo Poiret. Il Charleston punteggia, sulle note di musiche dal ritmo veloce, il momento più provocante della donna decisa all’emancipazione. Linea asessuata, corpo asciutto, gambe al vento, capelli corti. Capelli caratteristici della femmina vecchio tipo a favore di modi e comportamenti destinati a costituire l’eredità delle future generazioni.