Starzewski, Tomasz

Starzewski Tomasz. Stilista inglese, nato a Londra. Apre il suo primo atelier a Fulham nel 1981, dopo aver terminato gli studi di moda al Saint Martin’s

Tomasz (1962). Stilista inglese, nato a Londra. Apre il suo primo atelier a Fulham nel 1981, dopo aver terminato gli studi di moda al Saint Martin’s. Si fa un nome per i suoi abiti da sera e nel ’90 apre una boutique a South Kensington. Due anni dopo, disegna una linea per il giorno. Nel ’96 inaugura un grande negozio a Sloane Street dove raccoglie tutte le sue linee: prêt-à-porter, sera e sposa. Dal ’98 vende la linea Alta Moda negli Stati Uniti. Il suo stile segue le richieste delle giovani e ricche clienti, interessate a un’eleganza appariscente più che alla moda minimalista e concettuale della Londra anni ’90. Sfila a Varsavia nel Castello Reale. In passerella, le top-model polacche Magdalena Mielcarz e Renata Gabryelska.

Lady D indossa un tailleur di tomasz starzewski
Lady D indossa un tailleur di tomasz starzewski

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Ruffo

Ruffo. Azienda di abbigliamento in pelle fondata nel 1966 a Milano da Ruffo Corsi e successivamente gestita dal figlio Giacomo.

Azienda di abbigliamento in pelle fondata nel 1966 a Milano da Ruffo Corsi e successivamente gestita dal figlio Giacomo. Produce anche le collezioni in pelle di Gianni Versace e Jil Sander. Nel ’97 lancia la linea di borse e accessori Origami Express, basata sull’antica arte degli Origami, e nel’98 la griffe Ruffo Research Uomo e Donna. Dalle collezioni primavera-estate, la Ruffo Research è disegnata da A. F. Vandevorst.

Alla stilista greca Sophia Kokosalaki, ateniese di 28 anni cresciuta professionalmente in Inghilterra dopo un master alla Central St Martin School di Londra, viene affidato il compito di disegnare la collezione Research della maison sia per il prêt-à-porter maschile che quello femminile. Alla giovane stilista il marchio toscano ha affidato per due stagioni, a partire dall’estate 2001, la sua etichetta d’avanguardia, su cui si basa quasi il 20 per cento degli ordini.

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Burton, Sarah

Sarah Burton, storia della poetessa punk della moda: incredibile designer, sempre fedele al suo caro amico e mentore, Alexander McQueen

Le origini di Burton

Sarah Burton. All’anagrafe Sarah Jane Burton, nata a Macclesfield (Cheshire) nel 1974. La stilista inglese, figlia di Anthony (di mestiere contabile) e Diana Heard (insegnante di musica), studia presso la Withington Girls ‘School e, successivamente, al Central Saint Martins College of Art and Design, conseguendo la laurea in Print Fashion. Nel 1996, a soli 21 anni, grazie ad uno stage offerto da Saint Martin College, entra in contatto con l’atelier di Alexander McQueen, grazie al tutor Simon Ungless, amico dello stilista. Dopo quattordici anni, in seguito alla prematura morte del suo mentore (McQueen), la Burton prende le redini della griffe. È il 2010 quando il fashion biz piange uno dei massimi esponenti della moda internazionale, morto suicida per i troppi tormenti.

Burton
Sarah Burton con Alexander McQueen

Essere il braccio destro di Alexander ha giovato alla sua creatività: un mix fine di estro alla corte della moda; un dualismo con il teatro che produce, di volta in volta, collezioni scenografiche tra eclettiche silhouette e magnifiche ispirazioni punk. Per le donne, la Burton realizza una “morbida armatura” che proietta, nel futuro, l’heritage della griffe. La sua capacità creativa può essere paragonata al pari del suo maestro e pareggiabile ad un altro grande protagonista della moda, il pirata John Galliano, anch’egli laureatosi nel prestigioso college londinese. Tema ricorrente delle sue collezioni sono i fiori, emblema del ciclo vitale: una scommessa tra bellezza e decadenza che non conosce vinti e vincitori. Esempio lampante è la collezione autunno/inverno 2019-20. La Burton realizza un defilé fortemente concettuale,  altamente sartoriale e fortemente punk: un tripudio di  corolle, trattenute a forza da un’armatura che dichiara “guerra alle rose”.

Burton
Alexander McQueen collezione autunno/inverno 2029-20.

 

Schiva nel raccontare la sua vita privata (è sposata con il fotografo David Burton di cui ha avuto 3 figli), del rapporto con Lee (Alexander McQueen) e dell’abito da sposa disegnato per la duchessa di Cambridge, Kate Middleton, la designer inglese fa squadra con Camilla Nickerson, suo braccio destro a cui tramanda la stessa passione trasmessa da McQueen, ossia la vocazione per il racconto piuttosto che per la realizzazione di una serie di capi da far sfilare in passerella.

L’abito da sposa di Kate Middleton realizzato da Sarah Burton per Alexander McQueen

Con la mostra “The Royal Wedding Dress: A Story of Great British Design”, in tanti hanno potuto ammirare il wedding dress realizzato, nel 2011, per la futura regina d’Inghilterra, indossato per coronare il sogno d’amore con il duca di Cambridge, William. La duchessa di Cambridge ha scelto un abito di Alexander McQueen anche per il battesimo dei tre figli. 

Burton
Kate indossa un wedding dress firmato Sarah Burton per Alexander McQueen

L’abito, che si ispira all’epoca vittoriana, sposa tradizione classica e linee moderne. Della corsetteria vittoriana troviamo i fianchi imbottiti e il sellino sul retro per dare forma. Il pizzo è stato realizzato dalle ricamatrici della Royal School of Needlework. L’abito “Ha l’essenza di un abito Vittoriano ma tagliato in un modo moderno, realizzato in un tessuto molto leggero; anche le pieghe inserite vogliono creare un tono moderno piuttosto che un pezzo storico. Di fatto credo volessimo ottenere qualcosa di incredibilmente bello e lavorato in modo complesso,” commenta la stilista.

I riconoscimenti

Nel corso della sua attività, Sarah Burton è stata insignita di diversi riconoscimenti. Il 28 novembre del 2011 riceve il premio come Designer of the Year ai British Fashion Awards. Un anno dopo, nel 2012, riceve una laurea honoris causa Manchester Metropolitan University come Doctor of Arts. Importante riconoscimento giunge anche  quando viene insignita del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico (OBE) nel 2012 come Compleanno per i servizi all’industria della moda britannica.

I progetti 

 A inizio 2020 Alexander McQueen ha presentato il progetto recycle con gli studenti di moda in UK, un progetto basato su tessuti riciclati.  

Sempre nel 2020 Sarah Burton rende omaggio alla storia delle creazioni del marchio e al loro making of di alcuni abiti-opera d’arte, mostrando gli abiti portati in passerella negli ultimi anni dalla maison.

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Bidyut, Das

Bidyut. Negli anni ’90, a Londra inizia i suoi studi: Fashion e Textile al Kingsway College, poi al Central Saint Martin’s, dove si specializza in knit.

Bidyut. Negli anni ’90, si trasferisce a Londra dove inizia i suoi studi: Fashion e Textile al Kingsway College, poi al Central Saint Martin’s, dove si specializza in knit ovvero la lavorazione della maglia, e infine un master in Fashion menswear knit al Royal College of Art.

L’arte di Bidyut

La sua arte nel creare la maglia è il combinare, mescolare e sperimentare. Per fare ciò utilizza vari tipi di materia e soprattutto di “lavorazione — ricamo, infeltritura, pittura, stampa, tintura ed heat pressing — senza però esasperare le forme che sono semplici. Grande attenzione è riservata al colore, spesso associando tonalità brillanti insolite tra loro, assecondando l’idea dell’uso del colore come espressione di individualità. Oggi Bidyut è docente presso il Central Saint Martin’s dove si occupa di un progetto finalizzato all’apprendimento e all’utilizzo della knitting machine. Gli studenti imparano la lavorazione della maglia e poi vengono dati loro temi che possono sviluppare liberamente, utilizzando anche materiale inconsueto.