De Foer, Hans

Hans De Foer. Ha studiato grafica a Gand e nell’87 si è ripresentato all’Accademia. Vi è stato ammesso. Dopo 4 anni, ha trovato lavoro da Castelbajac.

Hans De Foer. Dopo avere tentato di essere accettato diciottenne all’Académie Royale des Beaux Arts di Anversa, ha studiato grafica a Gand e nell’87 si è ripresentato all’Accademia. Vi è stato ammesso. Uscitone diplomato, dopo 4 anni, ha trovato lavoro da Castelbajac che ha assistito anche per le collezioni Courrèges.

Successivamente ha strettamente collaborato con Jean Paul Gaultier. Dall’ottobre del ’98, ha una sua griffe.

Le sue fonti di ispirazione sono prevalentemente etniche e la sua creatività fa leva sui tessuti. La sua linea di prêt-à-porter femminile è venduta in Europa, Medio Oriente e Usa.

De Foer
Abito lungo – Hans De Foer

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Castelbajac (de), Jean-Charles

Jean-Charles de Castelbajac, la biografia di uno dei nomi più altisonanti della moda internazionale, da Max Mara a Benetton.

Abito Tableau

De Castelbajac, Jean-Charles. Stilista francese, fondatore dell’omonima linea d’abbigliamento. Nel corso della sua carriera ha lavorato come designer per molti marchi di moda internazionali.

Nato a Casablanca (Marocco) nel 1955, da una famiglia nobile francese. Si trasferirà in Francia nel 1968 dove debutterà nella moda disegnando la sua prima linea di prêt-à-porter per la Ko and Co di Limoges, azienda di proprietà della madre; successivamente arricchirà il suo curriculum d’esperienze collaborando per V de V di Pierre D’Alby. Alla giovane età di 25 anni, nel 1970, lancerà la sua etichetta JC De Castelbajac, sfilando per la prima volta a Parigi, con una collezione che riciclerà vecchi tessuti, tra cui la sua vecchia uniforme di collegio; negli anni a venire si contraddistinguerà per i suoi capi d’ispirazione sportiva, fra cui il poncho a due piazze, oltre che per le collezioni ispirate ai cartoni animati della Disney.

Gli abiti Tableau e Max Mara

Ma le vere rivelazioni saranno i suoi robes tableaux: veri e propri abiti realizzati a stretto contatto con gli artisti Jean-Charles Blais, Ben, Annette Messager, Gérard Garouste, Loulou Picasso, Robert Combas, Hervé Di Rosa e Miquel Barceló; la sua vicinanza a questo mondo lo porterà a essere tra i primi fashion designer invitati a esporre a una mostra. Nel frattempo continueranno le sue collaborazioni con altre case di moda: nel ’76 verrà chiamato a collaborare con Iceberg; lo stesso anno verrà ingaggiato dal gruppo Max Mara per la realizzazione della linea Sportmax.

Negli anni Ottanta estenderà la sua creatività al design d’arredo, disegnando mobili per la casa, tappeti, lampade e piatti di porcellana interamente dipinti a mano; collaborerà anche con la Swatch, dando vita a due orologi da collezione, e nel 1997 disegnerà una serie di indumenti per il papa Giovanni Paolo II oltre che per i dignitari ecclesiastici, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.

Jean-Charles, figlio del rock n’roll

Castelbajac ama definirsi come un “figlio del rock‘n‘roll”, sedotto dall’evolversi delle mode, dalla cultura hip hop e dai linguaggi creativi contemporanei, tutti elementi che si ritrovano sistematicamente nelle sue collezioni. Vestirà star del calibro di Kanye West, Sarah Jessica Parker, Katy Perry, Lady GaGa, Beyoncé Knowles, personalità pop che a loro volta contribuiranno all’ispirazione delle sue collezioni. Amante dell’arte contemporanea, sarà anche un protagonista in prima linea partecipando e curando diverse mostre e progettando installazioni site specific. Il suo talento gli permetterà di ottenere anche ingaggi per la realizzazione di costumi per il teatro e per il cinema.

Nel 2010 allargherà l’offerta dei prodotti sotto la sua etichetta lanciando la JC/DC by JC de Castelbajac, linea più accessibile e rivolta a un target più giovane.

A oggi sono commercializzati sotto l’ala del suo brand due linee di abbigliamento, profumi, accessori e prodotti di arredamento, acquistabili anche sul modernissimo e-shop, presente sul sito ufficiale.

L’ingresso in Benetton

Lo stilista de Castelbajac per Benetton

Nel 2018 lo stilista francese viene nominato direttore creativo di Benetton. A seguito dell’assunzione, Jean-Charles, scrive: “Un marchio iconico, United Colors of Benetton ha immaginato il mondo di oggi: una moda pop, colorata, economica e universale, esaltata dalle potenti immagini di Oliviero Toscani”, ha dichiarato de Castelbajac. “United Colors of Benetton e io abbiamo sempre avuto un approccio simile alla moda, caratterizzato dalla passione per la maglieria e dall’amore per i colori pop e arcobaleno. Grazie ai social network, la moda oggi è visibile a tutti, ma rimane accessibile solo a pochi. Insieme, United Colors of Benetton e io cercheremo di creare il guardaroba di domani, portando bellezza e stile nella vita di tutti i giorni, a prezzi che tutti possono permettersi “, ha concluso lo stilista.

Il designer, per le sue collezioni si lascia influenzare dall’archivio dell’azienda, da lui definito sentimentale. L’obiettivo è rivoluzionare la griffe lavorando su una collezione basica ma che continuano ad ispirarsi al mondo fantastico, spesso cartoon, dell’etichetta

Jean Charles de Castelbajac da Benetton

Jouny, Cyd

Jouny, Cyd Jouny debutta nel 1993, vincendo il premio per il design di accessori al Salon des Jeunes Créateurs di Hyères.

Jouny Cyd. Debutta nel 1993, vincendo il premio per il design di accessori al Salon des Jeunes Créateurs di Hyères.

L’anno successivo, Adidas gli affida la creazione del prototipo di una nuova scarpa da football.

Dal ‘94 al ‘98, collabora alle sfilate di Loris Azzaro, Missoni, Sophie Sitbon, Mugler, Grès Couture e Castelbajac.

Nel ‘99, disegna una collezione di calzature e borse coordinate, in serie limitata e numerata, fatte a mano, per Anna GV, azienda italiana.

jouny

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