Moffitt, Peggy

Peggy Moffitt (1939). Indossatrice americana. Bruna, acconciatura a caschetto, bistrattatissima, ha saputo mettersi in linea con le immagini anni ’60

Peggy Moffitt (1939). Indossatrice americana. Bruna, acconciatura a caschetto, bistrattatissima, ha saputo mettersi in linea con le immagini anni ’60 dell’arte e del cinema. Il sarto Rudi Gernreich la scelse come musa ispiratrice e come mannequin preferita. Peggy, suo marito, il fotografo William Claxton, e Gernreich hanno formato un solidale terzetto creativo del tutto inedito nel mondo della moda.

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Vergottini

Vergottini, parrucchieri che nella Milano bene degli anni Sessanta hanno lanciato diverse tendenze tra cui il caschetto di Raffaella Carrà

Vergottini. Famiglia di parrucchieri — al debutto i fratelli Cele, Lina, Bruno — che, nell’acconciatura, ha fatto moda soprattutto a Milano negli anni ’60 e che ancora è alla ribalta, con il suo taglio geometrico.

Venne chiamata Casco d’oro, come la cantante pop Caterina Caselli per la lunga frangia bionda che copriva le sopracciglia e per la sfumatura scolpita alta sulla nuca: una creazione che portò per la prima volta sui giornali il nome dei Vergottini e del loro salone in Montenapoleone.

Nacque allora la signora “vergottinata”, capello lungo o corto ma sempre dal taglio inconfondibile, squadrato. Dagli Stati Uniti, da Parigi, da Londra busseranno in via Montenapoleone giornaliste mito come Diana Vreeland, fotografi come Bailey, Newton, Avedon, Clarke, fotomodelle come Veruschka, Fiona von Thyssen, Isa Stoppi, oltre a dive del cinema (Monica Vitti) o della televisione (Raffaella Carrà). Anche la protagonista del sofisticato fumetto di Guido Crepax Valentina è una “vergottinata”. Ma ai capelli lisci e squadrati, lanciati da Casco d’oro, presto si aggiungono altre linee e acconciature. Buon successo ottenne anche il taglio selvaggio, nato per il teatro di Giorgio Strehler con Il Campiello di Goldoni: una permanente con capelli asciugati naturalmente e distribuiti attorno al volto in modo disordinato.

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Brooks Louise

Brooks, Louise (1906-1985). Attrice americana. È un’icona che ha influenzato la moda con il suo volto inquadrato dal taglio netto dei capelli neri.

Brooks, Louise (1906-1985). Attrice americana. È un’icona che ha influenzato la moda, il fumetto e il cinema con il suo volto inquadrato dal taglio netto dei capelli neri. Frangetta, occhi intensi, carnagione perlacea, bellissima Lulù: alla fine degli anni ’20, un’apparizione di intensa ma breve durata.

L’ascesa di Brooks

Il successo le arriva con due film girati in Germania, grazie a George Wilhelm Pabst che la vuole inquietante protagonista in Die Buchse der Pandora (LulùIl vaso di Pandora, 1928) e Das Tagebuch einer Verlorenen (Diario di una donna perduta, 1929). Ancora qualche film, stavolta girati a Hollywood, di scarso rilievo e un rapido tramonto.

Altri successi

Ma, subito negli anni ’30, viene presa come modello per il personaggio di Dixie Dugan nel fumetto di John Striebel Mickey is gone. Guido Crepax si ispira a lei per disegnare la sua Valentina. Altrettanti omaggi cinematografici. Da Godard, che in Vivre sa vie (Questa è la mia vita, 1962) prende l’acconciatura di Louise Brooks come modello per la sua protagonista Anna Karina, a Bob Fosse che in Cabaret (1972) si ispira al look dell’attrice per il personaggio di Sally Bowles interpretato da Liza Minnelli. La stessa pettinatura, ma con capelli rossi, viene imposta alla cantante Milva da Giorgio Strehler per il personaggio di Jenny dei pirati, nella riedizione del Piccolo Teatro dell’Opera da tre soldi di Brecht.