Donati

Donati nacque a Modena. Fu direttore della Familiare di Montevarchi.Negli anni ’20, fondò a Firenze un’ azienda di cappelli in paglia

Nino. Imprenditore della modisteria. Nacque a Modena. Fu direttore della Familiare di Montevarchi.

Negli anni ’20, fondò a Firenze una propria azienda di cappelli in paglia che divenne, nel secondo dopoguerra, la più famosa del settore nel mondo della moda. Autore di varie pubblicazioni specialistiche, si dedicò anche ai cappelli in feltro la cui produzione era concentrata nella zona di Montevarchi, fra Firenze e Arezzo.

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Dell’Oglio

Cerrato

Boutique torinese. Pina Cerrato, nel secondo dopoguerra, si afferma come modista. Adatterà poi i modelli dell’haute couture Parigina al gusto delle signore Torinesi.

Cerrato. Boutique torinese, dal nome della titolare Pina Cerrato che, a partire dagli anni precedenti la seconda guerra mondiale, si afferma soprattutto come modista. Presto, quale donna di gran gusto nella scelta di modelli dell’haute couture parigina, si occuperà di adattare questi modelli al  gusto delle signore di Torino. Le sue creazioni di modisteria, di accesa inventiva per forme e materiali, ottennero ottimo successo finché la moda non decreterà l’eclisse del cappello. Negli anni ’50, l’atelier, al piano nobile di un palazzo d’epoca, divenne l’epicentro torinese del prêt-à-porter e, poi, della moda pronta di lusso delle più note griffe italiane e francesi. La scomparsa della modista decise anche quella della sua boutique.

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Carlier

Carlier. Casa di moda francese. Attiva tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, diretta da Madame Carlier, che conosce il massimo successo come modista.

Carlier. Casa di moda francese. Attiva tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, diretta da Madame Carlier, che conosce il massimo successo come modista, con i suoi immensi cappelli d’ispirazione storica.

Claude Saint-Cyr

Claude Saint-Cyr. Pseudonimo di Simone Naudet. Fa l’apprendistato nelle botteghe più importanti degli anni ’20 e ’30. Ne esce, conoscendo tutti i segreti.

Claude Saint-Cyr. Pseudonimo di Simone Naudet. Fa il suo apprendistato nelle botteghe più importanti degli anni ’20 e ’30. Ne esce, conoscendo tutti i segreti dell’alta modisteria. Nel ’37, apre una maison a Parigi e le sue creazioni hanno, per la loro eleganza e il loro rigore, un immediato successo. Nel 1949, fa scalpore la sua linea Oblique, un gioco di drappeggi asimmetrici inventato per caso. Diventa modista ufficiale di Elisabetta d’Inghilterra, collaborando con Norman Hartnell, sarto della regina. È Claude Saint-Cyr a risolvere il problema del giro di testa troppo largo della corona, il giorno dell’incoronazione. Quando, negli anni ’60, la moda ripudia i cappelli, si ritira in una sua piccola boutique. Chiude nel 1972, ma, per un certo periodo, continua a lavorare come consulente anche per l’alta moda.

Ally Capellino

Ally Capellino è un brand inglese fondato nel 1979 da Alison Lloyd e Jonathan Platt. Il brand raggiunge la fama per i suoi design pratici.

Ally Capellino, marchio inglese di moda creato nel 1979. Dopo gli studi di moda al Middlesex Polytechnic, Alison Lloyd (Londra 1956) apre la sua attività con il socio Jonathan Platt, inizialmente producendo solo accessori. Il curioso nome vorrebbe essere una traduzione in italiano di Little Hat, ma una volta realizzato lo sbaglio decidono comunque di tenerlo.

Dall’80 aggiungono alla produzione di accessori una linea prêt-à-porter donna, disegnata dalla Lloyd. Lo stile è una libera interpretazione della tradizione inglese. Sartoria anni ’40 e ’50, il country, i tweed, tutto riproposto in chiave moderna con un pizzico di umorismo. Per l’estate, utilizzano sempre il lino. Nell’86 varano la linea uomo, seguita nel ’90 da quella sportiva chiamata Hearts of Oak.

Ally Capellino
La designer di Ally Capellino, Alison Lloyd.

L’anno dopo, lanciano Mini Capellino, la linea per bambini. Nel ’96 interrompono la linea sportiva e optano per una “difussion line” chiamata semplicemente “ao“. Il primo negozio monomarca viene aperto a Sloane Avenue, Chelsea, nel ’97. Alison Lloyd ha sempre preferito rimanere dietro le quinte a consolidare il successo, frutto di una visione cauta, piuttosto che lanciarsi nell’altalena della moda d’avanguardia. Ha sponsorizzato una retrospettiva di Jean Michel Basquiat alla Serpentine Gallery di Londra.

Nel 1999 Alison Lloyd fonda la Capellino Design di cui è unica proprietaria. Prima cliente è la catena di magazzini Bhs per i quali crea linee di abbigliamento per uomo, donna e bambino.

Nel 2003 Goa Corporation diventa agente per l’Italia. Per l’autunno-inverno 2003, cappelli per donna in pelle e lana e guanti in cachemire ampliano l’offerta di accessori.

Nel 2008 Ally Capellino ha collaborato con la Apple per la creazione di borse per i computer per il mercato Europeo.

Ally Capellino ha aperto il suo secondo store monomarca nel 2011, a Portobello Road, Londra.

A dicembre 2019 il brand si è fuso con Authentic Bespoke Group.

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Accessoire Diffusion

Art Gout Beauté

Art Gout Beauté è un mensile francese degli anni ’20, creato dagli eredi di Albert Godde Bedin, famoso fabbricante di seta di Lione. All’inizio sono…

Art Gout Beauté è un mensile francese degli anni ’20, creato dagli eredi di Albert Godde Bedin, famoso fabbricante di seta di Lione. All’inizio sono privilegiate le stoffe e il loro fabbricante. Poi cronache di moda e di vita parigina, storia del costume e mondanità si alternano alla presentazione dei modelli e alle tavole illustrate di pellicce, cappelli, abiti per bambini e accessori. In quell’epoca, era il simbolo dell’eleganza parigina.

art gout beauté
Art Gout Beauté illustrazioni

Riproduceva le creazioni dei grandi sarti nei colori originali. Rivista di lusso su carta patinata, in tre lingue (francese, inglese e tedesco), illustrata con stampine a colori o incisioni a mezzatinta intercalate al testo.

Mich Dulce

Mich (Michelle) Dulce, nata nelle Filippine nel 1981, ha una formazione cosmopolita conseguita presso gli istituti di moda più prestigiosi del mondo e per questo motivo occupa un posto di assoluto riguardo nel panorama fashion del suo paese d’origine. Abiti molto femminili ricchi di humor, a cui recentemente è stata aggiunta una vera e propria collezione di cappelli.

Le Chapeau

Le Chapeau è un’azienda artigianale di Forlì che produce cappelli di ogni genere e accessori per l’abbigliamento, tra i quali stole, sciarpe, borse. L’elevata qualità dei materiali presente in ogni creazione ha portato al brand successo e apprezzamento anche presso il grande pubblico, in Italia come all’estero. Il processo di creazione, realizzato da Patrizia Valmori e dalla sua équipe, è interamente manuale, con l’utilizzazione di tradizionali forme in legno.

Alphonsine

Alphonsine. Maison francese di cappelli, fondata dall’omonima stilista sul finire dell’800. Quando, nella Belle Époque, il cappello si trasforma in un…

Alphonsine. Maison francese di cappelli, fondata dall’omonima stilista sul finire dell’800. Quando, nella Belle Époque, il cappello si trasforma in un trionfo di piume, di asprì, di volumi, è la mattatrice delle modiste. A 15 anni, approda a Parigi dalla provincia ed entra come apprendista da Madame André. È un buon rodaggio. Le offrono la direzione di una casa di moda minore. Alphonsine vi lavorerà per 20 anni, cercando di coltivarsi: viaggi, musei, studi attenti del costume attraverso la pittura. È una così straordinaria autodidatta che, quando alla fine dell’800, la moda guarderà al profondo passato, ha gli strumenti per interpretare, meglio di altre modiste, quella tendenza. Due anni prima che muoia il secolo, apre un suo atelier che, nel 1904, trasferisce in rue de la Paix, ribalta allora dell’eleganza.

Bailey Xenobia

BAILEY
BAILEY

Bailey Xenobia. Modista americana (dagli anni ’80). Sono suoi i cappelli da scena del film Do the right thing (Fai la cosa giusta, 1989) di Spike Lee. Lavora soprattutto all’uncinetto per copricapi unisex ispirati, nella foggia e negli accostamenti dei colori, all’Africa e agli artisti di Brooklyn.

Negli ultimi anni la designer si è spostata verso composizioni d’arte sempre più lontane dal campo della moda, come il progetto Paradise Under Reconstruction in the Aesthetic of Funk in cui gli intricati lavori all’uncinetto sono utilizzati per opere che richiamano l’arte folk americana e africana.

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Peloponnesian Folklore Foundation