Art Gout Beauté

Art Gout Beauté è un mensile francese degli anni ’20, creato dagli eredi di Albert Godde Bedin, famoso fabbricante di seta di Lione. All’inizio sono…

Art Gout Beauté è un mensile francese degli anni ’20, creato dagli eredi di Albert Godde Bedin, famoso fabbricante di seta di Lione. All’inizio sono privilegiate le stoffe e il loro fabbricante. Poi cronache di moda e di vita parigina, storia del costume e mondanità si alternano alla presentazione dei modelli e alle tavole illustrate di pellicce, cappelli, abiti per bambini e accessori. In quell’epoca, era il simbolo dell’eleganza parigina.

art gout beauté
Art Gout Beauté illustrazioni

Riproduceva le creazioni dei grandi sarti nei colori originali. Rivista di lusso su carta patinata, in tre lingue (francese, inglese e tedesco), illustrata con stampine a colori o incisioni a mezzatinta intercalate al testo.

Mich Dulce

Mich (Michelle) Dulce, nata nelle Filippine nel 1981, ha una formazione cosmopolita conseguita presso gli istituti di moda più prestigiosi del mondo e per questo motivo occupa un posto di assoluto riguardo nel panorama fashion del suo paese d’origine. Abiti molto femminili ricchi di humor, a cui recentemente è stata aggiunta una vera e propria collezione di cappelli.

Le Chapeau

Le Chapeau è un’azienda artigianale di Forlì che produce cappelli di ogni genere e accessori per l’abbigliamento, tra i quali stole, sciarpe, borse. L’elevata qualità dei materiali presente in ogni creazione ha portato al brand successo e apprezzamento anche presso il grande pubblico, in Italia come all’estero. Il processo di creazione, realizzato da Patrizia Valmori e dalla sua équipe, è interamente manuale, con l’utilizzazione di tradizionali forme in legno.

Alphonsine

Alphonsine. Maison francese di cappelli, fondata dall’omonima stilista sul finire dell’800. Quando, nella Belle Époque, il cappello si trasforma in un…

Alphonsine. Maison francese di cappelli, fondata dall’omonima stilista sul finire dell’800. Quando, nella Belle Époque, il cappello si trasforma in un trionfo di piume, di asprì, di volumi, è la mattatrice delle modiste. A 15 anni, approda a Parigi dalla provincia ed entra come apprendista da Madame André. È un buon rodaggio. Le offrono la direzione di una casa di moda minore. Alphonsine vi lavorerà per 20 anni, cercando di coltivarsi: viaggi, musei, studi attenti del costume attraverso la pittura. È una così straordinaria autodidatta che, quando alla fine dell’800, la moda guarderà al profondo passato, ha gli strumenti per interpretare, meglio di altre modiste, quella tendenza. Due anni prima che muoia il secolo, apre un suo atelier che, nel 1904, trasferisce in rue de la Paix, ribalta allora dell’eleganza.

Bailey

BAILEY
BAILEY

Bailey Xenobia. Modista americana (dagli anni ’80). Sono suoi i cappelli da scena del film Do the right thing (Fai la cosa giusta, 1989) di Spike Lee. Lavora soprattutto all’uncinetto per copricapi unisex ispirati, nella foggia e negli accostamenti dei colori, all’Africa e agli artisti di Brooklyn. &Quad;Negli ultimi anni la designer si è spostata verso composizioni d’arte sempre più lontane dal campo della moda, come il progetto Paradise Under Reconstruction in the Aesthetic of Funk in cui gli intricati lavori all’uncinetto sono utilizzati per opere che richiamano l’arte folk americana e africana.

Peloponnesian Folklore Foundation

Gallia & Peter

Gallia, Mariuccia figlia di una modista di Torino, fonda nel 1930 la Gallia & Peter, in via Montenapoleone 3 a Milano. Negli anni ’50 collabora con le più importanti sartorie, Jole Veneziani, Biki, Gandini, e i suoi modelli, sia ispirati alle proposte parigine sia di sua creazione, “vestono” le più belle e ricche teste di Milano. Nell’80, dopo la morte di Mariuccia e della figlia Cornelia, la direzione passa alla nipote Laura Marelli.

Ancora oggi si creano cappelli nella stessa sede e alcuni modelli dal 1880 al 1960 sono pubblicati nel volume Il Cappello da donna (Be Ma editrice). Le creazioni Gallia & Peter sono state esposte in varie mostre, tra cui quella dell’86, al Centro Domus di Milano, dedicata ai cappelli ispirati dai quadri futuristi, e quella dedicata alle più celebri acconciature da sposa del ’92, nello stesso atelier di via Montenapoleone. (Marilea Somaré)

I.c.a.s.

I.C.A.S
I.C.A.S.

I.c.a.s. Sigla dell’industria Cappelli A. Sorbatti. La famiglia Sorbatti di Montappone in provincia di Ascoli Piceno produce e commercializza cappelli e berretti fin dagli anni ’20. Dall’originario carattere artigianale, l’azienda si è trasformata in una moderna industria, radicata nella tradizione imprenditoriale marchigiana. Il prezzo, la qualità, il design e la vasta collezione di copricapi classici, sportivi, casual e promozionali, per uomo, donna, bambino e baby, sono i fattori su cui punta il cappellificio. Ha 24 dipendenti, uno stabilimento di 1800 metri quadrati ed è in grado di produrre fino a 2500 cappelli al giorno.

Cappellificio Panizza

Agnès

Prende il nome da una modista che fu considerata la maestra del cappellino art déco. Agnès fa il suo apprendistato nell’atelier di Caroline Reboux e apre una boutique a Deauville dopo la prima guerra mondiale. Artisti come Léger, Mondrian e Delaunay disegnano per lei tessuti esclusivi. Si trasferisce a Parigi. Negli anni ’30, utilizza con successo materiali inediti come la gomma. Nel ’49, si mette in pensione e poco dopo muore.