Ricci, Stefano

Stefano Ricci (1949). Industriale e stilista fiorentino. È proprietario dell’omonima azienda di cravatte, solo in seta, nata nel 1972.

Stefano Ricci (1949). Industriale e stilista fiorentino. È proprietario dell’omonima azienda di cravatte, solo in seta, nata nel 1972 dall’industria tessile paterna. Disegna lui stesso i tessuti.

Ricci
Cravatte Ricci

Dal ’96 ha iniziato anche la produzione di camicie e capispalla e ha lanciato la cravatta più costosa del mondo (1500 dollari). L’ha venduta soprattutto in America, da Bijian, la boutique di Rodeo Drive a Los Angeles che riceve solo su appuntamento e annovera tra i suoi clienti molti presidenti degli Stati Uniti e, naturalmente, molti attori.

Organizza la partecipazione di Classico Italia a Pitti Uomo, nella splendida scenografia del cortile degli Uffizi a Firenze. Accanto alle creazioni della sua griffe, anche le 23 maison facenti parte del Consorzio Classico Italia presentano le proprie collezioni.

Durante lo stesso evento, Neiman Marcus e Lamborghini Automobili hanno tenuto a battesimo il frutto del grande progetto a cui, per il design, ha collaborato per molto tempo Ricci stesso: la Lamborghini Diablo.

Su richiesta del governo italiano, Ricci crea le cravatte per i partecipanti alla Conferenza Internazionale di Firenze, summit fra le 8 nazioni più industrializzate del pianeta. Lo stilista disegna e produce solo otto esemplari, uno per ogni rappresentante. I rappresentanti sono i seguenti: Bill Clinton, F. Enrique Cardoso, Tony Blair, Massimo D’Alema, Lionel Jospin e Gerhard Schröder.

Ricci

“Solo Una”: la preziosissima cravatta creata dallo stilista del valore di 10 mila dollari (la più costosa mai realizzata). Viene esposta nella vetrina di 18 metri di Brandimarte, argenteria di Firenze. Il marchio possiede una boutique a Montecarlo, a Beverly Hills su Rodeo Drive. Inoltre ha anche tre negozi in Cina a Shanghai, Dalian e Chengdu. Infine, il marchio di camicie, cravatte e capispalla maschili apre un flagship store a Pechino, all’interno del St. Regis Hotel.

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Nervesa

Neversa. Azienda di abbigliamento uomo, capispalla (giacche, abiti, soprabiti) e pantaloni. La fonda Giuliano Caponi nel 1961 a Nervesa della Battaglia

Azienda di abbigliamento uomo, capispalla (giacche, abiti, soprabiti) e pantaloni. La fonda Giuliano Caponi nel 1961 a Nervesa della Battaglia, paese simbolo della difesa italiana sul Piave nella prima guerra mondiale. La produzione dei capispalla, tutta realizzata all’interno dell’azienda, è di tipo tradizionale: i capi sono esclusivamente intelati, non termofusi. La vocazione sartoriale è sottolineata dal servizio “su misura” che consente di avere un capo personalizzato in tempi molto brevi. Per i risultati raggiunti come immagine e valore commerciale, nel ’97 l’azienda è stata insignita del premio Marco Polo dal Centro Estero dell’Unione Camere di Commercio della Regione Veneto.

I dipendenti, compreso l’indotto esterno, sono 306 per un fatturato (’98) di 45 miliardi di lire, realizzato al 50 per cento con le esportazioni. Comunità Europea, Svizzera, Est-Europeo, con tre negozi di proprietà, Estremo Oriente, Canada, Australia, Giappone e Cina sono i principali mercati di riferimento. I clienti italiani sono 750. Traguardo prestigioso è la firma della licenza per l’abbigliamento maschile, che lega Borsalino a Nervesa Moda Uomo. Partecipa a Made in Italy at the Collective, un salone newyorkese riservato ai compratori, insieme a 58 aziende di abbigliamento maschile che espongono a cura di Ente Moda Italia.

The Collective si tiene ogni anno ai moli sul fiume Hudson e ospita 400 espositori circa. A partire dal 2004 il marchio assume un’identità più commerciale, creando una seconda linea uomo più casual, chiamata “Informal”, e una linea per la donna, “Lei”, dove l’attenzione per le tendenze attuali si coniuga alla proverbiale eleganza classica del marchio, mantenendo forme e rigore anche per la donna.

Neversa
Neversa

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Fabiani, Alberto

Alberto Fabiani. Sarto e stilista italiano nato a Roma. Un talento annunciato, figlio di sarti viene educato fin da giovanissimo all’uso delle forbici.

Alberto Fabiani (1910-1987). Sarto e stilista italiano. Nasce a Roma. Un talento annunciato, figlio di sarti provenienti dalla vicina Tivoli già noti all’inizio del secolo, viene educato fin da giovanissimo all’uso delle forbici. Dopo gli studi è a Parigi, presso alcune sartorie, per imparare lo stile della moda. Ritorna in Italia e apre un suo atelier: prima in via Frattina, poi si trasferisce in via Condotti. I suoi capi erano inconfondibili, specialmente i suoi capispalla, dove l’abilità sartoriale si ammantava di grande classe.

Appartiene all’ormai storico manipolo (nove firme per l’alta moda e quattro per la moda boutique) che, nel febbraio del ’51, accettò l’istigazione di Battista Giorgini a presentare ai buyer americani abiti sganciati dalla sudditanza della moda parigina e sfilò nel salotto della sua villa a Firenze. Simonetta Colonna di Cesarò, che nel ’52 divenne sua moglie e che partecipò come autonoma stilista a quella rivoluzionaria giornata, ha raccontato nel libro di testimonianze Sala BiancaNascita della moda italiana: “Fui io a convincere Alberto, quasi lo obbligai. Era riluttante. Sotto le bandiere di Parigi, la sua sartoria si era fatta una forte, ricca clientela. Era comprensibile che Fabiani fosse titubante. La mia spinta fece la sua fortuna. Divenne il vero, grande protagonista del look italiano. Era uno straordinario artigiano, uno dei rari stilisti che sapessero costruire i propri modelli in tela”.

Fabiani e Simonetta furono anche i primi a voltare le spalle a Firenze per starsene nei propri atelier romani. “Un giorno, ci dicemmo che Roma valeva Firenze, che potevamo starcene a casa nostra, che ognuno aveva diritto a un’esclusiva ribalta, invece di quella passerella collettiva. L’individualismo è una tipica debolezza italiana”, ha ricordato Simonetta.

Qualche anno dopo, Fabiani lascia Roma per sfilare a Parigi. Ritorna dopo il ’70 e, come consulente per molte industrie di abbigliamento, continua a lavorare fino alla sua morte. Tra i suoi collaboratori, Forquet e, per la moda maschile, Elio Costanzi. Nel ’60, è uscito un suo libro, Stracci.

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DIEGO M

Brand fondato da Diego Mazzi e Manuela Bartolameoli.

origini

Diego M Manuela Bartolomeolli
I coniugi e soci Diego Mazzi e Manuela Bortolameolli

Coppia nella vita e nel lavoro, Diego Mazzi e Manuela Bortolameolli fondano nel 2003 il brand Diego M (dove la M sta per Manuela).

Diego, originario di Verona è l’anima creativa di Diego M. La sua passione per la moda si sviluppa fin da bambino quando passa il tempo libero ad osservare le donne che lavoravano alla Cico, l’azienda di abbigliamento per l’infanzia del padre.  L’animo sensibile da musicista rendono Diego particolarment abile nell’individuare nuove opportunità nel modo della moda, coniugando il classico ed il moderno.

la nascita del brand

Diego M azienda
La sede dell’azienda

A partire dagli anni ’80 lo stilista intravvede una possibilità di mercato nella creazioni di capispalla che accostino la pelliccia e i dettagli di lusso ad elementi contemporanei, dati da linee sportive e tessuti tecnici. Nel 2003 a Lazise, sulle sponde del Lago di Garda, Diego e la moglie fondano l’azienda dal marchio Diego M. Emanuela si ocupa del dell’area commerciale e del marketing oltre ad essere il braccio destro del marito per quanto riguarda le scelte di stile.

il successo

Diego M showroom
Lo showroom di via Venezia a Milano

Il marchio nasce inizialmente come brand femminile ed ha subito un grande successo per l’equilibrio dei capi tra eleganza e praticità.

Nel 2006, a soli tre anni dalla fondazione, apre lo showrom in via Montenapoleone 19 a Milano. Da allora l’azienda è in crescita fino ad arrivare ad un aumento del 40% nel fatturato del 2017. Nel 2015 apre il flagship store in Via Venezia a Milano mentre in Italia sono 238 i multimarca in cui il brand è commercialzzato.

L’azienda veneta, però, vanta una distribuzione che si amplia ad Europa, Russia e Stati Uniti. Dalla Russia in particolare deriva il 50% dei ricavi (con 350 clienti e due monomarca a Perm e Novosibirsk ed uno showroom nella City di Mosca) seguita da Polonia e Regno Unito.

la linea uomo

Diego M collezione
Collezione Uomo autunno/inverno 2019

Nel 2017, dopo 14 anni di attività, Diego inaugura la prima linea maschile del brand. A questo proposito Manuela spiega che “Il mercato maschile è complesso e competitivo: l’uomo spende meno della donna specialmente in America, ma con un prodotto di qualità e una eccellente strategia di comunicazione in cui investiamo una cifra considerevole del fatturato l’obbiettivo è portare l’uomo a incidere per il 30% sul fatturato nel 2018“. Per la collezione uomo serve quindi maggiore attenzione alla praticità nelle forme e nei tessuti. “Non è facile disegnare moda da uomo, un consumatore esigente che vuole essere sobrio ma anche distinguersi” spiega Diego.

gli ultimi sviluppi e lo stile

Tra gli obiettivi dei due soci c’è New York: l’apertura di uno showroom direzionale nella Grande Mela potrebbe essere la sfida del 2019. Nella città statunitense infatti vive Marta la figlia venticinquenne di Diego e Manuela che potrebbe contribuire al progetto così come i due fratelli, Matteo e Andrea, affiancano i genitori nella gestione in Italia.

In questi anni di attività il marchio Diego M ha affermato il suo stile elegante e pratico. L’idea di base è quella di creare una giacca sufficientemente sportiva e confortevole da usare tutto il giorno ma abbastanza elegante da essere all’altezza di una serata a teatro. I materiali utilizzati variano dai più raffinati ai più pratici e tecnici: pelli sottilissime e dettagli in pelliccia, ma anche materiali impermeabili e tessuti traspiranti, vinile traslucido.  Il risultato è una vasta gamma di parka, biker, giubbini, cappotti e giacche a vento termosaldate che può soddisfare le esigenze dei clienti più esigenti in ogni occasione.

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