Herno

Herno è stata fondata nel 1948 da Giuseppe Marenzi a Lesa sul lago Maggiore, nel ’69 passa dall’artigianato all’industria. Nel ’92 supera i 600 dipendenti..

Herno è stata fondata nel 1948 da Giuseppe Marenzi a Lesa sul lago Maggiore, nel ’69 passa dall’artigianato all’industria. Nel ’92 supera i 600 dipendenti. Ha linee per uomo e donna.
2002, marzo. Claudio Marenzi, erede dell’azienda, è vicepresidente di Classico Italia, il Gruppo Italiano di Alta Moda Maschile che raccoglie imprese dal fatturato complessivo di 350 milioni di euro l’anno. Presidente del sodalizio fino alla scadenza del 2004, sarà Luca Mantellassi, Presidente della Camera della Moda di Firenze e vicepresidente di Pitti Immagine.
2002, giugno. È Barbara Gast la nuova “project manager” delle linee uomo e donna di Herno, dalla collezione primavera-estate 2003.

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Ferrera, Marella

Ferrera, Marella ha frequentato a Roma l’Accademia di Costume e di Moda, ma è a Catania che comincia l’attività nell’atelier dei genitori.

Marella Ferrera ha frequentato a Roma l’Accademia di Costume e di Moda, ma è a Catania che comincia la sua attività, nell’atelier fondato dai genitori nel ’58. Dal ’92, fa parte della Camera Nazionale della Moda Italiana, al ’93 risale il debutto sulla passerella dell’haute couture di Roma. Il suo stile, per una moda molto habillé, è contraddistinto dai materiali usati, tra cui la pietra lavica e le conchiglie, l’oro e il cristallo di rocca, il papiro e la terracotta. Conosciuta per i sontuosi abiti da cerimonia, matrimonio compreso, dal ’99 Marella Ferrera produce anche una linea di beachwear.

Marella Ferrera
Autunno/Inverno 2016

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Gregis

Daniela Gregis. Stilista bergamasca. Entra nel mondo della moda con un bagaglio culturale classico. A incuriosirla è una zia, abile a lavorare l’uncinetto. Questa tecnica di lavorazione antichissima è una costante nelle sue collezioni: proposte di passate tendenze che si aprono alla modernità. Presenza fissa nel calendario ufficiale di Camera Nazionale della Moda Italiana, Daniela inizia la sua avventura nella moda nel 1987 con il marchio Ok’am. Nel 1997, dopo aver collaborato con Naj Oleari Tomahawk e Team Bribon, debutta con la sua prima linea inaugurando un laboratorio/sartoria a Bergamo (oggi i laboratori sono tre).

Benedetta Barzini per Daniela Gregis

Negli anni, saputo conquistare il mercato, è riuscita a varcare i confini italiani insediandosi a Parigi, Stati Uniti e Giappone (del Sol Levante trae moltitudini ispirazioni). La sua moda potrebbe essere definita nostalgica, tradizionale; una reazione creativa fatta di ricordi. Silhouette raffinate avvolte da grandi sciarpe e mantelle lavorate a maglia e che  si prestano ad evidenziare il suo amore per il fatto a mano. Per Daniela, infatti, l’eleganza non si nutre di eccessi ma si ciba di amore per il proprio lavoro. La classe è nella natura della donna senza distinzione di età o ceto sociale. Per tal motivo, nella collezione FW 16/17, in passerella sfila Benedetta Barzini, ex modella e giornalista italiana non più giovane ma dal fascino innato. 

 

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Baratta, Ubaldo

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Baratta, Ubaldo. A 15 anni lascia la natia Salsomaggiore per provare se stesso a Parigi, allora capitale mondiale della moda. Dieci anni di lavoro in atelier piccoli e grandi danno stile e professionalità al suo mestiere. Con questo bagaglio si trasferisce a Londra e viene accettato ai corsi della Minister’s Cutter Academy. Rimpatria e si stabilisce a Montecatini, centro termale di grande mondanità internazionale: fra i suoi clienti i membri della famiglia reale che gli concedono il “brevetto della Real Casa”.

Baratta
Ubaldo Baratta.

Approda infine a Milano, dove il suo atelier in via Borgogna diventa uno dei punti cardinali nella geografia sartoriale maschile e femminile. Nel 1956 è sulla passerella della Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze e di Roma. Partecipa, con abiti confezionati in fibre artificiali, al primo convegno Moda Cinema Teatro organizzato dal Centro delle Arti e del Costume a Palazzo Grassi di Venezia. Negli anni ’60 la sua sartoria occupa fino a 200 sarte. Realizza le tute da riposo per gli astronauti della Nasa e, negli anni ’70, le divise per l’Alitalia. Nel ’67 Baratta è uno dei primi sarti milanesi a iscriversi alla Camera Nazionale della Moda Italiana.

Ormai anziano, nel ’77 cede l’attività a Loretta Giovani che porta avanti le intuizioni del fondatore aggiornandole con un’organizzazione moderna e tecnologicamente avanzata. Nel ’99 il marchio è acquisito da Gianni Campagna.

Mittelmoda

Mittelmoda e un concorso internazionale per giovani stilisti. Nato in sordina nel 1993, con soli dodici partecipanti, da un’idea dell’Azienda Fiere di Gorizia, in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana e l’Associazione Tessile Italiana il Mittelmoda seleziona, oggi, debuttanti designer e studenti provenienti da 367 scuole di moda di 56 nazioni. Ogni anno, entro il mese di maggio, i partecipanti devono presentare collezioni e portfolio. Successivamente, vengono premiati 36 creativi a cui sono assegnati premi in denaro e accessi a stage presso le più importanti aziende del panorama italiano. Il concorso si prefigge l’obiettivo di promuovere la libera creatività dei giovani e di dare loro l’opportunità di entrare in contatto con la realtà e le esigenze del fashion system. Mittelmoda compie dieci anni e cambia il nome in The fashion award. Per festeggiare l’anniversario, oltre alle tradizionali sfilate, tre mostre e un workshop. Mittelmoda: 10 anni, Other fashion, e Il merletto nel costume e nella moda si svolgono in contemporanea in un’unica grande sala nel quartiere fieristico di Gorizia. La prima presenta una galleria di gigantografie dedicate ai vincitori delle edizioni passate. La seconda è un atelier di sculture che indossano abiti all’insegna dell’originalità e della fantasia: dal vestito metallico della spagnola Susy Gomez, a quello fatto di bottiglie di plastica della torinese Enrica Borghi, alla scacchiera con T-shirt e cravatte della torinese Laura Ambrosi, agli indumenti arrampicati sui mobili dell’americano David Byrne, alle foto di Luisa Raffaelli o di Misha Klien, alle sirene di Fitz Kok, ai personaggi erotici di Roy Stuart. La terza mostra segna un ritorno al passato con i pizzi chantilly e gli abiti fine ‘800 provenienti dalla collezione di Marianne Stang. Il workshop verte invece sul tema del rapporto fra moda e radici etnico-culturali. Vincitore di Mittelmoda 2002 è un giovane australiano, Ramon Martin, della University and Technology di Sydney. La sua collezione è stata scelta tra le 36 selezionate da una giuria presieduta da Beppe Modenese. Il secondo premio è andato a Dimitri Ouvarov della Moscow State Textile University.

Scuola pubblica per la moda

Scuola pubblica per la moda. Istituita nel 1999 dalla Regione Lombardia con la collaborazione della Camera nazionale della Moda e Moda-Industria, si articola in diversi programmi di studio volti a realizzare quelle competenze trasversali richieste dalla realtà dell’industria della moda nel suo complesso. Tra i corsi principali, ai quali sono affiancati stage presso aziende del settore, quelli biennali di Fashion Design e di Produzione-Stilismo. Annuali, invece, i corsi di Textile design, dedicato alla progettazione tessile, e di Modellismo, rivolto ad aspiranti tecnici della confezione.