Young Fashion Award

Young Fashion Award è un concorso nazionale indetto da Camera Nazionale della Moda Italiana che aiuta i talenti ad emergere

Young Fashion Award. Concorso per giovani stilisti indetto, per la prima volta, nel 2001. Organizzato da Moet & Chandon e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, il Young Fashion Award offre la possibilità ai migliori alunni di sei scuole di moda italiane, selezionati da una giuria di esperti nel settore e di addetti ai lavori, di far sfilare i propri modelli in passerella. I sei giovani prescelti, uno per ogni scuola, possono accedere alla fase finale del concorso: la sfilata a Milano Donna a settembre. Al termine della stessa, viene proclamato un vincitore assoluto per quell’anno, che avrà la possibilità di collaborare, per sei mesi, con un grande stilista italiano.

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Icarius

Icarius. Nasce a Curitibal, studia fashion design alla scuola Santa Marcelina di San Paolo. Il suo talento viene notato in una delle sfilate della scuola.

Icarius. Nasce a Curitibal, studia fashion design alla scuola Santa Marcelina di San Paolo. Notano per la prima volta il suo talento proprio in una delle numerose sfilate organizzate dalla scuola. Durante questa, Icarius aveva presentato una collezione battezzata in modo provocatorio “Il cancro di mia madre“.

Il suo debutto sulle passerelle internazionali coincide con la collezione primavera-estate 2001 presentata a Parigi. Con linee sofisticate e sensuali, Icarius ha proposto immagini mistiche di nuove Sante, riflesso di Senohora Aparecida do Brasil.

Nel marzo 2002 vince Enkamania. Si trattava di un progetto internazionale di ricerca di nuovi fashion designer. Questo era stato promosso da Enka  (leader mondiale nella produzione di filati) in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana.

Nell’aprile 2003 dopo l’abbandono di Enzo Fusco, scelgono Icarius come nuovo timone creativo di tutte le linee della griffe romana Lancetti.

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Firth, Livia

Livia Firth, imprenditrice e produttrice italiana, attenta alle tematiche sostenibili, ha co-fondato assieme al fratello, Eco-Age.

Firth Livia. All’anagrafe Livia Giuggioli (Roma, 4 settembre 1969), è una produttrice cinematografica e un’imprenditrice italiana. 

Ex moglie dell’attore inglese Colin Firth (i due si sono separati nel 2019 dopo 22 anni di matrimonio), Livia ha raggiunto notorietà con  In Prison My Whole Life, pellicola prodotta da Nana Productions, la società di produzione fondata assieme al marito. 

Carlo Capasa, Livia Firth e Renzo Rosso

Livia Firth è un’imprenditrice attenta anche alle tematiche sostenibili. Ha co-fondato, assieme al fratello Nicola, Eco-Age: la principale agenzia di consulenza e creatività specializzata in sostenibilità integrata. Per Eco-Age, Livia ha prodotto The True Cost, un documentario sugli effetti del fast fashion sulla salute del pianeta. La pellicola è stata diretta da Andrew Morgan. Inoltre, in un’intervista, a tal proposito, ha dichiarato: “Non saremmo qui a parlare di moda sostenibile, se non esistesse il fast fashion. Fino a 30 anni fa compravamo e consumavamo in modo diverso, oggi tutto è usa e getta, con ripercussione sull’ambiente e sulle persone che creano questi prodotti: i vestiti vengono confezionati da persone che vivono come schiavi”.

Inoltre assieme al presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, sostiene il progetto Green Carpet Fashion Awards che premia le eccellenze che hanno affrontato le tematiche eco-friendly e che per queste si sono distinte. Nato nel 2017, l’evento premia le griffe, i designer e gli imprenditori che difendono i valori etici e sostenibili dell’industria moda italiana. 

 

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Capasa, Carlo

Carlo Capasa è il Presidente in carica di Camera Nazionale della Moda Italiana, attento alle tematiche della sostenibilità.

Carlo Capasa. Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Associazione che riunisce le case di moda italiane con l’obiettivo di promuovere nel mondo uno tra i settori d’eccellenza dell’industria nazionale.

Nominato per la prima volta consigliere della Camera Nazionale della Moda nel 2010 ed eletto Presidente nel 2015, Capasa ha improntato una visione strategica focalizzata su quattro pilastri: sostenibilità, digitalizzazione, nuovi brand, narrazione.

Sotto la sua guida, CNMI è diventata capofila mondiale tra le altre associazioni sul tema della Sostenibilità, con la pubblicazione di diversi documenti e linee guida che affrontano l’importante tema da molti aspetti.

Carlo Capasa

Ha inoltre dato il via alle prime tre edizioni del “International Roundtable on Sustainability”, incontro internazionale rivolto ai responsabili CSR delle aziende della moda di tutto il mondo; alle prime quattro edizioni dei “Green Carpet Fashion Awards Italia” realizzate in collaborazione con Livia Firth; al primo Summit di CNMI “Crafting the Future” realizzato insieme a Bain Company e The Business of Fashion; la Mostra “Crafting the Future of Fashion, storie di Artigianalità e Innovazione” curata da Franca Sozzani; “Italiana. L’Italia vista dalla Moda. 1971-2001” curata da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi; “Memos. A proposito della moda in questo millennio” a cura di Maria Luisa Frisa.

Nato a Lecce, Puglia, dopo gli studi si trasferisce a Milano. Carlo Capasa ha sviluppato una carriera ricca di successi coprendo vari ruoli chiave in numerose aziende del settore. Fino a marzo 2016, quando la compagnia è stata venduta a un Gruppo giapponese, Carlo Capasa ha ricoperto il ruolo di Amministratore Delegato di Costume National, la Maison che ha fondato con il fratello Ennio nel 1986.

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Guardini

Tiziano Guardini. Eco-designer. Romano, classe 1980, Tiziano si laurea in Economia e prosegue gli studi presso l’Accademia Koefia di Roma conseguendo il titolo di Fashion Designer. Il suo è un approccio alla moda evolutivo, strettamente legato alla sostenibilità. La sua evoluzione progettistica, volta a creare abiti scultorei ricavati da elementi naturali, lo etichettano come eco-designer. Le linea guida della sua creatività si basano sui principi della sartorialità, innovazione, rispetto e sperimentazione.

Tiziano Guardini e l’abito ricavato con radici di liquirizia

Il debutto nella moda

Il debutto formale nella moda arriva nel 2012 quando partecipa all’edizione limited/unlimited proponendo la giacca “aghi di pino”. Nello stesso anno viene invitato a partecipare alla Vogue Fashion Night Out a Roma, sfilando nella storica cornice di Trinità dei Monti.

L’anno successivo, nel 2013, al WHITE Trade Show di Milano presenta la sua prima linea di accessori e la sua creatività viene ammirata fuori nazione con l’esposizione alla Royal Albert Hall a Londra di alcune delle sue creazioni. Richiamo internazionale per Guardini che conquista anche Ginevra quando, durante l’evento Fashion for Forest and Forest for Fashion, delle Nazioni Unite viene chiamato a parlare della sua idea di moda.

Le indubbie qualità di eco-designer lo portano a esibire le sue creazioni all’interno di mostre dalla caratura internazionale. Nel 2015 trionfa con un abito Couture ricavato dalle radici di alberi di liquirizia all’interno dell’esposizione L’eleganza del cibo, tales about food and fashion, presso il Museo dei Mercati di Traiano a Roma.

Nel 2016 sfila durante l’Ethical Fashion Show della Milano Fashion Week e nel marzo vince il Bronze Hempel Fashion Award a Pechino.

Il 2016 è un anno fiorente per Tiziano. A luglio, infatti,  collabora con il premio Oscar Milena Canonero (celeberrima costumista teatrale e cinematografica) per la realizzazione dello spettacolo Cum Grande Humilitate presso il Duomo di Milano. A ottobre partecipa all’evento Green Carpet Challenge durante il Festival internazionale del Cinema di Roma.

I riconoscimenti

Nel 2017 la sua incredibile creatività viene premiata con il “FRANCA SOZZANI, GREEN CARPET FASHION AWARD FOR BEST EMERGING DESIGNER” e ad ottobre con  il “PETA COUTURE AWARD”.

Il richiamo al cinema è forte. Dopo aver collaborato con la Canonero, Guardini partecipa al docu-film con Michelle Yeoh in collaborazione con le Nazioni Unite e la Fondazione Michelangelo Pistoletto. Dal 2019 è presenza fissa in calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana.

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GCDS

GCDS è un marchio non convenzionale, nato nel 2015 dall’intuizioni dei fratelli Giuliano e Giordano Calza. Verve sporty e catchy che piace ai mellennials.

 

Giordano e Giuliano Calza

GCDS. Marchio di moda prêt-à-porter, acronimo di “God Can not Destroy Streetwear”. Fondato nel 2015 da Giuliano e Giordano Calza (rispettivamente direttore creativo e amministratore delegato), GCDS irrompe sulla scena street con una serie di cento felpe stampate in Cina e vendute online: l’obiettivo è testare il mercato. L’etichetta ha come target di riferimento i millennials (tra i maggiori clienti, il cantautore Mahmood e la cantante Carolina Vreeland, Chiara Ferragni e Dua Lipa) ma diverse celebrità internazionali hanno scelto di vestire la griffe. Tra queste, l’attivista canadese Pamela Anderson e l’influencer Kim Kardashian. Nel 2016 aprono il primo flagship store in piazza Gae Aulenti di Milano.

L’anno successivo, nel 2017, CGDS  registra vendite per 5 milioni di euro, cresciute del doppio nel 2018. A dare maggiore visibilità al marchio sono le co-lab con Walt Disney, Hello Kitty e Pokemon nate grazie alla passione che Giuliano ha per la cultura manga. Nel 2019, l’etichetta firma una collaborazione con Barilla per la creazione di un packaging non tradizionale sul quale spicca un rosa shocking unconventional.

Winnie Harlow in GCDS SS19

La chiave di successo per l’etichetta è lo spunto sporty e catchy e l’ambizione di essere globali. La globalizzazione di GCDS passa anche attraverso i social media, campo di sperimentazione per i fratelli napoletani Giuliano e Giordano. Non a caso, le migliori fonti di successo, sotto la sfera pubblicitaria, sono frutto delle collaborazioni con l’instagrammer Ecce Homo e il rapper Sfera Ebbasta. 

La collaborazione con Barilla

Presenza fissa nel calendario della Camera Nazionale della Moda Italiana, GCDS scopre un’anima Made in Italy con produzioni in Puglia (per le scarpe, jersey e cotone) e in Nord Italia (per la realizzazione dei capispalla).

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