Schostal

Schostal. Storico negozio di biancheria, a Roma. Aperto nel 1870 in via del Corso. Divenne noto per le calze, le cuffiette da notte, le cravatte, le camicie

Storico negozio di biancheria, a Roma. Fu aperto nel 1870, al 158 di via del Corso. In un primo tempo, l’insegna era “Alla città di Vienna, Schostal”. Divenne quasi subito noto per le calze, i copribusto, le cuffiette da notte, le cravatte, le camicie in shirting o in tela batista ricamata a mano. Oggi, punta soprattutto sulla biancheria maschile e in particolare sulla buona qualità di canottiere e calzini.

Schostal
Schostal

Schostal era il cognome di due sudditi dell’impero austroungarico, Leopold e Guglielmo, proprietari dell’omonima ditta di Vienna che era sbarcata a Roma, Napoli e Palermo. Ma il successo italiano fu merito del torinese Lazaro Bloch, che, insieme a tre dipendenti della casa madre, fondò una società e rilevò le filiali Schostal.

Il negozio romano non è molto cambiato da allora: ha gli stessi banchi di vendita e le vetrine incorniciate da listelli di ottone. Non è cambiata neppure la proprietà: la famiglia Bloch, arrivata alla terza generazione. Grande personalità fu Giorgio, il figlio del fondatore, che ha diretto il negozio prima e dopo la seconda guerra mondiale. Era un amico personale di Luigi Pirandello e del compositore Alfredo Casella. Gli è subentrato Roberto Bloch.

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Pierre Mantoux

Pierre Mantoux. Marchio italiano di calze da donna. Importatore di calzetteria tedesca, Ottorino Giangrossi fonda il calzificio milanese Ilcat nel 1932.

Pierre Mantoux. Marchio italiano di calze da donna. Importatore di calzetteria tedesca, Ottorino Giangrossi fonda il calzificio milanese Ilcat (Industria Lombarda Calze a Telaio) nel 1932, in collaborazione con la cognata.

Negli anni ’60, al figlio Remo si affianca la moglie Velia. Nasce il marchio Pierre Mantoux e la distribuzione passa dall’ingrosso al dettaglio. Attraverso 56 varianti di colore negli anni ’70, i pois del ’76, il modello Pizzo-Scala dell’82, conquista il mercato mondiale (30 per cento del fatturato) e l’attenzione dell’alta moda e del prêt-à-porter.

Dopo due anni di ricerca, il marchio, nel decennio ’90, lancia il primo collant in filato cachemire.

Pierre Mantoux
Pierre Mantoux – collant light cashmere 80

Velia Giangrossi, nel ruolo di manager, ha aperto la strada a una gestione tutta al femminile dell’azienda. Le figlie Fulvia e Patrizia (è amministratore delegato e direttore generale) e le nipoti Chiara e Costanza.

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Malerba

Malerba. Industria italiana di calze. Fondata nel 1926 dalla famiglia Malerba, originaria di Castiglione delle Stiviere, produce per l’uomo, bambino e donna

Industria italiana di calze. Fondata nel 1926 dalla famiglia Malerba, originaria di Castiglione delle Stiviere, produce per l’uomo, il bambino e la donna. Ha due stabilimenti (Varese e Castelnuovo Valsugana) e, a Galliate Lombardo. Inoltre, ha un magazzino di raccolta e smistamento dei prodotti finiti. Ha una forte presenza sui mercati tedesco e spagnolo. Sul finire degli anni ’90, ha raggiunto un accordo con la Walt Disney per la produzione di calze ispirate, nei disegni, ai personaggi di Topolino e di Paperino.

Il Gruppo Malerba ha acquisito Brigatti, storico marchio milanese di abbigliamento e accessori e punta al suo rilancio dall’estate 2003. Guido Scalfi, presidente e azionista di maggioranza (al 51 per cento, mentre il resto appartiene alla famiglia Malerba) spiega che l’obiettivo è recuperare la tradizione Brigatti. Uno dei punti fondamentali del rilancio è la distribuzione, basata su un numero selezionato di punti vendita ma anche con negozi monomarca. Obiettivo di fatturato per quanto riguarda Brigatti nel triennio 2002-2005 è superare 7 milioni e mezzo di euro (un terzo in Italia e il resto all’estero, soprattutto Far East e Usa).

Gli anni 2000

Il giro d’affari del Gruppo Malerba si è chiuso nel 2001 con circa 50 milioni di euro (50 per cento realizzati in Italia e 50 attraverso l’export). Al Gruppo fanno capo, oltre a Brigatti, le calze e l’underwear Malerba e la licenza Verri Sport uomo. È finita invece la partnership con Missoni Sport. Dopo aver iniziato il nuovo ciclo di sviluppo nel 2001 e aver raggiunto l’utile (un milione di euro su 40 milioni di fatturato) nel 2002, Malerba punta all’ampliamento dei negozi monomarca. Ai cinque già esistenti in Italia e a quello di Barcellona, si è aggiunto il negozio di Galliate Lombardo (Va). Il totale del retail attuale è di 2 mila punti vendita al dettaglio, 1.500 corner in grandi magazzini per quanto riguarda l’Italia, cui si aggiungono 6 mila punti vendita in Europa.

Malerba Calze
Malerba Calze

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PHILIPPE MATIGNON

Philippe Matignon. Il sofisticato e sensuale spirito francese si combina con lo stile e con la qualità italiana, dando vita a preziosi articoli.

PHILIPPE MATIGNON

Indice

  1. Storia
  2. Sviluppo
  3. Aspetto finanziario
  4. Situazione attuale

STORIA

Eleganza e raffinatezza, stile e femminilità, seduzione e attenzione ai dettagli. Sono queste le caratteristiche su cui Philippe Matignon basa le proprie collezioni. Il sofisticato spirito francese si combina infatti con lo stile e con la qualità italiana, dando vita a preziosi articoli. Tra questi calze, collant, leggings, vestiti, calze al ginocchio e calzini.

Il brand quindi si posiziona al top dell’eleganza sofisticata. Si prende cura delle donne in ogni dettaglio, rendendole uniche e seducenti in ogni momento della loro giornata così come nelle occasioni speciali. Un lusso accessibile per uno stile che si rinnova ogni anno nelle nuove collezioni.

Philippe Matignon

SVILUPPO

Philippe Matignon è stato acquistato dal Gruppo Golden Lady nel 2003 e ne è il brand di punta. Le calze e i collant vengono fabbricati con i materiali più raffinati e con tecnologie all’avanguardia applicate ai macchinari per creare diversi tipi di intrecciati. Con i propri articoli competitivi, il brand si specializza nei canali di vendita e si posiziona nella gamma di prezzo medio-alta del mercato in relazione all’alta qualità dei prodotti. I partner d’affari infatti possono contare su una costante assistenza e allenamento per condurre gli affari al meglio.

Il brand mira a donne che vogliono appunto distinguersi in un modo originale ma di classe, con una speciale attenzione al comfort, all’eleganza e ai dettagli.

ASPETTO FINANZIARIO

Il brand è posseduto dal Gruppo Golden Lady, un market leader in Italia con uno share del 35% e un giocatore chiave nei maggiori mercati europei, inclusi quelli di Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, attraverso i suoi sussidiari e le agenzie di vendita. Una posizione chiave è rappresentata da quella in Russia (specialmente in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Slovacchia), grazie a un network di distribuzione locale che ha affermato i prodotti del Gruppo come simbolo dell’eleganza italiana. Golden Lady si è conquistato un ruolo dominante anche nel mercato degli Stati Uniti.

Il Gruppo ha concluso il 2016 con un fatturato di circa 200 milioni di euro, con un calo rispetto all’anno precedente, che si era chiuso con circa 280 milioni di euro.

Philippe Matignon

SITUAZIONE ATTUALE

Oggi il Gruppo possiede 13 siti di produzione situati in Italia, negli Stati Uniti e in Serbia, con una produzione totale di 400 milioni di calze all’anno, distribuite in 70 paesi di tutto il mondo. Lo spostamento di questa produzione specialmente in Serbia ha generato indesiderate controversie all’interno della compagnia.

Nerino Grassi è il presidente del consiglio di amministrazione e i quartieri generali sono situati a Castiglione delle Stiviere (Mantova).

Philippe Matignon

Nerino Grassi

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Gambaletto

Lenglen, Suzanne

Lenglen Suzanne (1899-1938). Tennista masce e vive a Parigi. Vincitrice del torneo di Wimbledon. Per lei, Patou disegnò abiti da tennis.

Lenglen Suzanne (1899-1938). Tennista, vincitrice del torneo di Wimbledon. Per lei, Patou disegnò abiti da tennis.

Nasce e vive a Parigi, fra la villa di campagna di Marest sur Matz (Compiégne), Nizza e di nuovo Parigi, dove morirà di anemia perniciosa.

“Più ammirata di Sarah Bernhardt, più desiderata di Joséphine Baker, più elegante di Anna Pavlova“, scrive di lei, con qualche eccesso il suo unico biografo, Gianni Clerici (La diva del tennis, Rochevignes Ed. 1984, Paris).

Campionessa europea a 15 anni nel ’14, Suzanne si impone nel primo Wimbledon del dopoguerra (’19), e, sempre a Wimbledon, vincerà a ogni partecipazione sino al ’25, con l’eccezione di una assenza nel ’24.

Nel ’26, prima tennista in assoluto (maschi inclusi), diverrà professionista debuttando al Madison Square Garden di New York, e intascando 100 mila dollari per una tournée di 4 mesi in Usa.

Lenglen fu la prima tennista ad abbandonare il busto, a giocare con abiti lievi, sottana al ginocchio spesso plissé, calze disinvoltamente trattenute da un elastico alla coscia. Mise in voga un turbante di seta, spesso colorato in tinte leggere, così come i golf cardigan che indossava durante il riscaldamento (in tinta col turbante).

Chiese a Patou di produrre abiti da tennis, che indossò e propagandò, ben inteso contro le leggi del dilettantismo di quei tempi.

Lenglen

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Calzificio Milanese Luigi Ciocca

Il Calzificio Milanese Luigi Ciocca è un azienda fondata nel 1919 da Luigi Ciocca con i soci Grignaschi, Bertoletti e Dell’Oro.

Il Calzificio Milanese Luigi Ciocca è un azienda fondata nel 1919 da Luigi Ciocca con i soci Grignaschi, Bertoletti e Dell’Oro. Trasferito da Milano a Quinzano d’Oglio, lo stabilimento produce calze da uomo, donna e bambino e maglieria esterna da uomo e donna. Il fatturato di oltre 45 miliardi di lire comprende anche il settore tintoria di filato e calze. La fascia di mercato è medio alta.

Collant

Collant. Calzamaglia femminile alta fino alla vita non rende giustizia all’importanza di quella che qualcuno ha chiamato “l’invenzione del secolo”.

Collant. La sua definizione più classica di calzamaglia femminile alta fino alla vita (e, almeno all’inizio, leggera e color pelle) non rende giustizia all’importanza sociale e tecnologica di quella che qualcuno ha definito come  “l’invenzione del secolo”.

È l’evoluzione delle calze di seta o le calze di nylon. Porterà la donna, quasi in contemporanea con il trionfo della mini di Mary Quant, a una liberazione di movimenti e di atteggiamenti nel segno del comfort. Se il suo regno continua ancora adesso, al di là delle nuove frontiere del postfemminismo, lo si deve però alla scoperta di materiali sempre più impalpabili e sempre più resistenti. (a meno di inconvenienti irreparabili, leggi: bruciature da sigaretta e smagliature da bicicletta).

I collant bianchi da infermiera o neri da diva del Crazy Horse, velati da nonnina di Cappuccetto Rosso o colorati da sexy nipotina, istoriati alla maniera dell’Antico Egitto o ispirati alla Londra più optical, devono il loro successo alla praticità e funzionalità. Ma, negli anni ’90, i collant sono entrati in crisi. In tutto il mondo il consumo di collant è, dal ’91 ai primi anni del Duemila, sceso del 30 per cento.

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Doré Doré

Doré Doré è un’azienda francese di calze, fondata nel 1819 nello Champagne. Ha, con i suoi prodotti di alta gamma grosse quote di mercato in tutto il mondo.

Azienda francese di calze, fondata nel 1819 nello Champagne. Ha, con i suoi prodotti di alta gamma, grosse quote di mercato in tutto il mondo. Fattura circa 110 miliardi di euro l’anno e ha 700 dipendenti. Nel ’96 Dorè Dorè ha aperto a Milano un negozio pilota.

collant dore dore
Collant Dore Dore

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Bobby socks

Bobby socks. Come riconoscere un film americano ambientato negli anni ’50? Semplicemente osservando le calze delle teenagers.

Bobby socks. Come riconoscere un film americano ambientato negli anni ’50? Semplicemente osservando le calze delle teenagers: corte, spesso bianche, arrotolate alla caviglia, abbinate a scarpe ballerine oppure con tacchi; il look era completato da maglioni molto attillati indossati su gonne a strati. In alternativa, le bobby socks spuntavano da scarponcini calzati sotto lunghe gonne kilt.

Bobby socks
Delle giovani ragazze indossano le Bobby socks.

Castel Goffredo

Castel Goffredo. Area che produce calze e collant, un distretto — nel Mantovano — formato da quasi 300 imprese con oltre 6 mila addetti.

Castel Goffredo. Area che produce calze e collant, un distretto, nel Mantovano. Distretto formato da quasi 300 imprese con oltre 6 mila addetti e un fatturato totale di 2200 miliardi. Il complesso d’aziende che vi operano è, dopo il ritiro dal mercato (nel 1998) della multinazionale americana Sara Lee, il più importante al mondo nel settore dei collant. Il 67% delle donne europee dipende, per gli acquisti di collant, dall’esportazione di Castel Goffredo.

L’area gode di una posizione strategica grazie alla vicinanza con le maggiori aziende produttrici di macchine da tessitura per calze da donna, la principale delle quali è la Lonati di Brescia. Con i loro marchi Levante, Golden Lady, Omsa e San Pellegrino. Le aziende di maggior rilievo del distretto sono: Calzedonia, Csp International (quotata in Borsa), Levante, Franco Bombana, Primamoda, Calze B.C.