Tecnica

Tecnica. Calzaturificio italiano. Nasce nel 1960 producendo, all’inizio, solo scarpe da lavoro, sulla base dell’attività già avviata da Oreste Zanatta.

Tecnica. Calzaturificio italiano. Nasce nel 1960 producendo, all’inizio, solo scarpe da lavoro, sulla base dell’attività già avviata da Oreste Zanatta. Sono i figli, Giancarlo e Ambrosiano, che, nei primi anni ’70, orientano la produzione verso il settore dello sport. Ed è proprio nel ’70 che Tecnica presenta il suo primo Moon Boot . Diventa sinonimo di doposcì e vende oltre 300 milioni di paia in tutto il mondo. Oggi, produce scarpe da sci, doposcì, trekking, outdoor, pattini in linea, abbigliamento e accessori.

Tecnica
Scarpe da trekking 

Tramite una serie di acquisizioni, fusioni e accordi di commercializzazione, il Gruppo gestisce anche i marchi Think Pink (abbigliamento sportivo, acquistato nel ’92), Lowa (azienda tedesca, leader nelle scarpe da trekking, acquisita nel ’93), Dolomite (acquisita nel ’98), Marker (attacchi da sci, tavole da snowboard) e Volk (sci).

Tecnica
Tecnica Doposci

Giancarlo Zanatta, presidente e amministratore delegato del Gruppo Tecnica (marchi Tecnica, Dolomite, Nitro, Lowa, Think Pink e Marker, oltre a essere distributore dei prodotti Volkl e Elan), è nominato presidente di Assosport, associazione nazionale dei produttori di articoli sportivi.

Tecnica
Scarpe da running 

Definita l’acquisizione dell’ultimo 15 per cento delle azioni di Marker International, produttore tedesco di attacchi da sci, di cui dal ’99 deteneva l’85 per cento attraverso la controllata CT Holding. Da un fatturato di 59 milioni di euro nel 1999 Marker International è passata a 64 milioni nel 2001. Il Gruppo Tecnica ha chiuso il 2002 con un fatturato di 294 milioni di euro, più 4 per cento rispetto all’anno precedente, che già aveva segnato un incremento del 16,7.

Concluso il contratto tra Benetton e Tecnica per la cessione del marchio Nordica. L’azienda di Montebelluna ha battuto la concorrenza di alcuni leader di settore, fra i quali Atomic e Head. Benetton acquisisce una quota del 10 per cento del capitale di Tecnica. Tecnica compra anche Rollerblade. Viene acquisito dal gruppo anche il marchio Bizzard.

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Magli, Bruno

Bruno Magli. Calzaturificio italiano. È una storia di famiglia quella di quest’azienda: Marino, Bruno e Maria Magli iniziano negli anni ’20.

Bruno Magli. Calzaturificio italiano. È una storia di famiglia quella di quest’azienda bolognese: Marino, Bruno e Maria Magli iniziano negli anni ’20 una produzione artigianale. Nel 1936 sono alla testa di una piccola azienda. Dopo una forzata pausa per la guerra, nel ’47 l’attività riprende a pieno ritmo con un nuovo capannone. Negli anni ’60, la décolleté con tacco a spillo e la scarpa a punta fanno epoca. Inizia la serie dei negozi monomarca a Bologna, Genova, Milano, Roma, Venezia oltre che Torino. Alla scomparsa dei fratelli Magli, i loro figli ne proseguono l’attività: si tratta di Mauro, Sandro e Morris che puntano sul total look: una linea uomo e una serie di capispalla, borse e accessori.

Foto storiche della Bruno Magli
Foto storiche della Bruno Magli

L’azienda esporta l’80 per cento della sua produzione. Match Race è la nuova calzatura di Magli Sport indossata dai velisti della Mr. Geko in occasione della Wally’s Cup. Opera (società di investimenti e partecipazioni in aziende del lusso con capitali di circa 225 milioni di euro, posseduta al 50 per cento da Bulgari) ha concluso l’acquisito di Bruno Magli S.p.A. Con questa operazione da 150 milioni di euro Opera è diventata proprietaria delle aziende italiane ed estere di Bruno Magli, della licenza americana e dei punti vendita. Opera interviene direttamente nella gestione aziendale delle partecipate americane di Bruno Magli. Altri azionisti partecipanti alla transazione, sono la giapponese Mitsui, che detiene ora il 2 per cento del pacchetto, e il fondo pensione Verizon, con il 19.

Ernesto Esposito: nuovo direttore creativo

Nuovo direttore stilistico della Bruno Magli è Ernesto Esposito, che ha presentato la collezione autunno-inverno 2002-2003 nello show room di via Bigli a Milano. Lo stilista ha collaborato con Louis Vuitton e Sergio Rossi. Nel 2001, la Bruno Magli ha prodotto vendite per 89,1 milioni di euro contro i 91,3 milioni del 2000. Le esportazioni rappresentano l’80 per cento del fatturato. Il retail comprende 65 negozi monomarca, di cui 25 in Italia. Le sei società, appartenenti alla famiglia Magli e acquistate da Opera, faranno parte di un solo gruppo con a capo la Bruno Magli S.p.A. Oltre al riassetto societario, gli obiettivi per il rilancio del marchio prevedono di ampliare il retail e il settore accessori, e di puntare sul Giappone.

2002, dicembre. Si è aperto a Firenze, in via Roma, il nuovo negozio Bruno Magli. L’export rappresenta il 72 per cento del fatturato. In Giappone, è inoltre stata creata la Bruno Magli Japan, società in joint venture con Itochu e Kanematzu-Ginza (leader nel “retail” calzature e pelletteria). Obiettivo della nuova società, con sede a Ginza, è quello di sviluppare il marchio creando nuove boutique monomarca e corner, fino a raggiungere in tre anni 35 punti vendita e un fatturato di oltre 35 milioni nel 2005 (dagli attuali 8 milioni) nel solo Giappone. In generale i monomarca entro la fine 2003 passeranno da 66 a 77, per raggiungere quota 100 entro il 2005. Si inaugura il negozio nell’outlet Fox Town di Mendrisio e ad aprile quello di Roma in via Condotti. Importante anche il mercato degli Stati Uniti, che rappresenta il 38 per cento circa del fatturato. Magli attualmente è presente in America con sei monomarca e una rete di 50 corner nei grandi magazzini (Neiman Marcus, Barneys e Bloomingdale).

Nel 2002 Magli ha registrato un giro d’affari di 73 milioni di euro con una produzione di 500 mila paia di scarpe all’anno. Nuovi negozi a Mosca, ma anche a Kuwait City. Seconda boutique a New York.

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