Schiano, Marina

Schiano Marina. Indossatrice e designer di gioielli. Inizia a sfilare per Livio De Simone. Approda a Milano e posa per il fotografo Gianpaolo Barbieri.

Marina. Indossatrice e designer di gioielli. Nasce a Bacoli nei pressi di Napoli. Magra, altissima, con tratti orientali e una prorompente vitalità partenopea, inizia a sfilare per il napoletano Livio De Simone. Approda a Milano e posa per il fotografo Gianpaolo Barbieri. Si trasferisce a New York e, attraverso l’agente Eileen Ford, Schiano lavora moltissimo con Avedon e Hiro. Diventa amica inseparabile di Andy Warhol. Negli anni ’70, Saint-Laurent le affida la direzione della sua sede, per New York e tutto il Nord America. Dopo un’esperienza come stilista per Calvin Klein e una collaborazione alla rivista Vanity Fair, Schiano comincia a disegnare gioielli.

Schiano
Schiano

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Small, Geoffrey B.

Geoffrey B. Small. Stilista americano. Pioniere dei creatori d’avanguardia negli Stati Uniti. Inizia la carriera nel 1979 a Boston.

Geoffrey B. Small (1960). Stilista americano. Pioniere dei creatori d’avanguardia negli Stati Uniti. Inizia la carriera nel 1979 a Boston, nel granaio dei genitori con una macchina Singer.

Vince per due volte (’79 e ’80) l’Oscar per i creatori di moda del futuro. Nella giuria Calvin Klein e la giornalista Bernardine Morris. Nel ’94 è il terzo americano iscritto nel calendario ufficiale della Camera della Moda francese. Dal ’98, firma anche una collezione di occhiali.

Small
Geoffrey B. Small SS Women, Parigi

Il quartier generale è a Boston, 115 Kingstone Street. Il volume totale annuo delle vendite è di 2,5 milioni di dollari. È distribuito in 11 paesi, con 50 punti vendita: Est asiatico, Europa, America. Attento ai prezzi e allo stile della strada, ha l’obiettivo di diventare marchio leader per i giovani nel XXI secolo.

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Futurismo

Tuleh

Tuleh è un’etichetta newyorkese di prêt-à-porter, fondata da Bryan Bradley, ex stilista per Calvin Klein. Tra le clienti, Cameron Diaz e Jennifer Lopez

Tuleh. Etichetta newyorkese di prêt-à-porter. I suoi fondatori sono Bryan Bradley, ex stilista per Calvin Klein, e Josh Patner, giornalista di moda. La prima collezione viene presentata alla stampa nel 1997 e riceve critiche entusiaste. Le giovani dive di Hollywood, da Cameron Diaz a Jennifer Lopez, adorano lo stile vintage e rétro creato da questi due stilisti, entrambi originari del Midwest. Il vero successo arriva nel giugno del ’99 con la vittoria del premio Perry Ellis che ogni anno il Council of Fashion Designers of America assegna ai migliori stilisti emergenti di linee donna. “Dietro alla nascita di ogni collezione — dicono Bradley e Partner — c’è sempre un’unica e sola idea. Quella si costringere le donne a vestirsi in modo più accurato e a spogliarsi in modo più lento”. Nel 2001 Josh Patner abbandona la società, che resta in mano al solo Bryan Bradley, stilista anche di un brand che porta il suo nome.

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Nordstrom

Nordstrom. Catena americana di grandi magazzini di abbigliamento casual. Il primo negozio, specializzato in calzature, venne aperto a Seattle nel 1901.

Nordstrom. Catena americana di grandi magazzini di abbigliamento casual. Il primo negozio, specializzato in calzature, venne aperto a Seattle nel 1901 da un giovane e squattrinato immigrato svedese di nome John W. Nordstrom.

Nordstrom
Il nipote di John W. Nordstrom, Bruce 

Negli anni ’60, la compagnia, che già primeggiava nel mercato delle scarpe, decise di estendere il proprio prodotto agli abiti per donna, uomo e bambino. Oggi si contano 143 punti vendita in 27 Stati americani, e 23 sedi internazionali, concentrate soprattutto in Europa. 2009. Oggi i magazzini Nordstrom si sono arricchiti di un’offerta che comprende anche i grandi brand dei migliori designer internazionali, fra cui Armani, Burberry, Calvin Klein.

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GUCCI

Malta, Silvano

Malta Silvano (1949). Stilista italiano. È nato a Cesena. Ha sempre fatto leva sulla teatralità e sull’ironia. Ha iniziato la carriera a Roma.

Malta Silvano (1949). Stilista italiano. È nato a Cesena. Ha sempre fatto leva sulla teatralità e sull’ironia. Ha iniziato la carriera a Roma come costumista collaborando con il sarto teatrale Umberto Tirelli e con il costumista Pierluigi Pizzi. Successore di André Laug alla sartoria Antonelli, dove fu presentato da Beppe Modenese, ha disegnato per l’alta moda dal ’68 al ’75 occupandosi contemporaneamente delle collezioni boutique di Marina Lante della Rovere (’70-74), di Trells, di Pims (’70-82), di Paola Signorini, del maglificio Milena Mosele.

Dall’82 all’89, ha stabilito contatti per la produzione e la distribuzione in Giappone di una sua linea, la Renown, aprendo 60 boutique a Osaka, Tokyo e Kyoto.

Negli anni ’90, ha preferito contratti di collaborazione temporanea con la Pianoforte by Max Mara, con Basile, con il sarto milanese Mosè e con Calvin Klein per la lingerie. Dannati e intoccabili è il titolo del romanzo pubblicato da Malta sul mondo della moda. Tra finzione e realtà, lo stilista dipinge un quadro a tinte fosche del fashion business.

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McDean, Craig

McDean, Craig (1970). Fotografo e filmaker inglese. Ha iniziato studiando fotografia al Mit Cheshire College di Londra e al Blackpoll College.

McDean, Craig (1970). Fotografo e filmaker inglese. Ha iniziato studiando fotografia al Mit Cheshire College di Londra e al Blackpoll College. Fa bottega come assistente di Nick Knigth. Si segnala pubblicando su i-D e The Face, realizzando campagne per clienti di pregio come Levi’s e lavorando nel mondo della musica con Bjork e Iggy Pop. Si trasferisce a New York e si afferma definitivamente con le sue campagne per Yamamoto, Givenchy, Calvin Klein e pubblicando su W Magazine, Harper’s Bazaar e sull’edizione italiana di Vogue. Nel 1999 pubblica I Love Fast Cons.

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Minimalismo

Minimalismo. Il minimo senza il massimo non esiste: ecco la chiave di volta per interpretare questa tendenza (semplificare, ripulire, ridurre).

Minimalismo. Il minimo senza il massimo non esiste. Ecco la chiave di volta per interpretare questa tendenza (semplificare, ripulire, ridurre) che ha caratterizzato i primi anni ’90 in reazione ai primi ’80, gonfi di colori, consumi e merci.

minimalismo

Caratteristiche del minimalismo

Tutto abbondante, sovraccarico, anzi ricco da una parte. Depurato, cerebrale dall’altra (i colori: grigio, kaki, beige, nero, bianco; niente trucco, nessun gioiello, scarpe senza tacco), quasi a sottolineare una vicinanza di sguardo con il pensiero di due maestri dell’architettura, Mies van der Rohe (“Less is more”, meno è più) e Le Corbusier.

Sì a tutto ciò che è povero, spoglio, ruvido. Lo si è visto nell’architettura d’interni e di esterni. Improvvisamente convertita all’essenziale tout court, nella letteratura, che ha avuto i suoi profeti nei McInerney, Leavitt, Easton Ellis. Nella moda, il minimalismo ha avuto un antesignano in Zoran (ma anche in Calvin Klein) e una musa in Miuccia Prada (oltre che in Jil Sander), che è riuscita a imporre il suo gusto ridotto ai minimi termini, costruendo su questo look un impero miliardario.

La morte ufficiale del movimento minimalista nella moda si fa risalire alla sfilata uomo primavera-estate ’99 di Tom Ford per Gucci, nel luglio ’98. Un’esplosione di piume, paillette, tessuti stampati, colori vividi. È la fine del giansenismo: si ritorna alla lussuria.

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Manevitz, Isaac

Manevitz, Isaac. Designer egiziano per Ben-Amun, ha alle spalle oltre trent’anni di successi con la sua linea di gioielli e cinture.

Isaac Manevitz. Designer egiziano per Ben-Amun, ha alle spalle oltre trent’anni di successi con la sua linea di gioielli e cinture. La compagnia prende il nome dal figlio di Manevitz, Ben, e dal re d’Egitto Tutankhamon. Lavorando con materiali inusuali e raffinati, come il vetro, il cristallo e il peltro crea disegni unici. Le sue cinture sono realizzate con la migliore pelle italiana. Non solo è popolare grazie a editoriali pubblicati su riviste come Vogue, Elle e Marie Claire, ma è anche acclamato sulle passerelle: Isaac ha infatti lavorato con Calvin Klein, Donna Karan e Ralph Lauren.

Manvitz Isaac
Ben Amun

Isaac Manevitz ha portato il suo amore per la scultura nelle sue collezioni lavorando a pregiati ed insoliti materiali per creare disegni unici che sono sempre originali e mai deludenti. Lavora con materiali come la Lucite, il peltro, il vetro e il cristallo, che gli danno la capacità di fare i suoi gioielli distinti e ricchi di ispirazione. Le cinture, in finissima pelle italiana, prendono vita con le belle fibbie in fusione e dettagliate. Il suo design senza tempo e fresco continua ad eccitare l’industria e si rafforza con il tempo.

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Longhi, Andreina

Longhi Andreina PR e fondatrice di Attila&Co, agenzia di comunicazione integrata. Andreina Longhi inizia la sua carriera in Snia Viscosa poi nella house agency di Max Mara che lascia per fondare Attila&Co. Ha lavorato per grandi nomi del mondo della moda come Valentino, Gucci, Calvin Klein, LaPerla e Montblanc, amministratore delegato di Attila&Co e presidente del White Club.

Longhi, House of Attila
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Warnaco

Warnaco è un’zienda americana di intimo e di moda maschile che produce biancheria per Calvin Klein,Valentino e Ralph Lauren

Warnaco. Azienda americana di intimo e di moda maschile. La società produce biancheria per Calvin Klein, Olga, Valentino e Warner, abbigliamento maschile per Ralph Lauren (linea Chaps). Vende a oltre 16 mila negozi. È considerato il secondo gruppo americano nel settore della biancheria intima, subito dietro a Sara Lee Playtex. Impiega circa 20 mila persone. Nel 2001, l’azienda americana, insolvente da parecchio tempo nei confronti dei marchi di cui detiene la licenza, attraversa il momento più buio: in giugno viene messa sotto Chapter 11, la clausola di protezione antifallimento, ed entra in amministrazione controllata.”I debiti ammontano a 2450 milioni di dollari.

Il primo passo per risalire la china è la dismissione della linea notte Gjm e delle lingerie Izka e Lejaby, oltre a vari rimpasti a livello dirigenziale. La ristrutturazione dà i primi frutti e, dopo 18 mesi, il Gruppo esce dal piano di protezione, riducendo il debito a 247 milioni di dollari. Pur con un management privo di alcuni ruoli chiave non ancora riassegnati, la società newyorkese chiude il 2002 con meno perdite operative e debiti rispetto all’anno precedente.

Nella primavera del 2003, l’inversione di tendenza può dirsi definitivamente avviata quando Nautica Apparel sigla con Warnaco un accordo pluriennale di licenza per la produzione e la commercializzazione delle proprie linee di swimwear. Oggi Warnaco è tornato uno dei marchi leader nella produzione dei costumi da bagno, dell’intimo, del menswear, del jeanswear e degli accessori con marchi propri e licenze per Calvin Klein, Chaps e Polo by Ralph Lauren, Speedo-Authentic Fitness e altri.

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