Lanificio Luigi Colombo

Lanificio Luigi Colombo comincia a produrre sul finire degli anni ’60. Il lanificio è al secondo posto nel mondo per la produzione di puro cachemire.

Ha sede a Borgosesia, in provincia di Vercelli. Ha cominciato a produrre sul finire degli anni ’60. Un periodo di storia breve ma, comunque, sufficiente per portare il lanificio,che conserva il nome del suo fondatore, al secondo posto nel mondo per la produzione di puro cachemire. Luigi Colombo, orfano a dieci anni (il padre era industriale dolciario a Saronno), cresce con gli zii che, all’epoca, sono fra i grandi dell’industria laniera, con stabilimento a Prativero. L’ambiente e la vocazione portano il giovane Luigi a un percorso quasi obbligato. Studi all’Istituto Quintino Sella di Biella, affiancati dalla pratica quotidiana nello stabilimento degli zii, del quale — a studi terminati — per un ventennio è alla guida tecnica, in collaborazione con un cugino. Forte di queste esperienze, si mette in proprio, scegliendo la nicchia dei prodotti più nobili e più difficili. All’esordio dell’azienda, il successo è suggellato da una novità: il tessuto double-face subito adottato dai più grandi creatori di moda.

Negli anni ’70 al fondatore si affiancano i tre figli. Giancarlo, che si dedica alla produzione, Roberto, al marketing e Paolo, che viene da esperienze in una grande società di revisione contabile. L’ingresso al vertice della seconda generazione non ha attenuato la vocazione originale. Strategie, stile e robusti sforzi finanziari in investimenti (15 milioni di euro dal ’99 al 2002) ne fanno una delle aziende più avanzate nel settore. I successi ottenuti con i tessuti sollecitano l’azienda a proporsi anche nella maglieria, e dall’inizio del 1994 la sua etichetta si trova nelle boutique di maggior prestigio nel mondo. Nel ’97 il lanificio ha aperto una filiale a Osaka e un ufficio a New York.

Gli anni 2000 del Lanificio

Nel 2000 il fatturato è stato di 50 milioni di euro (un’impennata che ha richiesto nuove assunzioni, portando l’organico a 320 dipendenti), mentre la quota export si è mantenuta al 60 per cento. Nel 2001, il fatturato ha raggiunto i 70 milioni di euro. ll 2002 rappresenta l’anno del ritorno “alla normalità”. Una larga parte dei tessuti e della maglieria è realizzata con la pregiata materia prima che arriva dall’Inner Mongolia (350 tonnellate nel 2001), sulla quale sono eseguiti controlli capillari dalla Colombo HK Ltd, con filiale a Pechino. Il riconoscimento internazionale è stato ufficializzato con l’ingresso nel Club Europés 500.

Leggi anche: 

Lanificio Fratelli Cerruti

 La storia dei Missoni, l’amore per la maglieria