Barzini, Benedetta

La prima top model Italiana. Debutta come modella nel 1963 per Vogue America

Barzini Benedetta, classe 1943 è una top model e cover girl italiana. Femminista convinta dagli anni’70. Ribelle e anticonformista.

Chi è Benedetta Barzini

Figlia di Luigi Barzini junior, celebre inviato del Corriere della Sera, e di Giannalisa Feltrinelli. La Barzini debutta come modella nel 1963 a Roma per Vogue America. In quest’occasione viene fotografata da Leonbruno-Body con indosso una collana di Buccellati.

Barzini
Barzini Benedetta

A scoprirla alle origini è Consuelo Crespi, allora redattrice di moda, che la notò per strada, senza sapere che era figlia di amici di famiglia. Aveva solo 20 anni. Dopo quella foto, Diana Vreeland, direttore di Vogue, le manda un telegramma in cui la invita ad andare a New York per lavorare con Irving Penn. Avrebbe dovuto restare 10 giorni. Vi rimase 5 anni.

Bendetta Barzini
Benedetta Barzini

Cinque anni in cui, davanti all’obiettivo di Bert Stern, Sokolowsky, Avedon, con il suo volto segnato e antico, divenne la sofisticata interprete di quel look esotico-mediterraneo che tanto piaceva agli americani. Tornata in Italia, è una delle modelle preferite di Ugo Mulas. femminista convinta dagli anni’70. Ribelle e anticonformista.

È giornalista e cura un corso di Storia dell’abito presso la Scuola progettisti di moda della Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino e al Politecnico di Milano. Inoltre, è anche visiting professor in diverse università europee, come quella di Lisbona. Nel 2018 è protagonista della pellicola ‘La scomparsa di mia madre’ film d’esordio di suo figlio film d’esordio di Beniamino Barrese. Suo figlio  comincia a filmarla, determinato a tramandarne la memoria. Il progetto si trasforma in un’intensa battaglia contro il controllo della sua immagine. La Barzini si batte contro la mercificazione del corpo femminile.

Barzini
La modella di recente

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Buccellati Mario

Buccellati ancora ragazzino, va “a bottega” a Milano da Beltrami e Besnati, tra i più importanti orefici del tempo. Nel 1919 ne rileva l’attività.

Buccellati Mario (1981-1965). Gabriele D’Annunzio lo chiamò “Principe degli orafi” e gli predisse che sarebbe passato ai posteri come “Mastro Paragon Coppella”. A testimonianza di questa amicizia resta un nutrito carteggio intitolato Caro Mario e pubblicato dalle edizioni Scheiwiller. Ma il poeta non fu il suo unico celebre estimatore. Buccellati ha annoverato fra i suoi clienti le famiglie reali d’Italia, Spagna, Belgio, Egitto, la regina d’Inghilterra, le corti Vaticane di Pio XI e Pio XII.

Ancora ragazzino, va “a bottega” a Milano in largo Santa Margherita da Beltrami e Besnati, tra i più importanti orefici del tempo. Nel 1919 ne rileva l’attività, dandole il suo nome. I suoi monili prendono spunto dalle opere cinquecentesche, dai merletti di Burano, dai tessuti di trina, mentre originali soluzioni tecniche ne caratterizzano la fattura. Accanto ai gioielli, cesella anche pochette, portacipria, portasigarette, vasi e coppe.

Mari Buccellati è morto il 5 Maggio 1965 a Milano. Alla sua morte, l’attività viene portata avanti da quattro dei suoi cinque figli: Lorenzo che opera a Milano, in via Montenapoleone e a Firenze; Luca che si occupa del negozio di New York sulla 51ma Strada; Federico di quello a Roma (esiste dal ’25) e Gianmaria di quello a Parigi. Ognuno di loro conduce un’attività propria, assolutamente indipendente per scelte commerciali e per gestione aziendale.

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