Museo Ferragamo

Museo Ferragamo. Palazzo Feroni, via de’ Tornabuoni, Firenze. È stato inaugurato a maggio del 1995 con oltre 15 mila modelli di scarpe di Ferragamo

Palazzo Feroni, via de’ Tornabuoni, Firenze. È stato inaugurato nel maggio del 1995. Gli oltre 15 mila modelli di scarpe di Salvatore Ferragamo, dell’archivio della famiglia e dell’azienda, vengono esposti a rotazione (200 per volta) in modo da raccontare – dagli anni ’20 sino al 1960, quando morì – la straordinaria creatività, la perizia artigiana, lo stile di un grandissimo maestro della calzatura. Il museo ospita e organizza anche mostre diverse: Bruce Weber, durante la Biennale di Firenze del ’96; Cenerentola a cura di Stefania Ricci, Michael Howells e Jenny Beavan nell’ambito della Biennale ’98; Audrey Hepburn nella primavera del ’99.

Museo Salvatore Ferragamo
Museo Salvatore Ferragamo

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Weber, Bruce

Bruce Weber, dall’olimpo della fotografia legata alla moda al declino inesorabile a causa delle accuse di molestie sessuali

Weber Bruce (1946). Fotografo americano. A lui si deve la nuova immagine della bellezza nella fotografia di moda. Nato a Greensburg, Pennsylvania, negli anni ’50 studia a New York con Lisette Model. Qui incontra la fotografa Diane Arbus, che lascerà a lungo una forte impronta sulla sua sensibilità artistica. Inizia la carriera negli anni ’70: la prima mostra personale risale al ’74, alla galleria Staley-Wise di New York.

Weber presenta una raccolta di scatti che avevano come tema i body builders, dimostrando di avere un occhio all’avanguardia nei confronti delle tendenze estetiche maschili. I fisici di uomini e ragazzi ritratti in palestra, con i muscoli modellati e la pelle lucida, sarebbero diventati all’ordine del giorno soltanto un decennio più tardi. Nell’85, partecipa alla grande esposizione di fotografia al Victoria and Albert Museum di Londra, intitolata Shots of Style. Il primo reportage di moda gli viene commissionato da Vogue (edizione inglese) nell’80.

AD FW 1994-95 Versace. Bruce Weber

I vestiti assumono nelle sue immagini il ruolo di enfatizzatori del corpo e dei visi. Le espressioni e i movimenti prendono vita davanti al suo obiettivo e gli abiti diventano parte integrante di un sentimento cinematografico trasposto su carta. Weber eccelle nel ritratto e nella rappresentazione della bellezza maschile, che immortala nel corso degli anni definendo una scala evolutiva dell’estetica dell’uomo. Non a caso, nell’83 fotografa circa 250 atleti che partecipano alle Olimpiadi dell’anno dopo. La prima monografia sul fotografo americano è dell’89. Collabora assiduamente con le più importanti riviste d’immagine del mondo, da Vogue America a Vanity Fair.

Nel 2019, Weber assieme al collega Mario Testino vengono accusati di molestie. L’addebito arriva da alcuni modelli che hanno denunciato una condotta poco onesta nei loro confronti. La risposta di Condé Nast non si è fatta attendere e dopo aver preso le distanze dai fotografi, annunciano definitivamente il divorzio. “Siamo profondamente infastiditi da queste accuse e le prendiamo molto seriamente. Alla luce di queste accuse, non commissioneremo più alcun nuovo lavoro a Bruce Weber o a Mario Testino, in un futuro prevedibile” cita la nota fatta diramare dall’azienda.

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Bruce Weber per Versace

Howell, Margaret

Howell. Studia belle arti al Goldsmiths College di Londra dove si laurea nel 1970. Un anno dopo, comincia a vendere sciarpe a varie boutique.

Howell. Studia belle arti al Goldsmiths College di Londra dove si laurea nel 1970. Un anno dopo, comincia a vendere sciarpe a varie boutique e, nel ’72, aggiunge vestiti da donna e da uomo al campionario. Ha reinventato la camicia bianca degli uomini d’affari inglesi, rendendola più morbida. Il suo stile, inglese, sofisticato, per bene e tradizionale, è la quintessenza del preppie con poche variazioni sul tema: cardigan, gonne a pieghe, pullover in tessuti tradizionali come tweed e cachemire. Le sue collezioni sfilano dal 1995.
2001, autunno-inverno. La nuova collezione si avvale delle immagini del fotografo Bruce Weber, che aveva collaborato una prima volta con la Howell nel corso degli anni ’80.
2002, primavera. Apre il nuovo flagship londinese di Wigmore Street.

howell

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Bandana

Bandana. Fazzoletto di cotone a fiori naif su fondo di colore forte rosso, giallo, blu, violetto, realizzato con un arcaico metodo di tintura hindy…

Bandana. Fazzoletto di cotone a fiori naif su fondo di colore forte rosso, giallo, blu, violetto, realizzato con un arcaico metodo di tintura hindy, “tie-dyeing”. Molto usato dai cowboy del West americano, portato ripiegato a triangolo per proteggere il naso dalla polvere o legato sul capo, annodato sulla nuca.

bandana
Bandana Cowboy

Negli anni ’60 i figli dei fiori ne fecero un tocco caratteristico del loro abbigliamento; La portano sempre e dovunque annodato sul capo il fotografo cult americano Bruce Weber, il mitico Kurt Cobain dei Nirvana e il vincitore del Giro d’Italia e del Tour 1998 Marco Pantani. La bandana si vede molto anche nelle isole mediterranee, e in particolare a Pantelleria, riportato in voga da Giorgio Armani e dai suoi ospiti.