Balestra, Renato

Balestra. Debutta negli anni ’50. La sua moda molto femminile è caratterizzata da largo uso delle sete. Si è laureato in ingegneria.

Balestra Renato (1924). Debutta negli anni ’50. La sua moda molto femminile è caratterizzata da un largo uso delle sete. Nelle ultime collezioni, ha usato anche stoffe nuovissime tramate di luce e abbinate allo chiffon. Triestino e mitteleuropeo di cultura, è entrato nel mondo della moda dopo aver studiato ingegneria. Una scommessa tra amici lo portò a disegnare un modello, il disegno fu così apprezzato che, spedito a Milano a sua insaputa, ricevette l’invito a collaborare a una collezione di alta moda per le sfilate di Firenze.

Formatosi alla scuola di Jole Veneziani, delle sorelle Fontana e di Schuberth, ha aperto il suo primo atelier nel ’60 a Roma, in via Gregoriana, riscuotendo successo in America, nel Medio ed Estremo Oriente. Tra le sue clienti più note, Farah Diba e la regina di Thailandia. Oggi la maison Balestra ha sede in via Sistina ed è particolarmente attiva: una trentina di linee che vanno dal prêt-à-porter alla moda uomo.

Napoli. Uno scatto della mostra Celebluation

Gli anni 2000

Nel 2009 lo stilista ha disegnato costumi per varie rappresentazioni teatrali, e ultimamente ha collaborato con il Teatro Verdi di Trieste in occasione dell’apertura della stagione lirica. I costumi creati da Renato Balestra per il Cavaliere della Rosa di Strauss hanno riscosso un enorme consenso di critica e pubblico. Il primo agosto 2008 c’è stata la prima di un grande musical prodotto dalla Broadway and Asia Production dal titolo Cinderella, per la quale Renato Balestra ha disegnato 320 costumi. Lo spettacolo ha avuto esito trionfale per lo stilista che è stato invitato a collaborare ad altre produzioni. Renato Balestra è uno dei primi italiani ad aver disegnato per Broadway.

Nel 2019 al Certosa Museo San Martino di Napoli va in scena la mostra Celebluetion. Come cita il titolo dell’esposizione, nei meandri storici dell’antico edificio si celebra il blu Balestra, tonalità che ha contribuito a rendere famoso nel mondo il noto stilista triestino. Si tratta di una collezione composta da 250 bozzetti e abiti che hanno il compito di raccontare gli innumerevoli successi ottenuti dallo stilista sin dagli anni Cinquanta. La mostra, itinerante, fa tappa anche al Fortino di Forte dei marmi e nel 2020, a Firenze.