Bartley, Luella

Bartley. Ha una faccetta da ragazzina, ricorda una giovanissima Jodie Foster. Nel suo curriculum si scopre un trascorso di giornalista tra cui British Vogue

Bartley. Ha una faccetta da ragazzina, ricorda una giovanissima Jodie Foster. Nel suo curriculum si scopre anche un trascorso di giornalista per Evenig Standard, British Vogue e Dazed and Confused. Appartiene al mondo degli “sregolatori”. Musica e strada sono le sue fonti di ispirazione. È una sorta di piccola Westwood, che fa una moda per distinguersi, per non passare inosservati. Non per niente è grande amica di John Galliano: sono “cult” i miniabiti di pelle spruzzati di graffiti fluorescenti, inneggianti a Iggy Pop, Mick Jagger, Johnny Rotten.

Bartley è affermatissima in tutta la Gran Bretagna e in molti altri paesi dove ci sono giovani che amano il suo stile intrigante, femminile, ironico, ricco di creatività, colore e fantasia. Anticonformista, i suoi vestiti vogliono dimostrare l’appartenenza ad una élite che contesta, che del glamour può avere un concetto cervellotico e molto intellettuale, o esattamente il contrario. Spesso rivisita il punk, magari anche il grunge. A Milano Collezioni debutta con la sfilata per l’inverno 2001-2002: la collezione è come lei, trasmette personalità e spavalderia. Qualità che, nel 2000, le hanno fatto vincere il premio Designer of the Year.