Paule Ka

Paule Ka. Griffe parigina fondata nel 1988 dal designer Serge Cajfinger. Lo stilista trascorre l’infanzia in Brasile, per rientrare in Francia nel 1968

Griffe parigina fondata nel 1988 dal designer Serge Cajfinger. Lo stilista trascorre l’infanzia in Brasile, per rientrare in Francia nel 1968. Nel 1974, assieme alla madre e alla zia, Serge apre a Lille una boutique battezzata Paule Ka, dove trovano posto le creazioni dei designer che diventeranno famosi negli anni ’80: Alaïa, Claude Montana, Thierry Mugler e Kenzo. Nel 1987 Serge Cajfinger lascia la città per trasferirsi a Parigi: qui, nel Marais, fonda la sua etichetta.

In breve emergono precisi i suoi stilemi: abitini neri e piccoli capi dai toni neutri, un approccio pittorico al colore e pezzi metropolitani, come i tailleur rielaborati con un gusto per il glamour d’ispirazione hollywoodiana, nel segno di una seduzione che non esclude un pizzico di humour. Nel 2007 la griffe inaugura la nuova sede e il flagship store di Rue Saint Honoré 223, mentre vanta una distribuzione in 350 punti vendita nel mondo.

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Maria Luisa

Poumaillou Maria Luisa. Insegna di quattro boutique di tendenza a Parigi. Le ha aperte, a partire dal 1988. LA aiutano il marito e la figlia.

Poumaillou Maria Luisa. Insegna di quattro boutique di tendenza a Parigi. Le ha aperte, a partire dal 1988. Per l’amministrazione Maria Luisa Poumaillou è aiutata dal marito Daniel, un francese, e per le scelte dalla figlia ventisettenne Alexandra.

Dopo la prima bottega generalista in rue Cambon, ne è venuta una di scarpe, una per uomo e una che mischia il prêt-à-porter per donna e per uomo. Spesso le vetrine sono il proscenio di giovani promesse come Rick Owens, Stéphanie Parmentier, Sofia Kokosalaki.

Poumaillou
Boutique Poumaillou

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De Simone, Livio

De Simone. Ebbe il suo massimo successo nel periodo d’oro della Sala Bianca di Palazzo Pitti, a metà degli anni ’60. Esponente della moda da boutique.

De Simone. Ebbe il suo massimo successo nel periodo d’oro della Sala Bianca di Palazzo Pitti, a metà degli anni ’60, restandovi fedele anche nei ’70. Fantasioso esponente di quella moda boutique. Puntava sulla bellezza dei tessuti, la fruibilità della forma e la pirotecnica capacità di rinnovarsi. Fu vessillo della moda italiana e costituirà la vera base della futura moda pronta di lusso. È caratteristica la sua tavolozza dai toni solari, accesi, che rende splendenti, nelle sue sete i motivi mediterranei. Lo stilista fece anche inaspettate incursioni nel nero del “ciré”, contraddetto tuttavia dall’audacia di linee inguaribilmente libere e giocose.

De Simone

Cinque anni dopo la morte dello stilista, nel febbraio del 2000, la griffe Livio De Simone continua a vivere grazie al design e al talento della moglie Beba. Fedele allo stile del marito, sviluppa continuamente la ricerca di materiali e colori, e ha disegnato una propria linea di accessori (borse, bisacce, tascapani).

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Chipie

Chipie fa capo al Gruppo Zanner, società francese leader nel settore dell’abbigliamento infantile, che in totale controlla 14 licenze di produzione e…

Chipie fa capo al Gruppo Zanner, società francese leader nel settore dell’abbigliamento infantile. Gruppo che in totale controlla 14 licenze di produzione e commercio. Oggi, Chipie, con base a Carcassonne, ha in produzione e in licenza biancheria per la casa, accessori in pelle per la scuola, biancheria femminile da bagno, carta da parati, cancelleria, stilografiche, orologi. Ha 15 boutique di Francia e 200 succursali dei più importanti grandi magazzini.

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Cerrato

Boutique torinese. Pina Cerrato, nel secondo dopoguerra, si afferma come modista. Adatterà poi i modelli dell’haute couture Parigina al gusto delle signore Torinesi.

Cerrato. Boutique torinese, dal nome della titolare Pina Cerrato che, a partire dagli anni precedenti la seconda guerra mondiale, si afferma soprattutto come modista. Presto, quale donna di gran gusto nella scelta di modelli dell’haute couture parigina, si occuperà di adattare questi modelli al  gusto delle signore di Torino. Le sue creazioni di modisteria, di accesa inventiva per forme e materiali, ottennero ottimo successo finché la moda non decreterà l’eclisse del cappello. Negli anni ’50, l’atelier, al piano nobile di un palazzo d’epoca, divenne l’epicentro torinese del prêt-à-porter e, poi, della moda pronta di lusso delle più note griffe italiane e francesi. La scomparsa della modista decise anche quella della sua boutique.

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Caractère

Caractère. Il suo anno di nascita è il 1990, ma l’azienda produttrice, Vestebene, opera in realtà già da 35 anni. Il marchio firma abiti puliti e lineari.

Caractère. Il suo anno di nascita è il 1990, ma l’azienda produttrice, Vestebene, opera in realtà già da 35 anni come divisione interna del gruppo Miroglio di Alba, le cui origini risalgono al 1884. Il marchio, che firma abiti da donna molto puliti e lineari, è distribuito in tutta Europa, con boutique monomarca nei centri delle città più modaiole.

2001, giugno. Il sito web di Caractère è premiato a Cannes in occasione del 48° Festival Internazionale della Pubblicità. Nato in collaborazione con Q-Turn, il laboratorio creativo di Quam-Nurun, il sito infatti in occasione della nuova collezione autunno-inverno 2001 ha offerto un percorso narrativo-sensoriale fatto di immagini, suoni e rumori.

2002, marzo. Si è inaugurata la prima boutique a Mosca.

2002, settembre. Nuovo look per il negozio di Milano che riapre, legno sicomoro e, sul pavimento levigato, antiche sedimentazioni di conchiglie. Il marchio del Gruppo è distribuito in 5 paesi attraverso corner (Selfridges, Harrod’s e Galeries Lafayette) e multimarca. Per il Gruppo Miroglio, che nel 2001 ha fatturato 824 milioni di euro (suddivisi tra Vestebene e la Divisione Tessuti e Filati), Caractère continua a rappresentare il top.

2003. Ha inaugurato a Verona, nella centralissima via Mazzini, la sua tredicesima boutique. A luglio, nuova boutique a Palermo. Il fatturato 2002 ha superato i 50 milioni di euro.

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Galeries Lafayette

Charivari

Charivari è una Boutique newyorkese di tendenza, a Manhattan: 18West 57th street. Lo ha aperto nel 1967 Selma Wieser. Lo ha battezzato Charivari sfogliando a caso il dizionario. Nell’85, la stilista ha lanciato una sua linea Sans tambours ni trompettes. Oggi i figli John e Barbara la aiutano nella conduzione dell’azienda.

Boutiques de France International