Sarchi, Wilma

Wilma Sarchi. Public Relation italiana. Ha cominciato la sua attività lavorando come redattrice-traduttrice presso un’agenzia di stampa.

Wilma Sarchi. Public Relation italiana. Ha cominciato la sua attività lavorando come redattrice-traduttrice presso un’agenzia di stampa. Nel 1975, fonda lo Studio 75 e, all’inizio degli anni ’80, vara, insieme ad alcuni colleghi, l’Istituto Studi e Formazione per le Relazioni Pubbliche.

Per conto dell’Associazione Industriali dell’Abbigliamento e Maglieria ha curato, in collaborazione con Beppe Modenese, gli uffici stampa di saloni moda (Anteprima, Ideamaglia, Modit) per poi estendere la sua collaborazione al Pitti di Firenze.

Wilma Sarchi ha contribuito all’affermazione della moda tedesca collaborando con l’Igedo di Düsseldorf. Specializzatasi nel settore dei prodotti di lusso o a elevato contenuto d’immagine, ha lavorato per più anni col Comitè Colbert (associazione francese che ragguppa le 72 marche storiche del lusso d’oltralpe), mentre in Italia ha contribuito all’affermazione di marchi storici della gioielleria quali Boucheron, Asprey e Marina B.

Dal ’92 si occupa, per l’Italia, di Louis Vuitton. Dal 1999 collabora con la divisione Lvmh Fashion Group di cui cura, oltre alla comunicazione istituzionale, i marchi Givenchy e Céline.

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Sterlé, Pierre

Pierre Sterlé.Gioielliere francese.Specchio fedele del gusto anni ’50 è il gioiello firmato da questo orafo che ereditò dallo zio la passione e il mestiere.

Pierre Sterlé (1905-1978). Gioielliere francese. Specchio fedele del gusto anni ’50 è il gioiello firmato da questo orafo che ereditò dallo zio, con negozio in rue de Castiglione, la passione e il mestiere.

Sterlé
Spilla con zaffiri e gemma incastonata – anni 60

Dopo aver inaugurato nel ’34 in rue Sainte-Anne l’attività Sterlé aprì nel ’45, in avenue de l’Opera, il suo atelier. Inoltre, lavorò per gioiellieri come Boucheron, Chaumet, Puifocart.

Intrecciò uno stretto rapporto di collaborazione con il sarto Jacques Fath e si circondò di personaggi della cultura e dell’arte. Colette, Cocteau, Dalì, Léonor Fini. Tipici della sua produzione la lavorazione dell’oro a fili, le spille a freccia, con brillanti e rubini incastonati nel platino, i modelli di soggetto floreale e animalier.

Sterlé
Anello oro con zaffiro turchese

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Lalique, René Jules

Lalique René Jules (1860-1945). Gioielliere francese.

Il più versatile e fecondo creatore di gioielli in stile Art Nouveau.

Lalique René Jules (1860-1945). Gioielliere francese.

Il più versatile e fecondo creatore di gioielli in stile Art Nouveau.

Nel 1885 fondò a Parigi l’azienda dove cominciò a disegnare e produrre per sé e per altri gioiellieri (Boucheron e Cartier).

Celebri le parure di scena create da Lalique per l’attrice Sarah Bernhardt. L’Esposizione Universale di Parigi del 1900 consacrò la sua fama. L’interesse per i materiali anche non preziosi lo indusse a sperimentare vetro, corno, avorio, madreperla, pietre insolite per l’epoca come l’opale e la tormalina.

Lalique

Collana oro con opali e ametiste

La natura e la donna, in particolare, furono la sua primaria fonte d’ispirazione sia per quanto riguarda il gioiello sia per l’oggetto d’arredo in vetro.

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Boucheron, Louis

La storia Boucheron inizia nel 1858 a Parigi con Frédéric che sceglie come sede la Galérie du Palais Royal, conquistando l’aristocrazia del secondo impero.

La storia dei Boucheron inizia nel 1858 a Parigi con Frédéric B. (1830-1903) che sceglie come sede la Galérie du Palais Royal, conquistando, con uno stile ispirato alla natura, l’aristocrazia del secondo impero. Nel 1867 incrementa la propria popolarità realizzando la medaglia d’oro dell’Esposizione Universale di Parigi e negli stessi anni crea per Mrs Clarence H. Mackay una collana destinata a diventare proverbiale: fra i diamanti era incastonato uno zaffiro considerato il più bello, il più puro e il più grande fra quelli conosciuti. Nel 1893, si trasferisce al 26 di Place Vendôme.

Louis Boucheron continuerà la tradizione del padre accaparrandosi le pietre preziose più straordinarie, affinandone i tagli e inserendo nelle creazioni anche onice, lapislazzuli, corallo, giada, ambra. Apre una succursale a Londra, partecipa con successo all’Esposizione di Arti Decorative del 1925; alcuni suoi gioielli sono ora esposti al Victoria and Albert Museum di Londra e al Musée des Arts Décoratifs di Parigi.

Fra i suoi clienti maharajah, principi orientali, re d’Egitto e imperatori di Persia, grandi industriali americani, divi del cinema. La nuova generazione, rappresentata da Fred e Gérard Boucheron torna negli anni ’40 a un’ispirazione naturalistica e floreale. E subito dopo la guerra comincia la conquista del mondo straniero: le Americhe, il Medio Oriente e negli anni ’70, il Giappone e l’Estremo Oriente.

Negli anni ’90 la politica di Alain Boucheron è quella della gioielleria prestigiosa, volutamente in contrasto con quella più accessibile, da portare ogni giorno, che comprende anche alcuni orologi in acciaio. Nell’83 il lancio del profumo Boucheron in una bottiglia dalla forma di un anello disegnato per un maharajah; nel ’94 un secondo profumo, di ispirazione orientale, Jaïpur.

Azagury, Partridge Solange

 Solange Azagury-Partridge è la direttrice creativa di Boucheron. Originaria di Casablanca, Marocco, appena ventenne riesce a sfondare nella moda europea.

Azagury  è la nuova direttrice creativa di Boucheron, dopo che è stato acquisito dal Gruppo Gucci.

Da sempre segue l’istinto della creatività, non le tendenze: usa circa duemila diamanti per farne squame di un serpente, tentazione da rever.

Ha un’attenzione e un amore particolare per lo zaffiro, che monta in maniera personalissima, attenuandone il caratteristico blu con l’oro nero: per renderlo meno vistoso tanto da poterlo indossare, con irriverenza, insieme ai jeans.

Tra i colori, preferisce quelli più maturi (il prugna, il marrone, il viola) e, tra le forme, quelle più avviluppate e arrotondate.

Le origini di Azagury

Originaria del Marocco, è nata e vissuta a Londra, dove ha aperto un negozio a Notting Hill, iniziando con gioielli ispirati agli anni ’20 e bijoux fantasia.

Oggi, si divide tra Londra e Parigi, dove lavora nella storica sede di Boucheron in place Vendôme. Studiandone i ricchi archivi, Solange riprende i vecchi modelli, per riproporli con spirito nuovo, pur mantenendone il tradizionale prestigio.

Solange_azagury-partridge

Da Casablanca emigra in Inghilterra. Appena ventenne, lancia una sua linea. Un’esperienza interrotta due anni dopo, ma caparbiamente ripresa nel 1978. Lavora a Londra in tandem con Jane Cullinan, che orna i vestiti con i fiori. Questo duo stilistico si è fatto conoscere soprattutto per i suoi abiti da sposa.

Nel novembre del 2001 Sir Hardy Amies lascia la guida della storica, omonima casa di Savile Row e gli succede lo stilista marocchino, in veste di capo creativo.

Un anno dopo, nel giugno 2002, arriva la prima collezione confezionata da Azagury per l’autunno-inverno 2002 non va mai in vendita e il suo gruppo creativo viene sostituito. La Luxury Brands Group, proprietaria di Hardy Amies, decide di liquidare il designer rompendo l’accordo che prevedeva la preparazione di due collezioni. Il sostituto designato è Ian Garlant.

Sono di Azagury alcuni gioielli delle star femminili che partecipano ai Bafta Award del 2003, l’annuale cerimonia di assegnazione dei premi della televisione britannica.

Reinterpreta, dunque, senza stravolgerlo, lo stile inconfondibile del gioielliere di zarine e regine, di attrici ed ereditiere: per esempio i famosi gioielli definiti “bianchi”, perché realizzati con diamanti montati su platino ma, contemporaneamente, pensa anche a una linea più accessibile da proporre a tutte le donne.

Nel tempo realizza collezioni di forte design accompagnate da un forte successo di pubblico. Tra le sue clienti affezionate, Sarah Jessica Parker che indossa la collana Random in a una scena di Sex and the City. Tra le ultime collezioni, la linea Poptail del 2017 e la sentimental del 2019.