Sportswear

Sportswear. Parola di origine americana che significa articoli d’abbigliamento, calzature, per lo sport. Impiegato anche per indicare uno stile casual.

Parola di origine americana che significa articoli d’abbigliamento, calzature comprese, per lo sport. Nel tempo, il vocabolo è stato impiegato anche per indicare, in maniera più generica, uno stile casual. Uno stile costituito prevalentemente da capi separati e mixati fra loro. Anche un modo di vestirsi che si contrappone a quello più formale da ufficio, quindi da città.

Le prime contaminazioni dello sportswear nella moda, intesa come costume, si registrano all’inizio degli anni ’60 con i blue-jeans e con tutti i derivati in tela di denim (dal giubbotto alla gonna). Nel decennio successivo, quando Lacoste, Fred Perry e Fila entrano nel guardaroba di tutti i giorni si consacra lo stile.

L’avvento dello street-style dà diritto di cittadinanza alla giacca a vento di piumino e alle scarpe da vela o da jogging. Bisogna comunque aspettare l’ultimo decennio del secolo per vedere lo sportswear trasformato in moda: dai volumi, dalle forme di Helmut Lang alle nuove sperimentazioni di materiali con Prada, passando per le linee couture di Costume National, sdrammatizzate dalle zip.

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Western Style

Il western style è un evergreen dell’armadio di ognuno di noi. A partire dal glamour blue-jeans, che diventa più “selvaggio”

Western Style. Moda spontanea. Ha innescato la più potente rivoluzione pacifica mai vista nel campo del costume. I blue-jeans sono il capo che solo pochi, coscientemente, decidono di non avere nel guardaroba. Sono anche il primo esempio in cui il “dressing down” di massa diventa regola sottintesa, in cui la classe media adotta il vestire della classe lavoratrice. Se, lungo l’arco degli anni ’50, il jeans e il “dressing down” si espandono nella classe media, il western style, quasi per una forma di compensazione, si evolve sempre di più verso un’eleganza ornata e glamour.

Del resto, fin dall’inizio, quella del cowboy (come tanti film di Hollywood sui Singing Cowboy degli anni ’30 e ’40) è una figura dell’immaginario, più che una vera rappresentazione della realtà, quella del duro lavoro nelle praterie. In questo senso il cowboy versione Las Vegas, vestito di lamé e strass, è la naturale conseguenza del processo di autolegittimazione in termini stilistici. Nudie Cohen è uno dei principali artefici di questo processo. Gran parte degli eccessi glamour, da Gene Autry e Roy Rogers a Elvis Presley e Dolly Parton, sono frutto della sua inventiva. Il suo è un contributo importante all’appropriarsi di uno stile immaginifico come prova evidente del successo.

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