Ombelico

Ombelico. Nuova zona erogena, o supposta tale, venuta ad allinearsi con le altre del corpo femminile più consolidate e interpretate in ogni tempo.

Ombelico. Nuova zona erogena, o supposta tale, venuta ad allinearsi con le altre del corpo femminile più consolidate e interpretate in ogni tempo.

La moda anni ‘80

Un must della moda dei tardi anni ’80, soprattutto, ma non solo, giovanile. La maglietta, la camicetta lasciano scoperto il punto vita, il pantalone e la gonna si fermano ben al disotto, liberando alla vista l’ombelico. Vi sono esiti più eleganti e circoscritti anche nell’abito da sera.

Ombelico in vista nella storia

Le fanciulle del mosaico nella villa romana di Piazza Armerina del IV secolo d.C. danzano indossando un costume antesignano del bikini. Al contempo, offrono un’immagine rara dell’ombelico in evidenza. Nelle sempre più frequenti letture antropologiche delle vicende della moda e del costume, si è collegato il nodo, che segna il distacco dal corpo materno e insieme ne ricorda l’imperitura, inconscia dipendenza, a un richiamo alla vita. E in India la particolare energia femminile (“shatti”), non a caso, si situa nell’ombelico. Appare così palpitante nelle danzatrici del ventre. In attesa che la cosmetica o la chirurgia estetica si occupino della sua bellezza, ci hanno pensato i gioiellieri proponendo di incastonarvi un diamante o un rubino.

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Topless

Topless. Termine che, dall’inglese top (copriseno) e less (senza), indicando un costume da bagno mancante della parte superiore.

Topless. Termine che, dall’inglese top (copriseno) e less (senza). Ne conserva il significato letterale, indicando un costume da bagno mancante della parte superiore.

La storia del topless

Il topless, disegnato in California da Gernreich, si riduce a un calzoncino a vita alta da cui si distaccano, per incrociarsi sul petto e sulla schiena, due sottili bretelle. In pieno successo della minigonna, alla vigilia della moda unisex, il topless è indumento contestatario, molto spesso stigmatizzato o vietato. Ma ha presto esaurito la sua valenza a favore di spericolatissimi bikini. Giocando sul falso doppio di bikini, spuntò, creato negli anni ’70 dal giovane e travolgente manager della Robe di Kappa, Maurizio Vitale, il monokini, che pur volendo indicare la possibilità di acquisto di misure diverse fra le due parti del bikini, poteva anche incitare a perderne una.

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Costume da bagno

Costume da bagno: per le donne può essere intero, a due pezzi più o meno ridotti come il bikini o il tanga. Per l’uomo è a slip o a calzoncino.

Costume da bagno: per le donne può essere intero, a due pezzi più o meno ridotti come il bikini o solo una mutandina: il tanga. Per l’uomo è a slip o a calzoncino, più o meno aderente e lungo. Fa la sua apparizione nella seconda metà dell’800, quando dalle tradizionali vacanze in campagna si osa approdare sulle spiagge. Ancora coperti però: per le donne tuniche poco scollate su lunghi calzoni stretti alla caviglia, per gli uomini tute aderenti in maglina rigata, a canottiera, lunghe sino alle ginocchia, quasi sempre in lana, materiale ritenuto più adatto ad assorbire l’umidità.

Negli anni ’20 continuano a essere pudichi. Tutto cambia negli anni ’30 con la moda dei “bagni di sole” considerati necessari alla salute. Come prendisole in maglia di cotone leggero, un accenno di schiena nuda, un breve calzoncino, lo indossavano per giocare a volano le signore sulle spiagge di Deauville e Biarritz.

È un francese, Louis Réard, che nel luglio 1946 presenta nella sua collezione un costume da bagno piuttosto audace, un due pezzi. Lo chiama bikini (dal nome di un atollo del Pacifico dove in quei giorni hanno avuto luogo i primi esperimenti nucleari a idrogeno), in quanto è considerato esplosivo appunto come la bomba atomica. A metà anni ’60 è di moda un monobikini di taglia molto ridotta, solo un triangolo davanti e sul dietro: una stringa che passa in mezzo alle natiche. È il tanga, uno slip di origine brasiliana.

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Bacirubati

Bacirubati: uno dei sei marchi ( Argentovivo e Azuleja per la donna, e Julipet, Allen Cox e Jamas per l’uomo) di proprietà del bolognese Gruppo Arcte…

Bacirubati:  uno dei sei marchi che, con Argentovivo e Azuleja per la donna, e Julipet, Allen Cox e Jamas per l’uomo, sono di proprietà del bolognese Gruppo Arcte, azienda leader nella produzione e distribuzione di collezioni di intimo e mare. Bacirubati è stata creata per rivolgersi a un target giovane e dinamico. Prerogative di questa linea sono il glamour minimalista e i materiali innovativi. Due le collezioni prodotte ogni anno per quanto riguarda l’intimo, la corsetteria, la pigiameria e l’homewear e una per i costumi da bagno e l’abbigliamento beachwear. Dal 2002 sono state prodotte altre due linee: Bacirubati Next e Bacirubati Cotonext.

bacirubati
Bacirubati Next

Le sue caratteristiche

La prima, comprendente sia una collezione intimo sia una mare, è caratterizzata da linee essenziali e colori basici, la seconda è realizzata con un innovativo cotone elasticizzato (un brevetto denominato Futura prodotto in esclusiva per Arcte da Franzoni Filati), che permette piena libertà di movimento. Bacirubati, come gli altri sei marchi del Gruppo Arcte, è distribuito, oltre che nelle principali località del mercato italiano anche in Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Grecia e Spagna. (Sara Tieni) nel 2009. Il brand, caratterizzato da sensualità, comfort, linee essenziali e basiche, ma anche moderne e giovanili, presenta oggi diverse linee: Corsetry, Freewear, Beachwear e Cruise, oltre alle Basic, Pleasure e Fashion.

Bacirubati, Arcte Fashion Brands e Pierre Mantoux

Nel 2010 il Gruppo Arcte diventa Arcte Fashion Brands e nel 2011 viene acquisito dal Gruppo Pompea. L’intento è quello di rilanciare i brand che fanno parte di questo ex gruppo. Poco dopo cambia nuovamente proprietario passando sotto il controllo della Pierre Mantoux.

La nuova collezione estiva del 2012 vede pochissimi modelli in tinta unita, infatti sono un’autentica esplosione di glam e fantasie; modelli in grado di rendere sensuale e iperfemminile ogni donna.

bacirubati
collezione estate 2012

Oggi

Ad oggi il Brand è il risultato di un elevato know-how che unisce originalità e qualità sempre al passo con i tempi creando tendenza. Le collezioni sono dedicate ad una donna cosmopolita ed ironica, ma certamente seduttiva e maliziosa, frizzante, sexy, che ama stupire, attenta ai dettagli ed al proprio look.

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